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Un portfolio di 10 nuovi talenti della fotografia Made in Italy Alexandra Von Fuerst Il suo vero nome è Alessandra Bergamin, è cresciuta in provincia di Treviso ma è nata in Austria da madre slovacca, ed è forse da qui che scaturisce la ...

Un portfolio di 10 nuovi talenti della fotografia Made in Italy

Alexandra Von Fuerst Il suo vero nome è Alessandra Bergamin, è cresciuta in provincia di Treviso ma è nata in Austria da madre slovacca, ed è forse da qui che scaturisce la sua fascinazione per l’Est Europa, dalle favole tradizionali russe al surrealismo ceco. Dopo gli studi universitari di fotografia a Milano, ha vissuto un anno a Berlino a sperimentare con la forma e il colore alla ricerca di una propria via estetica. Attualmente vive a Londra, città che con il suo fascino gotico e la modernità underground ne nutre la creatività. I suo scatti – che combinano l’interesse per l’arte con la fotografia di moda e fondono la poetica femminile con le più viscerali ossessioni e i desideri della natura umana – hanno un côté surreale, celebrano l’imperfezione in tutta la sua bellezza ed enfatizzano forme, colori e materiali.

Luca Anzalone All’età di 18 anni, dopo un diploma in agricoltura, cambia vita e va a Poole, nel Dorset, per studiare all’Arts University Bournemouth e dedicarsi alla sua grande passione: la fotografia. Si ispira, da sempre, alle donne, e questo interesse lo spinge a esplorare la moda. «In un’era “social” che sempre più limita il contatto fisico tra individui», dice, «uso la fotografia per avvicinarmi alle persone e creare un rapporto intenso e intimo, che lascia prima di tutto un segno su di me e solo successivamente sul mio negativo». Anzalone ha una percezione della realtà romantica e drammatica: «Non ho limiti né pregiudizi, cerco di aprirmi ed espormi il più possibile a tutto ciò che sento e al mio bisogno di essere vivo. Il flusso emotivo è forse la mia vera fonte di ispirazione».

Marianna Sanvito Milanese di nascita, fin da piccola ama ogni forma d’arte, il cinema e la pittura in particolare. Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti, lavora per molti anni come art director prima di dedicarsi completamente alla fotografia. Il suo stile è delicato e femminile, ama ritrarre il fascino e l’eleganza dell’età che passa. Alla classicità della composizione, nei suoi scatti si contrappongono la profondità degli sguardi e la forza espressiva del soggetto. È alla ricerca costante, ossessiva, di un equilibrio tra gli opposti che descrive con una citazione di Giuseppe Fava sulla città natale dello scrittore: «Bisogna dire che ogni cosa si facesse in questo paese doveva essere fatta due volte e spesso l’una contro l’altra, come se ci fossero due anime».

Arianna Lago Vive da 18 anni nel Regno Unito, dove si è formata in Sound Arts & Design alla London University of the Arts, approfondendo musica, suono e cinema. Alla fotografia, invece, si è avvicinata da autodidatta, fino a che la macchina fotografica non ha preso il sopravvento su ogni altra passione. L’ispirazione, per Lago, nasce cercando l’inusuale e osservando la poetica del quotidiano. Il colore, la spontaneità, e tutto ciò che crea emozione sono elementi fondamentali del suo linguaggio espressivo.

Ilaria Orsini Dopo una formazione come assistente fotografa e un periodo di permanenza a Parigi, ha trovato in Londra il luogo ideale per la sua creatività. Sia nei suoi lavori personali sia in quelli legati alla moda, l’approccio è istintivo, spesso imprevedibile e frenetico: «Difficilmente riesco a immaginare la foto fuori dal set, il più delle volte devo cercarla dietro l’obiettivo», racconta. «Vivere a Londra ti sottopone a continui stimoli visivi. È la città stessa che mi influenza». Orsini racconta come spesso siano proprio i luoghi a ispirarla e come la ricerca delle location sia fondamentale. Da poco si è avvicinata al mondo della fotografia di architettura e di interni e sta lavorando a un libro sulle abitazioni private di Carlo Scarpa, in uscita il prossimo inverno.

Luca Campri Nasce a Parma ma resiede da diversi anni a Londra. Ama viaggiare e scoprire nuovi mondi per i suoi progetti fotografici. Appassionato di multiculturalità, sta lavorando a un libro su un gruppo di amici, parte di una comunità hippie in Cina, che girano il mondo vivendo di arte. Un’altra grande passione, importante nel suo percorso creativo, è il cinema. Il suo stile è documentaristico: «Non costruisco situazioni “in posa”, anche quando lavoro con la moda, e non ho un’idea predefinita di come dovrà essere lo scatto. Provo invece a creare i presupposti per lasciare i soggetti liberi di esprimersi e di mostrare emozioni reali, spesso condividendo momenti di positività e allegria», dice. «Amo l’idea di affiancare una poetica documentaristica al fashion system».

Alessandro Furchino Capria Nato all’ombra del Castello di Rivoli, vive tra Milano e Londra. Il ritratto è il fulcro del suo lavoro. Gli piace paragonare metaforicamente il suo percorso a quello di Ulisse: «L’odissea infinita e il ritorno a Itaca mi tengono prigioniero di un viaggio continuo in mare, dove la fotografia infrange continuamente il precario equilibrio». Naturalità e circostanze fortuite sono per lui preludio allo scatto, momento puntuale in cui tutto si allinea. «E lì, in quell’istante, che scegliere diventa l’atto principale di tutto il lavoro, il riassunto del gesto fotografico».

Dario Salamone Nato ad Agrigento, vive e lavora a Milano. Ha studiato filosofia all’Università La Sapienza di Roma, oltre a composizione e pianoforte al Conservatorio Santa Cecilia. Si dedica alla fotografia da autodidatta, affacciandosi da subito al mondo dell’editoria di moda. «Il mio lavoro», spiega, «indaga le possibilità espressive e meccaniche del corpo umano, ma anche il rapporto tra natura e cultura, il ruolo della tecnica nel processo di antropogenesi».

Vito Fernicola Da cinque anni vive a Parigi, ma da Napoli, sua città natale, ha portato con sé una propensione al racconto simbolico e la profonda autenticità, al di là di ogni forma di spettacolarizzazione. Nel suo lavoro la relazione tra soggetto e ambiente non è mai casuale, ma ha un carattere proprio, strutturale. «La fotografia », dice, «attesta il codice scenico dandogli vita in modo ora ordinato, ora razionale, ora rituale, spesso raccontando generazioni differenti e gestendo sempre intensamente il movimento ». Nel suo lavoro svela una sostanza intima “ibridata” dallo spazio circostante.

Leonardo Scotti Pur essendo un assiduo viaggiatore è fedelissimo alla sua città natale, Milano, in cui crede molto e dove vive da sempre. Nel suo lavoro spiccano le forme e la composizione, spesso accompagnate da un velo d’ironia. Trova ispirazione nei viaggi e nella realtà e ha un’attenzione particolare ai dettagli surreali del quotidiano. Il colore è un elemento dominante, così come il paesaggio naturale. Non ama situazioni costruite, e si autodefinisce molto istintivo e impulsivo, sia sul set sia nella vita reale.

Vogue Italia, agosto 2018, n.816, pag.162

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