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20 Jul 17

ingredienti

I consumatori sono sempre più interessati alla provenienza e alla composizione dei prodotti che acquistano.

Dalle indagini di Nielsen emerge infatti l'immagine di un consumatore che legge le etichette ed è attento agli ingredienti.

Il consumatore è in effetti attento agli ingredienti, non solo nel mondo alimentare, ma anche nella cura della persona. Abbiamo scoperto che determinati ingredienti come il lampone e le bacche di Goji cominciano a essere importanti quando si tratta di acquistare cibo, mentre nella cura della persona possono fare la differenza ingredienti come la soia, la noce di cocco, la calendula e il beta carotene.

20 Jul 17

selvaggio hairdressing

Ispirato alla Fenice, l'uccello mitologico dell'Arabia che rinasce dalle ceneri, il libro di Selvaggio Hairdressing raccoglie nelle sue pagine collezioni nuove e all'avanguardia, presentate e realizzate da un team di artisti e personaggi pronti a stupirvi con opere, immagini e creazioni rare ed uniche.

 

20 Jul 17

aziende in declino

Stanno velocemente perdendo la loro posizione di leadership alcune fra le Aziende fino a qualche tempo fa ritenute il punto di riferimento per tutto il mercato dell'hairstyling.

Colpa del management? Colpa della politica o strategia aziendale? Colpa dei prodotti? Colpa dei prezzi? Colpa della "distribuzione" ? Colpa del calo della notorietà?

Stiamo facendo una ricerca sul mercato intervistando moltissimi operatori e vi informeremo prestissimo dei risultati.

20 Jul 17

you-show-estetica

Comincia ad emergere la verità circa il fallimento della fiera/show di Napoli del 4/5 giugno.

Non sono certamente cose da ripetere e ricordare.

Adesso le Aziende che avevano già pagato la loro quota, intera o parziale, aspettano la restituzione dei loro soldi !

 

19 Jul 17

cinesi

Erano 768 alla fine del 2012, in poco più di quattro anni sono diventati 1.004. La maggioranza lavora nel capoluogo, ma cresce il peso di quelli che aprono l’attività nell’hinterland. Gli imprenditori cinesi di Bologna continuano ad aumentare, contrariamente a quella che è una tendenza generale che vede una stagnazione (quando va bene). E nel primo trimestre del 2017, secondo i dati dell’Ufficio Statistica della Camera di Commercio, erano oltre mille i titolari d’impresa registrati su tutto il territorio metropolitano. Rispetto alla fine del 2012, sono aumentati del 30,7%. Molto più di quanto non sia accaduto, nello stesso periodo, nel resto dell’Emilia-Romagna o d’Italia: nell’intero Paese, nello stesso periodo, gli imprenditori di nazionalità cinese sono cresciuti del 18%, lungo la via Emilia del 15,8%. Ma c’è un altro dato che dà l’idea di quanto sia dinamica l’imprenditoria cinese a Bologna: i residenti nel capoluogo dai 15 anni in su sono 2.835. Significa che il 19% di loro è titolare di un’attività. Rimanendo sotto le Due Torri la crescita, per quanto in doppia cifra, si è fermata al 20,3%: si contavano 449 imprenditori a fine 2012, sono diventati 540.

Nei Comuni della provincia l’aumento è stato molto più forte, del 45,5%: e i titolari d’impresa, da 319 che erano, sono diventati 464. Messi insieme, rappresentano il 2,2% dei titolari d’impresa registrati in tutta la Città metropolitana. Secondo il rapporto 2016 del Ministero del Lavoro sulla presenza dei migranti nella Città metropolitana, la Cina è il primo Paese di nascita dei titolari non comunitari d’impresa. Tra chi sceglie il capoluogo e chi si rivolge all’hinterland le differenze sono molte, soprattutto nella scelta del campo in cui operare. Chi lavora all’ombra delle Due Torri punta soprattutto sui servizi: è così in oltre tre casi su quattro, per un totale di 417 imprenditori. Nel settore più numeroso, quello del commercio, i numeri sono in discesa: gli attivi sono 171, ma erano 179 appena quattro anni fa. Colpa soprattutto del declino del commercio ambulante, che conta 42 imprenditori, 22 in meno di fine 2012. Mentre si è registrato un boom di baristi: sono 90, erano 59 appena quattro anni fa. Una crescita del 52,5%, di molto superiore a quella dei ristoratori che passano da 30 a 36. L’altro grande cavallo di battaglia è costituito dalle altre attività di servizi: si contano 56 parrucchieri, erano 40 quattro anni fa. E sono quintuplicati i centri benessere, da quattro a venti.

Quando si esce dalla città, la situazione si inverte e a dominare è l’industria: 252 imprenditori, il 54,3% del totale, sono titolari di un’impresa in questo comparto. E, a differenza dei loro colleghi in città, che viaggiano sugli stessi numeri da quattro anni, sono cresciuti del 33,3%. È soprattutto la sartoria a spingere la crescita della manifattura cinese: i titolari d’impresa sono passati, in quattro anni, da 149 a 193. Anche qui, però, la crescita dei servizi sembra inarrestabile: se a fine 2012 si contavano 128 baristi, ristoratori e parrucchieri sparsi per l’hinterland, il boom del terziario cinese non è stato indifferente nemmeno qui e ha portato a 211 il numero di imprenditori del terziario. Ancora di più fanno i parrucchieri, che fuori Bologna erano appena quattro e, nel giro di poche stagioni, sono arrivati a quota quattordici, e i titolari di centri benessere, passati da tre a nove.




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È stata annunciata oggi da Emanuele Farneti, Direttore di Vogue Italia, e Cristina Tajani, Assessore al Commercio, Attività Produttive Moda e Design, la nona edizione della Vogue Fashion’s Night Out, rinominata da quest’anno “Vogue for Milano. Un’evoluzione naturale e in sintonia con il nuovo corso del giornale, che vuole mettere l’accento sulla moda Made in Italy, di cui Milano è capitale e ambasciatrice.

Cristina Tajani, Assessore al Commercio, Attività Produttive Moda e Design, ed Emanuele farneti, Direttore di Vogue Italia

Cristina Tajani, Assessore al Commercio, Attività Produttive Moda e Design, ed Emanuele farneti, Direttore di Vogue Italia

Non più solo un grande momento di festa e di shopping: ‘Vogue Fashion’s Night Out’ quest’anno diventa ‘Vogue For Milano’, un nuovo format, un’intera giornata che, da mattina a notte fonda, permetterà a tutti gli appassionati di vivere da vicino lo spettacolo della moda. Momenti di incontro, feste, concerti, mostre e proiezioni: attraverso la fotografia, il video, le parole e la musica il mondo di Vogue prende vita, con un palinsesto ricco di eventi e aperto alla città”, ha dichiarato Emanuele Farneti.

La manifestazione, infatti, non è più l’evento di una notte, ma si trasforma in una intera giornata dedicata a tutti gli appassionati del fashion e dello shopping, con un palinsesto di attività che prevede mostre fotografiche, fashion talk experience, proiezioni cinematografiche, party e un grande concerto dal vivo. Resta dunque invariato l’approccio democratico iniziale, così come la sua vocazione benefica. Quest’anno tutti i proventi raccolti saranno destinati alla realizzazione della copertura della pedana del Mercato Comunale di Lorenteggio – progettata da Renzo Piano – che consentirà di ospitare spettacoli e attività sociali oltre che a utilizzare lo spazio anche nei periodi invernali.

Un’edizione che rafforza il profondo legame tra Milano, la Moda e il mondo del Commercio facendo partecipe di questa festa tutta la città, i cittadini e visitatori”, ha affermato l’Assessore al Commercio, Attività Produttive Moda e Design Cristina Tajani, che aggiunge: “Un appuntamento significativo per il mondo della Moda e per i negozianti che aderiscono all’iniziativa che potranno contribuire alla riqualificazione del mercato comunale coperto di Lorenteggio, una realtà che è un vero e proprio punto di riferimento culturale, sociale e aggregativo per il quartiere. I fondi raccolti serviranno per la realizzazione di una copertura fissa esterna per ospitare eventi, concerti e iniziative che amplino la vocazione sociale del mercato, donando alla zona un’area polifunzionale”.

Anche quest’anno saranno coinvolti centinaia di negozi, le più importanti griffe e le più rappresentative boutique cittadine nelle zone del centro: da via Montenapoleone a via Manzoni, da via della Spiga a corso Venezia, da corso Vittorio Emanuele a corso Genova, fino all’intero quartiere di Brera e corso Como, piazza Gae Aulenti e Porta Nuova. Un’occasione unica per vivere le emozioni dello shopping in un’atmosfera festosa a cielo aperto che coinvolge tutta la città e che, come ogni edizione vive del prezioso supporto delle Associazioni dei Commercianti. Ma non è tutto: sono tantissime le novità in programma per giovedì 14 settembre.

Ci sarà il nuovo Fashion Cinema, l’iniziativa realizzata in collaborazione con Fashion Film Festival Milano che organizza presso la Montenapoleone VIP Lounge la proiezione di Through my Eyes episode 2 – Women’s View, raccolta di 5 fashion film diretti da 5 registe donne di nuova generazione; e anche una nuova mostra fotografica a cura della Photo Editor di Vogue Italia Alessia Glaviano – The New Beautiful – allestista nel cortile di Palazzo Bagatti Valsecchi. Inoltre, una selezione di boutique ospiterà una serie di talk sul tema The Art of Influencing, con personalità del mondo della moda e non solo. Spazio anche per la musica: per la prima volta la Terrazza di Duomo 21 ospiterà live e concerti di alcuni dei più interessanti musicisti del momento.

Si riconferma l’appuntamento a Palazzo Morando, dove saranno esposti i migliori scatti dei cinque fotografi italiani selezionati dal canale  PhotoVogue scattati per Martini – per il terzo anno consecutivo cocktail ufficiale di VFNO – e realizzati presso la Terrazza Martini di piazza Diaz. Inoltre, sempre a Palazzo Morando, sarà presentata la Limited Edition firmata CO|TE della linea Nivea Invisible for Black and White e verranno esposti gli abiti che l’hanno ispirata. Torna la seconda edizione di QVC Next/The Fashion Edition, il programma creato da QVC in collaborazione con Vogue Talents che supporta i giovani talenti del Made in Italy con l’opportunità concreta di un canale distributivo multimediale attraverso cui promuovere e vendere le capsule collection create in esclusiva per QVC.

Tra i partner dell’evento, oltre a Martini e Nivea, anche Audi, che partecipa con Audi Q2 e il progetto #UntaggableJourney. La Radio Ufficiale della Vogue Fashion’s Night Out quest’anno sarà per la prima volta RMC Radio Monte Carlo.

Tutte le novità e le informazioni day by day su www.vogue.it/vfno2017.



Fashion Film Festival Milano 2017 scalda i motori. La kermesse dedicata al connubio tra moda e cinema, fondata e diretta da Constanza Cavalli Etro, è pronta per la sua quarta edizione, con l’obiettivo di raccontare il glamour attraverso il più contemporaneo dei linguaggi, ovvero quello video e cinematografico.

Patrocinata da Camera Nazionale della Moda Italiana e Comune di Milano, la manifestazione avrà luogo durante la fashion week di Milano Moda Donna dal 23 al 25 settembre 2017, presso l’Anteo Palazzo del Cinema. Tre giorni di proiezioni e attività tematiche, durante i quali andrà in scena la selezione ufficiale di oltre 160 film, frutto dell’iscrizione gratuita che ha visto la partecipazione di oltre 800 progetti provenienti da 50 paesi. La curatrice della quarta edizione è Gloria Maria Cappelletti che, insieme al comitato artistico del festival, guida la selezione ufficiale supportando i giovani talenti e quelli affermati.

Come ormai da tradizione, la giuria internazionale, chiamata a valutare i film in concorso, si compone di personalità provenienti dai settori moda, cinema e arte: Jim Nelson, Direttore di GQ Usa, Sølve Sundsbø, fotografo e regista di moda, Ilaria Bonacossa, direttrice di Artissima, Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Maria Luisa Frisa, critica e curatrice di moda, e Federico Pepe, direttore creativo e fondatore di Le Dictateur.

La cerimonia di premiazione si svolgerà il prossimo 25 settembre, serata nella quale la giuria annuncerà i vincitori delle seguenti categorie: Best Director, Best Fashion Film, Best Italian Fashion Film, Best New Director, Best New Fashion Film, Best New Italian Fashion Film, Best New Designer/Brand, Best Production, Best Photography, Best Editing, Best Music, Best Styling, Best Experimental Fashion Film e Best Documentary.

Tra le molteplici iniziative, la novità assoluta è #FFFMilanoForWomen, volta a valorizzare il talento femminile declinato nei settori moda, cinema e arte. Il progetto include una serie di lavori, primo tra tutti il sequel dell’apprezzato “Through My Eyes”, “Through My Eyes Episode 2 – Women’s View”. Per l’occasione, sarà proiettata anche una capsule speciale di fashion film a tinte rosa e si svolgeranno una serie di incontri moderati da protagoniste del panorama culturale e artistico.

Tra i collaboratori storici del progetto, anche l’artista Barnaba Fornasetti, sin dalla prima edizione autore dei premi del festival; l’agenzia creativa internazionale Macs Iotti, responsabile dell’immagine grafica, e la casa di produzione Collateral Films di Guido Cella che anche quest’anno realizza il fashion film manifesto del festival.

Last but not least, in attesa di questa nuova edizione, Fashion Film Festival Milano dà appuntamento a tutti gli appassionati del settore il prossimo 8 settembre a Torino, presso il Cinema Massimo, per la proiezione speciale FFFMilano presenta una suggestione contemporanea per «Lo straniero», inaugurando una serata dedicata alla visione del capolavoro di Luchino Visconti, restaurato dalla Cineteca Nazionale, in collaborazione con l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa.



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Beauty news
July 20, 2017

Spesso sono le cose più semplici a nascondere le migliori sorprese. La tecnologia questo ce lo insegna, immergendoci in un futuro dove anche l’oggetto quotidiano si trasforma. Pensate a un orologio analogico e provate a immaginare di poterlo usare per scattare una fotografia, monitorare la qualità del vostro sonno o semplicemente sapere chi vi sta chiamando guardando il posizionarsi delle lancette.

Avanguardista? No, semplicemente ibrido. Così si definisce la tecnologia di Fossil che ha presentato la nuova collezione di smartwatch ibridi e touchscreen. A Barcellona abbiamo potuto vedere da vicino questi concentrati di tecnologia in un’ottica di rivisitazione dell’orologio tradizionale e entrare a pieno nella campagna “Fossil Firsts”. Sulla bellissima terrazza del W Barcelona, abbiamo toccato, testato, indossato i modelli dell’attuale collezione e buttato un occhio a ciò che ci dobbiamo aspettare per il prossimo autunno.

Il primo passo è attivare l’applicazione Fossil Q, disponibile per iOS e Android, che consente all’orologio di dialogare con lo smartphone. Tre brevi vibrazioni e si può cominciare a “smanettare”. Noi abbiamo provato il Fossil Q Grant FTW1139 (uomo) e il Fossil Q Accomplice FTW1200 (donna),due modelli dell’attuale collezione. Tre particolari su tutti: non c’è bisogno di ricaricare l’orologio con cavi o cavetti, lui funziona a batteria. Quando si ricevono chiamate, SMS, email o notifiche, lo smartwatch vibra e muove le sue lancette. Inoltre funziona come activity tracker, con funzioni di conteggio dei passi e ritmo del sonno. Insomma, un compagno di vita che resta discreto, ma essenziale.

Q Grant

Q Grant

Il Q Grant, ispirato dall’appeal dei segnatempo vintage, è caratterizzato da lancette con puntatore rosso per una lettura immediata e offre una vasta gamma di cinturini intercambiabili in pelle, silicone, tela, o bracciali in acciaio. In autunno verranno lanciati anche dei modelli Touchescreen.

Q Explorist

Q Explorist

La serata è proseguita con il racconto, appassionato, di Antonio Nigro, VP Europe North, Ecommerce & CE at Fossil Group Europe GmbH, che ci ha presi per mano e accompagnato passo passo nella campagna Fossil Firsts, che vede come protagonisti l’attrice Kristen Bell, l’attore e musicista Leslie Odom Jr., la star Yara Shahidi e il cantante Austin Mahone. Ciascuno di loro chiamato a raccontare storie personali legate a momenti particolarmente importanti della loro vita e carriera, che hanno condiviso con il loro primo Fossil.

Una nota di nostalgia spezzata dall’energia di Kinvara Balfour, creatrice, produttrice, scrittrice e relatrice (insomma, un vero ibrido, per restare in tema) che ci ha scaraventati nel futuro con una panoramica di cosa bolle in pentola in zona Silicon Valley.

Insomma, una serata dove passato e futuro si sono uniti legati legati da un comune denominatore: il tempo, lo stesso che solo un orologio è in grado di ingabbiare.



67
Beauty news
July 20, 2017

Pharrell Williams nuovamente designer per adidas Originals. Continua la collaborazione fashion tra la popstar americana e il marchio di sportswear. La nuova collezione di sneakers, infatti, presenta quattro nuove versioni dell’iconico modello Tennis Hu, declinate in colori vivaci, perfetti per l’estate 2017.

Mantenendo il design sobrio ma le nuances pop e allegre, tutte le scarpe si contraddistinguono per la tomaia in Primeknit fresca e leggera, posizionata al di sopra dell’intersuola in EVA con texture a rombi e valorizzata da dettagli griffati sulla linguetta e sul tallone. Tra le finiture spiccano i dettagli in contrasto sul collo e l’esclusivo sistema di allacciatura minimalista.

Nelle prime due varianti, la suola a rombi color bianco contrasta con il filato Primeknit multicolor e i dettagli declinati in suède. A queste due interpretazioni se ne aggiunge, poi, una terza che unisce palette cromatiche ispirate alle calzature ad alte prestazioni di fine anni Ottanta e suole dal vibrante effetto marmorizzato. Per trasformare la Tennis Hu in uno modello psichedelico e moderno.

Le nuove adidas Originals by Pharrell Williams Tennis Hu saranno disponibili a partire dal 28 luglio presso il flagship store Originals di Milano in via A. Toqueville 11, su www.adidas.it e in selezionati store.



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Beauty news
July 20, 2017

cinesi

Erano 768 alla fine del 2012, in poco più di quattro anni sono diventati 1.004. La maggioranza lavora nel capoluogo, ma cresce il peso di quelli che aprono l’attività nell’hinterland. Gli imprenditori cinesi di Bologna continuano ad aumentare, contrariamente a quella che è una tendenza generale che vede una stagnazione (quando va bene). E nel primo trimestre del 2017, secondo i dati dell’Ufficio Statistica della Camera di Commercio, erano oltre mille i titolari d’impresa registrati su tutto il territorio metropolitano. Rispetto alla fine del 2012, sono aumentati del 30,7%. Molto più di quanto non sia accaduto, nello stesso periodo, nel resto dell’Emilia-Romagna o d’Italia: nell’intero Paese, nello stesso periodo, gli imprenditori di nazionalità cinese sono cresciuti del 18%, lungo la via Emilia del 15,8%. Ma c’è un altro dato che dà l’idea di quanto sia dinamica l’imprenditoria cinese a Bologna: i residenti nel capoluogo dai 15 anni in su sono 2.835. Significa che il 19% di loro è titolare di un’attività. Rimanendo sotto le Due Torri la crescita, per quanto in doppia cifra, si è fermata al 20,3%: si contavano 449 imprenditori a fine 2012, sono diventati 540.

Nei Comuni della provincia l’aumento è stato molto più forte, del 45,5%: e i titolari d’impresa, da 319 che erano, sono diventati 464. Messi insieme, rappresentano il 2,2% dei titolari d’impresa registrati in tutta la Città metropolitana. Secondo il rapporto 2016 del Ministero del Lavoro sulla presenza dei migranti nella Città metropolitana, la Cina è il primo Paese di nascita dei titolari non comunitari d’impresa. Tra chi sceglie il capoluogo e chi si rivolge all’hinterland le differenze sono molte, soprattutto nella scelta del campo in cui operare. Chi lavora all’ombra delle Due Torri punta soprattutto sui servizi: è così in oltre tre casi su quattro, per un totale di 417 imprenditori. Nel settore più numeroso, quello del commercio, i numeri sono in discesa: gli attivi sono 171, ma erano 179 appena quattro anni fa. Colpa soprattutto del declino del commercio ambulante, che conta 42 imprenditori, 22 in meno di fine 2012. Mentre si è registrato un boom di baristi: sono 90, erano 59 appena quattro anni fa. Una crescita del 52,5%, di molto superiore a quella dei ristoratori che passano da 30 a 36. L’altro grande cavallo di battaglia è costituito dalle altre attività di servizi: si contano 56 parrucchieri, erano 40 quattro anni fa. E sono quintuplicati i centri benessere, da quattro a venti.

Quando si esce dalla città, la situazione si inverte e a dominare è l’industria: 252 imprenditori, il 54,3% del totale, sono titolari di un’impresa in questo comparto. E, a differenza dei loro colleghi in città, che viaggiano sugli stessi numeri da quattro anni, sono cresciuti del 33,3%. È soprattutto la sartoria a spingere la crescita della manifattura cinese: i titolari d’impresa sono passati, in quattro anni, da 149 a 193. Anche qui, però, la crescita dei servizi sembra inarrestabile: se a fine 2012 si contavano 128 baristi, ristoratori e parrucchieri sparsi per l’hinterland, il boom del terziario cinese non è stato indifferente nemmeno qui e ha portato a 211 il numero di imprenditori del terziario. Ancora di più fanno i parrucchieri, che fuori Bologna erano appena quattro e, nel giro di poche stagioni, sono arrivati a quota quattordici, e i titolari di centri benessere, passati da tre a nove.

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gossip

Un sondaggio ha evidenziato la superiorità per contenuti manageriali, foto artistiche, di cronaca, etc, di GOSSIP.SM: il giornale quotidiano on line della moda capelli.

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Channel your inner child…


By: Ellie Davis

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Everything we know about the new Subculture palette below...


By: Rebecca Fearn

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Beauty news
July 20, 2017

Dunkirk has already sparked awards chatter with people calling the film Nolan's best yet. But can it make a dent at the Oscars, due to take place in early 2018? Does Harry stand a chance at an Actor in a Supporting Role nom?


By: Ciara Sheppard

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It's a story of love and comedy...


By: Glamour

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Only one third of the names on the list are women.


By: Ali Pantony

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On Tuesday, the Saudi state television network tweeted that the woman had been arrested and sent to the public prosecutor.


By: Maggie Mallon

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Looks like Marcel Somerville will be coming home from the Love Island villa with more than just a new girlfriend...


By: Sagal Mohammed

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Jamie became a king, we all turned on Montana and Gabby failed the test miserably...


By: Rebecca Fearn

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"I'm lucky to be alive."


By: Alice Howarth

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Sono stati proclamati oggi a Milano i vincitori regionali della finale europea dell’International Woolmark Prize 2017/18: per la categoria menswear il duo svedese L’Homme Rouge dalla Svezia ha conquistato la giuria proponendo capi casual molto lineari con ricami fatti a mano su giacche e maglie. Per la collezione womenswear è invece l’olandese David Laport che si è conquistato il titolo lavorando su silhouette scultoree e sulla morbidezza dei tessuti.

A giudicare i lavori della categoria maschile, è stato un team variamente composto: dal Creative & Style Director di GQ Italia Andrea Tenerani al designer Damir Doma, dal fashion director Elsevier Weekblad all’influencer Tamu McPherson, da Simon Lock di ORDRE a Fabrizio Servente, Global Strategy Advisor, The Woolmark Company.

«In passato ero già stato chiamato a giudicare stilisti emergenti ma oggi ciò che mi colpisce è che sono già tutti molto preparati, anche commercialmente», racconta Andrea Tenerani Creative & Style Director di GQ Italia. «Molti di loro sono già distribuiti, ancora in pochi negozi ma questo significa che il prodotto è già vendibile e quindi piace». Sulla creatività di tutti gli aspiranti vincitori aggiunge: «Sembrerà la solita cosa da dire, ma sceglierne uno è stato davvero difficile; sono tutti davvero molto bravi e con le idee chiare. Ne risentiremo parlare».

«Siamo molto contenti di aver vinto la finale europea dell’International Woolmark Prize e non ce l’aspettavamo visto che hanno partecipato così tanti designer talentuosi. Siamo molto grati a The Woolmark Company per tutto il supporto ed è stato stupendo venire qui in Italia e presentare il nostro look alla giuria di esperti», commenta John-Ruben Holtback, CEO di L’Homme Rouge.

In vista della super finale
Selezionati tra i migliori talenti emergenti in Europa, i due vincitori hanno ricevuto entrambi un montepremi di 70 mila AU$ (circa 47.000 euro) e l’opportunità di competere alla prestigiosa finale internazionale che li vedrà gareggiare con i vincitori delle altre 5 regioni. Tutti riceveranno un supporto di mentoring da parte di esperti del settore e la licenza Woolmark per la collezione che sarà sviluppata. Nei prossimi 6 mesi realizzeranno una capsule collection in lana Merino da presentare durante un evento a cui parteciperanno i sei vincitori di ciascuna categoria.
Chi vincerà la finale globale si accaparrerà 200 mila AU$ (circa 135 mila euro) per lo sviluppo del proprio business, per le attività di marketing legate alla collezione e il mentoring da esperti del settore. Durante la finale globale verrà selezionato, inoltre, un terzo vincitore per il nuovo premio istituito da quest’anno, l’Innovation Award.



Una collezione di scarpe per celebrare la storia e l’heritage di Converse, marchio cult della cultura streetstyle dagli anni Ottanta. Il brand di streetwear americano presenta la nuova collezione One Star Premium Suede.

Come racconta la storia della moda, la sneaker One Star, nata per lo sport e radicata nel gioco del basketball, è esplosa qualche anno dopo come vero e proprio fenomeno di stile, diventando icona delle sottoculture giovanili («from the court to the streets»). Per questo motivo, per la stagione autunno-inverno 2017/18, Converse ripresenta il modello rinnovandone il design.

La calzature della collezione Converse One Star Premium Suede, realizzate con materiali di alta qualità rendono così omaggio al modello originale. E sono declinate in pelle scamosciata, logo cut-out e lacci in cotone a contrasto. Mentre la loro suola interna Lunalon assicura ammortizzazione e fit perfetto, quella esterna Cons Traction garantisce controllo e durata. Le scarpe sono disponibili nelle nuances del nero, rosso e blue navy.

 



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Beauty news
July 20, 2017

Gucci svela il nuovo progetto virtuale e culturale Gucci Places, che si propone di invitare chi lo desideri a esplorare i luoghi, in tutto il mondo, da cui la griffe, guidata da Alessandro Michele, ha tratto ispirazione. L’obiettivo? Incoraggiare il pubblico a scoprire storie interessanti e dettagli insoliti che caratterizzano luoghi speciali, permettendo loro di entrare a far parte di una comunità che condivide l’entusiasmo della maison per queste località.

Il primo «Gucci place» sarà Chatsworth House, nel Derbyshire, in Inghilterra, dove la maison fiorentina supporta la mostra di abiti e cimeli preziosi dal titolo House Style, curata da Hamish Bowles, International editor-at-large di Vogue America. Non solo. La location in questione ha fatto anche da cornice alla campagna advertising della collezione Cruise 2017.

Per celebrare questo importante progetto, sono stati realizzati alcuni accessori della collezione Gucci Courrier, che sottolineano la collaborazione fra Gucci Places e Chatsworth House. Tutti i prodotti saranno venduti in esclusiva nel negozio di Chatsworth House e nel monomarca Gucci di Sloane street a Londra, a partire da metà luglio. Mentre l’app Gucci acquisterà una nuova funzionalità: quando l’utente si ritroverà nelle vicinanze di un Gucci place, riceverà una notifica che lo inviterà a visitar il luogo. Una volta all’interno, l’applicazione gli permetterà di registrarsi, di ottenere il relativo badge (diverso per ciascuna location e da collezione) e di accedere a una descrizione dettagliata del luogo, con testi, immagini e video speciali.




Hair: The Jacks of London Art Crew – UK
Collection: The Modern Gent
Ph: Barry Makariou

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Inspired by the elements. Fresh and futuristic styles meet with an ethereal and lucent feel to create an illuminated finish. Holographic styling compliments prismed texture to enhance beautiful silhouettes and shapes.

Hair: Project X 2016 – UK
Collection: Elements – Light
Ph: Barry Jeffery
Make-up: Elizabeth Rita
Styling: Desiree Lederer
Art Direction: Errol Douglas MBE

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