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The Black Madonna: la nostra intervista e una playlist esclusiva

© Aldo Paredes L’artista italiano con cui sogna di collaborare è proprio il leggendario batterista partenopeo. E non escludiamo che un giorno ci riuscirà, perché The Black Madonna, quando si parla di musica, è la forza pura dell& ...

© Aldo Paredes

L’artista italiano con cui sogna di collaborare è proprio il leggendario batterista partenopeo. E non escludiamo che un giorno ci riuscirà, perché The Black Madonna, quando si parla di musica, è la forza pura dell’amore. Un amore che l’ha spinta da ragazzina a lasciare il Kentucky per raggiungere Chicago e vendere mixtape per una label. E non importa quanto fossero grandi i ratti della fabbrica vicina, il suo sogno era comunque più grande. Un amore che ha ispirato la sua fortunata carriera di DJ e producer, facendola diventare nel 2016 “DJ of The Year” secondo la rivista Mix Mag. E per capirlo, questo amore, basta ascoltarla quando è in consolle. Soul dance house che si intrecciano in vibrazioni positive per coinvolgere l’intero dancefloor, nessuno escluso. Questa l’alchimia di chi ama l’amore e per l’amore combatte. Marea Stamper, infatti, è nota anche per l’attivismo legato ai diritti di genere, in un contesto spesso maschilista e violento: “La musica non è una persona sola, è un sacco di persone, la maggiore parte delle quali sono uomini che devono scegliere di contribuire a creare uno spazio intorno a loro che sia moralmente ed eticamente dignitoso per le persone che vengono emarginate”. Abbiamo incontrato The Black Madonna a VIVA! Festival in Puglia, poco prima di goderci il suo live. Le abbiamo chiesto di dedicarci un po’ del suo amore, selezionando in esclusiva per Vogue.it una playlist firmata da lei. E le abbiamo chiesto di raccontarci come si possa non smettere mai di sognare di cambiare il mondo con la musica.

Sei un’attivista che difende l’uguaglianza di genere nella musica elettronica e i diritti della comunità lgbt. Credi ci sia una relazione fra il tuo lavoro e le tematiche sociali che difendi? E in che modo credi che la musica possa occuparsene?   Gli uomini devono cambiare. È tutto qui. La musica non è una persona sola, è un sacco di persone, la maggiore parte delle quali sono uomini che devono scegliere di contribuire a creare uno spazio intorno a loro che sia moralmente ed eticamente dignitoso per le persone che vengono emarginate. Ho fatto migliaia di dichiarazioni su questo argomento e sì, certo c’è un rapporto fra il mio lavoro e quello che riguarda l’autodifesa delle donne e degli omosessuali nel mio ambiente lavorativo, ma finché qualcuno non chiederà agli uomini, invece, quando la smetteranno di abusare delle donne, quando inizieranno a pagarle di più, che cosa possiamo dire? Forse dovremmo chiedere ad alcuni maschi bianchi etero se hanno intenzione di salvare il mondo, di fare la cosa giusta invece di lasciare che siano le donne e gli omosessuali a farsi carico di tutto. Personalmente sono davvero molto stanca.

Che tipo di difficoltà hai avuto nel tuo percorso di musicista donna in questo settore? Ho avuto le stesse difficoltà che incontrano le donne in altri ambienti lavorativi: salari più bassi, molestie ecc. Il mio lavoro non è certo diverso in questo senso, ed è importante osservare questi collegamenti fra tutte le donne che lavorano se vogliamo cercare di risolvere questi problemi.

Si è parlato molto di recente di solidarietà femminile. Com’è la situazione nel mondo musicale? Credi ci sia abbastanza sostegno fra dj? Sono fortunata perché ricevo grandissimo sostegno da parte della comunità delle donne. E dico donne riferendomi al genere e non al sesso biologico, non è quello che ci rende donne. Le mie sorelle vengono da tanti background diversi ma facciamo del nostro meglio per sostenerci l’un l’altra. Le donne nella mia vita che fanno le dj sono le mie più grandi amiche. Non potrei avere nulla di meglio.

Musiciste femmine emergenti da tenere d’occhio? Anche in questo caso femmina e donna non sono termini interscambiabili, quindi posso dire che uno dei miei artisti preferiti e che sta avendo successo adesso è Eris Drew, un super selecter che è anche un trans. Jane Fitz è fantastica. Ciel. Noncompliant. Ce ne sono tantissime.

Il tuo party si chiama “We Still Believe”. A cosa credi ancora? Credo che siamo più forti di quello che immaginiamo, credo nella magia, che possiamo seminare zizzania, e anche divertirci a un party. Credo che mia madre sia un Buddha. Credi che mio marito mi ami, nonostante me. Credo che Donald Trump sia un mostro. Credo che le cose possono cambiare radicalmente. Credo nei giovani. Credo nella preghiera. Credo in Dio e che Dio è amore assoluto e compassione.

Abbiamo saputo che stai lavorando al tuo primo album. Puoi anticiparci qualcosa? È un album di gospel che parla d’amore, non posso dire molto altro.

Ti sei già esibita nei migliori festival e club in tutto in mondo. Il posto in cui sei sempre felice di tornare? Il mio letto.

Ti piace la musica italiana? C’è un artista che segui con cui ti piacerebbe collaborare? Certo, molta della disco music migliore è italiana. Mi piacerebbe da morire lavorare con Tullio De Piscopo.

Hai appena suonato a Viva Festival in Puglia. Secondo te quali degli artisti nella line-up non possiamo assolutamente perderci? (a parte te, ovvio!) Arca e Sampha assolutamente!

Ci sono dei progetti per il futuro che vorresti condividere con noi? Dovrò pur tenere qualche segreto, o no?

by Marco Levi & Elena Bara

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