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Investire nella Parità di Genere, secondo UBS

Detengono il 30% della ricchezza privata globale, una cifra destinata a crescere ogni anno del 7%, (fonte: Global Wealth 2016 del Boston Consulting Group). Le donne sono certamente uno dei fattori chiave dello sviluppo economico futuro. E p ...

Detengono il 30% della ricchezza privata globale, una cifra destinata a crescere ogni anno del 7%, (fonte: Global Wealth 2016 del Boston Consulting Group). Le donne sono certamente uno dei fattori chiave dello sviluppo economico futuro. E parliamo di “sviluppo futuro” perché per ora il tasso globale di opportunità e partecipazione femminile all’economia si attesta solo al 59% rispetto a quello maschile. Non solo: le donne godono di tutele legali ancora poco sviluppate e in tanti, troppi Paesi ancora, non hanno diritto di accesso al controllo della terra, ai servizi finanziari e all’eredità. C’è ancora molto da fare, insomma. Non a caso, raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze è il quinto dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’ONU per il 2030.

E pensare che secondo un recente rapporto del WEF, al ritmo attuale ci potrebbero volere, non 12, ma più di 80 anni per colmare il divario globale tra i generi. Il mondo è sempre più complesso, e le tradizionali strategie di risoluzione dei problemi su vasta scala sembrano infatti lente e inadeguate. È qui che possono entrare in gioco i privati, mettendo in campo le loro risorse e le soluzioni più innovative per contribuire a un futuro di crescita sostenibile. L’impact investing per esempio è un’area interessante che le società finanziarie stanno sempre più esplorando: per investimenti a impatto sociale si intende un’ampia gamma di investimenti basati sull’assunto che i capitali privati, oltre ad avere interessanti rendimenti economici, possano contribuire a creare impatti sociali e ambientali positivi. Del tema si è parlato di recente anche nell’incontro dal titolo “Economy of Fashion – The Road to Sustainability”, organizzato a Milano da UBS, leader mondiale nella gestione dei grandi patrimoni privati, con la presenza di Vogue Italia.

Anche la parità di genere rientra sicuramente tra gli scopi sociali da perseguire con un impiego “etico” dei capitali, ma senza rinunciare al giusto ritorno economico. È proprio in quest’ottica che UBS ha appena lanciato un fondo dedicato, il primo di questo tipo a porre l’uguaglianza uomo/donna e la sostenibilità al centro della sua azione. Si chiama  UBS ETF Global Gender Equality; intanto si tratta di un ETF appunto, cioè di un Exchange Traded Fund, un particolare tipo di fondo di investimento, negoziato in Borsa come un’azione e che, per questo, offre all’investitore i vantaggi dei fondi e delle azioni insieme: è cioè diversificato e quindi ha un rischio ridotto, ma ha la flessibilità e la trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale delle azioni. E poi, soprattutto, investe sulle 100 società leader a livello mondiale con un forte track record nella diversità e nella sostenibilità. Le aziende sono state selezionate in base a 19 criteri ispirati ai principi di uguaglianza promossi dalle Nazioni Unite, tra i quali la parità retributiva e l’equilibrio tra lavoro e vita privata, la trasparenza e la responsabilità, l’equilibrio di genere e le politiche di sostenibilità.

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In foto una scena del film Ma come fa a far tutto, regia di Douglas McGrath, con Sarah Jessica Parker, Pierce Brosnan e Greg Kinnear. 

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