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Donatella Versace

Passioni, piaceri, paure: confessione d’autore liberamente ispirata al questionario di Proust.   Il tratto principale del mio carattere. Non mi arrendo mai e sono molto curiosa. Lo stato del mio spirito. Serena. Sono in pace con me s ...

Passioni, piaceri, paure: confessione d’autore liberamente ispirata al questionario di Proust.

 

Il tratto principale del mio carattere. Non mi arrendo mai e sono molto curiosa.

Lo stato del mio spirito. Serena. Sono in pace con me stessa e allo stesso tempo elettrizzata al pensiero di cosa mi riserva il futuro.

Ripartire vuol dire… Rinnovarsi. Non aver paura di osare. Una nuova avventura. Riconoscere i propri errori e affrontarli. Non temere di mettersi in discussione.

La più importante partenza. Non mi interessa la partenza, ma il viaggio. Il sogno, il perché ho deciso di andare in una certa direzione.

Il più importante ritorno. La Tribute Collection, un ritorno simbolico alle nostre origini con un occhio sempre rivolto al futuro.

Quel che apprezzo di più nei miei amici. La loro capacità di essere sinceri con me nel privato.

Il luogo dove sono stata più felice. Ce ne sono stati molti. Quelli di oggi sono Londra e Los Angeles. Quelli del passato lasciamoli nel passato.

La mia ossessione. Skincare.

La mia idea di sexyness. Qualunque cosa faccia sentire un uomo o una donna a proprio agio con se stessi… Per questo la sensualità prescinde dalla mera bellezza.

La mia fonte di ispirazione. Tutto quello che mi circonda quotidianamente. Un viaggio. Un libro. Una canzone. Per il mio lavoro è fondamentale capire ciò di cui la gente ha bisogno. La moda è lo specchio della società.

Il mio primo ricordo legato alla moda. Quando Gianni mi fece i primi vestiti. Avevo solo 11 anni! Ma lui ci metteva una passione incredibile e quando mi mostrava cosa aveva creato per me, mi faceva sentire speciale.

Il mio abito più amato. Il Jungle Dress di chiffon di seta verde che ho disegnato e che Jennifer Lopez indossava ai Grammy Awards del 2000.

Le immagini che mi hanno cambiato la vita. Quelle della campagna fotografata da Richard Ave-don dell’A/I 1994, per la Couture. Nadja, Christy, Claudia, Cindy, Stephanie: c’erano tutte le più grandi modelle, e sembravano dee negli abiti in maglia metallica. Quelle immagini sono la quintessenza della bellezza.

Quel che detesto più di tutto. L’ipocrisia. Non sopporto le persone false dato che io sono cristallina nel dire quel che penso.

Il mio sogno di felicità. Mah… la felicità è un sogno e non sono sicura che esista. La nostra natura di esseri umani ci porta sempre a guardare al prossimo traguardo. Mi accontento di essere serena.

Il dono di natura che vorrei avere. Vorrei essere più alta, ma i tacchi hanno sempre rimediato bene.

La cosa più preziosa che possiedo. La mia famiglia. E ovviamente Audrey, la mia Jack Russell.

Il mio motto. Non avere mai paura di osare.

La sfida più bella. Riportare le creazioni di mio fratello Gianni in passerella senza che sembrassero dei pezzi da museo, ma qualcosa di vivo e veramente attuale.

Quel che c’è di male in me. Niente! Sono perfetta, no?

Chi metterei sulla copertina di Vogue. Le più grandi modelle ci sono già… Mi piacerebbe vederci qualcuno fuori dalla moda, che con le sue azioni possa cambiare il modo di pensare della gente.

A 40 anni dalla nascita del brand e a 20 dalla scomparsa di Gianni, Donatella Versace ha disegnato la Tribute Collection P/E 2018, che ripercorre le più famose collezioni dello stilista: Baroque, Vogue, Farfalle, Tesori del mare; nonché le creazioni più incredibili del brand come la celebre maglia Metal mesh.

Vogue Italia, gennaio 2018, n.809, pag. 40

 

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