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Fashionclash 2018: 150 designer e artisti da tutto il mondo

Quest’anno il Fashionclash di Maastricht ha festeggiato la sua decima edizione – e lo ha fatto con stile, mettendo in mostra una miriade di talenti emergenti internazionali attraverso livelli molteplici di espressione artisti ...

Quest’anno il Fashionclash di Maastricht ha festeggiato la sua decima edizione – e lo ha fatto con stile, mettendo in mostra una miriade di talenti emergenti internazionali attraverso livelli molteplici di espressione artistica, dalle sfilate di moda alla danza e i dibattiti che hanno tenuto in sospeso l’intera città per tre giorni di fila. Uno dei più grandi fattori di successo del Fashionclash in tutti questi anni è stato il voler esplorare i confini a 360 gradi, dalla piena libertà visuale alla libertà artistica personale, al gender e ai temi sociali scottanti, coinvolgendo tutti i tipi di pubblico e non solo la stampa di moda tradizionale. Aprendo la porta ad una più ampia accettazione e comprensione di ciò che la moda oggi rappresenta e liberandosi da vincoli di ogni tipo.
Possiamo dire che lo scopo è stato raggiunto anche quest’anno, con un programma che ha presentato oltre 150 designers e artisti provenienti dall’Olanda, Italia, Uruguay, Portogallo, Italia, Serbia e Finlandia. Fondato dal trio magico costituito da Branko Popovic, Nawie Kuiper e Laurens Hamacher, il Fashionclash ha riconfermato ancora una volta ciò che lo ha reso così popolare e apprezzato, fino a diventare un must per tutti quelli che amano un buon mix di eventi, intrattenimento, impegno sociale e moda rivoluzionaria.
Il primo giorno siamo partiti alla grande con una performance di danza mozzafiato del gruppo Sally di Maastricht, vestiti per l’occasione da Mieke Kockelkorn, una designer storica del Fashionclash. Siamo rimasti inchiodati alla sedia per tutto il tempo, affascinati da performance carica di temi sociali pungenti. Di seguito ci siamo goduti l’ultima meraviglia creata da Amber Jae Slooten, una designer che ci ha già colpiti negli ultimi anni con i suoi progetti di moda in 3D. Questa volta Amber Jae ha presentato una sfilata interamente realizzata in 3D, in cui le modelle – che sembravano incredibilmente vere – apparivano su uno schermo e sembravano camminare verso il pubblico. Quello che Amber Jae crea è assolutamente incredibile. Successivamente abbiamo visitato la cosiddetta “Chiesa Rosa”, che era un’enorme chiesa gonfiabile rosa creata appositamente per il Fashionclash e collocata nel mezzo del Vrijthof, la piazza più popolare di Maastricht. Questa chiesa ha ospitato un discorso di benvenuto del sindaco di Maastricht – la signora Annemarie Penn-te Strake – seguito da dibattiti e interviste molto interessanti con diversi artisti e designers.  Lo scopo era di scavare nel concetto di “una ricerca di significato e verità”, spaziando dalla religione applicata a temi sociali attuali come la diversità al progetto realizzato da Sander Ummelen e BYBORRE, che ha disegnato una collezione per l’ordine religioso dominicano, che è quasi estinto.

Il secondo giorno ha presentato un programma di due vetrine di shows di fila e lo show di fine anno della scuola di moda MAFAD di Maastricht. La Master Class di quest’anno del MAFAD è stata molto interessante. In particolare, ci hanno colpito le creazioni della diplomanda Sam Schobbe, che ci ha impressionato con i tessuti e le trame usati per i suoi vestiti. Ha mostrato un talento notevole per una ragazza così giovane che è ancora all’inizio della sua carriera – e crediamo fermamente che andrà lontano. Gli shows principali erano pieni di talenti straordinari provenienti da tutto il mondo. Carlijn Veurink ci ha colpito con abiti che si aprivano quasi fossero una fisarmonica di carta, creando effetti sorprendenti sulla passerella. Rita Sa ha vinto il Vancouver Fashion Week Award, che le darà la possibilità di sfilare a Vancouver entro la fine dell’anno. Ci ha incantato con la sua gamma di creazioni, tutte basate su una tonalità blu da sogno. Rita ha dimostrato che, indipendentemente dal fatto che si usi un colore singolo o più varianti per una collezione, la classe vera viene sempre fuori. Daria D’Ambrosio è tornata al Fashionclash per il secondo anno consecutivo, con una collezione molto bella chiamata “AURUM AURIS”. Le sue modelle sembravano forme scolpite che proiettavano la perfezione eterna, imponenti e ipnotiche, evocando allo stesso tempo paura e desiderio, quasi congelate nel tempo nella loro bellezza. La volontà di Daria di rivendicare il rispetto per il corpo umano e per l’anima che ci vive, sono entrati prepotentemente sulla passerella. Alessandro Trincone è tornato al Fashionclash per la terza volta consecutiva con la sua collezione FW19 “AROUNDMI”. Le sue creazioni sublimi non ci bastano mai, perle di pura bellezza nate da un talento cristallino che continua a sorprendere. Questa collezione vuole esprimere un concetto di “gender free” e schiacciare ogni forma di discriminazione del gender nella società attuale. Alessandro sfilerà alla Fashion Week di New York a Luglio, ma il Fashionclash rimarrà sempre la sua “seconda casa” e lui è molto orgoglioso di aver cominciato la sua carriera qui. Filipe Augusto ha vinto quest’anno il Fashionclash Award, con una collezione che potrebbe vendere tanto ovunque, contraddistinta sia da elementi gender fluid che da accenti visivi forti, molto accattivante. Felipe ha decisamente talento e un grande futuro. Steven Vanderyt ha vinto il Vancouver Fashion Week Award insieme a Rita sa – e sfilerà ache lui a Vancouver. Amiamo ciò che Steven fa e lo abbiamo seguito sin dall’inizio. Un mix esplosivo e divertente di creatività, femminilità e voglia di provocare attraverso creazioni uniche che non puoi dimenticare facilmente. Maarten van Mulken, uno dei favoriti del pubblico locale, ha fatto fuochi d’ artificio in passerella con abiti di forte impatto e messaggi che ti colpiscono come un pugno nella pancia. Apprezziamo il suo coraggio nell’affrontare le polemiche con coerenza, restando fedele a se stesso. Teun Seuren ha presentato una collezione gender fluid intrisa di riferimenti sociali scottanti e un’ironia sottile che sottolinea quanto possa essere ridicola la nostra società a volte, quando cerca di rimanere irrimediabilmente bloccata nel passato. Il CLASH PROJECT di questa decima edizione ha presentato le creazioni di 10 designers non tradizionalmente di moda provenienti da tutto il mondo, che hanno traslato la loro visione della moda in abiti fuori dagli schemi sulla passerella. Altri vincitori di questa edizione sono stati Henk Jenz (Kaltblut Magazine Award) e il diplomando della MAFAD Nathan Klein(Chapeau Magazine Award).

Ci congratuliamo con Branko Popovic, Nawie Kuiper, Laurens Hamacher e il loro team per aver realizzato un’altra edizione indimenticabile del Fashionclash e per il coraggio che hanno avuto nel perseguire la loro visione artistica, negli ultimi 10 anni. Sono partiti dal nulla e con pochissime risorse, ottenendo un successo internazionale strepitoso e facendo del Fashionclash una delle piattaforme più ambite per i designers emergenti di tutto il mondo. Ci vogliono tanta costanza, forza di spirito e un amore profondo per il talento per raggiungere un traguardo simile. Confindando di poter assistere a tante altre edizioni sorprendenti in futuro.

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