BEAUTY NEWS: 50 edizioni speciali per i 50 anni delle Puma Suede

Cinquant’anni e non sentirli. Le sneakers Puma Suede, fin dalla loro creazione nel 1968, sono state un punto di riferimento per il design e per lo stile, diventando le protagoniste del fenomeno culturale di una delle ere più progressiste e storicamente significative del XX secolo, gli anni Settanta.

Indossate da grandi atleti come lo statunitense Tommie Smith, velocista e giocatore di football americano, medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Città del Messico e primo uomo al mondo ad aver corso i 200 metri piani in meno di 20 secondi, negli anni Ottanta raggiunsero una straordinaria notorietà grazie alla nascita del fenomeno dei b-boys e dell’hip-hop a New York City. Con il passare degli anni, queste scarpe hanno continuato a stare al passo con i tempi e quando le dance floor passarono di moda, trovarono il loro posto nei poghi dei concerti punk e nelle mille acrobazie degli skaters sulle loro half-pipe per tornare poi protagoniste negli anni 2000 nel mondo street. Oggi, le Suede, grazie alla loro silhouette leggera e al loro stile timeless, continuano ad appassionare tutti gli amanti delle sneakers.

Per celebrare il loro 50esimo anniversario, Puma sta collaborando con marchi e icone del mondo della musica, della moda, della street e della pop culture per introdurre 50 edizioni limitate (che verranno svelate il prossimo novembre), ispirate alla classica silhouette, tra cui spiccheranno il B-Boy Fabulous Pack e il Made in Japan Collectors Pack, dedicati agli appassionati.
La prima edizione limitata è quella realizzata a quattro mani l’atleta americano Tommie Smith, soprannominato The Jet, che infranse il record mondiale dei 200 metri e salì sul podio scalzo, indossando un paio di calze nere e, tenendo una sola Suede sulla sua mano sinistra, durante l’esecuzione dell’inno nazionale chinò il capo e sollevò un pugno con un guanto nero, per quella che probabilmente verrà per sempre ricordata come la più famosa protesta della storia dei Giochi olimpici a sostegno del movimento denominato Olympic Project for Human Rights. «Le Suede hanno swag», racconta il campione. «Queste sneakers mi sono piaciute da subito e le ho volute indossare sul podio perché mi hanno sempre rappresentato. Erano fastidiosamente forti, umili e nere».