BEAUTY NEWS: Tempo futuro: la nuova manifattura Omega

Niente cambia, eppure tutto cambia.

La sede è la stessa, quella Rue Jakob-Stampfli 96 a Bienne, in Svizzera, dove nel 1880 si stabilì “Louis Brandt & Fils”, maison che oggi conosciamo come Omega. Restano invariate la capacità di riconoscere il valore umano e l’orgoglio di promuovere quel concetto di Swiss Made che rende grande l’alta orologeria.

Eppure la nuova manifattura, inaugurata nei giorni scorsi, fa fare alla maison e all’intero settore un salto nel suo stesso futuro in termini di ecosostenibilità, ottimizzazione della produttività e riunificazione sotto lo stesso tetto di tutto ciò che riguarda l’assemblaggio degli orologi, la formazione e i controlli di qualità.

A costruire questo avveniristico “castello del tempo”, il pluripremiato architetto giapponese Shigeru Ban, già vincitore del Pritzker Prize per i suoi significativi contributi all’innovazione architettonica, alla filantropia e all’utilizzo di materiali da costruzione inconsueti.

Ecocompatibile e realizzata interamente in abete svizzero e cemento, la nuova manifattura é strutturata in modo da far interagire al meglio competenza umana e supporto robotico al massimo livello. Cuore dell’edificio, un magazzino automatico che si innalza per tre piani e che, come in un film di fantascienza, contiene oltre 30 mila casse con tutti i pezzi necessari per la produzione degli orologi del brand. Sono solo due le persone, appositamente formate, autorizzate ad entrare in questo sistema dove l’ossigeno è stato ridotto al 15,2% affinché non possano svilupparsi e diffondersi incendi. Ma se i robot eseguono i lavori meno qualificati, il personale si concentra sulla messa a punto finale di ogni orologio e ad assicurarsi che sia pronto per essere consegnato al cliente.

Fiore all’occhiello di questo nuovo stabilimento, il terzo piano, dove si trova tutta  la tecnologia necessaria per le otto prove METAS per la certificazione Master Chronometer.