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ITS 2018: i concept dei finalisti

Provengono da ogni parte del mondo e si stanno preparando a incontrare la giuria il 27 giugno a Trieste per “giocarsi” i premi dell’edizione 2018 di ITS. Eccovi i concept dei finalisti di International Talent Support, il contest tra i ...

Provengono da ogni parte del mondo e si stanno preparando a incontrare la giuria il 27 giugno a Trieste per “giocarsi” i premi dell’edizione 2018 di ITS. Eccovi i concept dei finalisti di International Talent Support, il contest tra i più amati dai giovani creativi. Chi tra loro vincerà nelle sezioni Fashion, Artwork, Accessories & Jewelry? Come dimostrato nelle passate, gloriose edizioni del contest, in realtà poco importa chi si aggiudicherà il riconoscimento: fare parte della ITS Family, come tutti i protagonisti delle passate edizioni, è un riconoscimento molto apprezzato dall’industria della moda. I finalisti delle passate edizioni, infatti, occupano posti di rilievo nelle Maison di tutto il mondo o hanno notevole successo con i loro brand.

 

Filippo Soffiati – 1991, Italia – Fashion

UNA SACRA CONVERSAZIONE

Il progetto parla delle emozioni che Filippo aveva provato quando era entrato in una chiesa da bambino. Corpi sensuali e immobili emergevano dall’oscurità. Una popolazione di statue lo guardava e si lasciava guardare. E gli parlano ancora. La sua collezione è incentrata sul corpo, reale o simulato, velato o nascosto. Gli abiti diventano una seconda pelle, un corpo nuovo che protegge quello sottostante. Imbottiture delicatamente velate di organza di seta delineano i muscoli e il petto. Drappeggi fluttuanti vengono congelati e fissati all’abito. Tagli e ferite diventano preziosi dettagli estetici.

 

Catalina Albertini – 1990 Colombia – Accessori

THE HUNT FOR A SEDUCTIVE STILL LIFE

“Come si possono diffondere i propri geni se si rimane sempre nello stesso luogo? […] l’orchidea non offre ricompense in quanto a nettare o polline, ma seduce il maschio dell’ape con la promessa di rapporti sessuali […]. L’orchidea riesce a sedurre il maschio mimando l’aspetto, l’odore e perfino l’esperienza tattile di un’ape femmina” (Pollan, 2009). Catalina parte da qui per strutturare la sua collezione di accessori per il corpo come uno stimolo manipolativo dei diversi sensi, in particolare la vista, il tatto e l’odorato. I suoi accessori attraggono la vista grazie ai colori audaci, poi stimolano il tatto e poi quando ci si avvicina al corpo evocano ancora il tatto e l’odorato, culminando infine in un accessorio grondante e minaccioso.

 

Kira Goodey – 1986 Australia – Accessori

NINETY DAYS

Ninety Days parle degli spazi ‘intermedi’: fra reale e digitale, artigianale e tecnologico, moda e arte. Kira parte da un progetto artistico creato in Giappone, la produzione spontanea di un’opera d’arte ogni giorno per i 90 giorni in cui è rimasta nel Paese. E quello che è emerso sono stati appunto gli spazi intermedi: fotografie manipolate che mostrano elementi al tempo stesso presenti e lontani, esperienze di vita reale rappresentate come ricordi digitali distorti. Poi la designer traduce questo mood grazie a due materiali originali: pelle tagliata e modellata  al laser,  PVC stampato digitalmente e poi tagliato. Materiali utilizzati per una collezione di scarpe e accessori che colmano il divario fra pratico e scultoreo, tradizione e tecnologia, moda e arte.

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