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Le lezioni di stile imparate nel 2017 per essere cool nel 2018

La moda, anche quella maschile, è un’onda lunga che cambia e si trasforma nell’arco del tempo. Così, guardarsi all’indietro e analizzare il passato diventa un’astuzia per affrontare meglio il futuro. E il modo in ...

La moda, anche quella maschile, è un’onda lunga che cambia e si trasforma nell’arco del tempo. Così, guardarsi all’indietro e analizzare il passato diventa un’astuzia per affrontare meglio il futuro. E il modo in cui vogliamo vestirci per presentarci  – anche – agli altri rispetta questa norma orale. Di seguito trovi le 9 lezioni di stile che abbiamo imparato nel 2017. Una riflessione su come possiamo migliorar(ci) nel 2018 perché l’importante è andare sempre avanti.

lezioni di stile 01 come vuoi tu BTS

01 Vestiti come ti senti La chiave di tutto è sapere cosa vuoi dire di te. Non sei sempre serio, non sei sempre allegro, non sei sempre sportivo, non sei sempre un manager, non sei sempre un pantofolaio. Così, perché indossare un’unica corazza, un unico stile? Quindi viva i diversi look qualunque età tu abbia e di qualunque nazionalità tu sia. Guarda ad esempio i BTS, la boy band sudcoreana vincitrice del 2017 Billboard Music Awards, tra le celebrità musicali più twittate a livello mondiale. Loro cambiano continuamente look: molto streetwear, ma anche formale, casual e loungewear.

Lezioni di stile 02 normcore

02 Stravaganza vs Normcore Come nelle guerre non ci sono né vincitori, né vinti così nella moda nessun stile primeggia. Sono adorabili i look da dandy, attirano molto l’attenzione, ma oltre a essere dannatamente complicati necessitano di forte personalità e nessuna distrazione. Lo stile normcore invece è all’insegna di normalità e semplicità. Rappresenta la nostra zona di confort. Nel 2017 non solo è rientrato dall’ingresso principale il tanto bistrattato marsupio, vedi Dior FW17/18, ma in passerella lo stile da “uomo comune” ha avuto i suoi momenti di celebrità. Tra i primi brand a mostralo ai social i parigini Vetements e Balenciaga entrambi diretti dal georgiano Demna Gvasalia.

Lezioni di stile lo statista

03 È di moda lo stile da statista Si muovono disinvolti nelle loro camicie bianche o turchesi chiuse da cravatte rigorosamente sobrie. Lo stile da statista, entrato nelle cronache con l’elezione a primo ministro canadese del 46enne Justin Trudeau, considerato il leader mondiale più sexy, viene arricchito di anno in anno dall’elezione di nuovi e giovani maschi alfa. Così il tedesco Christian Lindner, leader dei liberali dell’Fdp, sdogana la barba di tre giorni; il primo ministro francese Emmanuel Macron impone per legge il colletto alla francese che in Francia viene chiamato all’italiana; mentre il neo-cancelliere austriaco Sebastian Kurz proprio non ne vuole sapere di mettersi la cravatta. Ma tutti, proprio tutti, indossano abiti completi a due o tre bottoni nelle diverse nuance del blu oppure grigio: una scelta che diventa politicamente quotidiana.

lezioni di stile 04 moda eco-sostenibile

04 Se la moda diventa bella, ben fatta e sostenibile Era il 19 Novembre 2014 quando Kering pubblicava il primo conto economico ambientale, l’EP&L (Environmental Profit and Loss Account). Anche la nostra Camera della Moda ha pubblicato anni addietro un manifesto della sostenibilità per la moda italiana, ma è solo con l’arrivo di Carlo Capasa che la sustainability diventa un importante riconoscimento con il Green Carpet Fashion Awards 2017. Ricorderai l’immagine dei premiati Giorgio Armani, Miuccia Prada, Pierpaolo Piccioli e Alessandro Michele. Adesso rispondi: Quanto è sostenibile il tuo stile? Se non lo sai, chiedilo ai tuoi brand. Fai attenzione; sostenibilità non significa abbasso le pellicce, ma riguarda soprattutto le condizioni di lavoro di chi fabbrica i tuoi capi preferiti.

Lezioni di stile essere comodi

05 Stai comodo: sportswear – activewear – loungewear – nightwear Il fatto che tutte queste parole finiscano con -wear significa che hanno in comune il concetto di abbigliamento. E fin qui non ci piove. Ma se i primi due si rifanno all’attività sportiva, i secondi rimandano all’idea dell’ozio e del riposo. Però c’è un aspetto che li accomuna tutti: l’essere comodi. Dalle pantofole Gucci, alle capsule con Lotto di Damir Doma; dai cappellini da baseball e dalle ciabatte Fendi alle tute sartoriali Maison Valentino per non parlare di quelle griffate Prada: come vedi, nel 2018 hai solo l’imbarazzo della scelta per metterti comodo.

Lezioni di stile 06 - heritage

06 L’heritage: un’eredità che non finisce mai E pensare che fino alla fine degli anni 90 il vecchio era considerato qualcosa da buttare via. Ne sa qualcosa Nicolas Loufrani, figlio di Franklyn, il giornalista francese che inventò nel 1971 lo Smaley, la faccina sorridente. All’inizio del millennio nessun marchio di moda voleva collaborare con il suo sorriso giallo. Adesso la sua azienda di licensing fattura centinaia di milioni di euro (sì hai letto bene) e il suo Smiley ha decorato i giubbotti Moncler, gli accessori Fendi, le scarpe Zanotti, le t-shirt Lee, le felpe Supreme, le maglie di Castelbajac e anche gli occhiali di Italia Independent. Giusto per fare pochi esempi. Lo si deve al ritorno dell’heritage capace di trasformare tutto ciò che era considerato vecchio in autentico e quindi degno di essere omaggiato e rivisitato.

Lezioni di stile stickers

07 Dalle chat ai vestiti è un tripudio di spille, stickers e ricami Hanno riempito le nostre chat. Dai segni di interpunzione :) siamo passati agli emoticon per finire (si fa per dire) a tutta una serie di immagini che descrivono stati d’animo, opinioni, desideri, passioni. E dai social sono passate a impreziosire magliette, giubbotti, scarpe e borse. Trai più noti c’è Pintrill con le sue infinite collezioni di spille e spillette. Salendo di categoria hai a disposizione gli stickers di pelle ideati dalla londinese Anya Hindmarch. Cavalcano l’onda della personalizzazione anche i big. Louis Vuitton permette di decorare i propri accessori con una serie assortita di serigrafie legate al viaggio. E visto che Alessandro Michele è trai sostenitori dell’abbigliamento come espressione della personalità, anche in Gucci non poteva mancare un servizio di customizzazione: con Do It Yourself ogni cliente sceglie i ricami da applicare sui capi della collezione.

Lezioni di stile 2017 - Chiamami col tuo nome

08 L’italiana che detta stile all’estero e di riflesso anche da noi Lo hanno scritto anche i cugini inglesi di GQ, per l’estate 2018 i look maschili più appropriati sono quelli di Giulia Piersanti. La costumista di Chiamami col tuo nome ha catturato l’attenzione degli stylist grazie ai costumi di scena dell’affascinante studioso Oliver interpretato da Armie Hammer. A piacere la freschezza delle sue camicie Oxford color pastello, la comodità dei chino a gamba larga e la versatilità delle mitiche One Star di Converse. L’ultima fatica del regista Luca Guadagnino uscirà nelle sale il 25 Gennaio pronta a ispirare un folto stuolo di followear.

Lezioni di stile 2017 - eccesso rock - Maneskin

09 Non dimenticare di essere un po’ rock Il 2017 ha visto la scomparsa del Re del rock francese, Johnny Hallyday. Aveva 74 anni e la grinta di un leone. Rimarranno nella storia del costume le sue camicie scintillanti, le sue frange, i pantaloni a zampa, le sue comparse alla Mad Max, i gilet di jeans e le sue Harley Davidson. Siamo solo agli inizi, invece, per Damiano David e i suoi Maneskin sebbene si siano già guadagnati un disco di platino. A piacere, oltre alla loro musica sono gli eccessi: le canotte trasparenti, i jeans skinny, le giacche leopardate, gli anelli, gli orecchini indiani, gli stivali con il tacco: gipsy urbani molto rock capaci di sorprendere e di distinguersi!


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