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Royal Wedding: perché le nozze di Harry e Meghan resteranno impresse nei cuori (e sui libri di storia!)

Se le nozze fra il Principe Carlo e Diana Spencer, nel 1983, avevano stupito e fatto sognare il mondo intero con la loro magnificenza e l’atmosfera da fairy tale, quelle tra il Principe William e Kate Middleton, nel 2011, hanno conquist ...

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Se le nozze fra il Principe Carlo e Diana Spencer, nel 1983, avevano stupito e fatto sognare il mondo intero con la loro magnificenza e l’atmosfera da fairy tale, quelle tra il Principe William e Kate Middleton, nel 2011, hanno conquistato per la ventata di modernità, lo stile, il valore autentico di un’amabile e carismatica new generation di reali. Oggi, però, il matrimonio fra il Principe Harry (33 anni) e Meghan Markle (36), con l’eleganza tanto sobria quanto raffinata, il romanticismo palpabile e il profondo significato emozionale e storico che lo hanno caratterizzato, ha saputo toccare corde più profonde, tracciando segni indelebili nei cuori e nella storia della monarchia inglese.

A differenza del principe William, per il quale era necessario un matrimonio in perfetto stile “Windsor”, nel caso del principe Harry si è assistito emotivamente al matrimonio del “figlio di Diana”. A distanza di 30 anni dalla sua scomparsa, il ricordo dell’iconica principessa ha aleggiato potentemente nel corso dell’intera cerimonia, rafforzato anche dalla presenza sull’altare della sorella Jane, lettrice delle sacre scritture per volontà dello stesso nipote Harry, effettivo erede di mamma Diana in quanto a personalità e umanità.

Con questo matrimonio la casa reale inglese si apre definitivamente alla modernità. Da un punto di vista storico e culturale l’unione fra Harry e Meghan ha un impatto importantissimo: per la prima volta nella storia, una casa reale come quella inglese – storicamente simbolo dell’imperialismo bianco britannico – accetta di includere nel proprio patrimonio genetico una discendenza di razza mista.

Ma non solo: Meghan è americana e questo può con tutta probabilità inaugurare una nuova stagione di rapporti fra Stati Uniti e Regno Unito. È una self made woman  guidata da una sensibilità femminista, che può anche permettersi di percorrere la scalinata per entrare in chiesa da sola, con estrema disinvoltura. Sposando il sesto discendente in linea di successione alla Corona, Meghan (che è anche al suo secondo matrimonio) sa inoltre che può permettersi la libertà di operare scelte audaci e progressiste in termini culturali, indossando una simbolica maglia di “Ambasciatrice” di un’Inghilterra che si apre al mondo.

A dispetto di qualche gossip da tabloid – che non ha esitato a ricordare come un’attrice sappia perfettamente “come si recita una parte” – nella cappella di St. George, al Castello di Windsor, Harry e Meghan sono apparsi sinceramente felici e innamorati agli occhi di miliardi di spettatori in tutto il mondo. Del resto, il principe “ribelle” della dinastia Windsor – nonché nipote prediletto della Regina Elisabetta – e l’attrice afroamericana, sembrano davvero fatti l’uno per l’altra: entrambi impegnati in difesa dei diritti civili (Meghan ha anche parlato all’Onu in qualità di attivista convinta), amanti degli animali e dell’arte, sensibili al tema dell’ecologia, sanno che attraverso una posizione come la loro sarà possibile fare molto per operare cambiamenti sostanziali per il bene dell’umanità.

Una curiosità: nel leggere la promessa di matrimonio, l’Arcivescovo di Canterbury ha modificato per la prima volta la tradizionale formula, omettendo di citare il verbo “obbedire”, che molte critiche e commenti aveva suscitato in occasione del matrimonio fra Kate e William. Inoltre, nonostante i membri reali non abbiano l’obbligo di indossare la fede matrimoniale dal momento della cerimonia in poi (è il caso del principe William), Harry ha invece scelto di farlo. God bless this Royal Wedding.

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