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Sei pronta a vedere il tuo ragazzo truccato?

Immagina lui e lei in piedi uno accanto all’altro, nel bagno, davanti allo specchio. Si lavano i denti, poi lei stende il fondotinta e lui si pettina, lei si mette il mascara e lui il gel. Lei comincia a fare la piega ma – sorpr ...

Immagina lui e lei in piedi uno accanto all’altro, nel bagno, davanti allo specchio. Si lavano i denti, poi lei stende il fondotinta e lui si pettina, lei si mette il mascara e lui il gel. Lei comincia a fare la piega ma – sorpresa, anzi shock – lui non è ancora pronto: si copre un brufolo con il correttore, poi mette un po’ di BB cream e la matita nera.

Facciamo una previsione azzardata ma con cognizione di causa: tra pochi anni anche l’uomo avrà la sua routine make-up, almeno in America, in Asia, ma poi anche in Europa. Spaventoso? Non lo sarebbe se al nostro fianco ci fosse Marco Mengoni, Morgan o – sogniamo pure a occhi aperti – Damiano, il frontman dei Måneskin, perché siamo ormai abituati a vedere il trucco indossato da rockstar e attori dai tempi di Rodolfo Valentino, David Bowie, Mick Jagger, Kiss & Co. Quello che facciamo più fatica a immaginare è condividere matite, mascara e correttori con amici/ragazzi/fidanzati/mariti. Ma dovremmo cominciare a prepararci.

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Lo dimostra anche l’ascesa dei beauty blogger uomini. Uno dei primi è stato Jake-Jamie Ward conosciuto sui social come The Beauty Boy, responsabile di aver reso virale il movimento #makeupisgenderless (il trucco non ha sesso). Insieme a lui, sempre più ragazzi sono entrati nell’universo beauty: nel 2016 il vlogger James Charles è stato il primo uomo a essere nominato testimonial per un brand beauty, CoverGirl, e la scorsa estate il marchio italiano Wycon Cosmetics l’ha seguito scegliendo il modello dalla bellezza fluida Emil Andersson come ambassador della campagna make-up “Androgyny – Beauty Has No Gender”.

Foto Instagram @makeupbyjakejamie

Foto Instagram @makeupbyjakejamie

Oggi trovare trucchi dichiaratamente per uomini o genderless, con pack minimal in bianco e nero, è sempre più facile: in Italia pioniere della bellezza fluida (anche nella moda) è stato Giorgio Armani, che nel 2016 ha lanciato Him/Her Lip Care e la linea per la pelle Armani Prima, mentre l’ultima collezione unisex nata è Boys & Girls di Essence (in vendita da febbraio). In rete invece il make-up da uomo è arrivato su asos con i trucchi al maschile del marchio fondato da Alex Dalley, MMUK, ma le offerte abbondano: basta pensare che su mrporter.com la categoria beauty maschile è cresciuta del 300% dal suo debutto, nel 2013.

Him/Her Lip Care di Giorgio Armani

Him/Her Lip Care di Giorgio Armani

Se il mercato più promettente per ora è quello cinese (sulla piattaforma cinese Tmall il valore delle transazioni del make-up da uomo è quello che è cresciuto di più tra tutti i prodotti di bellezza), l’espansione del grooming maschile è mondiale: secondo Global Industry Analysts entro il 2020 il settore arriverà a valere 43,6 miliardi di dollari. Che dovremo abituarci a condividere lo scettro beauty con lui sembra un dato certo, quello che rimane da capire è: quanto tempo abbiamo per digerire l’idea? Qual è il limite del “troppo femminile”? Ma soprattutto, riuscirà il make-up a sradicare vecchie nozioni di maschilismo e rompere alcuni taboo? Le risposte tra qualche anno.

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