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Made in California: 5 designer di gioielli che si stanno facendo un nome direttamente dalla West Coast

Più di un secolo fa, orde di cercatori migrarono in California alla ricerca d’oro e della loro quota del grande sogno americano e, oggi, la West Coast è ancora una volta una brillante fonte di ispirazione che vede grandi gruppi di desig ...

Più di un secolo fa, orde di cercatori migrarono in California alla ricerca d’oro e della loro quota del grande sogno americano e, oggi, la West Coast è ancora una volta una brillante fonte di ispirazione che vede grandi gruppi di designer di gioielli lasciare New York per Los Angeles, attratti dallo stile di vita rilassato, da una scena del design più informale, dalla libertà, lo spazio e il tempo che la città degli angeli è capace di offrire per sperimentare all’interno di una comunità di creativi dallo spirito affine. Vogue ha incontrato 5 designer di gioielli che stanno trasformando i loro sogni in realtà proprio nel tanto osannato Golden State.

Leigh Miller

Dopo aver trascorso circa dieci anni a New York lavorando come designer per brand tipicamente americani, quali J. Crew e Calvin Klein, Leigh Miller decise di ritararsi dal teatro di iperattività che è il mondo della moda e fece ritorno in California. “Avevo iniziato a sentirmi come uno dei tanti elementi che compongono l’ingranaggio di un grande meccanismo,” racconta la designer nata a Santa Monica. Ha quindi scoperto quell’attività creativa più “salutare” che stava cercando nell’arte orafa, un mestiere che le permette di operare ad un ritmo più lento (produce un massimo di due collezioni all’anno) posizionandosi comodamente sul confine tra arte e moda.

Le “mini sculture indossabili” di Miller possiedono un’estetica immediatamente riconoscibile che si ispira ai motivi topografici e all’ambiente naturale della West Coast – vedi foglie, sassi e mulinelli – come anche all’opera di scultori della metà del secolo tra cui Henry Moore, Barbara Hepworth e Jean Arp. Realizzati prevalentemente in argento con la sporadica aggiunta di pietre semi-preziose, i suoi gioielli organici e astratti potrebbero benissimo far parte della collezione personale di gioielli d’artista di una figura quale Peggy Guggenheim.

Legier

Legier Biederman utilizza le pietre preziose per dar vita ad immagini del paesaggio californiano. “[Utilizzo] la parte frontale degli anelli con sigillo come se fosse lo schermo di un televisore o un schermo bianco,” afferma la stilista a proposito delle sue tipiche riletture unisex del classico anello da uomo. Biederman, che ha un PhD in storia dell’arte, usa pietre venate provenienti dalla California e dal sud-ovest che monta su castoni circolari, rettangolari o quadrati per poi creare dipinti in miniatura. Sotto il suo magico tocco, un frammento di crisocolla blu si trasforma in uno stralcio di cielo californiano con traccia di nuvole mentre la riolite Wonderstone dal tipico color terra viene trasformata in una rappresentazione aerea del deserto.

Legier Biederman ha sostituito l’insegnamento con il design di gioielli nel 2015. I suoi riferimenti visivi trovano origine nel movimento della land art degli anni ’60 e ’70 e nel post-minimalismo ma le sue creazioni possono essere apprezzate per la loro estetica semplice. Ciononostante, la connessione con il mondo dell’arte rimane forte. “A Los Angeles, vi è un rapporto dinamico tra il mondo della moda e dell’arte che crea uno spazio [lavorativo] magico,” commenta la designer, la quale racconta di aver trovato in città una forte rete di supporto e un’affiatata comunità di artigiani, designer, artisti e commercianti.

Sophie Buhai

Nel 2014, dopo aver chiuso la propria linea di abbigliamento Vena Cava, Sophie Buhai lasciò New York per far ritorno alla città natale, Los Angeles, decisa ad affinare la propria creatività e a trovare un nuovo progetto indipendente su cui concentrarsi. “C’è qualcosa a Los Angeles che permette alla gente di trovare rifugio, c’è una libertà qui che è meno legata alle tradizioni e alle formalità rispetto ad altri luoghi,” racconta Buhai, la quale attribuisce alla città degli angeli il ruolo di aver agito da stimolo per incoraggiarla a lanciare il suo marchio 12 mesi dopo il suo rientro. Costruita attorno ad una linea di gioielli, il marchio è l’espressione della visione di lifestyle di Buhai. Una visione che abbraccia una vasta gamma di oggetti, curata personalmente dalla designer e che spazia da una poltrona di Le Corbusier e Pierre Jeanneret a portatovaglioli di marca.

Le creazioni caratteristiche di Buhai, tra cui un best-seller quale l’elegante pendente a forma di uovo e la linea di orecchini ad anella Everyday, rappresentano gioielli minimalisti di ispirazione modernista in argento o argento vermeil dal grande impatto nonostante la semplicità, grazie a forme intriganti e un inedito gioco di pesi contrastanti. I design più sperimentali fanno parte delle collezioni stagionali in edizione limitata per le quali utilizza materiali diversi, tra cui perle e onice nero. Sia che si tratti di creare il perfetto bijoux ‘apri-conversazione’ che unisce perle barocche vere e perle di bigiotteria sullo stesso girocollo o di optare per una creazione più figurata come la Leaf Barrette (Molletta a foglia) o gli orecchini Black Cherry, le creazioni di Buhai nascono sempre da un’esperienza molto personale. “Penso sempre, ‘è qualcosa che desidererei io stessa’? E se la risposta è negativa, non lo realizzo,” ammetta candidamente.

Kathleen Whitaker

Quando Kathleen Whitaker atterrò a Los Angeles da New York nel 2002, venne conquistata in fretta dall’energia positiva della città e dal suo spirito imprenditoriale. “[Los Angeles] offre una liberazione autentica, il che significa spazio, tempo e ottimismo,” racconta la designer che ha fatto tesoro dell’esperienza maturata nel settore manageriale e finanziario per trasformare un hobby quale il design di gioielli in un’attività a tutti gli effetti. Kathleen ha lanciato il marchio nel 2003 debuttando la Classic collection, una linea di gioielli geometrici in oro 14 carati da indossare tutti i giorni. “La gente mi racconta di come indossi i miei orecchini a perno e poi si dimentichi completamente di averli,” racconta Whitaker a proposito del modello Classic stud. Versatili e accessibili (i prezzi partono da $40), la gamma comprende diverse forme e dimensioni, dal modello circolare Sequin stud all’elegante versione a barretta, Stick stud. Tutti ancora tra i best-seller assoluti della designer.

Di recente Whitaker si è spinta oltre il suo caratteristico stile minimalista per aggiungere accenti di gemme colorate ai classici orecchini a perno o creare anelli di pietre dure. Le collezioni che sono nate – Stone e Rock – si ispirano ad un design tridimensionale, dalla ceramica, al mobilio, all’illuminazione. “[Ciò che mi interessa] è capire come creare qualcosa che serva ad uno scopo ma che sia al contempo – esteticamente parlando – un pezzo d’arte,” afferma Whitaker.

Sophie Monet

Sophie Monet è cresciuta respirando l’energia creativa del quartiere bohemien di Los Angeles per eccellenza, Venice, andando in spiaggia in bicicletta dove osservava il padre, lo scultore John Okulick, accumulare montagne di pezzi di legno nel suo studio. Anni dopo, mentre studiava Belle Arti presso The New School di New York, Sophie si sentì attratta dall’idea di sperimentare con il materiale preferito del padre, creando gioielli dal design contemporaneo. “Desideravo conoscere mio padre e come lavorava; al tempo non sapevo che avrei poi voluto lavorare col legno a tempo pieno,” spiega la designer che, nove anni dopo aver dato vita all’eponimo marchio, continua ad utilizzarlo come base per le sue creazioni.

Con collezioni che traggono ispirazione dalle fonti più disparate, come un viaggio nella soleggiata Puglia o l’energia del cosmo, il flair artistico di Sophie Monet trova la sua migliore espressione in Fragments, una collezione di riletture indossabili delle opere di artisti quali Pablo Picasso, Joan Miró e Alexander Calder. Giocando con curvature, superfici e spessori, la designer ha lavorato il legno creando sinuosi orecchini ad S, levigati pendenti ad ovale ed orecchini dalle forme organiche, dando vita ad una collezione dinamica e grintosa che riassume l’atmosfera esplosiva di Venice e il background artistico di Sophie.

di Annachiara Biondi

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