BEAUTY NEWS

Adidas chiude i negozi in città e spinge sull’e-commerce

Adidas ha deciso di spostare i suoi investimenti dall’apertura di nuovi punti vendita al digitale poiché è convinta di raddoppiare nei prossimi due anni le vendite dell’e-commerce. Il produttore tedesco di articoli sportivi c ...

Adidas ha deciso di spostare i suoi investimenti dall’apertura di nuovi punti vendita al digitale poiché è convinta di raddoppiare nei prossimi due anni le vendite dell’e-commerce. Il produttore tedesco di articoli sportivi controlla 2.500 negozi nel mondo e 13.000 store in franchising. Una volta (si parla di mesi, non di decenni) le brand guerreggiavano per avere le vetrine migliori, quelle nelle vie centrali dello shopping dove lo struscio era di casa. Una direzione del retail, questa, che negli anni ha innalzato alle stelle i prezzi degli affitti e del costo al metro quadrato degli immobili commerciali nei centri storici e nelle arterie commerciali causando non pochi problemi – se non la chiusura – delle piccole botteghe di quartiere.

[Leggi anche La storia di Adidas, come nasce un brand di successo

Oggi invece, come nel caso di adidas, il sito web diventa la vetrina più importante in cui allocare quante più risorse possibili come afferma Kasper Rorsted, ceo di Adidas. Sì, perché quella vetrina è aperta h24, 7 giorni su 7, Natale, Pasqua e Ferragosto compresi. Una vetrina, inoltre, che non si limita a farsi osservare dagli indigeni – come amano definirsi i milanesi d’antan, ma aperta agli sguardi attenti di tutto il terraqueo. Adidas, ma potrei fare tantissimi altri esempi, rima con sportswear e street style  in cui rientrano gli articoli del desiderio dei millennials, il nuovo focus target delle brand, i quali preferisco un click al bel sorriso di una commessa o di un commesso. Resta da capire chi entrerà negli spazi lasciati vuoti da questo principio (almeno per ora) di fuga al digitale dei grandi player.


+

privacy policy