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M-ODE: prima edizione in scena ad Amsterdam

La M-ODE è un’iniziativa di Iris Ruisch – ex-direttrice creativa dell’Amsterdam Fashion Week – e Peter Leferink, insegnante senior della scuola di moda AMFI di Amsterdam. Entrambi figure chiave della scena della moda ol ...

La M-ODE è un’iniziativa di Iris Ruisch – ex-direttrice creativa dell’Amsterdam Fashion Week – e Peter Leferink, insegnante senior della scuola di moda AMFI di Amsterdam. Entrambi figure chiave della scena della moda olandese da oltre 20 anni, Iris e Peter hanno ideato il concetto della M-ODE come piattaforma per sostenere i nuovi talenti di nuova generazione e promuovere un impegno coerente e costante da parte dei designers coinvolti verso una maniera di creare e produrre che siano eco-compatibili. La M-ODE ha anche inaugurato il festival WeMakeTheCity, il cui scopo è quello di rendere la moda accessibile a tutti e non solo ai soliti pochi fortunati.

“Questi tre giorni sono stati incredibili”, ha detto Peter. “Abbiamo ricevuto feedback positivo e percepito tanto entusiasmo intorno alla M-ODE. Volevamo dare ai nuovi talenti un palcoscenico, un’opportunità per essere visti“, aggiunge Iris. “Se pensi all’Olanda, le nostre scuole di moda sono famose in tutto il mondo e i nostri designers sono fortemente ricercati nelle case di moda internazionali, ma qui a livello locale abbiamo pochissimi eventi in cui i nostri talenti possono farsi conoscere”. Alla domanda su cosa volessero realizzare, a riguardo del concetto di sviluppo eco-compatibile, Peter risponde che “l’idea principale non implicava che tutti i designers partecipanti alla M-ODE dovessero usare materiali eco-compatibili, perché noi lo consideriamo ovvio e crediamo debba essere una questione fondamentale per tutti quelli che lavorano nella moda – e non solo. L’idea era quella di sostenere il talento a tutti i livelli e nel corso degli anni, con coerenza ed efficienza”. Ci chiediamo quale momento della M-ODE in particolare sia stato indimenticabile per loro. “Il tributo a Frank Govers“, risponde subito Iris. “Frank è morto più di 20 anni fa, ma è stato affascinante vedere come il suo lavoro possa essere ripreso dai talenti emergenti attuali, che hanno reinterpretato per l’occasione il suo stile haute couture attraverso creazioni eco-compatibili fatte di avanzi tessili accumulati durante il Compleanno del Re, che è la nostra Festa nazionale più importante. È stato per noi il modo migliore per esprimere le idee chiave della M-ODE “. Vediamo ora insieme le collezioni che hanno sfilato.

  • Merel van Glabbeek ha presentato una collezione di grande impatto visivo, in gran parte centrata sul contrasto tonale tra bianco e nero e con i tipici accenti misteriosi e gotici che da sempre la contraddistinguono. Le sue creazioni ci sono piaciute molto e siamo rimasti colpiti dal modo in cui continua a crescere di sfilata in sfilata.
  • Le Ajbilou | Rosdorff hanno portato in passerella una collezione in cui quasi ogni look era un suggerimento o un messaggio con background sociale, indossati da ballerini che hanno messo in scena uno spettacolo spumeggiante e fatto ballare l’intero pubblico.
  • Lhana Marlet x By Lebl ci hanno sorpreso con una collezione mista frizzante e molto interessante, presentando stampe colorate e looks in denim, per tutte le età. Questi looks ci hanno colpiti in particolare perché uniscono le tendenze attuali con accenti originali e accattivanti.
  • Francisco van Benthum e Alexander van Slobbe hanno presentato la nuova collezione del label che hanno creato quattro anni fa, HACKED BY___ , con un evento di “15 minuti” che includeva una breve sfilata e un dibatto condotto dai designers stessi. Il concetto alla base di HACKED BY___ è stato fin dall’inizio la volontà di affrontare il problema scottante della sovrapproduzione nella moda, che genera quantità enormi di vestiti e materiali da tenere in magazzino perché sono stati prodotti troppo tardi, in taglie e colori sbagliati o in eccesso. Van Benthum e Van Slobbe usano queste rimanenze per modellarle in nuove creazioni e dar loro una seconda vita, in piccoli ateliers dove dei rifugiati imparano a cucire vestiti e crearsi loro stessi una seconda vita. Questa collezione è stata realizzata in collaborazione con la H&M – che ha messo a disposizione scorte di abbigliamento scontato, che è poi stato riciclato e rielaborato – e l’ASN Bank, che è conosciuta in tutto il mondo per il suo impegno nei progetti eco-compatibili.

Un momento molto commovente della M-ODE è stato l’omaggio a Frank Govers, il famoso couturier olandese morto nel 1997. Grazie al sostegno del sarto storico di Frank – Leendert van Tol – alcune sue creazioni straordinarie sono andate in passerella, indossate anche da alcune modelle che hanno sfilato per Frank negli anni ’80 e ’90. Quasi nessuno nel pubblico è riuscito a trattenere le lacrime – e per un momento tutti abbiamo pensato che Frank fosse improvvisamente tornato in vita. Come parte di questa bellissima iniziativa, cinque talenti emergenti olandesi hanno reinterpretato il lavoro di Frank attraverso le loro creazioni, cercando allo stesso tempo di vincere un premio importante – ovvero Ajbilou | Rosdorff, Merel van Glabbeek, Boris Kollar, Sophie Roumans e Studio M.E.N.

Il premio Care for Fashion è stato vinto dalle Studio M.E.N.

Il momento più atteso dell’M-ODE è stato lo spettacolo conclusivo sorprendente di Bas Kosters, che ha ricevuto una standing ovation di oltre cinque minuti da parte dal pubblico. Bas ha presentato la sua nuova collezione chiamata “HOPE” – e abbiamo pensato che fosse il momento perfetto per parlare con lui. Gli ultimi anni sono stati piuttosto difficili per Bas. “Hai di fronte a te un Bas molto emotivo e puro in questo momento, a volte anche frustrato da quello che la vita può farti. Negli ultimi anni ho vissuto momenti molto belli ma anche molto dolorosi, scegliendo di guardare in me stesso e il mio ultimo lavoro mostra questa riflessione interiore. Questo è un momento molto speciale per me, sto cercando di capire come muovermi e ho anche smesso di pianificare troppo, cercando di seguire il mio intuito”. Bas ha vinto pochi mesi fa l’ambito Mode Stipendium, un premio olandese conferito ai designers che hanno fatto la differenza per la moda olandese a livello internazionale. In passato, questo premio è stato vinto anche da Iris van Herpen e Jan Taminiau. Gli abbiamo chiesto come intenda utilizzare i fondi vinti col premio: “Mi piacerebbe crescere ulteriormente e fare il genere di cose di cui ho sempre avuto paura, come andare a vivere all’estero per un periodo – spero in Giappone o negli Stati Uniti. Mi piacerebbe avere uno spazio tutto mio per creare liberamente e fare ciò in cui credo davvero. Dopo la sfilata alla M-ODE, farò un passo indietro per riflettere su tutto quello che mi è successo“. Alla domanda sul perché la sua collezione si chiami “HOPE”, risponde che “Il punto di partenza è stata la ricerca di un nuovo significato nella mia vita dopo tutto quello che ho passato, mentre cercavo di fare ciò che amo di più. Il voler ritrovare la felicità dopo la tempesta – ma anche un concetto di speranza universale, che possa esprimere quello che significa nella vita di altre persone. Abbiamo bisogno di credere nella speranza, perché ci dà la forza di combattere per quello che conta davvero”. Poiché Bas è il tipo di persona che segue il cuore, ci siamo domandati se ci fosse qualcosa che avrebbe cambiato o fatto in modo diverso della sua carriera: “Ci ho pensato spesso e sono giunto alla conclusione che avere rimpianti non ha assolutamente senso. Tutto accade per una ragione, ma se dovessi scegliere un momento, sarebbe il non aver accettato una internship all’estero tanti anni fa. Ripensandoci ora, è stato un grosso errore, ma non ha senso spaccarmi la testa continuando ad avere rimpianti.”  Ha ancora un sogno?  “Mi piacerebbe avere uno spazio pubblico nel cuore di Amsterdam, una galleria dove poter lavorare insieme ad altri creativi e vendere il mio lavoro. Una “Bas Kosters Experience” sarebbe davvero un sogno”, Prima di tornare nel backstage per prepararsi alla sfilata, Bas ci lascia dicendoci che “Insieme a un videomaker di talento – Iztok Klancar – ho realizzato una serie di video che sono disponibili su YouTube. I video mostrano l’intero processo creativo alla base di questa collezione. Lo scopo è quello di ispirare e stimolare la gente, farle capire che è possibile fare la differenza in questo mondo. Non solo dando soldi agli enti di beneficenza ma anche soltanto essendo gentili l’uno con l’altro, aiutando qualcuno in qualsiasi modo. Con gesti apparentemente piccoli, possiamo cambiare il mondo”.

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