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Dissenso comune: le attrici italiane contro le molestie

“Questo è il tempo in cui noi abbiamo smesso di avere paura.”. Così si chiude la lettera-manifesto Dissenso comune, atto “fondatore” di un collettivo che vede riunite 120 donne del cinema italiano. Lo scopo? La &# ...

“Questo è il tempo in cui noi abbiamo smesso di avere paura.”. Così si chiude la lettera-manifesto Dissenso comune, atto “fondatore” di un collettivo che vede riunite 120 donne del cinema italiano.

Lo scopo? La “riscrittura degli spazi di lavoro e per una società che rifletta un  nuovo equilibrio tra donne e uomini” per fare tabula rasa dei disequilibri  che hanno caratterizzato fino ad ora il mondo dello spettacolo ma, in generale, quello del lavoro. “La molestia sessuale è fenomeno trasversale. È sistema appunto.  È parte di un assetto sotto gli occhi di tutti, quello che contempla l’assoluta maggioranza maschile nei luoghi di potere, la differenza di compenso a parità di incarico, la sessualizzazione costante e permanente degli spazi lavorativi.” scrivono le firmatarie della lettera, tra cui Alba e Alice Rohrwacher, Valentina Cervi, Cristina Comencini. “La disuguaglianza di genere negli spazi di lavoro rende le donne, tutte le donne, a rischio di molestia poiché sottoposte sempre a un implicito ricatto. Succede alla segretaria, all’operaia, all’immigrata, alla studentessa, alla specializzanda, alla collaboratrice domestica. Succede a tutte.” Parole importanti che dimostrano che anche il cinema italiano, e non solo il cinema, ha deciso di mettere il punto finale a una terribile storia protrattasi troppo a lungo nel silenzio generale. Un silenzio che si è rotto grazie soprattutto alle iniziative spontanee che sono nate tanto all’estero quanto in Italia e che hanno portato alla luce migliaia di casi raccontati con gli hashtag #metoo e #quellavoltache (cronologicamente precedente addirittura al corrispettivo internazionale).

La nascita del collettivo non è solamente finalizzata a stimolare il dibattito ma serve anche a creare un cordone di protezione per chi deciderà di segnalare abusi ricevuti, con lo scopo di non far mai più sentire sola nessuna donna che vorrà denunciare situazioni di molestie sessuali La “ragione per cui questo atto di accusa parte dalle attrici è perché loro hanno la forza di poter parlare, la loro visibilità è la nostra cassa di risonanza. Le attrici hanno il merito e il dovere di farsi portavoce di questa battaglia per tutte quelle donne che vivono la medesima condizione sui posti di lavoro la cui parola non ha la stessa voce o forza.”. Le cose stanno cambiando. Finalmente.

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