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Intramontabile novecento

L’ARTE ITALIANA del secolo scorso resta una risorsa ancora poco esplorata. Un patrimonio da cui ripartire, popolato di geni riconosciuti, ma anche opere da riscoprire, valorizzare, collezionare. Cresce l’interesse del pubblico, del merc ...

L’ARTE ITALIANA del secolo scorso resta una risorsa ancora poco esplorata. Un patrimonio da cui ripartire, popolato di geni riconosciuti, ma anche opere da riscoprire, valorizzare, collezionare.

Cresce l’interesse del pubblico, del mercato e del collezionismo internazionale per l’arte italiana del XX secolo: quella prodotta tra le due guerre e quella che, dagli anni Quaranta dell’Informale agli anni Ottanta del la Transavanguardia, ne restituisce e testimonia la sofisticata creatività, la ricerca del nuovo, l’originalità e radica le intensità estetica e tematica, poetica e ideologica. A partire dalla straordinaria mostra “Realismo Magico. L’incanto nella pittura italiana degli anni Venti e Trenta”, che inaugura il nuovo anno al Mart di Trento e Rovereto (e resta aperta fino al prossimo 2 aprile), attestano la tendenza numerose esposizioni inserite quest’anno nei programmi di strutture pubbliche e priva te. Collettive e personali in musei e gallerie introducono al grande pubblico figure poco conosciute come Margherita Sarfatti, artefice di un ritorno all’ordine in arte dopo le chiassose trasgressioni del Futurismo, fondatrice di quel “gruppo del Novecento” cui aderirono anche Sironi, Funi, Marussig, Malerba e Oppi, nonché intellettuale tra le più ambite nei salotti nazionali degli anni Venti (al Museo del Novecento, dal prossimo 21 settembre). Tali esposizioni, inoltre, indagano e approfondiscono il ruolo di noti protagonisti dell’arte moderna come Carlo Carrà (a Palazzo Reale, dal 4 ottobre), che, dal Divisionismo al Futurismo, alla Metafisica, e dai “valori plastici” ai paesaggi, alle nature morte, ha prodotto un vasto e avvincente corpus di opere. E mentre a Marino Marini, altra figura chiave del XX secolo, è dedicata la prossima retrospettiva alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, anche le proposte del mercato dell’arte oltreconfine non mancano di riallacciarsi al XX secolo italiano. La sede parigina di Tornabuoni Art inizia il 2018 con una personale (a febbraio) dedicata a Giorgio de Chirico (a otto anni dalla prima retrospettiva al Centre Pompidou), mentre Enzo Cucchi espone nel nuovo spazio di Balice Hertling in rue SaintMartin. A New York, poi, inaugura la terza personale di Fabio Mauri nello spazio di Hauser & Wirth sulla Ventiduesima; e opere degli anni Cinquanta e Sessanta di Nuvolo, riscoperto conterraneo di Alberto Burri, sono in mostra da Di Donna in Madison Avenue. La tendenza appare insomma quella di scoprire, riscoprire e approfondire figure e capitoli della nostra arte moderna e contemporanea, tra introvabili e perlopiù inabbordabili artisti celebri e artisti meno noti, non debitamente riconosciuti nel loro valore. Nomi e immaginari da portare o riportare all’attenzione del pubblico dopo periodi di oblio e cadute di popolarità, che verosimilmente costituiranno le proposizioni clou di gallerie established ed emergenti, non più determinatamente concentrate sulla scoperta e la promozione del nuovo. Intellettuale e sartoriale, ricca di ricercata pittorica precisione, solidità di tratti somatici, soggetti umani immoti come oggetti accuratamente definiti nei contorni, la neooggettività di fautori del ritorno all’ordine (come Cagnaccio di San Pietro, Felice Casorati o Antonio Donghi, Achille Funi, C’arlo Levi e Ubaldo Oppi, che la rassegna del Mart raccoglie insieme e documenta, come raramente è già avvenuto, includendo non di meno opere di Mario ed Edita Broglio, Leonor Fini, Arturo Nathan, Carlo Sbisà, Gregorio Sciltian, Carlo Socrate e Cesare Sofianopulo), mette in luce un capitolo dell’arte italiana tra le due guerre che ci conquista con la sua eleganza. Interazioni di inquietudine e magia, i ritratti e le nature morte di questi celebri e meno celebri maestri degli anni Venti e Trenta proiettano il conosciuto in un’inedita metafisica dimensione, una realtà fantasmatica, straniata, inquietante, che sconfina nell’inverosimile e sprigiona oggi tutta la sua attualità.

Vogue Italia, gennaio 2018, n.809, pag. 56

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