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Inaugura a Milano la Galleria d’arte per il Gioiello Contemporaneo di Irene Belfi

A Milano è nato un luogo prezioso e unico nel suo genere: la Galleria d’arte per il Gioiello Contemporaneo di Irene Belfi, uno spazio espositivo ove scoprire artisti internazionali che ideano, creano e lavorano con dedizione, chiarezza d ...

A Milano è nato un luogo prezioso e unico nel suo genere: la Galleria d’arte per il Gioiello Contemporaneo di Irene Belfi, uno spazio espositivo ove scoprire artisti internazionali che ideano, creano e lavorano con dedizione, chiarezza di intenti e cura.

Siamo all’interno di uno scrigno che è un punto d’incontro tra arte e gioiello: non a caso alcune delle opere degli artisti esposti da Irene Belfi sono ospitati all’interno di prestigiose collezioni permanenti di musei. Si tratta, per esempio, delle collane floreali di Christopher Royds Thompson, in oro dipinto a mano con diamanti incastonati. I gioielli dell’artista inglese sono ospitati, quali pezzi unici, al Victorian and Albert Museum di Londra.

Gioielli che sono dunque vere e proprie opere d’arte, talvolta decorative, come nel caso di Christopher, talaltra più concettuali, talaltra ancora scultoree. Stiamo parlando, nell’ordine, delle creazioni dell’artista costaricana Catalina Brenes, che sceglie il marmo per esprimere la propria idea di gioiello materico, ricco di un significato simbolico intrinseco. I gioielli dell’olandese Karin Herwegh sono sculture in legno, dense di messaggi onirici, in cui l’osservatore-indossatore può rispecchiarsi. I nomi delle creazioni, al contempo buffi ed enigmatici, lasciano spazio all’interpretazione che spetta sempre al pubblico.

Ironici e giocosi i gioielli dell’artista giapponese Akiko Kurihara, che ci colpisce con le sue perle dipinte a mano a creare un susseguirsi di smorfie e visi, o le spille a forma di conchiglia con denti in madreperla dell’artista austriaco Benedikt Fisher. A ogni spilla-conchiglia corrisponde una storia, un racconto “ancestrale” di quella conchiglia trasformatasi in espressione grazie all’intervento dell’artista. Altrettanto ricche di accezioni le collane in legno dell’artista svizzero Kiko Gianocca, che crea gioielli ispirati alle tavole del test di Rorschack, a partire dalle cui forme è possibile lasciar fluire i messaggi del proprio inconscio.

Da questo sottobosco di significati passiamo alle creazioni tribali dell’artista georgiana Tatajana Giorgadse, che crea orecchini dipinti a mano, il cui lato “nascosto” è presente nel retro del gioiello, adornato da pietre preziose incise o punteggianti l’ornamento. Ugualmente tribali ma completamente dissimili per forma e materia sono le collane in acciaio inox dell’artista tedesca Julia Walter che crea vere e proprie maschere, simili se si vuole ad alcuni dipinti primitivi di Picasso, da indossare come grande ornamento intorno al collo.

Uniche nel suo genere le spille dell’artista coreana Sunyoung Kim che ossida il metallo creando colorazioni differenti a rappresentare il susseguirsi delle stagioni nella vita, nei fiori e nelle piante.

Irene come è nato il desiderio di aprire una Galleria sul Gioiello Contemporaneo a Milano? Milano è la patria della settimana della moda e del design, è una città aperta a un pubblico europeo e internazionale ed è dunque più incline a recepire mondi non ancora del tutto esplorati in Italia.

E qual è il sogno per la tua Galleria appena inaugurata? Far innamorare gli italiani del bello, offrendo loro il privilegio di indossare gioielli che sono opere d’arte.

A soli 26 anni Irene, dopo un’esperienza proficua ricca di studi accademici, viaggi e contatti con altri mondi e culture, ha osato inaugurare uno spazio che vuol essere un punto d’incontro tra artisti e appassionati d’arte e di gioiello contemporaneo, uniti dalla tensione comune verso il bello, che nei sogni di Irene dovrebbe essere l’ideale ove artisti e pubblico dialoghino silenziosamente e incessantemente tra loro.

di Gloria Guerinoni

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