BEAUTY NEWS

Fashion Graduate Show di Harim – Accademia Euromediterranea

La discoteca Industrie di Catania, un ex stabilimento dismesso nel cuore della città, ha ospitato il Fashion Graduate Show di Harim – Accademia Euromediterranea. In passerella le capsule realizzate dalle alunne dell’ultimo anno di ...

La discoteca Industrie di Catania, un ex stabilimento dismesso nel cuore della città, ha ospitato il Fashion Graduate Show di Harim – Accademia Euromediterranea. In passerella le capsule realizzate dalle alunne dell’ultimo anno di Fashion Design. Sette storie sviluppate e concepite in Sicilia; con una mistura creativa diametralmente variegata. Special Guest dell’evento il designer Luca Larenza, ospite nei giorni precedenti allo show di un seminario aperto agli iscritti provenienti da tutti i corsi dell’Accademia. Ospite esterno anche la giovane designer Bianca Aloisi.

  • Rossella Leanza presenta La plastica nell’umido. La collezione d’esordio apre una riflessione sull’isolamento. Al centro della narrativa vi è un’analisi sugli esseri umani come ciechi elementi di un ingranaggio; meri esecutori che si muovono per inerzia all’interno di un meccanismo sociale. Concretamente la collezione destruttura, riqualifica e infine somma i codici fondamentali del menswear. Una messa in discussione dei pezzi di culto del guardaroba maschile che elabora tartan accostati al denim; lane e cashmere dai toni volutamente e prevalentemente freddi.
  • La collezione di Karine Ivanova Daily life poetry descrive la straordinarietà dell’adolescenza e l’iconografia delle azioni quotidiane. Fotografie di vite semplici rese in stampa, che campeggiano come manifesti sui capospalla e sugli abiti. I capi spaziano dal marrone militare al senape, dal rosso cupo al verde oliva, fino alle tinte neutre; nero, bianco, grigio e beige. Le cromie sono rese su gabardine di cotone, lana, tartan e pelle groffata, coordinati da un sistema di combinazioni di tagli e geometrie grafiche.
  • La capsule collection di Rossana Lupica punta sul mix frenetico di tinte accese. Le cromie più squillanti vengono innestate sulle forme iconiche dello sportwear di matrice italiana. Per questo l’oggetto di studio della collezione è il gusto eccentrico degli anni ’90 e scendendo più nello specifico, l’appeal radioso del guardaroba da montagna. Tra maxi bomber e elementi realizzati in tessuto tecnico, l’ambizione di Rossana è di emancipare l’uomo dal protezionismo estetico e perciò la collezione titola ironicamente S.O.S.
  • Francesca Messina ha l’obbiettivo di portare la cura artigianale all’interno di un mondo di dolce frivolezza; effervescente e iper-femmineo. Non a caso la collezione titola Messy Life e le gamme di colori scelte provengono da un voluttuoso mondo candy. Le nuance rosa e azzurro baby, giallo limone e verde menta, vengono utilizzate nella costruzione del comparto maglieria; pensate per i maxi-pull in lana dai colori pastello. A contrasto materico è la componente sparkling in lurex e paillette, assorbita nella collezione in colori shocking o cangianti.
  • Valeria Amara per la capsule En plein air parte dall’osservazione; dalla High Line di New York, una passerella da cui ammirare le opere dell’architetto decostruttivista Zaha Hadid. Quindi i capi sfidano e assecondano la gravità. Gli angoli sono smussati e ariosi; i volumi lineari, visibilmente geometrici e sovrapponibili. I tessuti sono semitrasparenti e leggeri, come il nunofeltro autoprodotto mixando lana cardata e seta su organza. Poi Oxford di cotone e pelle leggerissima.
  • Così come le opere futuriste di Balla, Boccioni e Carrà, gli abiti di Fiorenza Sciuto sfidano e subiscono lo spazio. Nella capsule Intertwined il corpo diventa un ingranaggio attuo al movimento. Gli abiti si dilatano e contraggono; si frammentano e accolgono il dinamismo. I tessuti che perciò hanno plasmato la collezione sono jersey, pettinato di lana e lattice, utilizzati in azzurro, glicine, viola pastello, magenta e bianco. Poi nero dominante, cifra stilistica della giovane designer.
  • La collezione di Maria Randazzo titola Les Femme e porta in scena una versione avveniristica della  generazione dei millenials. Il tessuto predominante è seta bourette, mentre i colori caldi ricordano il mondo del safari: marrone, ottanio, sabbia, cipria e in particolare ottanio. A questi elementi più classici se ne accostano altri che proiettano la collezione direttamente nei guardaroba delle nuove generazioni di giovani donne: linee dal fitting oversize dai contorni netti ed elementi fluo.

Guest designer della sfilata la giovane Bianca Aloisi che debutta con la capsule Elogio alla follia. Il testo che segna il passaggio dal Medioevo all’Umanesimo è la matrice creativa primordiale. Così come per Erasmo da Rotterdam, anche per Bianca la follia è un motore vitale, fortemente definito dalla schiettezza; un’attitudine estrema, spontanea e diretta. I tessuti sono preziosi, ricamati su telaio. Lane, cotoni e sete sono stati lavorati artigianalmente seguendo il rigore qualitativo del  più tradizionale know-how Made in Italy.

L'articolo Fashion Graduate Show di Harim – Accademia Euromediterranea sembra essere il primo su Vogue.it.


+

X

privacy