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Perché le donne amano Céline

di Adam Wray Da quando, alla fine del 2008, è diventata creative director di Céline, Phoebe Philo non ha mai smesso di influenzare il nostro immaginario collettivo. Il suo lavoro per la griffe francese ha offerto fin da subito una rappres ...

di Adam Wray

Da quando, alla fine del 2008, è diventata creative director di Céline, Phoebe Philo non ha mai smesso di influenzare il nostro immaginario collettivo. Il suo lavoro per la griffe francese ha offerto fin da subito una rappresentazione articolata del lusso moderno, caratterizzato da un minimalismo elegante e naturale, in perfetto equilibrio fra uno stile portabile e uno più ambizioso. Le creazioni di Philo sono al tempo stesso forti, eleganti e originali e hanno generato un legame insolitamente forte con i suoi follower, che si sono guadagnati il soprannome di ‘Philophiles.’ Ora che Philo ha annunciato che lascerà il brand, abbiamo parlato con quattro donne che ci hanno raccontato il loro rapporto con le creazioni di Philo e il suo impatto sul mondo della moda.

Jo Ellison, fashion editor, The Financial Times

La cosa più significativa che ho notato delle sue creazioni è che sembravano una proposta vera, portabile per le donne, senza essere mai monotone. Quando Phoebe raccontava delle sue creazioni di ogni nuova stagione, cosa che oggi fa raramente, le definiva un esempio di femminilità moderna, parlava di un nuovo punto di vista sul glamour, e di quello che le donne vogliono. E ha continuato a mettere le donne e le loro vite al centro delle sue creazioni, senza mai pregiudicare la sua attitude, intelligenza o entusiasmo. Quella di Céline è l’unica sfilata che guardo anche in veste di consumatore. Ci scrivo una recensione, ma in un angolino della mia mente la sto comprando. E a ogni nuova stagione c’è sempre qualcosa di intrigante, qualcosa da desiderare per mesi prima che arrivi nei negozi. È un genio assoluto nell’identificare quello che rende davvero speciale una collezione.”

Ramya Giangola, brand consultant e fondatrice di Gogoluxe

Ho visto la prima collezione di Phoebe per Céline, la Resort 2010, nello showroom temporaneo del brand a New York. Mi ha conquistata all’istante. Il fatto che sia irremovibile rispetto alla sua vision, e che voglia creare il guardaroba definitivo per ogni donna, credo sia questo che tanto ci attrae del brand. La qualità è eccezionale, i capi non sembrano mai fuori moda. È anti fast-fashion. Il suo lavoro ha un natura intellettuale, ma al tempo stesso è comprensibile e accessibile, e ha un senso dell’umorismo che può forse passare in secondo piano. È difficile dire quale sia la mia collezione preferita, ce ne sono state diverse che mi hanno colpito, compresa la Resort 2012: la seta a fiori di ispirazione orientale, la texture rigida/morbida dei guanti in pelle e delle camicie in seta, il cappotto Crombie, ovviamente—e la collezione Primavera 2014, con le stampe effetto ‘dipinto’ e le silhouette più morbide dopo tanti capi strutturati. Sono passati quasi 10 anni e a ogni stagione la mia passione e la mia fascinazione per il brand e il prodotto crescono. Phoebe ha cambiato il modo in cui vestiamo e consideriamo le silhouette, i colori e il nostro modo di vestire. A parte Rei Kawakubo, non riesco a pensare a nessun altro designer vivente che abbia influenzato in modo così potente lo scenario della moda.”

Tricia Smith, vice presidente esecutivo e general manager abbigliamento donna, Nordstrom

La mia sensazione, i primi anni in cui Phoebe Philo era al timone di Céline, è stato constatare che le sue linee pulite e nuove proporzioni fossero diventate subito capi classici e iconici. Le sue creazioni hanno un’eleganza e una grinta che piacciono a tante generazioni di donne. La stessa attenzione e considerazione che si percepiscono negli showroom di Céline emergono anche fuori, dall’architettura, dall’arredamento e dalle categorie della collezione. Non riesco a ricordare l’ultima volta in cui sono riuscita a separare le mie considerazioni personali sugli abiti da quelle delle tante clienti fedeli di Nordstrom. Ci sono capi che indosso stagione dopo stagione, ma anche tanti nuovi modelli che diventano subito i miei preferiti. Philo ha creato un senso di attesa per la novità, per la raffinatezza tante volte con Céline, cosa che moltissime delle nostre clienti, e io stessa, abbiamo imparato ad amare.”

Eugenie Dalland, stylist ed editrice, Riot of Perfume

La sua maestria nell’arte della raffinatezza e della sobrietà è stata evidente fin da subito, era impossibile non percepirlo. È una cosa che si dice spesso a proposito dei suoi abiti, ma sono, davvero, molto pratici, eleganti e comodi, tre cose che formano un’unione imbattibile. Mi piace moltissimo creare dei look con i capi di Céline per i servizi fotografici semplicemente perché sono bellissimi, mi piace maneggiarli e vedere come cadono bene sul corpo, non ho mai visto nessuno fuori luogo in Céline. Naturalmente è dotata di una ricchezza innata per quanto riguarda visione creativa e stile, ma anche di una capacità straordinaria di intuire dove sta andando lo zeitgeist culturale. Credo che in questo momento nella cultura popolare si assista alla crescita costante, anche se lenta, di un’ideale di donna matura e indipendente, e anche sexy in opposizione alla figura di donna sessualmente oggettivizzata che conosciamo da tempo. Philo crea abiti per una donna forte, sicura delle proprie idee, chic, e adulta, e credo sia un’ideale che le donne di tutte le età possano facilmente condividere. Spero davvero che questa parte del suo retaggio possa far capire agli altri stilisti—e agli amministratori delegati!—perché è importante prendersi una pausa dal processo creativo. Bisogna avere tempo per concepire nuove idee, perfezionarle, pensare a un nuovo punto di vista. Cosa assai ardua da fare, soprattutto nel nostro scenario attuale.

L'articolo Perché le donne amano Céline sembra essere il primo su Vogue.it.


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