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Alessandro Tiberi: io, la tv, la poesia. E l’amore

Foto Alessandro Pizzi. Total look Salvatore Ferragamo. La prima cosa che penserete domenica prossima, quando incontrerete dal vivo Alessandro Tiberi, sarà di aver ritrovato il vostro ex compagno del liceo: quello carino, quello più svegli ...

foto Alessandro Pizzi

Foto Alessandro Pizzi. Total look Salvatore Ferragamo.

La prima cosa che penserete domenica prossima, quando incontrerete dal vivo Alessandro Tiberi, sarà di aver ritrovato il vostro ex compagno del liceo: quello carino, quello più sveglio che studioso, a cui passavate il compito di latino, perché era troppo simpatico e non riuscivate a dirgli di no. Lui conferma: «Non sono mai stato un secchione. Facevo sempre un sacco di casino. Però mi piaceva disegnare. Sognavo di diventare un pittore». Non è andata così. Ha abbandonato l’Accademia di Belle Arti per una tournée teatrale, pensando che l’avventura sarebbe durata poco. Si sbagliava: recita tutt’ora, con picchi di successo come il film italiano Generazione mille euro, quello americano diretto da Woody Allen From Rome with love, la fiction Tutto può succedere, la cui terza stagione inizierà il 14 giugno, e la dissacrante sit-com Boris che, nel 2007, prendeva in giro le serie tv prima che diventassero veri e propri cult. Sono passati 11 anni da quando abbiamo riso con lui di tutti i cliché della televisione nostrana: dal divismo dei protagonisti al lassismo dei registi, dall’assenza di meritocrazia nella selezione del cast al rifugio nella cocaina di troupe disilluse. E presto ne rideremo ancora: il 27 maggio alle 17:45 l’attore 40enne-ma-sempre-ragazzo verrà a Milano per parlare di Boris: 11 anni dopo. È questo, infatti, il titolo del suo intervento al Wired Next Fest, la kermesse dell’innovazione firmata Wired che, ogni anno, raccoglie scienziati e artisti, attori e cantanti, conduttori tv e speaker radiofonici per raccontare un futuro che, spesso, è già qui. All’interno della suggestiva cornice dei Giardini Indro Montanelli, Alessandro ci delizierà con il suo accento che non ha dimenticato la romanità, la risata fresca e l’autoironia frequente («L’attore più bravo del mondo, mi chiedi? Presenti esclusi, intendi, vero?»). E con un’analisi accurata di come vanno le cose dietro le quinte del piccolo schermo. Il divismo tipico dell’attore protagonista che in Boris faceva tanto ridere: verità o esagerazione? «Bisogna distinguere tra chi fa il mestiere dell’attore umilmente e chi mira a diventare un personaggio famoso. In questa seconda categoria, un po’ di boria è da mettere in preventivo. Io però non mi sono mai imbattuto in un collega così. Forse sono io il più vanitoso di tutti, per questo non mi accorgo del divismo altrui». Stai ridendo! Ti sarai accorto però dei casi in cui, sempre come denuncia Boris, alcune attrici vengono scelte non per meriti recitativi, ma per altre qualità. «Certo, succede. E mi dispiace tantissimo per le colleghe di talento che si vedono passare davanti persone meno meritevoli. Dev’essere tremendo. Ma non è una prerogativa della televisione: tutto il mondo funziona così». Sembra essere prerogativa della tv, invece, la mancanza di autorialità cinematografica. Lo descriveva bene Boris, ma lo ripetono anche tanti attori che fanno più fiction che film: i tempi sono stretti, i budget risicati, le prove inesistenti. Spesso il regista ti dice: «Buona la prima», anche se buona non è. «Basta richiederle, le prove. Io lo faccio spesso e me le concedono. Poi è anche vero che noi abbiamo un modo tutto nostro di lavorare: il metodo all’italiana. All’estero ci guardano come fossimo alieni». In che cosa consiste il “metodo all’italiana”? «Nel fare le cose “alla c**zo di cane”. Salvo poi, per misteriosi motivi, riuscire a creare anche qualcosa di buono». Per esempio? «Gomorra è una serie tv stupenda». È la tua preferita? «Insieme a Narcos». L’ultima che hai visto? «La casa di carta. Bella anche quella». Una che, invece, ti ha deluso? «Hap e Leonard. Sono un grande fan dei racconti di Joe Lansdale, la serie non è stata all’altezza dei libri da cui è tratta». Quella che stai girando ora? «Lontano da te, una co-produzione italo-spagnola. Parla di due ragazzi che si incontrano litigando in aeroporto, e che non riescono a smettere di pensare l’uno all’altro. Faranno di tutto per ritrovarsi». In quale serie tv, invece, sogni di recitare? «Se facessero un’altra stagione di Breaking Bad e ci fosse una particina per me, accetterei volentieri». Quindi il sogno ti porta oltreoceano? «In realtà no: non sento racconti edificanti su Hollywood. Preferisco fare carriera in Italia, dove non occorre sgozzare il tuo collega per emergere». Sul set di From Rome with love di Woody Allen hai respirato quest’aria di competizione all’ultimo sangue? «No, ma la maggioranza di attori e tecnici era italiana. Ecco, noi siamo un popolo di “casinari”, ma poi produciamo eccellenze che vengono chiamate per film stranieri. Forse rendiamo di più quando lavoriamo per gli altri? Non lo so». Che cosa ci manca? «Niente. Siamo solo un po’ depressi. Se riuscissimo a risollevarci il morale, come popolo intendo, chi ci fermerebbe più?». Forse se ripartisse l’economia… «Forse se si ricominciasse a parlare di cultura… Hai fatto caso che, in questo incipiente tentativo di governo, nessuno ne fa cenno?». Tu ne parli spesso? «È uno dei privilegi del mio mestiere: per lavoro devo leggere Pirandello. Devo leggere Shakespeare». Tra i due chi preferisci? «Pirandello». E tra Tolstoj e Dostoevskij? «Dostoevskij». Leopardi o Manzoni? «Li amo entrambi». Hai detto che non eri un secchione: falsa modestia? «Ho recuperato con il tempo. E poi la letteratura mi ha anche dato un bell’aiuto con le donne». Racconta. «Per conquistare Michela (la compagna e mamma dei suoi figli, Dalia, 5anni, e Gregorio, 3, ndr) ho faticato parecchio: la corteggiavo, la corteggiavo, ma lei niente. Poi ho giocato il Jolly». Sarebbe? «Le ho regalato un libro di poesie e gliene ho letto una». Cultura e voce impostata. Mix irresistibile, mossa paracula? «Eddai, se non li facciamo noi attori gesti romantici del genere, chi li fa?».

foto Alessandro Pizzi

Foto Alessandro Pizzi. Total look Salvatore Ferragamo.

Per sentire dal vivo la voce che ha fatto innamorare Michela (e non solo), l’appuntamento è con il Wired Next Fest, domenica 27 maggio alle 17.45 ai Giardini Indro Montanelli di Milano. Ci vediamo lì!

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