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Sul profumo del mare

â Il mare aveva l’odore di una vela gonfia di vento in cui rimaneva un sentore d’acqua, di sale e di sole freddo. Aveva un odore semplice, il mare, ma allo stesso tempo così vasto e unico nel suo genere, che Grenouille esi ...

â Il mare aveva l’odore di una vela gonfia di vento in cui rimaneva un sentore d’acqua, di sale e di sole freddo. Aveva un odore semplice, il mare, ma allo stesso tempo così vasto e unico nel suo genere, che Grenouille esitava a suddividerlo in odore di pesce, di sale, di acqua, di alga, di fresco e così via. Preferiva lasciare intatto l’odore del mare, lo custodiva intero nella memoria e lo godeva indiviso. L’odore del mare gli piaceva tanto che avrebbe desiderato una volta averlo puro, non mescolato e in quantità tale da potersene ubriacare. â

L’immagine suggestiva che si crea nella nostra mente, leggendo le parole tratte dal romanzo “Il Profumo” di Patrick Süskind,  raccoglie molti aspetti di quella che è la forza incredibile dell’aroma del mare e di ciò che è in grado di muovere dentro di noi.

Tutto vicino al mare è profumo e ricordo. Una conchiglia dalle striature dorate, le alghe, la brezza marina delle prime ore del mattino, la sabbia, la bonaccia notturna, il legno bagnato della barche dei pescatori, la vegetazione che nasce sugli scogli, la tempesta ed il post tempesta, la rugiada salmastra.

'Falaises A Etretat', 1885 Monet

Falaises à Ãtretat, 1885 Monet

Questa scia benefica che il mare rilascia è universale e talmente potente che alcuni scienziati inglesi hanno provato a capire la genesi di tale odore e successivamente a clonarlo in laboratorio. Si è scoperto che questo è composto principalmente da un solfuro, il gas dimetilsulfide (Dms). Il professore Andrew Johnston ha analizzato i microrganismi presenti nel fango salmastro presso le coste sud orientali dell’Inghilterra e ha isolato il singolo gene responsabile al fine di identificare i meccanismi di formazione dellâodore salmastro di mari e oceani.

Il mare ha un profumo “fisico” che ci viene regalato quando lo viviamo da vicino e poi c’è l‘eco sognante di quello stesso profumo che trova spazio dentro di noi e si sedimenta piano piano per rimanere forte e presente anche quando ci troviamo più lontani. à come se ci fosse una sorta di forza di gravità che ci richiama verso il mare ed il suo odore a cui non possiamo e non vogliamo sottrarci. Forse perché il mare calma e ispira la nostra mente.

Tempête, côtes de Belle-Ãle, Monet 1886

Tempête, côtes de Belle-Ãle, 1886 Monet

Esiste una vera e propria aromaterapia” del mare che cura e riempie di gioia gli animi di tutte le persone ed è proprio su questo tema che si sviluppa la prima settimana della Blue Mind Challenge. La prima sfida è quella di scattare una foto che ritragga ciò che per loro rappresenta il profumo del mare. Qualche suggerimento? Non porsi nessun limite, il profumo è sempre molto personale e mentre per qualcuno il mare può essere associato ad uno scenario con protagonista la brezza marina salmastra, per qualcun altro l’odore del mare è un croissant ai frutti di bosco con vista spiaggia.

Stay tuned e seguite la nostra avventura attraverso gli hashtag #ilprofumodelmare, #bluemindchallenge, il profilo Instagram di Glamour Italia e quello di Acqua dell’Elba.

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