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Cura della pelle, perché le formule “fondenti” sono la nuova ossessione beauty

Testo di Amy Wilson Wyles Fate spazio nei vostri armadietti del bagno: è in arrivo una categoria tutta nuova di prodotti beauty. Accanto a sieri, olii, creme, gel, essenze, compaiono le novità “fondant”: formule che si trasformano men ...

Testo di Amy Wilson Wyles

Fate spazio nei vostri armadietti del bagno: è in arrivo una categoria tutta nuova di prodotti beauty. Accanto a sieri, olii, creme, gel, essenze, compaiono le novità “fondant”: formule che si trasformano mentre si usano trasformandosi da solide a liquide, da gel a olio, da acqua a latte. E come molti trend beauty, anche questo arriva dalla Corea e dal Giappone, ma non si tratta solo di prodotti dalle magiche proprietà “alchemiche”: secondo gli esperti sono formule più delicate che si assorbono più facilmente e che trattano diversi problemi, dalle eruzioni cutanee alle rughe sottili.

I DETERGENTI Esistono moltissimi tipi di detergenti “fondant”, dai balsami solidi alle lozioni, come Aciana Botanica Gel di Sanoflore (è un gel che diventa olio, si emulsiona con l’acqua e poi si trasforma in latte). «Le formule fondenti sono state pensate per uno stile di vita moderno: sono semplici da usare, efficaci e al tempo stesso facili da portare con sé, se si ha una vita molto dinamica», spiega Maria Lam a proposito della nuova linea Wildsmith Skin: il loro balsamo solido Active Repair Nourishing Cleansing Balm contiene olii estratti da otto piante diverse che si fondono a contatto con la pelle per eliminarne le impurità.

«I detergenti “fondant” sono fantastici perché  si applicano prima con le dita, così da scaldarli a temperatura corpo, farli penetrare più facilmente così da eliminare la sporcizia causata anche dall’inquinamento senza rimuovere lo strato superficiale dell’’epidermide», spiega Nataliya Robinson, fondatrice di Quantum Botanika. «Se si sceglie un detergente solido o semi-solido i benefici saranno molteplici», aggiunge la facialist Amanda Lacey. «Immaginiamo che la pelle sia una torta che vogliamo decorare con la glassa: le formule fondenti danno maggiore controllo sulle zone del viso che necessitano di essere deterse,  è come usare la crema di burro invece di una glassa liquida».

LE MASCHERE VISO Preparatevi a imparare un nuovo linguaggio, frutto –  ne siamo certi – di una serissima sessione di brainstorming. Qrattro i tipi principali di maschere: sorbetti esfolianti, formule semi-solide, sassolini solidi e maschere in tessuto ispirate a quelle coreane. I sorbetti dai nomi molto invitanti contengono polveri finissime – come la Silky Purifying Skin Peeling Powder di Sensai – che si dissolvono e diventano schiumose a contatto con l’acqua ed esfoliano le cellule morte. Quello che li rende unici è che spesso contengono un mix di ingredienti esfolianti e idratanti che lasciano liscissima la pelle, evitando che “tiri” e si secchi.

Le maschere semi-solide, come la Self-Heating Mask di Bioré, hanno invece un approccio diverso. «Le abbiamo sviluppate nei laboratori  di Ricerca e Sviluppo in Giappone», racconta Erica Palmer della Bioré. «Contengono zeolite, un minerale che nasce dalle rocce vulcaniche e che fonde, letteralmente, quando viene a contatto con l’acqua, perché i suoi legami chimici si rompono e rilasciano calore fino a  una temperatura di 50-55°C (che, per inciso, è anche il punto di “fusione” del sebo), detergendo perfettamente i pori della pelle».

Se i sassolini, che assomigliano un po’ alle sfere da forno,  si usano da anni in Asia, solo ora stanno per essere lanciati sul mercato internazionale. Un esempio è la Radiating Rice Pebble Mask di Li Organics a base di riso integrale fermentato che si dissolve nell’acqua e “cura” qualunque cosa, dall’iperpigmentazione alle imperfezioni. Infine, c’è la vostra fedele maschera in tessuto, come la Advanced Génifique Hydrogel Melting Mask di Lancôme, che garantisce idratazione eccezionale e combatte le rughe sottili. Nel caso di Lancôme, grazie alla tecnologia idrogel una sola maschera contiene una quantità di probiotici tale da riempire un intero flacone di Génifique Serum, il prodotto culto del brand: si sente letteralmente fondere sulla pelle, che resta visibilmente più liscia e fresca.

GLI IDRATANTI Se per i detergenti spesso aumenta la quantità di olii e diminuisce quella di acqua,  per produrre l’effetto “fondente” gli idratanti fanno esattamente l’opposto. Quando vengono eliminati gli ingredienti oleosi che rendono una crema…cremosa, si ottiene una formula semi-solida a base acquosa: la texture è quella di una gelatina che fonde a contatto con la pelle, e la consistenza è esattamente quella dell’acqua.

«Per restare sufficientemente idratati non basta bere un litro e mezzo di acqua al giorno. E la stessa regola vale per la nostra pelle», afferma il dottor Howard Murad, fondatore di Murad Skincare. «Gli idratanti in gel a base acquosa uniscono una texture leggera, perfetta per le pelli grasse, ai benefici di una crema idratante di cui tutti i tipi di pelle hanno bisogno. Si assorbono più velocemente, si “sente” la pelle più pulita, e non lasciano residui oleosi», dice. È dimostrato che con il nuovo Nutrient-Charged Water Gel di Murad, una formula leggerissima che fonde e diventa acquosa e freschissima, la pelle resta idratata anche cinque giorni dopo l’uso rispetto alle creme tradizionali.

L’acqua inoltre riesce a far penetrare gli ingredienti in modo diverso rispetto alle creme tradizionali, ed è un metodo che la linea Aqualia Thermal di Vichy applica alla perfezione. La linea, che si ispira alle bevande isotoniche utilizzate dagli atleti per reidratarsi, contiene zuccheri, minerali e acqua in sospensione in Acqua Termale Minerale di Vichy che rimpolpa le rughe sottili e stimola l’idratazione. Suggeriamo inoltre di provare la linea Aqua Réotier de L’Occitane e la nuova Water Cream di Tatcha a base di estratti vegetali giapponesi in una sospensione in gel che “esplode” quando viene applicata.

Foto in apertura Richard Burbridge, Vogue Italia, settembre 2012

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