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Calla di Vhernier, 20 anni di sperimentazione nel gioiello

Vhernier è uno di quei marchi che ha contribuito in modo sensibile a cambiare il linguaggio e la definizione di gioiello. C’è la passione per le pietre, ma di ogni tipo, perché qui cullano un severo rispetto per la materia prima, ...

Vhernier è uno di quei marchi che ha contribuito in modo sensibile a cambiare il linguaggio e la definizione di gioiello. C’è la passione per le pietre, ma di ogni tipo, perché qui cullano un severo rispetto per la materia prima, più o  meno preziosa. Ma non solo, la loro estetica è strettamente legata all’innovazione (sono tra i primi a sperimentare il titanio), con un’attenzione particolare alle forme, che diventa una sopraffina espressione e contaminazione tra arte, architettura e design. Ogni abbinamento di shape and color è  frutto di un’idea estetica.

Tra tutti i monili di Vhernier, spicca la collezione Calla che nasce proprio 20 anni. Espressione del minimalismo più moderno, sintetizzato dal “less is more” di Mies van der Rohe, è uno dei gioielli della maison che più si è prestato a sperimentazioni e interpretazioni, tanto da diventare una delle icone indiscusse del brand.

Per l’occasione abbiamo incontrato Carlo Traglio, Presidente Vhernier.

Come nasce la collana Calla e il suo nome…? Calla è un gioiello simbolo di Vhernier, una delle nostre icone assolute che maggiormente incarnano la nostra filosofia e la nostra visione. Angela Camurati, una dei fondatori della Maison che ho voluto al mio fianco quando ho rilevato il brand nel 2011 e che è attualmente responsabile prodotto Vhernier, ricorda sempre che tutto nacque dalla volontà di creare un elemento unico che, ripetuto in un susseguirsi morbido, potesse comporre gioielli differenti, dalle collane agli orecchini, dai pendenti ai bracciali. Il nome invece gliel’ho dato io, e ho scelto Calla perché i suoi elementi ricordano molto il fiore omonimo: apparentemente austero, ma allo stesso tempo delicato e iper femminile.

Già la prima “Calla” era stata realizzata in ebano, un materiale non tradizionale nella gioielleria. Come mai? Avete osato, avete avuto un occhio avant garde..? Uno degli atout di Vhernier è sempre stato quello di percorrere sentieri non battuti, di saper giocare con materiali insoliti, ma sempre naturali e bellissimi, mixandoli con elementi ultra preziosi: questi contrasti sono alla base della nostra visione di gioiello contemporaneo. La nostra Calla in ebano e oro rosa, ha tracciato un solco importante nel mondo della gioielleria, rompendo i canoni della tradizione. Tutto nasce dalla passione, dal nostro amore per la sperimentazione e per la ricerca, siamo curiosi per natura. E soprattutto ci piace stupire le nostre clienti, presentando loro gioielli eccezionali, realizzati con materiali irrituali, inaspettati.

L’ultima versione, Calla Anniversario, è stata realizzata in nanoceramica, quindi un materiale tecnologico che non appartiene solo al mondo del gioiello. Perché questa scelta? Cos’ha di speciale? Se vent’anni fa Calla aveva rotto le consuetudini affiancando l’ebano all’oro o ai diamanti, oggi la nostra passione ci ha portati a “giocare” con materiali come il titanio, prima, e ora con nanoceramica e alluminio. L’alluminio, pur essendo estremamente difficile da trattare in fase di fusione e incassatura, offre in cambio una straordinaria leggerezza e consente eccezionali colorazioni. E la nanoceramica, modernissima, ricopre l’alluminio e consente di ottenere una gamma di colori meravigliosi. Così le nuove collane e i ciondoli Calla diventano neri, blu, viola, verde, rossi. Nuances intense e compatte che danno vita a gioielli provocanti e femminili, che catturano gli sguardi con la loro assoluta originalità. La colorazione per contrasto fa ‘uscire’ i diamanti, trattenuti nel metallo da un’incassatura senza punte.

È nata ben 20 anni fa, com’è cambiato il panorama del gioiello in questa doppia decade? Quando è nata la Calla, era senza dubbio un gioiello fuori dall’ordinario. Vhernier era un’azienda pionieristica sotto tutti i punti di vista: design, volumi, superfici, utilizzo dei materiali. Oggi, nonostante i brand di alta gioielleria siano sempre molto cauti, c’è una maggiore curiosità verso materiali differenti, meno convenzionali. Certamente in questi 20 anni sono stati compiuti moltissimi sforzi nell’educare il gusto dei clienti, nell’abituare il loro occhio ad apprezzare e amare i gioielli contemporanei: gioielli che rappresentano lo spirito del nostro tempo e che sono sempre espressione di grande ricerca e di sapienza artigianale.

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