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Il Baby Boom delle Influencer

Influencer e maternità: un tema che di recente è stato al centro dell’attenzione da quando Chiara Ferragni, a ottobre, 2017, ha rivelato al mondo di essere in attesa di un bambino. A seguito della Blonde Salad, nei mesi successivi, ...

Influencer e maternità: un tema che di recente è stato al centro dell’attenzione da quando Chiara Ferragni, a ottobre, 2017, ha rivelato al mondo di essere in attesa di un bambino. A seguito della Blonde Salad, nei mesi successivi, a dare il lieto annuncio sono state anche le altre due star dei social Leandra Medine (quasi due milioni di follower) e Arielle Charnas (un milione e centomila follower). Baby Bump is the new black quindi?

La risposta è una semplice ed è: no. Un no pronunciato forte e chiaro, per togliere dal campo ogni dubbio sul fatto che le influencer possano anche solo lontanamente immaginare di usare la maternità come strumento promozionale. Il motivo, se motivo si può andare a ricercare nella scelta di una donna di mettere al mondo un figlio, è molto più semplice e abbraccia, di fatto, un’intera generazione (e non una categoria professionale).

Come rileva e sottolinea in un’intervista a WWD Emilie Tabor, fondatrice e chief marketing officer di IMA, un’influencer marketing agency, il fenomeno delle fashion influencer è scoppiato circa 7 anni fa all’epoca in cui, le influencer, avevano tra i 22 e i 24 anni. L’entrata nella terza decade della vita è quella che solitamente (ma non obbligatoriamente) può portare alla decisione di avere un figlio. Da qui la coincidenza annunci di gravidanze. Il fenomeno, però, può essere interessante sotto un diverso punto di vista. In primis di natura prettamente narrativa: la gravidanza, infatti, non è diventata il punto nevralgico e focale dell’attività delle influencer.

Un segnale di empowerment femminile, da qualunque punto lo si guardi, che comunica chiaramente che una donna può essere professionista e madre, avere degli interessi e una professione al di fuori della gravidanza e che tale momento della vita, per quanto tra i più belli, non sia una sorta di supernova trasformata in buco nero in cui viene assorbito tutto l’universo femminile. Certo, non si possono chiudere gli occhi sugli effetti che la gravidanza potrebbero avere sulla carriera delle influencer. Effetti innegabilmente positivi, va detto, che vanno dalla possibilità di poter godere di uno stoytelling più strutturato e quotidiano (l’evoluzione della gravidanza è una storia che si dipana come un filo orizzontale lungo i post) all’allargamento del bacino d’utenza che passa dall’essere quello legato esclusivamente al mondo fashionista a quello, decisamente più ampio, delle mamme e neo-mamme. Non va poi trascurato l’impatto che una gravidanza può avere sull’immagine stessa delle influencer, in qualche modo umanizzandola e trasformando quelle che prima erano presenze virtuali in figure più vicine alla quotidianità di tutti. Certo, l’importante è che la gravidanza non diventi una sorta di asset economico su cui fare riferimento ma su quello, come abbiamo detto anticipatamente, non crediamo ci siano rischi.

L'articolo Il Baby Boom delle Influencer sembra essere il primo su Vogue.it.


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