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Reina Olga Beachwear by Guia e Isotta Cleps

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Guia e Isotta Cleps, due sorelle, italianissime, che si dividono tra Londra e la Svizzera e che ormai da quattro anni stanno rivoluzionando il mondo del beachwear Made In Italy. Quando nel 201 ...

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Guia e Isotta Cleps, due sorelle, italianissime, che si dividono tra Londra e la Svizzera e che ormai da quattro anni stanno rivoluzionando il mondo del beachwear Made In Italy.

Quando nel 2014, le Cleps sister decidono di lanciare il loro brand di costumi, Reina Olga Beachwear, avevano entrambe la passione per l’iconico bikini brasiliano e una gran voglia di buttarsi in una nuova avventura imprenditoriale, insieme.

Così, Guia e Isotta in poco tempo sono riuscite a combinare qualità e glamour nelle loro collezioni di costumi da bagno, e hanno raggiunto celebrities worldwide come Emily Ratajkowski, Kourtney Kardashian, Kendall Jenner e Irina Shayk, che spesso sfoggiano i loro one piece firmati Reina Olga sulle spiagge più belle del pianeta.

Qui con noi di Vogue.it, le ragazze si raccontano a 360°, svelandoci curiosità e segreti del loro brand e qualche sogno nel cassetto, sempre ponendo l’attenzione sull’importanza dell’inclusività e della diversità nel mondo della moda, e non solo.

Questo e molto altro, nell’intervista esclusiva con le fondatrici di Reina Olga Beachwear, Guia e Isotta Cleps, qui di seguito.

 

Com’è nata l’idea di lanciare Reina Olga? E perchè la scelta è ricaduta proprio sui costumi?

La verità e che sono stata licenziata, e per dimostrare che ero capace di fare il mio lavoro, ho deciso di iniziare un brand. Avevo a disposizione l’ultimo mese di stipendio e qualche risparmio di Isotta, quindi i costumi sembravano la scelta più sensata dato il basso costo di produzione. Io e Isotta abbiamo sempre sognato di iniziare qualcosa insieme, e questa è stata l’occasione perfetta per imbarcarci in un’avventura totalmente folle.  

Da dove viene il nome Reina Olga? Ha un significato particolare per voi?

Reina e Olga sono le nostre nonne, entrambe grandi amanti della stampa leopard. 

Parlateci del processo creativo delle vostre collezioni. Come scegliete i materiali e le stampe dei costumi?

Per ogni collezione che produciamo, ne sono state disegnate e campionate altre 2 che pero poi vengono eliminate alla fine. Dopo tutti gli errori, solitamente mi restano circa 5 giorni per creare una collezione che veramente ci piace. Quindi è dura dire cosa ci ispira, perché forse la realtà è che sono le circostanze di fretta e panico che ci fanno venire degli improvvisi lampi di genio.

C’è un posto, un qualcosa che vi ispira?

La nostalgia di realtà che non ho mai vissuto.  

I costumi Reina Olga sono proposti in tre taglie che vanno dalla 1 alla 3. Come mai questa scelta?

Pensiamo che quando si parla di taglie, i numeri siano più belli delle parole, tipo Small o Large. 

E a proposito di taglie, quanto è importante per voi il concetto di inclusività?

Fin dall’inizio, il pensiero che ci faceva sognare era quello di poter offrire un prodotto che stesse bene a ragazze e donne con fisici, corpi e forme diverse, di creare un costume per tutti, insomma. Il nostro slogan No bikini is ever too small, and no tooshie is ever too big (non esiste bikini troppo piccolo, e non esiste sedere troppo grande), descrive proprio che questi capi sono stati fatti per stare bene a tutte, e che spesso abbiamo una tendenza a coprire magari un sedere che ci sembra un po’ grande, anziché valorizzarne la forma. La nostra nuova linea realizzata in un unica taglia per esempio, ha riscosso un enorme successo tra le ragazze e le donne incinte, che trovano i tessuti e i tagli morbidi adatti alle forme generose della tipiche della gravidanza. Stiamo lavorando per cambiare e allocare più risorse per far sì che la nostra immagine, tramite le nostre campagne, sia più in linea con la nostra filosofia.

Nel mondo della moda c’è ancora molta strada da fare quando si parla di diversità e standard di bellezza, specialmente quando si parla di beachwear. Qual’è la filosofia di Reina Olga a riguardo?

Sono d’accordo che il mondo della moda (soprattutto quello del lusso) sia ancora molto rigido quando si parla di canoni di bellezza. La cosa però che più mi fa perdere le staffe è il costante estremismo: designer che decidono di usare una sola ragazza curvy in sfilata scelgono però, una figura esageratamente curvy, a mio parere eccessiva. La cosa curiosa è che nessuno parla della taglia M, alla fine la più grande fetta del mercato sta proprio lì. Penso però che il mondo del beachwear a confronto stia facendo passi da gigante. Sono ormai anni che tanti designer usano prevalentemente ragazze dalle proporzioni reali (né XS, né XL). Forse però è un’immagine maggiormente diffusa in America piuttosto che in Europa. 

Siete l’unica realtà italiana a produrre costumi  che combinano glamour, qualità e tendenza, pur restando accessibile a tutti. Come ci riuscite?

Innanzitutto, grazie del grande complimento! La qualità é un aspetto chiave del nostro marchio. Fin dall’inizio era chiaro che ci sarebbe piaciuto produrre in Italia. I nostri fornitori sono in Italia, Guia li visita regolarmente con una macchina a noleggio, che non sa veramente guidare (questo è quanto ci tiene), così come lo é la squadra incredibile di modelliste e artigiane che producono ogni pezzo che vendiamo. Guia ha sempre avuto un suo stile, marcato e avventuroso, riflesso nelle varie collezioni che variano dallo sportivo, al seducente e all’ironico, da indossare con leggerezza, e da mixare con i propri capi e accessori preferiti. 

Qual’è il segreto del successo worldwide di Reina Olga? E cosa vi rende più orgogliose dell’aver fondato un brand italiano conosciuto e apprezzato in tutto il mondo?

La soddisfazione è assolutamente indescrivibile, anche se onestamente ad oggi non sappiamo ancora bene come sia successo.

Qual’è il vostro ‘Fashion Dream’? (magari una collaborazione con celebrities, designer importanti)

Il mio (Guia) più grande sogno è quello di disegnare la linea mare per un grosso brand di lusso. Reina Olga è cosi semplice e giocoso, che pur essendo estremamente divertente, a volte sento proprio la voglia di creare qualcosa di incredibilmente chic e sofisticato. 

Chi vorreste vedere con indosso uno dei vostri costumi?

Isotta: Misty Copeland.

Guia: Goldie Hawn.

Avete un grande seguito sui social, in particolare modo su Instagram, dove molti marchi trovano fortuna. In che modo pensiate i social influiscano sul successo di un brand? E che ruolo hanno avuto nel vostro percorso lavorativo?

Instagram ha indubbiamente svolto un ruolo importantissimo nella crescita del nostro brand. Ci ha dato l’opportunità di far vedere al mondo il nostro prodotto in una maniera assolutamente indipendente e libera.

Raccontateci della collezione per l’estate 2018 firmata Reina Olga? Quali sono i nuovi bikini e one-piece introdotti?

La collezione taglia unica è la nostra preferita. È piccola ma assolutamente completa: ogni pezzo ha il suo perché. Il tessuto utilizzato ha fatto sì che potessimo sviluppare capi super stretch, che abbracciano le curve senza lasciare alcun segno. È assolutamente fantastica. 

Scegliete i costumi Reina Olga must-have per questa Spring/Summer 2018 e abbinateli a 5 località di mare tra le più cool del momento.

The Scrunchie in Walking Leo, da indossare a Jericoacoara, Brasile.

brasil scrunch bottom in nero con il selvaggia top in leopardo da indossare sul Lago di Como.

l’intero ruby Scrunch in baby pink da indossare a Portofino.

l’abito Il Pitone in hot pink da indossare a Ibiza.

l’intero For a Rainy Day in bianco da indossare a Santa Teresa, Costa Rica.

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Descrivete l’estetica di Reina Olga in 3 parole.

Divertente, selvaggia, cool.

Come deve essere ( e cosa deve avere) il costume ideale per una donna, secondo voi?

Un costume deve imperativamente far sentire bene chi lo indossa. Un intero nero é sempre un vero must, valorizza tutti i corpi e si può indossare via dalla spiaggia con dei pantaloncini. Noi impazziamo per il leopardo, quindi direi anche un pezzo in una stampa leopard, anche questo abbinabile con tutto. Siccome non c’é due senza tre, sicuramente un pezzo colorato.

Dove possiamo acquistare le collezioni Reina Olga in Italia e nel resto del mondo?

In Italia ci trovate da Luisa Via Roma a Firenze e online, Glamour in Rose a Milano e Forte dei Marmi, e nei negozi Manebì a Milano, Porto Rotondo, Porto Cervo, Santa Margherita e Pietrasanta. Mentre nel resto del mondo ci trovate da Revolve, Moda Operandi, Free People, Adriana Online, e molti altri. 

Quali sono i vostri progetti futuri?

Isotta a breve partorirà, quindi direi che lei sta per iniziare un futuro assolutamente meraviglioso. Per quanto riguarda invece Reina Olga, stiamo giocando con la l’idea di introdurre abbigliamento dedicato al mondo dello sci e dello snowboard, seguendo le orme dei vecchi e ormai iconici brand di surf.

Dove vedete il vostro brand tra 10 anni?

Oddio non ne ho proprio idea. Spero però che la nostra identità e la nostra morale continueranno a evolversi in maniera positiva. Vorrei che crescendo avessimo sempre più opportunità di fare del bene – a partire dal modo in cui gestiamo le operations e l’impatto che abbiamo sull’ambiente (Yvon Chouinard e il libro Let My People Go Surfing è un costante punto di riferimento per me e un’enorme fonte di ispirazione).

Infine, diteci qualcosa su Reina Olga (una curiosità, un particolare etc) che ancora non sappiamo e che non vi abbiamo chiesto in questa intervista.

I capi Reina Olga sono interamente prodotti in Italia, con materiali italiani, e sono confezionati a mano da un’espertissima squadra di donne. Stiamo inoltre lavorando su come diventare più eco sostenibili e ridurre il nostro uso di imballaggi di plastica. 

Per quanto riguarda noi… A Guia piace imparare a memoria tutte le canzoni rap più difficili in tutte le lingue più strane. A volte non si pettina per talmente tanti giorni che le vengono i rasta. Isotta va all’Ikea con il pretesto di comprare cose per la casa ma in verità é per mangiare i piccoli hot dog. 

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