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Souvenir analogico per la generazione digitale: in uno spettacolare libro illustrato l’album di famiglia del PROGETTO MILLENNIALS by Dolce & Gabbana. “L’esperimento Millennials” di Dolce & Gabbana, come capita a molti progetti ambiz ...

Souvenir analogico per la generazione digitale: in uno spettacolare libro illustrato l’album di famiglia del PROGETTO MILLENNIALS by Dolce & Gabbana.

“L’esperimento Millennials” di Dolce & Gabbana, come capita a molti progetti ambiziosi, parte da un’idea piccola. Era giugno 2016 quando Domenico e Stefano invitarono, senza clamore, un gruppo di ragazzi famosi nel mondo digitale – tra cui Cameron Dallas, Tinie Tempah e Luka Sabbat – ad assistere alla loro sfilata Uomo. All’ultimo momento chiesero a Presley Gerber e Rafferty Law (figli rispettivamente di Cindy Crawford e Jude Law) di salire in passerella. Mentre i ragazzi sfilavano i rumori provenienti dalla strada coprivano la musica dello show: migliaia di fans, informati della loro presenza tramite Instagram, si erano accalcati sventolando cartelli, gridando e postando a raffica. «Questa è una nuova era, e noi stia-mo cercando di capire in quale direzione sta andando il mondo. Non è un bene che la moda sia contemporanea?», sorrideva Domenico Dolce nel backstage della sfilata.Ora è stato realizzato un souvenir analogico – un libro cartaceo intitolato “Dolce & Gabbana Generation. Millennials: The New Renaissance” (Rizzoli International) – che testimonia il fenomeno fashion-digitale che ne è scaturito. Il libro racconta come l’idea di portare in passerella millennials famosi durante le sfilate di Milano nel 2017 sia via via cresciuta diventando una campagna pubblicitaria scattata da Franco Pagetti; descrive la frenesia dei post e dei tweet nel backstage, e i party che hanno accompagnato questo “millennials moment”. I protagonisti spaziano da Re e Regine di Instagram a Reali veri e propri: Madison Beer, Thylane Blondeau, Sailor Brinkley Cook, Sofia Richie, Lady Amelia Windsor, la principessa Maria-Olympia di Grecia. La direzione artistica di Giovanni Bianco è poi una gioia massimalista per gli occhi, un esplosivo collage di look, dettagli, istantanee di party e passerelle.Il momento chiave di tutta l’operazione è stata la sfilata A/I 2017-18. È allora che i due designers hanno mescolato i clienti Alta Moda e pochi altri amici con i millennials, creando uno show la cui diversità sociale è stata letteralmente divorata dai social media. Il tutto, per di più, come sottolineato da Stefano Gabbana, perfettamente in armonia con le radici del brand: «La nostra prima sfilata, a metà degli anni 80, era con persone vere. Il messaggio è che bisogna accettarsi per quel che si è. Tutto qua». L’evento ha visto l’account ufficiale Instagram di Dolce & Gabbana incrementare mensilmente i suoi like di oltre il 500 per cento e i commenti di oltre il 600 per cento. L’hashtag #dgmillennials è stato utilizza-to in più di 1600 post e quello di Madison Beer ha avuto oltre 170mila like.Questo libro ha due obiettivi. Il più importante è quello di raccogliere fondi per la Fondazione Butterfly Onlus, in prima linea in progetti educativi. Il secondo è quello di rappresentare l’idea, attraverso qualcosa di “permanente” come un libro, che la moda è capace di abbattere le barriere: cosa che per primi Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno fatto, invitando i protagonisti della rivoluzione social media non soltanto a vedere le loro sfilate, ma a diventarne parte attiva. In un futuro lontano, quando gli smartphones saranno obsoleti e dimenticati, quegli stessi millennials potranno mostrare questo libro ai loro nipoti.

Vogue Italia, gennaio 2018, n.809, pag. 54

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