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Imperfetto

Il più importante chef italiano, Massimo Bottura, raccontava lo scorso mese a Vogue Italia: «Cerco l’imperfezione. Quella che in un tre stelle Michelin, il ristorante migliore al mondo, ti fa servire una crostatina di limone spaccata pe ...

editorialeIl più importante chef italiano, Massimo Bottura, raccontava lo scorso mese a Vogue Italia: «Cerco l’imperfezione. Quella che in un tre stelle Michelin, il ristorante migliore al mondo, ti fa servire una crostatina di limone spaccata perché non c’è tempo di rifarla. La voglio perché l’imperfezione è la trasmissione dell’emozione. È l’imperfezione, la contaminazione, l’invenzione a farti andare giù di testa. Dell’opera più ingegneristica del mondo non mi importa nulla, quella la sanno fare tutti».

Così, in questo numero abbiamo giocato sull’idea di imperfezione. I segni che vedete sulle pagine sono piccoli errori di stampa, mappe grafiche e codici colori che vengono utilizzati nel processo di confezione di un giornale e poi nascosti – qui abbiamo deciso invece di lasciarli in evidenza, un gioco che serve a ricordare che i giornali sono in fondo un processo artigianale, fatto anche di lavoro fisico, colla e forbici, tentativi ed errori, caffè a tarda sera, pagine montate e smontate, articoli e titoli scritti e riscritti fino a raggiungere non certo la perfezione, che non è di questo mondo, ma una sua qualche ragionevole approssimazione. Ripartire dagli errori, evidenti e nascosti: ci è sembrato un buon messaggio per un numero di inizio anno. Un numero dedicato a chi ricomincia e si reinventa. A chi vende tutto e cambia vita. A chi non nasconde grandi ambizioni. A chi se ne va in luoghi meno comuni, verso altri porti e nuove storie. A chi alza la voce. A chi, in tempi di pensieri deboli, non si vergogna di avere punti di vista forti – sui valori, sui diritti, da proteggere oggi davvero più che mai.

Imperfetto: dal latino in- e perfectus, part. passato di perficêre – non finito, incompiuto. Che poi è ciò che più amo di questo mestiere: ogni mese si finisce, mandando in stampa una certa rappresentazione del nostro mondo; ogni mese si ricomincia, perché il lavoro non è mai finito davvero, e c’è sempre un viaggio da ricominciare.

 

Vogue Italia, gennaio 2018, n.809, pag. 16

(Photo by Craig McDean. Maryel Sousa @ The Society Management: gilet di maglia, BURBERRY.)

L'articolo Imperfetto sembra essere il primo su Vogue.it.


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