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Per una modella emergente sfilare per lo show di Victoria’s Secret può rappresentare un’occasione incredibile per la propria carriera, si veda il caso di Taylor Hill, per esempio, che è salita alla 16ma posizione della lista delle modelle maggiormente pagate compilata da Forbes soli due anni dopo il suo debutto a VS. Alcune modelle che calcano la passerella di Victoria’s Secret per la prima volta usano la loro partecipazione allo show per rilanciare il proprio profilo mentre vi sono invece altre che riorientano la propria carriera in una direzione completamente diversa. Ecco di seguito nove donne che hanno optato per la seconda scelta.

  • Trish Goff: broker immobiliare
    Trish ha sfilato nello show di Victoria’s Secret nel 1999, nel 2000 e nel 2001. Ma alcuni anni fa ha capito che ciò che ama veramente è l’architettura. Goff ha ottenuto la licenza immobiliare presso l’Università di New York nel 2012 e ha iniziato a esercitare la professione presso l’agenzia Douglas Elliman. Attualmente vive nel Greenwich Village e vende appartamenti che sembrano uscire direttamente dalle pagine di una rivista di design d’interni. Alla data presente si sta occupando della vendita di un appartamento duplex del valore di 25 milioni di dollari nell’Upper East Side e di una penthouse del valore di 13,9 milioni in zona TriBeCa.
  • Lyndsey Scott: sviluppatrice di app
    Potrà anche sembrare l’occupazione delle modelle ‘millennial’ per eccellenza ma Lyndsey Scott, che ha sfilato nello show di Victoria’s Secret nel 2009, non è certo una dilettante in fatto di programmazione. Dopo essersi laureata in informatica e teatro presso l’Amherst College nel 2006, ha imparato i linguaggi di programmazione Python, Objective-C e C. Da allora sviluppa app come secondo lavoro. Tra le app da lei ideate vi sono iPort, una app portfolio per modelle, Educate, che si occupa di aiutare la generazione di giovani imprenditori in Africa e The Matchmaker, una app di social networking. La sua ultima app si chiama Ryse Up, è stata inclusa nell’App Store ed è stata descritta come un prodotto a metà tra X Factor e Snapchat.
  • Frédérique van der Wal: imprenditrice orticola
    Frédérique van der Wal ha avuto una carriera variegata e dinamica sin dalla sua partecipazione alle prime tre sfilate di Victoria’s Secret dal 1995 al 1997 a cui si sono aggiunti un ruolo cinematografico in Wild Wild West accanto a Will Smith e uno nella produzione teatrale di I Monologhi della Vagina. Nel 2005 il governo olandese ha dedicato alla modella una varietà di giglio soprannominato The Frederique’s Choice Lily (Il Giglio di Frederique). Questo l’ha portata a presentare programmi su Discovery Channel sul commercio dei fiori e, successivamente, ad aprire la sua azienda orticola. Frederique’s Choice, con base ad Hengelo, in Olanda, è un impero di floristica online che vende bouquet, fragranze, borse, vasi e accessori profumati in nove paesi europei e in America.
  • Cara Delevingne: attrice
    Star di Instagram e della moda, la supermodella britannica ha sfilato per Victoria’s Secret nel 2012 e nel 2013. Da allora, e senza mai abbandonare la moda, è stata scritturata in una serie di ruoli cinematografici tra cui Città di Carta e Valerian e la città dei mille pianeti che hanno consolidato il suo status di attrice ad Hollywood.
  • Karlie Kloss: programmatrice
    Karlie Kloss ha sfilato per Victoria’s Secret dal 2011 al 2015 e tornerà nuovamente a indossare le sue ali d’angelo a fine mese. Nel frattempo, Kloss è riuscita a trovare il tempo per studiare programmazione informatica aiutando altre giovani donne a fare lo stesso. Nel 2014 ha dato vita a Kode with Klossy, un campo estivo e una borsa di studio creati allo scopo di insegnare alle adolescenti tra i 13 e i 18 anni a programmare. L’iniziativa è stata estesa a 10 città (il loro numero continua a crescere) tra cui New York, Los Angeles, St. Louis, Oakland, Chicago, Austin, Detroit, Miami, Atlanta e New Orleans e offre un totale di 300 borse di studio. In aggiunta, sta studiando informatica presso la NYU.
  • Catherine McCord: blogger e imprenditrice del settore cucina sana a domicilio
    La modella originaria di Los Angeles è la fondatrice di Weelicious, un blog che mira ad incoraggiare i genitori a preparare pasti nutrienti e sani per i propri figli. Modella di Victoria’s Secret nell’anno 1995 e 1996, nel 2015 McCord ha co-fondato One Potato, un servizio di spedizione di pasti biologici a domicilio dedicato alle famiglie. Inoltre ha scritto anche diversi libri di cucina.
  • Grace Mahary: filantropa nel settore energia pulita
    La sola e unica sfilata di Victoria’s Secret a cui ha partecipato Mahary risale al 2014 ma fu sufficiente a consolidare la sua carriera di modella. Tuttavia, nel 2015, Grace ha optato per un cambio di carriera lanciando Project Tsehigh, un’organizzazione benefica che si occupa di fornire elettricità alle famiglie eritree installando pannelli solari sulle loro abitazioni. La modella canadese, i cui genitori sono emigrati dall’Eritrea, è riuscita ad assicurarsi fondi da diversi imprenditori tra cui Russell Simmons e lancerà il progetto in maniera ufficiale proprio questo novembre.
  • Leomie Anderson: attivista
    Parte della nuova generazione di modelle attiviste, Leomie Anderson si è espressa attivamente a proposito di razzismo nell’industria della moda. Oltre ad aver sfilato per Victoria’s Secret nel 2015, 2016 e 2017, è il volto di Fenty e Fenty Beauty e, all’inizio dell’anno, si è occupata dello styling della collezione Nike Beautiful x Powerful. Basta visitare il suo profilo sui social media per accorgersi di quanto sia determinata e socialmente impegnata. Il suo collettivo, LAPP, debuttò in forma di blog nel 2012 ed è una piattaforma utilizzata da Anderson per discutere di tematiche a lei care, dal razzismo all’empowerment femminile sul lavoro. Quest’anno ha lanciato la sua prima collezione di abbigliamento LAPP che include T-shirt con slogan sul tema delle molestie sessuali.
  • Angelika Kallio: agente immobiliare
    Scoperta da Karl Lagerfeld agli inizi degli anni ’90, la partecipazione di Kallio al suo primo show di Victoria’s Secret risale al 1995. Attualmente sta studiando imprenditoria immobiliare presso la NYU e opera come agente immobiliare su Manhattan sin dal 2013.

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Beauty news
November 23, 2017

Contexture è un progetto fra moda, grafica e design nato a Roma nel 2017. Racconta esperienze, condivide suggestioni e descrive momenti. Vuole “texturizzare l’ordinario” venire incontro alla tua voglia di originalità e creare un prodotto che sia il più vicino possibile ai tuoi desideri. Spesso le belle idee nascono da fatti che sembrano insignificanti: un volo perso, un incontro casuale, una macchia su una sedia. Ed è proprio così che nasce Contexture: da uno Spritz rovesciato su una sedia a un aperitivo. Quella macchia che non voleva venire via è stato il nostro momento “sliding doors“.

Tutte le texture sono stampate e cucite in Italia, con un’attenzione costante all’innovazione ma rimanendo fedeli alla tradizione sartoriale italiana del Made in Italy.

Come funziona Contexture?
Tutto comincia con la scelta di una texture: è possibile acquistare il tessuto al metro, per farne poi quello che desideri, o se applicarlo a uno dei capi di abbigliamento o di arredamento disponibili. E se hai voglia di essere ancora più originale, Contexture offre un servizio di personalizzazione di texture uniche disegnate in base ai gusti del cliente.

Sfoglia la gallery per scoprire alcuni pezzi della collezione Contexture e vai sul sito Contexture.it per rimanere aggiornato su tutte le novità del brand.

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A 18 anni, nel 2014, Taylor Hill era una delle modelle più giovani che abbiano mai preso parte a una sfilata per Victoria’s Secret, e da allora ne ha fatte altre quattro. E oggi, quattro anni dopo, è una delle modelle più pagate del mondo, e secondo Forbes nel 2016 ha guadagnato 4 milioni di dollari.
Scoperta quando aveva 14 anni in un ranch nel Colorado, è stato proprio il debutto in passerella per Victoria’s Secret a darle notorietà e ad aprirle le porte dell’alta moda. Poco tempo dopo sfilava per Versace durante la settimana dell’Alta Moda di Parigi, e poi è apparsa in una adv per Versus Versace scattata da Mert and Marcus.
Da allora, la modella americana ha sfilato per Miu Miu, Chanel, Givenchy, Fendi, Dolce & Gabbana, Ralph Lauren, Anthony Vaccarello, Thierry Mugler, Kenzo, Elie Saab e Christopher Kane.
Nel 2016, Lancôme ha scelto Hill come ambassador ufficiale accanto a Lupita Nyong’o e Julia Roberts. Di recente è apparsa nella adv AI 2017 di Michael Kors, e in copertina del numero di dicembre 2017 di Vogue Japan, la sua quinta per Vogue.

Il regime fitness di Taylor Hill?
Taylor adora lo snowboard e ama allenarsi con il Crossfit.

Di cosa non può fare a meno?
Dice di non poter vivere senza il suo ragazzo, il suo cane e l’olio di cocco.

Text by Libby Banks

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Sara Sampaio è cresciuta nella periferia di Porto, in Portogallo. Mentre studiava all’università a Lisbona ha cominciato a lavorare come modella e nel 2011 si è trasferita a New York per una carriera full-time. La sua prima copertina per Vogue è stata per Vogue Portogallo, nel 2011, e da allora ne ha inanellate altre sette, per edizioni internazionali di Vogue. Per due anni di seguito non era riuscita a superare i casting, ma poi Sampaio ha preso parte al suo primo Victoria’s Secret Fashion Show nel 2013 ed è diventata Angelo nel 2015. Sampaio è apparsa in svariate campagne per il brand di lingerie ma non è ancora stata scelta per indossare il famoso Fantasy Bra. Attualmente frequenta il businessman inglese Oliver Ripley.

Il regime fitness di Sara Sampaio?
Sampaio è una super fan del metodo SLT a New York, un regime che mescola cardio, allenamento ad alta resistenza e Pilates. Quando ne ha l’occasione, le piace fare surf. Ma è anche una convinta sostenitrice del sonno e dei suoi benefici e cerca di dormire almeno 8 ore per notte nelle settimane prima della sfilata.

Text by Libby Banks

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Stella Maxwell, modella per metà inglese e per metà neozelandese, ha preso parte a tutte le edizioni del Victoria’s Secret Fashion Show fin dalla sua prima volta, nel 2014, e non si è mai più fermata. Maxwell è stata inoltre reclutata da marchi del calibro di Chanel e Fenty x Puma per le sfilate Primavera/Estate 2018, ed è il volto di Victoria’s Secret Fragrances e di Max Factor. Si è portata a casa ben tre copertine di edizioni internazionali di Vogue solo nel 2017. Quest’estate è apparsa nel video di David Guetta 2U insieme ad altre ‘colleghe’ di Victoria’s Secret.
Oggi la modella 27enne è una presenza fissa sui media a causa della sua relazione con Kristen Stewart, che frequenta dal 2016.

Il regime fitness di Stella Maxwell?
Prima di ogni sfilata Maxwell preferisce allenarsi all’aria aperta e ama praticare yoga sulla spiaggia, camminare o fare surf. Non può fare a meno di toast gluten-free e avocado.

Text by Libby Banks

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Il sodalizio tra Audi e la musica avant-pop continua: dopo l’esordio pugliese del festival estivo VIVA! in Valle d’Itria, la partnership tra Audi e Club To Club non poteva che rinnovarsi alla XVII edizione del festival torinese, dopo la preview che ha visto Lorenzo Senni e Lanark Artefax esibirsi allo spazio BASE di Milano il 19 ottobre.

Così come molti artisti presenti in tutte le line-up firmate C2C, tanto all’avanguardia da essere impossibile etichettarli con un solo genere, anche la nuova Audi Q2 è un modello non categorizzabile prettamente in un unico segmento: crossover ma anche coupé, SUV ma anche city car, è, semplicemente, un auto #untaggable.

Proprio questo hashtag è stato il leitmotiv dell’evento, raccontato da due conduttori d’eccezione, e a loro volta due personalità poliedriche e dalla creatività multidisciplinare, come Carlo Pastore e Federico Russo, nella splendida cornice dell’Absolut Symposium presso l’AC Hotel di Torino e in tutte le altre location del festival.

Club To Club, tuttavia, è solo un passo di un percorso che si è iniziato a sviluppare dagli scorsi Audi City Lab milanesi, che hanno visto designer, sociologi e artisti sviluppare veri e propri laboratori di idee, fino all’ultimo progetto #UntaggableJourney realizzato in collaborazione con Vogue Italia e personaggi dallo spirito intraprendente, versatile, indefinibile.

Il viaggio untaggable della Casa dei quattro anelli continua: Audi sarà partner di Vogue Italia anche in occasione di Photo Vogue Festival, nonché main sponsor del closing party proprio presso lo spazio BASE, con due grandi artisti decisamente #untaggable che provvederanno a rendere unico questo nuovo #UntaggableJourney.

Stay tuned.

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Pronte per il Black Friday 2017? Abbiamo individuato per voi, 20 pezzi da tenere d’occhio su Amazon Moda.

Non sapete quando è il Black Friday 2017?
Venerdì 24 novembre, Amazon Moda sconterà tantissimi articoli di abbigliamento tra cui giacche, pantaloni, maglie, abiti, borse, scarpe e bijoux. La scelta è talmente ampia che potreste sentirvi smarrite durante gli acquisti. Per questo abbiamo scelto per voi 20 pezzi must have, in linea con le tendenze moda autunno inverno 2017 2018, da tenere d’occhio durante giornata del Black Friday 2017.

Quali sono i capi must have della stagione?
Se ve lo state ancora chiedendo ecco un nostro recap:

L’impermeabile. Bellissimo quello di Seventy visto su Amazon Moda, da indossare con un maglione oversize, jeans a palazzo e sneakers.

Un’altro capo imperdibile è la giacca ladylike di Penny Black, perfetta su un body in pizzo, skinny di pelle nera e stringate maschili.

Irrinunciabile per l’autunno inverno 2017 2018 è anche il trench in pvc, da abbinare con t-shirt con le scritte e gonna plissè a metà polpaccio. Gli accessori? Muti rings e scarpe mules.

Di tendenza anche la eco pelliccia colorata. Al Black Friday 2017 controllate il prezzo di quella di Guess su Amazon Moda. Bellissima con un party dress, chocker di cristalli e socksboots.

Le borse da comprare sono quelle a tracolla: capiente di Michael Kors per il giorno, più essenziale per la sera il modello di Furla.

Sfoglia la gallery per scoprire i 20 pezzi moda da tenere d’occhio all’Amazon Black Friday 2017.

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La Birkin, la Kelly, la Constance, la Clemence, la Evelyne. Non sono semplici nomi da donna, ma vere e proprie icone della moda. Le “very expensive” it bag di Hermès per molte continuano a rappresentare l’accessorio irraggiungibile, ma per altre, molto fortunate, sono il dettaglio indispensabile che non può mancare in un look. E siccome per riuscire ad accaparrarsi queste pregiate borse l’attesa è davvero lunghissima, quando approdano all’asta è una gioia immensa per le fan della maison.

E oggi, c’è una buona notizia per tutte loro. In occasione delle festività in arrivo, infatti, christies.com metterà all’asta – a partire dal 22 novembre – una vastissima collezione di borse Hermès che include pellami preziosi, nuance particolari e modelli unici customizzati. E, secondo indiscrezioni, alcune Birkin arriveranno a cifre vicine ai 90.000 dollari.

Abbiamo selezionato per voi i 42 modelli da non perdere. Guardate la gallery su Vogue.it per scegliere il modello sul quale puntare, o semplicemente per sognare…

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Asta record da Christie’s: il gioiello The Art of de GRISOGONO, Creation I è stato battuto per CHF 33,500,000 / US$ 33,701,000.

Asta-record-da-Christie’s-per-la-collana-di-Grisogono

La prima tappa mondiale della collana è stata Hong Kong, il 28 settembre, a seguire Londra, Dubai e New York per arrivare poi a Ginevra il 9 novembre.

Creation I è stata la star da Christie’s, alla vendita serale di MAGNIFICENT JEWELS tenutasi ieri sera, 14 novembre, sancendo così l’inizio di una eccezionale partnership tra la casa d’aste e la maison di Fawaz Gruosi.

Tutti i dettagli della collana The Art of de GRISOGONO, Creation I:

è un prezioso di alta gioielleria composta da un diamante taglio smeraldo (163.41 cts)D-Flawless, 399 brillanti (2.17 cts), 4 diamanti baguette (0.29 cts) e 18 diamanti taglio smeraldo (48.64 cts), 66 smeraldi taglio pera (120.42 cts), 5949 smeraldi taglio brillante (38.84 cts), 862 brillanti (6.52 cts).

La collana è nata in terra svizzera, all’interno dell’atelier de GRISOGONO di Ginevra per mano di un team di artigiani-maestri , tra cui otto gioiellieri, cinque incastonatori e un incisore che durante ben 1700 ore di lavoro hanno rispettato sapientemente le regole e l’antico savoir faire dell’alta gioielleria. Il gioiello è caratterizzato da linee sinuose, un tributo alla femminilità, dove diamanti e smeraldi si alternano per ornare la scollatura.

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Alessia Marcuzzi con la Mary Bag

Alessia Marcuzzi con la Mary Bag

La presentatrice tv Alessia Marcuzzi ha preso a cuore il suo impegno e ruolo come ambasciatrice del World Food Programme Italia.

Ha deciso di realizzare un’edizione speciale della sua borsa Mary del marchio Marks & Angels by Alessia Marcuzzi, caratterizzata da una tracollina con stelline-borchie: i proventi della vendita verranno devoluti al WFP, così da sostenere i costi di cibo e istruzione per un anno a un bambino tra i più poveri del mondo.

 

Mary è disponibile online, marksandangels.it, a partire dal 15 novembre. Questa borsa non sarà solo un regalo ma anche un gesto d’amore che racchiude a pieno lo spirito del Natale.Marks & Angels by Alessia Marcuzzi per World Food Programme

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Beauty news
November 23, 2017

Se siete alla ricerca di un nuovo paio di occhiali da vista siete nel posto giusto, vi presentiamo tutte le novità 2017 per le montature da donna.

5 macro tendenze da tendere letteralmente d’occhio: black silouette, tartarugato fantasia, lipstick color, trasparenze plexy e metal lines.

Black Silhouette. Per le amanti dei modelli decisi, le montature in acetato nero da scegliere adesso sono quelle oversize di Balenciaga e Tom Ford Eyewear, sconsigliate per chi ha un viso minuto.

Balenciaga Eyewear

Tartarugato fantasia. Per chi predilige il motivo classico a macchie sfumate, i modelli più originali sono senza dubbio quelli di Persol e Tiffany & Co. Eyewear che hanno inserito tonalità inconsuete nel tartarugato.

Persol

Lipstick Color. Dal bordeaux, al rosso, passando per l’arancione e il fuxia, siete pronte ad abbinare il colore del vostro rossetto preferito con un nuovo modello di occhiale da vista? Tra le novità 2017 scegliete quelle di Miu Miu e Swarovski Eyewear.

Swarovski Eyewear

Trasparenze Plexy. Perfette per chi ha i lineamenti irregolari, le montature in acetato trasparente sono di tendenza per gli occhiali da donna di Dsquared2, Ray-Ban e Versace Eyewear.

Dsquared2 Eyewear

Metal Lines. Per le amanti dei modelli super leggeri, le nuove forme proposte da Dior, Giorgio Armani e Valentino Eyewear, saranno perfette per ogni viso.

Dior Eyewear

Sfoglia la gallery per scoprire tutte le novità 2017 per le montature da donna di occhiali da vista.

 

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Kym_Ellery-by-Thinh-Dong---Portrait-officiel

Foto di Thinh Dong

“Mi esercito nella boxe alle Tuileries, imparo a suonare la chitarra dal mio paziente fidanzato e amo scattare foto per le strade di Parigi”: così Kym Ellery, la designer nata a Perth, inizia a raccontarsi. Attraverso dei passatempi decisamente eclettici che tuttavia dicono molto di lei, una trentenne che alza sempre di più l’asticella dei suoi limiti.

Ispirazione e creatività. Ma anche sacrificio e dedizione. Kim è un concentrato di energia e di successi, inanellati uno dopo l’altro, fin dall’esordio, decisamente per caso, del suo brand “Ellery” dieci anni fa. 
Difficile starle al passo, in un ritmo tutto suo fatto di giornate frenetiche e momenti all’insegna di quella “joie de vivre” francese tanto affascinante. 
Tra un aereo per Sydney, dov’è basata la maggior parte del suo team, e uno per Parigi, la sua casa da più di un anno, tra il suo marchio e nuove collaborazioni (come quella recente eyewear), Kym affronta tutto con passione infusa e un sorriso, negli occhi, che non sembra mancarle mai.
Con creazioni dalle forme scultoree e un tailoring che guarda agli anni ’70 per silhouette e cut, ma decisamente innovativo per l’uso di materiali, il suo marchio womenswear ha ricevuto grande riconoscimento internazionale – con celebs del calibro di Alicia Keys, Solange Knowles e Cate Blanchett come fan – tanto da far meritare a Kym l’inserimento tra i BoF 500, come una delle figure di riferimento nella moda di oggi.
Dal 2015, sfila nel calendario ufficiale della Paris Fashion Week, cercando di esprimere la sua creatività anche attraverso nuove forme comunicative che sostituiscano l’usuale concetto di sfilata.

Ecco che cosa ci ha detto sul suo lavoro e sulla sua idea di moda; tutto è iniziato molti anni fa, complice una certa gonna a pois…


Raccontaci qualcosa di te… dove vivi, dove lavori?
Attualmente a Parigi, ma torno spesso a Sydney per lavorare con il team di Ellery che è rimasto in Australia.

La tua prima memoria legata alla moda?

La prima volta che mi sono davvero resa conto di un mio gusto personale è stato quando avevo 4 o 5 anni. Mi trovavo con mia madre in un centro commerciale in Australia. Il mio sguardo fu catturato da una gonna rossa e bianca a pois della quale mi innamorai immediatamente! Fino a quel momento ero sempre stata una bambina tranquilla e molto educata, ma qualcosa scattò in me. Mi sedetti sotto la gonna appesa e iniziai a piangere e gridare finché mia madre non fu costretta a comprarmela per farmi smettere!



Quando hai capito che la moda poteva diventare una carriera per te?
Quando lavoravo come redattrice per il magazine australiano RUSSH.

E quando ti sei sentita pronta per fare il grande passo e dedicarti completamente al tuo marchio?
All’inizio è accaduto tutto un po’ per caso, a essere onesti. Uno stylist australiano, Trevor Stones, capitò negli uffici di Russh e notò un paio di collant diamanté che avevo creato come “pezzo di design” per degli scatti che stavo realizzando. Successivamente, il caro Trevor li utilizzò per un servizio di Vogue Australia; mi chiamarono poi da Vogue per chiedermi come volevo che venisse creditato il “mio brand” e io risposi, senza pensarci troppo, “Ellery”. Prima di questo episodio, avevo sempre cucito vestiti per i miei amici e per me, ma questo è stato sicuramente il punto di svolta. Mi ricordo che pensai: “dovrei iniziare ora visto che sono già apparsa su Vogue!” Devo dire che mi imbarcai in questa avventura con un ottimismo che definirei un po’ naif e “cieco”, ma credo che sia davvero utile qualche volta non pensare ai possibili ostacoli finché non li incontriamo lungo il nostro percorso.

Recentemente hai celebrato il decimo anniversario del tuo marchio … Se dovessi descrivere il tuo brand in 5 parole, quali useresti?
Ellery è cresciuto e aumentato significativamente negli ultimi 10 anni. Se dovessi usare 5 parole, direi:
voluminoso, idiosincratico, architettonico, intelligente e originale.

Come pensi che il lavoro di tua madre e il mondo dell’arte abbiano influenzato il tuo stile e il tuo lavoro?
Immensamente. L’ispirazione artistica è sempre il punto di partenza per la ricerca nella realizzazione di una collezione.

Essere te stessa è ancora possibile nella moda, rapportato al tuo lavoro?
Certamente, lo è. Mi piace pensare in grande, a un quadro completo, e non limitarmi mai… nessuna costrizione.

Il tuo ultimo show ha ribaltato un po’ l’idea stessa di sfilata, cosa significa questo per te?
Abbiamo scelto di presentare la collezione con un format sperimentale e singolare.
Un’esperienza di sfilata decisamente esclusiva e inclusiva al tempo stesso. Un fashion show senza pubblico, che ha raggiunto un pubblico digitale globale, oltre ogni confine.
Volevamo che gli spettatori sperimentassero la collezione come individui in grado di assimilare e percepire le informazioni in modi diversi.

Come descriveresti la tua collezione S/S 2018?
Un retro-futurismo visto attraverso la lente moderna di Ellery.

Quali sono i pezzi chiave?
La minigonna svasata, gli stivali in pelle stretch alti fino alle cosce e il trench in tessuto tecnico rosso da abbinare a qualsiasi look.

Dimmi qualcosa anche sulla tua collezione di gioielli…
È audace, divertente e sofisticata … direi “statement”.

Chi sono le tue muse?
Rei Kawakubo, Charlotte Rampling, Joan Didion e Anjelica Huston.

Qualcosa di più su di te… ultimo viaggio?
Deià a Maiorca, il mio nuovo posto preferito.

 Il viaggio di sogni?
Antartide.

La musica sempre nella tua testa?
Whitney – “No Woman”.

La foto e o l’opera d’arte in generale che ami di più?
Una foto dei miei genitori ventenni a Perth che conservo sulla testiera del mio letto. Ancora, un’opera dell’artista australiano Benjamin Baretto, appesa nella mia casa di Parigi.

Testo di Sara Pizzi @sarapizzisarapizzi

 

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Generation Now, Generation Next: sotto questo slogan 43 designer tra georgiani e guest stranieri (dall’Italia con TL-180 e dalla Turchia DB Berdan) hanno sfilato al Rustaveli Theather di Tbilisi con le collezioni Primavera Estate 2018 per un pubblico di addetti ai lavori sempre più internazionale e un pubblico di appassionati di moda locale sempre più presente. Ma c’è di più. Stagione dopo stagione i protagonisti di questa fashion week, considerata ormai un bacino di rilievo nella ricerca dei talenti di domani, iniziano a essere presenti negli store più importanti a livello internazionale, dagli online come Modaoperandi, Moreislove, Farfetch, fino ai veri e propri negozi come Eizenstein a Londra, sul territorio russo e anche in Italia, come ad esempio da Aeré in via Lanzone 7 a Milano.

I successi assoluti della stagione, vedono brillare i nomi Mach & Mach e George Keburia scelti anche per il Vogue Talents di Settembre e Situationist. Keburia si riconferma capace di mixare le atmosfere crepuscolari e underground, per le quali Tbilisi è conosciuta, con il feel anni ’80 tipico dei prom dress da festa del liceo. I suoi occhiali da sole ispirati a Matrix della scorsa stagione sono ancora una hit tra tutti i fashionisti e costantemente sold out. Mach and Mach scelti da Swarovski come new talent dell’anno, mettono in passerella uno tsunami di glitter, come loro stesse dichiarano,  tute disco e abiti o giacche da sera tempestate di pailettes e cristalli scintillanti che tanto piacciono allo stardom internazionale. Situationist invece porta tutti nel tempio della tecno georgiano, con uno show spettacolare al Bassiani Club, dove la luce è pressocchè nulla e le note del dj berlinese Herrensheide hanno siglato il ritmo di una passerella ricca di quaranta uscite.  Per Irakli Rusadze , designer del progetto menswear Aznauri è stato un grande anno, dopo la sua presenza nel calendario della settimana milanese a opera di White, il seguito internazionale con fan del calibro di Bella Hadid e Kim Karadashian. Rusadze mantiene la sua popolarità anche per la primavera 2018, con uno show sulla scia del minimalismo e dell’oversize, con pochi colori ma decisi, dal rosso al miele, dal nero al bianco, con tute e cappe militari in versione giorno, abitini in pelle glam rock (pelle che è anche elemento chiave del brand Aznauri) e pezzi di rottura, come le camicie con grandi tasche sul davanti, o le pochette extra large che rendono omaggio al colosso giapponese dei videogiochi Sega.

Si riconfermano nomi di rilievo anche i brand più conosciuti anche a livello locale, come Eloshi che reinterpreta il Chokha, il tradizionale abito del popolo caucasico, a modo suo, rendendolo più scivolato e arricchendolo con accessori come orecchini dai motivi floreali fino a borse geometriche che prendono il posto delle tante tasche del tipico abito. Alexander Arutyunov rinnova il suo amore per la pelle e le ispirazioni sportive, aggiungendo però più teatralità e couture nelle forme aggiungendo stampati floreali, pizzo, maxi spille e tanta tanta seta. Tamuna Ingorovka riprende la strada iniziata con la stagione invernale puntando su pelle e vernice per un look che oscilla tra la disco anni’ 90 e il daywear di completi giacca e pantalone tutto rigorosamente in pelle, anche iridescente. Da Materiél, collettivo di stilisti tra i più popolari di Tbilisi, brilla sempre il talento di Lado Bouchochava così come quello di Alexander Akahalkatsishvili, sempre riconoscibile per le linee scultoree e minimali dei suoi capospalla. Bessarion sceglie colori accessi come rosso e porpora, per abiti in satin anni ’40 senza incappare nelle stampe, utilizzando il turbante come fil rouge della collezione, fatta eccezione di alcune uscite in stile monacale con tanto di cappello che ricorda quello di The Young Pope.

Mood 70’s invece per Nicolas Grigorian e Gola Damian. Il primo con il suo stile preppy Soviet fatto di divise scolastiche trasformate in abiti da giorno, completi giacche e pantaloni dalle stampe pitonate o zebrate. Il secondo invece parla di “techno aerobic” con slogan T-shirt, casacche e maglioncini college e un pizzico di disco, con tanto di palla dancefloor usata come pochette. Kitsch e super attuale.

Anouki per questa stagione lascia stare il trend del denim, che aveva trainato la scorsa, proprio come per Dalood, introducendo maxi paillettes per gonne e top in cotone che impersonano una visione contemporanea della Dolce Vita, ispirazione frutto delle vacanze della stilista in Italia. Glitter e perle anche per gli stivaletti, accessorrio più apprezzato di tutta la collezione.

Anche Lalo, brand specializzato in maglieria di alta gamma introduce bijoux scintillanti sui suoi maxi ricami agugliati, accompagnati da gonne sempre in maglia lucida con balze. Unico tocco brillante sono i maxi orecchini collegati da parte a parte di Anuka Keburia, sempre fedele alla sua silhouette total black, per gli amanti del genere avant-garde e gotico anni ’90, per un guardaroba di sola seta e pelle. Un omaggio a Blade Runner 2?

Tra i nuovi nomi si affaccia il talento di Liya, duo di designer georgiane con formazione scolastica allo Ied di Milano, che si rivolgono alle esigenze di una donna in carriera. Tratti distintivi della nuova divisa urbana sono un cardigan in maglia doppiopetto lavorato a mano, un trench dalle maniche goffrate e una camicia con Chabot e pantaloni comodi a vita alta.

A chiusura della fashion week la performance di un rapper locale Max Machaidze, che con la linea LTFR crea le divise per gli skater di Tbilisi, pirati della strada ma anche portatori e simbolo di una generazione che si risveglia dalle oppressioni della storia e guarda al futuro. Un futuro di progresso e diversità che tutto il paese, e in particolare la capitale, sta vivendo. Sempre più viva, vibrante di nuove correnti artistiche, moda e creatività.

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I cappotti più glamour delle collezioni autunno-inverno 2017-2018 che stanno bene a tutte le donne.

Una selezione dei capispalla must-have per la Fall/Winter 2017-2018 scelti da noi di Vogue.it per le donne curvy, direttamente dalle collezioni dei brand che hanno sfilato a New York, Londra, Milano e Parigi.

Dalla classico cappotto nero oversized, come quello firmato Saint Laurent, al trend di stagione, il Principe di Galles, come quello proposto da Balenciaga, Chanel e Christian Dior.

C’è poi la pelliccia, vero must-have delle collezioni Fall/Winter da sempre, di astrakan per Alberta Ferretti, ricamata per Fendi Haute Couture disegnata da Karl Lagerfeld, in versione maxi e avvitata da Louis Vuitton, Altuzarra, Miu Miu e Simone Rocha, a fantasia per Prada, Michael Kors Collection e Fendi.

Ma soprattutto l’autunno-inverno 17-18 vede il ritorno in pompa magna del colore, sgargianti o pastello, come i cappotti visti sulle passerelle di Céline, Gucci, Valentino, Salvatore Ferragamo e Viktor & Rolf. E ancora pattern grafici sui  capispalla proposti da Dries Van Noten, Giorgio Armani, Christian Dior Haute Couture by Maria Grazia Chiuri, Marni, Erdem e Valentino Haute Couture.

One-of-a-kind invece quelli dell’Alta Moda creati da maestri quali Jean Paul Gaultier e John Galliano per Maison Margiela Artisanal.

E ancora il cappotto di pelle: con inserti in pelliccia chez Proenza Schouler, Attico e Alexander McQueen, pitonato da Maison Margiela e Alexandre Vauthier, bi-color secondo Donatella Versace e prezioso per Balmain by Olivier Rousteing. Infine l’obsession delle ultime stagioni, il vinyl, come quello rosso proposto da Ralph Lauren.

Sfogliate la nostra gallery per scoprire il best of dei capispalla più trendy e che vestono al meglio le forme femminili, visti in passerella durante le sfilate dell’autunno-inverno 2017-2018.

Per scegliere i look perfetti per la sera, selezionati da noi di Vogue.it dalle collezioni Fall/Winter2017-2018, andate a sfogliare la gallery qui sotto.

Di seguito trovate invece le nostre scelte per l’A-I 17-18 pensate per l’ufficio e i meeting più importanti.

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Beauty news
November 23, 2017

Imbottito, caldissimo. Qualche volta declinato in un modello più light. Come tanti capispalla, anche il parka trova la sua origine nella realtà militare. Viene lanciato durante la Seconda Guerra Mondiale, ma poi il suo mondo diventa la montagna. Successivamente il fashion world lo fa suo. I Mod lo adorano e diventa un capo cult. La corrente grunge lo riporta in voga negli Anni 90 e oggi la moda dell’inverno 2018 richiama il parka in passerella.

Questa stagione, infatti, sono tanti gli stilisti ad averlo proposto nella sua versione classica con cappuccio e tasconi come Moschino e Yeezy – che è poi è anche la sua versione più sportiva e casual. Ma c’è anche chi lo impreziosisce con pregiata pelliccia come Moncler e Philipp Plein e chi, infine, ne dà un’interpretazione tutta sua, come Sportmax che lo trasforma in un minidress.

Guardate la gallery completa su Vogue.it.

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Beauty news
November 23, 2017

Da oltre 50 anni Valentini veste le sue spose con abiti che sono un racconto di intrecci preziosi e tessuti ricercati. Adesso i sogni fiabeschi della maison pugliese sono volati fin negli Stati Uniti e lo hanno fatto per la prestigiosa New York Bridal Fashion Week 2017. Infatti, Valentini ha portato oltre oceano una raffinata selezione di capi: una sintesi magica tra pizzi chantilly, tessuti luminosi e architetture metropolitane.

L’appuntamento americano ha così consolidato Valentini agli occhi del pubblico internazionale con l’immagine di un marchio Made In Italy estremamente contemporaneo, capace di coniugare il sapiente expertise delle sarte italiane con un’idea di femminilità moderna e seduttiva.

E ancora, la New York Bridal Fashion Week 2017 è stata anche il palcoscenico esclusivo dove presentare la collezione Valentini Couture by J’Aton, ovvero i capi disegnati dai designers Jacob Luppino e Anthony Pittorino e realizzati artigianalmente dalla maison pugliese. Una collaborazione che celebra creatività ed eleganza, pensata per le spose amanti della preziosità e con uno spirito bohemien.

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Chi di noi non ha mai scelto un reggiseno guardando solo al pizzo, all’effetto push-up, a quanto dona in generale? Alla sua bellezza insomma. Trattasi di un approccio non corretto. È bene sapere infatti che scegliere il “bra” sbagliato può creare danni alla salute provocando mal di schiena, problemi digestivi o respiratori, mal di testa e persino dermatiti.

REGGISENO, COME CAPIRE SE È SBAGLIATO
Oltre ad essere uno strumento di seduzione infatti, il reggiseno è un indumento che svolge un’importante funzione di sostegno. Ma come facciamo a capire se quello che indossiamo normalmente è sbagliato? Cominciate a pensare di doverlo rottamare se:
1. Dovete tirare su le spalline in continuazione
2. Avete l’impressione che le spalle pendano in avanti
3. Il seno non sta fermo anche se il reggiseno è nuovo.

UN REGGISENO SBAGLIATO PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE
Ma tornando alla questione principale: un intimo inadeguato può produrre, soprattutto sul lungo periodo, danni anche molto seri, soprattutto per le donne con un seno prosperoso. Se il reggiseno non è ben fatto, il peso décolleté viene caricato sulle spalle, con conseguenze per la schiena (sulla cintura scapolare in particolare), destinate ad aggravarsi con lo scorrere l’età. L’eventuale modifica della postura può provocare mal di schiena, mal di testa, problemi respiratori, persino mal di stomaco.

REGGISENO, COME SCEGLIERE QUELLO GIUSTO
Come si fa a scegliere il reggiseno giusto? Prestate attenzione alla forma e alla dimensione delle coppe. Di solito è indicata da una lettera dalla A alla F che individua in ordine crescente il volume del seno da contenere.  La coppa è giusta se non taglia il seno in alcun modo. Questa regola vale per tutti i tipi di reggiseno, compresi quelli a balconcino, e per tutte le tipologie di seno. E la taglia, come si individua quella corretta? Ecco una mini guida divisa in punti:
1. Indossando il reggiseno, la banda che corre attorno alla schiena deve restare perfettamente orizzontale in tutta la sua circonferenza e non salire verso l’alto in coincidenza delle spalline. È questa banda a svolgere la maggior parte dell’azione di sostegno. La banda deve avvolgere il busto, mantenersi ben ferma senza stringere troppo ed avere un’altezza adeguata.
2. I seni devono essere completamente avvolti dalle coppe: dove il tessuto finisce, lungo il bordo superiore, la linea prodotta deve essere liscia e senza segni.
3. I ferretti devono rimanere ben aderenti al busto, senza dare fastidio, conficcarsi o causare abrasioni sulla pelle. Non devono neppure risultare inclinati in avanti verso lo sterno.
4. Tenete in considerazione che il volume del seno può subire fluttuazioni in funzione delle variazioni del peso corporeo, ma anche a seconda delle diverse fasi del ciclo femminile.

Sapete infine che solo il 20% delle donne porta la taglia giusta di reggiseno? Che il 60% vorrebbe trovare un reggiseno più comodo e che la misura del seno cambia almeno 7 volte durante la vita? Eh già. Sappiate allora che, andando oltre le regole universali sopracitate, trovare il reggiseno veramente perfetto per ciascuna di noi si può. Una soluzione personalissima la può offrire Pati Jò, brand fondato da Patrycja Kamila Lewicka e Joanna Grunt, meritevoli di aver importato in Italia il Bra Fitting®, un metodo professionale che consente di trovare il reggiseno perfetto per valorizzare le forme di ogni donna. Sì, perché le taglie di lingerie infatti non si esauriscono con la 5° ma ne esistono ben 240, a seconda dei vari parametri di taglia per misura della fascia sotto seno e della coppa. Dopo aver seguito un corso di formazione in Bra Fitting® in Inghilterra, Pati e Jò hanno aperto la loro prima boutique a Roma e, solo recentemente anche a Milano, in via del Torchio 16. Qui le Bra Fitter, autentiche stiliste del seno, offrono qui un servizio sartoriale che porterà alla creazione della lingerie personalizzata.

Foto Vincent Peters, Vogue Italia, gennaio 2005

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Beauty news
November 23, 2017

Grandi nomi della moda firmano una collezione di sapore déco per i dieci anni di ATELIER SWAROVSKI: il lusso è consapevole, nel rispetto dell’ambiente.

«Forse la seconda peggior attitudine umana è la noia. La prima è esser noiosi», osservava Cecil Beaton. Il concetto ben si adatta alla vulcanica e irrefrenabile personalità di Nadja Swarovski, la cui quantità di progetti, iniziative, eventi, creati dal suo ingresso nella società di famiglia nel 1995, non si conta. «La noia? Non mi appartiene», conferma ridendo, «anche se ogni nuova invenzione parte da quel macchinario per tagliare le pietre che il mio bis-bisnonno Daniel ideò nel 1892». L’invenzione in questione cattura lo spirito del tempo, sempre più sostenibile e consapevole, e si fonde con il decennale di Atelier Swarovski, la linea di gioielli deluxe realizzati a mano con diamanti e cristalli certificati dal Responsible Jewellery Council. «I diamanti creati dal marchio hanno le stesse qualità dei diamanti estratti, entrambi sono 100 per cento in carbonio», specifica Nadja, «ma hanno un impatto decisamente inferiore sulla società e sul pianeta». La lista dei designer che negli anni hanno collaborato con Atelier Swarovski va da Jean Paul Gaultier a Mary Katrantzou, da Viktor&Rolf a Maison Margiela. La collezione celebrativa 2017-18 si ispira all’Art Déco, al mosaico e al concentrico con pezzi di Jason Wu, Paul Andrew, Iris Apfel e ripropone i cristalli best seller “Bolster” di Christopher Kane. «Nata pensando al red carpet, parla di bellezza pura», afferma Nadja Swarovski. Aggiungendo poi alla bellezza il rispetto per l’ambiente, sostanzia il concetto di vero lusso consapevole.

Vogue Italia, novembre 2017, n.807, pag.124

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Beauty news
November 23, 2017

I gioielli MESSIKA con i diamanti mobili nella montatura compiono dieci anni. E la maison parigina li festeggia con una nuova capsule by Gigi Hadid. Lieve, e dagli accenti rock.

 

Da bambina giocava con i “sassolini” di diamanti che il padre, famoso gemmologo, le portava a casa e che lei amava far scorrere tra le dita. Quel ricordo d’infanzia indugia nella mente di Valérie Messika, ne ispira il lavoro di jewel designer, fino a costituire l’essenza di Move, la collezione di gioielli più celebre della maison parigina Messika, con i diamanti mobili nella montatura. Per celebrarne i 10 anni, Valérie ha coinvolto la it model Gigi Hadid, radiosa interprete del glam contemporaneo, e ha realizzato con lei la capsule Move Addiction. Orecchini, bracciali, anelli, da portare soli o sovrapposti, collier trasformabili grazie a coulisse che ne modificano la lunghezza, ma anche quattro pezzi di alta gioielleria, tra cui il choker dagli accenti rock, prediletto da Gigi. I diamanti “in libertà” rimangono l’assunto, formale e creativo, di questi gioielli: lievi nel design, rigorosi nella struttura, preziosi nella purezza delle pietre, trasversali alle mode nello stile. «Volevo creare qualcosa senza tempo, che tutte possano portare sentendosi a proprio agio in ogni momento», racconta Gigi. Creazioni delicate, che increspano di bagliori il quotidiano. «Less is more: i bijoux essenziali sono i più affascinanti. Amo indossare jeans e T-shirt e valorizzarli con la luce dei diamanti. Un mix eclettico che rende il gioco della moda appassionante».

 

Vogue Italia, novembre 2017, n.807, pag.122

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Beauty news
November 23, 2017

Dopo averli portati in passerella, e farli sedere in prima fila durante le ultime sfilate, Stefano Gabbana e Domenico Dolce omaggiano la generazione dei Millennials con un libro a loro dedicato.

“Con la parola ‘Millennials’ si identifica la generazione nata nell’era del digitale, con cui vive e convive da sempre. Siamo fieri di testimoniare una parte importante della nostra storia con questi giovani, che nel libro raccontano la loro personalissima visione dell’universo Dolce&Gabbana”, racconto i due stilisti.

Il progetto andrà a sostenere la Fondazione Butterfly onlus “écoles sans frontières” (www.butterflyonlus.org). Tra i protagonisti del libro ci sono: Kenya Kinski-Jones (New York), Cameron Dallas (L.A.), Olivia Banks (Londra), Caroline Daur (Amburgo), Harel Alon (Tel Aviv), Xuedong Chen (Shanghai), Daisy Clementine Smith (L.A.), Rafferty Law (Londra), Tom Farrelly (Sydney), Marcel Floruss (New York), Stefanie Giesinger (Berlino), Jack Guinness
(Londra), Alice Dellal (New York), Amiaya (Tokyo), Sonia Ben Ammar (L.A.), e molti molti altri.

Millennials – The new Rennaissance
Art direction: Giovanni Bianco
Formato: 21,6 x 28 cm
Pagine: 196
Confezione: Cartonato con spirale
Immagini: 150 foto a colori e in b/n
Editore: Rizzoli
Prezzo di copertina: 180 euro.



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