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Golden Globe 2018: in total black contro le molestie

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La notte dei Golden Globe 2018 sarà ricordata per la domanda politicamente corretta «Perché vesti di nero». Attrici e attiviste si sono presentate insieme e di nero vestite per la campagna #timesup contro gli abusi e le molestie sessuali. E così mai un +1 è stato altrettanto importante a un grande evento di Hollywood, il primo ad andare in scena post scandalo Harvey Weinstein. Mai il nero è stato tanto carico di significato, personalità, carisma ed espressione di una metafora visiva.

Come annunciato, le attrici si sono presentate alla cerimonia che premia i migliori film e serie tv della stagione, e che di fatto si è trasformata in un emozionante e storico evento a favore dell’uguaglianza di genere, non solo sfoggiando abiti total black, ma facendosi accompagnare sul tappeto rosso da otto attiviste. Da Meryl Streep a Emma Watson, Shailene Woodley, Emma Stone, Laura Dern, Michelle Williams, Susan Sarandon e Amy Poehler che compatte hanno espresso il loro sogno universale. Con loro c’erano dTarana Burke, colei che ha inventato il #metoo a Marai Larasi, Rosa Clemente, Ai-jen Poo, Monica Ramirez, Calina Lawrence e Saru Jayaraman.

Il movimento Time’s UP, partito con una lettera aperta al New York Times e sostenuto da quasi tutte le donne di Hollywood guidate da Reese Whiterspoon che ha commissionato alla designer Arianne Phillips la creazione di 500 spille Time’s Up (indossate anche dagli uomini) è una raccolta fondi per sostenere psicologicamente ed economicamente le vittime di abusi in tutti i settori e luoghi di lavoro.

Quella dei Golden Globe 2018 è stata anche e soprattutto la notte di Oprah Winfrey, prima donna nera a ricevere il premio alla carriera Cecil B. DeMille Award, e del suo discorso da standing ovation che si è meritato l’hashtag #OprahforPresident. La rete, infatti, si è scatenata eleggendo l’attrice come «la candidata ideale» per le elezioni americane del 2020. E forse non si tratta solo di un incoraggiamento.

Nel suo potente discorso, Oprah si è schierata a favore del movimento #MeeToo e ha iniziato parlando del progresso sociale ma non ancora concluso dei neri:«Nel 1964 ero piccola, ma seduta su un pavimento di lineoleum della casa di mia madre a Milwaukee ho sentito Anne Bancroft pronunciare quelle cinque parole che avrebbero cambiato la storia: L’Oscar va a Sidney Poitier” (il primo attore nero a vincere la statuetta, ndr). Salì sul palco l’uomo più elegante che avessi mai visto, la sua cravatta era bianca, la sua pelle ovviamente nera. Non avevo mai visto un uomo nero che venisse festeggiato in quel modo. Negli anni ho provato molte volte a spiegare l’importanza che ha avuto quel momento per una bambina che lo guardava in tv da un sofà economico mentre la mamma tornava a casa distrutta, dopo aver pulito le case degli altri (…) Oggi per me è un grande privilegio essere la prima donna nera che riceve questo premio e non dimentico che ci sono altre ragazzine che stanno guardando la tv in questo momento».

Per poi proseguire con le toccanti e motivanti parole a favore delle donne. Di quelle donne che hanno rotto il muro del silenzio e hanno incominciato a denunciare gli abusi di cui sono state vittime: «tutte le donne che hanno sopportato anni di abusi e aggressioni, perché loro – come mia madre – avevano figli da sfamare, fatture da pagare e sogni da realizzare. I nomi di queste donne non li conosceremo mai. Sono le lavoratrici domestiche e le lavoratrici agricole; quelle che lavorano in fabbrica o in un ristorante, nel mondo accademico, nella medicina e nella scienza; fanno parte del mondo della tecnologia, di quello politica e degli affari; sono le nostre atlete alle Olimpiadi e i nostri soldati nell’esercito».

«Voglio dire a tutte le ragazze che stanno guardando qui e ora che un nuovo giorno è all’orizzonte – ha concluso Oprah – e quando quel nuovo giorno alla fine sorgerà, sarà perché un sacco di stupende donne e di uomini eccezionali hanno combattuto duramente per farle diventare i leaders che ci porteranno fino al tempo in cui nessuno dovrà mai più dire “Me too”, ancora. Grazie». Grazie a te, Oprah, per aver trasmesso l’emozione reale che un nuovo giorno è davvero arrivato.

 

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