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Il mondo dellâapnea dal campione mondiale Guillaume Néry

Smettere di respirare non è quella cosa spaventosa che immaginiamo. à lâinizio di un nuovo modo di esistere. Guillaume Néry fa una pausa, fissa lâinterlocutore negli occhi e spiega: «Non respirare ti rende più presente ...

Smettere di respirare non è quella cosa spaventosa che immaginiamo. à lâinizio di un nuovo modo di esistere. Guillaume Néry fa una pausa, fissa lâinterlocutore negli occhi e spiega: «Non respirare ti rende più presente». Apneista, 36 anni a luglio, specializzato nel peso costante (discesa e salita con la sola propulsione delle pinne), è stato due volte campione del mondo con quattro record certificati: lâultimo, nel 2015, è frutto di un errore. Voleva superare il primato dei -129 metri, ma qualcosa non ha funzionato ed è arrivato a -139. Poteva restarci. Invece è qui, ha smesso di gareggiare e gira il mondo per spiegare che cosâè il respiro (dai TEDx ai workshop aziendali), gira documentari, è Ambassador Panerai (e protagonista del terzo capitolo della campagna TRAITS, dedicata al mare). «Restare con il fiato sospeso mette il tempo tra parentesi: lo fermo nellâistante in cui lo vivo», dice. «Sottâacqua sono più cosciente di come trascorre, più di quando sono sulla terra: ha una qualità diversa. Qual è la sua natura? à il pensiero che echeggia ogni volta che mi dedico alle mie passioni. Sembra convergano lì, sulla più grande domanda di sempre». Guillaume Néry ha un telescopio a casa, con il quale osserva le stelle («La galassia di Andromeda è a 2,5 milioni di anni luce: vedo la preistoria»), una chitarra in valigia («Ho sempre pensato di essere in ritardo per imparare, e invece no: ogni giorno trovo almeno un quarto dâora per esercitarmi e sono felice») e una Leica M10. Gli serve per fermare nella memoria quello che vede, sceglie uno scatto al giorno, lo posta su One Day, One Picture, uno dei suoi progetti fotografici, e alla fine dellâanno compone un album. «Quando avrò 80 anni potrò sfogliare decine di quaderni, con unâimmagine per ogni giorno che ho vissuto». Il tempo che passa, il tempo libero: «Irrinunciabile. Un tempo dicevo sì a qualunque impegno, ora difendo i mercoledì con mia figlia: la porto in piscina e la guardo nuotare. à un momento privilegiato, sacro». E poi câè lâaltra attività di Néry in acqua: i documentari. Il prossimo si intitola One Breath Around the World e uscirà a fine 2018, inizio 2019. «Abbiamo iniziato a girare lâanno scorso e ci manca lâultima parte, quella che filmeremo sotto i ghiacci della Finlandia. Lâidea è che io faccia il giro del mondo con un solo respiro, in acque calde e fredde, dolci e salate, come se fosse tuttâuno». Estate o inverno, Guillaume Néry â che vive a Nizza â si immerge senza muta. «Devo provare il freddo, che mi ricorda che ho un corpo. Voglio sentire il mare senza interferenze: è il posto dove sperimento la connessione più forte con lâuniverso, con ciò che è essenziale. Quando passo sotto la superficie dellâacqua, attraverso una frontiera ed entro in un mondo rovesciato: sulla terra respiro, le orecchie accolgono i suoni, sento i sapori, vedo la luce del sole; in mare i sensi convergono dentro di me. Sono sempre Guillaume, anzi lo sono più che mai, ma sono diventato una goccia dentro il mare». Se questa è la forma dellâinfinito, Néry ne fa parte.


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