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Qual è il futuro delle Settimane della Moda Uomo?

C’è la sensazione che oggigiorno il calendario della moda maschile si stia svuotando sempre più. Solo lo scorso mese, Balenciaga e JW Anderson — due nomi portanti delle sfilate maschili – hanno entrambi annunciato la propria intenzi ...

C’è la sensazione che oggigiorno il calendario della moda maschile si stia svuotando sempre più. Solo lo scorso mese, Balenciaga e JW Anderson — due nomi portanti delle sfilate maschili – hanno entrambi annunciato la propria intenzione di unificare le collezioni uomo e donna in un’unica sfilata. La scelta di optare per un modello co-ed – unificato – ovvero un solo show da tenersi durante il calendario della moda donna, è diventata una decisione sempre più frequente, intrapresa da alcuni tra i marchi meglio noti del fashion system tra cui Burberry, Gucci e Calvin Klein.

Se si presta attenzione alla moda uomo, può apparire ambiguo, se non addirittura paradossale, notare come il calendario delle collezioni uomo si stia man mano assottigliando proprio ora che la categoria uomo sta acquistando maggior rilevanza. Dopotutto, lo stilista Demna Gvasalia ha rilanciato il reparto uomo a Balenciaga solo lo scorso anno debuttando con una collezione in passerella durante la stagione Primavera/Estate 2017 solo per poi eliminare la sfilata del tutto proprio di recente. Tuttavia, per molti aspetti, alla base della decisione di armonizzare collezioni uomo e donna vi è un atteggiamento pragmatico. Per marchi come Balenciaga, dove esiste una singola visione artistica a guidare e trainare sia la moda maschile che quella femminile, organizzare una sola sfilata può essere l’approccio più naturale. La scelta è non solo economicamente più conveniente ma rispecchia anche il consumatore di oggi che continua ad acquistare capi che spaziano da una categoria di genere all’altra senza porsi limiti o restrizioni.

Le donne hanno incominciato a comprare capi maschili già da un po’ e gli uomini si stanno aprendo all’idea che qualcosa possa essere palesemente unisex. Se si osservano i clienti che acquistano Balenciaga o Vetements, e in alcuni casi anche Gucci, si nota proprio questa unificazione del consumatore”, dichiara a Vogue Jian DeLeon, direttore editoriale del sito di streetwear Highsnobiety. “Personaggi come Jaden Smith e Pharrell prima di lui, uomini a proprio agio ad indossare moda femminile, sono esempi di questo nuovo modo di pensare, dell’indossare capi utilizzando la moda come un mezzo per esprimere se stessi e non come settore merceologico a cui ricorrere in virtù del proprio genere”.

Per JW Anderson, “la decisione di unificare e trasformare la sfilata è dettata dalla necessità di uniformarsi alla strategia aziendale, ovvero quella di accorciare il tradizionale intervallo tra la presentazione in passerella e l’arrivo dei capi in negozio”, ha spiegato in una dichiarazione scritta la casa di moda del gruppo LVMH. Attualmente, tra gli “stravolgimenti” osservati nelle recenti stagioni di sfilate, in particolar modo le sperimentazioni col modello see-now-buy-now, alcuni editori di moda percepiscono la scelta degli stilisti di razionalizzare le loro sfilate come un segno dei nostri tempi. “Se si pensa a quanto la tradizionale sfilata stia diventando sempre meno rilevante in un mondo in cui il ritmo del calendario della moda è sorpassato, ha senso che i marchi incorporino le due collezioni”, aggiunge DeLeon. Ora, persino case di moda quali Balenciaga hanno iniziato a sperimentare con il lancio di prodotti a un ritmo non più sincronizzato sul calendario della moda, introducendo linee – in particolar modo capi e accessori essenziali del guardaroba maschile quali sneaker e felpe – da rendere disponibili in negozio con i nuovi arrivi di mezza stagione, colloquialmente noti con il termine di consegne. “La strategia di un marchio come Supreme si gioca interamente sul: Tale capo sarà disponibile da giovedì; le immagini saranno lanciate lunedì o mercoledì e, letteralmente il giorno prima tutti sanno già cosa aspettarsi, e cosa acquistare. Il sistema alimenta il battage a partire e sulla base dei capi/accessori…ha senso”.

Tuttavia, nonostante ci siano alcuni pronti a prevedere scenari catastrofici per le settimane delle moda uomo, altri, tra cui i commercianti, sono di una diversa opinione. “A meno che le settimane della moda uomo e donna non vengano accorpate completamente, esistono ancora molti marchi emergenti e di lusso focalizzati sull’abbigliamento maschile che possiedono l’autorevolezza necessaria per rappresentare il menswear”, fa sapere via e-mail Joanna Gunn, chief brand officer per il retailer di lusso Lane Crawford. E anche se le consegne dovessero presto diventare la norma, Gunn rimarca comunque l’importanza delle sfilate per veicolare i concetti e le visioni che hanno dato vita alla collezione. “La consegna settimanale e di mezza stagione deve riprendere ciò che è stato presentato in sfilata durante la settimana della moda dal momento che questa definisce lo stile, la tendenza e la direzione stilistica di quella particolare stagione”, spiega Joanna. “I marchi possono presentare le loro collezioni stagionali insieme a un’anteprima di ciò che verrà lanciato a metà stagione al fine di far crescere il desiderio e l’attesa”.

Nonostante nessuno sia in grado di prevedere il futuro, le menti dietro le Settimane della Moda Uomo non sono di certo incuranti o ignare dei cambiamenti che stanno avvenendo. “C’è talmente tanta attività e tanti stravolgimenti all’interno del settore moda al momento e si notano molti marchi, case di moda e stilisti che provano a sperimentare quale sia la miglior strada per arrivare al mercato e al consumatore”, spiega Dylan Jones, direttore dell’edizione britannica di GQ e presidente della LFWM.  “In fatto di sfilate, l’attuale scenario vede la moda maschile essere presentata durante le settimane delle collezioni donna, la moda donna presentata durante le settimane delle collezioni uomo, stilisti che optano per presentare le proprie proposte uomo durante l’alta moda, oppure fuori stagione, e per di più in ogni angolo del globo”. Ma Jones è convinto che tale trambusto, se così si può definire, sia solo temporaneo. “Questo periodo di sperimentazione durerà un po’ per poi assestarsi in qualcosa di maggiormente armonioso. Ovviamente alla fine tutta questa attività creerà un sistema più funzionale”. Questo è il nostro augurio.

 

Testo di Edwin Jiang

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