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Milano Fashion Week: la guida alla città della moda

Bulk Mixology Food Bar by Giancarlo MorelliBulk Mixology Food Bar by Giancarlo MorelliBulk Mixology Food Bar by Giancarlo MorelliBulk Mixology Food Bar by Giancarlo MorelliTaleaTaleaTaleaTaleaTaleaTaleaTaleaThe SpiritThe SpiritThe SpiritThe ...

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Li abbiamo scelti uno per uno, qui nella redazione di Vogue.it, consultandoci e scambiandoci le idee. Sono i nostri indirizzi preferiti, sono 19 e ideali per vivere al meglio Milano, la capitale della moda durante la Fashion Week e non solo: un drink all’ora dell’aperitivo, una cena gourmet, un posto cool dove ballare… e per finire un hotel dove passare la notte per chi viene da fuori città. Se qui di seguito trovate la descrizione dei luoghi o le specialità da assaggiare, nella gallery ci sono tutte le foto dei luoghi per scegliere anche in base all’atmosfera. Pronti a scoprire una città sorprendente?

I migliori indirizzi per l’APERITIVO (il più milanese dei riti sociali)

  • Bulk Mixology Food Bar by Giancarlo Morelli via Aristotile Fioravanti 4 Siamo al nuovo Hotel Viu. Otto piani, dei quali l’ultimo regala una vista spettacolare sulla città, in un’area in grande trasformazione. Qui attorno ci sono già Dsquared e Ceresio 7, la nuova sede di Google, e presto la Biblioteca degli Alberi e il Museo del Design. Il Bulk Mixology Food Bar propone un aperitivo con djset. I cocktail sono abbinati alle proposte giornaliere dello chef Giancarlo Morelli. Qualche esempio: tartelletta con caprino al lime e salmone marinato o crocchetta di patate con salsiccia e Branzi… Tra i drink sempre preparati sulla base dei prodotti di stagione, da provare “At Giorgio House” con la tequila Casa Amigos, quella di George Clooney – da qui il nome – il rosolio di bergamotto Italicus, il succo di mirtillo americano e la marmellata di gelso (che fiorisce ad agosto) con saratonca. E per chi desidera proseguire la serata, al ristorante Morelli, il menu degustazione, in perfetto equilibrio tra innovazione e tradizione, può essere gustato in abbinamento con i cocktail (oltre che con l’ottima carta vini)
  • Talea via Argelati 35 In natura, la talea è il taglio che serve per staccare la parte di una pianta e farla radicare altrove. Si propone così il Talea di Filippo Sisti: un cocktail bar sperimentale, dove tutto è nuovo dalle ricette al menu fino agli oggetti in cui sono serviti cocktail e aperitivi. Si parte dal concetto di Cucina Liquida, la filosofia adottata da Filippo Sisti che rinnova la mixologia attraverso gli strumenti e le preparazioni tipiche della cucina. I cocktail prevedono un grande lavoro a monte e richiedono ore di preparazione: macerazioni, fermentazioni, infusioni e profumi realizzati con strumenti da cucina, tipo forni, affumicatori, abbattitori… C’è poi il Vivarium: una zona privata, disponibile solo su prenotazione, dove al pari di uno chef’s table si può osservare direttamente il lavoro del barman e del suo team. Il percorso dura poco più di un’ora e si fonda sull’assaggio di cinque cocktail, per una completa esperienza degustativa, immerso in un contesto che coinvolge tutti cinque sensi.
  • Mixology Bar via Pio IV 3 Dehors con vista sulle cupole di San Lorenzo, zona piazza Vetra: il Mixology Bar ha aperto ad aprile e ha già ottenuto la certificazione di “locale d’eccellenza” dalla federazione baristi italiani. Bartender è Gianluca Amoni, che seguendo il trend “Mixology” della misurazione attenta degli ingredienti, propone cocktails classici rivisitati col suo gusto personale. Non c’è una drink list da cui scegliere, ma il cliente esprime i suoi gusti, e Gianluca li interpreta e li mixa in cocktails. D’accompagnamento ci sono stuzzichini a ispirazione dello chef, tutti gourmet. Lodevole l’idea ecologica di usare i bucatini al posto delle cannucce di plastica. Il locale è ideale anche per il dopocena grazie alla sua ampia selezione di whiskey.
  • The Spirit via Piacenza 15 Nel cuore di Milano, una lampada da mercantile indica che la “locanda” è aperta. Tre oblò lasciano intravedere un bancone di legno. È The Spirit, l’atmosfera è piuttosto elegante. La drink list è stagionale, ma alcune proposte, ispirate a Game of Thrones come il Winterfell e il Melisandre, fanno già parte della storia del locale. Tra le proposte da assaggiare fino a fine settembre, c’è il Jean Cousin, cocktail che prende il nome dall’esploratore che si dice abbia scoperto l’America prima di Colombo: dry curaçao, suze e spray di cachaça. Ad accompagnare i drink vengono serviti snack e finger food selezionati e di qualità che cambieranno in abbinamento alla Drink list. E poi c’è la musica. The Spirit ha la sua colonna sonora: una selezione esclusiva di brani inediti, creati e mixati da Slow Motion.
  • Egalitè via Melzo 22 All’ora dell’aperitivo, all’Egalité, Italia e Francia si incontrano nei taglieri con formaggi francesi, tapenade di olive provençale, sardine dell’atlantico, cornichons biologici, salumi misti. E naturalmente pani assortiti – specialità del “luogo” che nasce prima di tutto come panetteria dall’estro di Thierry Loy. A completare l’esperienza interviene un’attenta selezione di vini naturali francesi (Loire, Bordeaux, Bourgogne), prosecco e champagne. Anche i cocktail sono ispirati dalla tradizione francese e italiana, come gli Spritz preparati con il Crémant francese. Una curiosità sul nome del locale. Egalité si ispira a un fatto storico: quando Robespierre salì al potere in Francia durante la Rivoluzione, tra le prime ordinanze ne diramò una rivolta ai mulini che facevano il pane. Dovevano mescolare le farine, la bianca un tempo usata solo per il pane dei ricchi, e quella nera destinata ai poveri. L’uguaglianza cominciava dal pane.

I migliori indirizzi dove MANGIARE a Milano (non solo ristoranti stellati)

  • EXIT Gastronomia Piazza Erculea Il locale è a forma di “chiosco” con sedute interne (poche) e sedute esterne su pensilina (poche anch’esse). Il menù, limitato a poche scelte ma di grandissima qualità realizzativa e di ingredienti, è curato dallo chef Perdomo, resident della food sensation milanese Contraste. I piatti, prevalentemente di mare, si rivelano essere un’interpretazione estremamente puntuale ed elegante di alcuni classici della cucina italiana, come il burro e acciuge presentato con estrema sapienza, o l’incontro sorprendente tra il gambero rosso e il crudo stagionato. Carta dei vini essenziale ma con etichette ricercate e dall’eccezionale rapporto qualità prezzo. Servizio cordiale e giovane.
  • Cooperativa La Liberazione Via Lomellina 14 Quello che colpisce, in prima battuta, è l’arredamento: mantenuto come se fosse un avamposto del PCI italiano dei tempi di Berlinguer, rende la Liberazione è una capsula del tempo installata in Centro Milano. Il menù è quello da osteria italiana con esplorazione oltre la tradizione che sfocia in risultati convincenti. L’ambiente è informale e casual, dotato di un’eleganza verace che fa de La Liberazione un luogo di assoluto relax anche se spesso chiassoso e tipicamente italiano. Il servizio è cordiale e il rapporto qualità prezzo è eccellente. Carta dei vini limitata con possibilità di chiedere il “vino della casa” che si mantiene su livelli qualitativi più che accettabili. Un’esperienza da fare se si ama la convivialità e si vuole riscoprire un’anima della città che sembrava ormai estinta.
  • Contraste Via Giuseppe Meda 2 Non ce ne vorrà lo chef Perdomo per aver inserito ben due sue creazioni nella nostra lista. Però non si può prescindere dal ristorante che sta sbocciando sotto gli occhi dei food lovers italiani. Tutto è gioco e divertimento, dal menù in avanti e tutto è spettacolo e sorpresa. Ambiente superchic e grande cura al dettaglio completano il quadro di uno degli hot-spot milanesi dell’haute cousine. La carta dei vini, come scrive la stessa guida Michelin, è esaltante. Vale la spesa.
  • Sikèlaia Via Marco Polo 10 Lo chef La Paglia ha l’innegabile talento di non cercare a tutti i costi il coup de théâtre con le sue creazioni. La cucina di Sikèlaia si rivela infatti straordinariamente rispettosa del “palato”, prediligendo una memorabilità che passa dall’equilibrio e dal buonsenso più che dallo spettacolo pirotecnico. Cucina prevalentemente di pesce che affonda le sue radici nella tradizione culinaria siciliana. Carta dei vini monstre su cui prevale l’Italia e una buona selezione di cru francesi. Lodevole l’ampia scelta di vini al bicchiere con cui divertirsi in accostamenti
  • Joia Via Panfilo Castaldi 18 Pietro Leeman può essere ormai considerato a ragione una delle istituzioni di Milano e il suo Joia un vero patrimonio della città. Alta cucina vegetariana guidata dalla ricerca della sinergia tra corpo, mente e spirito, dove la filosofia del benessere traspare da ogni piatto. La cucina si compone di un’alternanza tra crudo e cotto con l’imperativo filosofico di alterare il meno possibile i sapori naturali degli ingredienti, il tutto in una location straordinariamente rigenerante. Per chi desiderasse un’esperienza d’alto livello ma meno impegnativa, il Joia ha anche un bistrot con un menù dai prezzi più contenuti. Carta dei vini eccellente che mette a proprio agio anche il commensale meno preparato.

I migliori indirizzi dove DORMIRE a Milano (non solo hotel)

  • Hotel Fifty House Soho Milano Via Cornalia 7 Il quartiere più avveniristico di Milano, Porta Nuova, ospita il nuovo hotel di 50 House, Hotel Fifty House Soho Milano, accogliente fin dalla reception con due splendidi caminetti). I materiali preziosi scelti per l’arredamento delle suite e delle camere tra cui velluto, ottone e marmo creano un’atmosfera ovattata, resa preziosa dalle opere d’arte dell’artista Bisha.
  • Palazzo Segreti via San Tommaso 8 Le 18 stanze di Palazzo Segreti sono ricavate in un palazzo d’epoca milanese tra il Duomo e il Castello Sforzesco, dove l’antico incontra il moderno: materiali grezzi, luci soffuse, parquet preziosi, colori intensi. Da non perdere, prima di una giornata tra sfilate e presentazioni, la colazione frutto di una selezione accurata tra produttori biologici e artigianali: dalla frutta alle brioche, passando per i salumi affettati al momento. Per chi preferisce la libertà dell’appartamento, ci sono le Suite in via Quadrio 15.
  • Room Mate Giulia via Silvio Pellico 4 Alla ricerca di un hotel a due passi – letteralmente – da Galleria Vittorio Emanuele II e dal Quadrilatero della Moda? Room Mate Giulia accoglie i suoi ospiti con 85 camere arredate con tocchi di design firmato Patricia Urquiola e macchine da caffè Nespresso. La colazione è internazionale e offre dal salmone alla bresaola, dal pancake alla brioche. Per chi cerca un tocco lussuoso, suggeriamo la junior suite e la penthouse, dotate di terrazza.
  • Airbnb Dedicato alle anime indipendenti: niente offre la libertà e la sensazione di vivere come “locals” in città come l’abitare nelle case dei milanesi. Grazie ad Airbnb, potrete visitare Milano sentendovi nati qui. I bohémien si dirigeranno certamente verso i Navigli, quartiere con i celeberrimi canali disegnati da Leonardo da Vinci, mentre chi vuole sentirsi in centro ma comodo per stazione Centrale e aeroporto preferirà i quartieri a Nord e a Est della città. Noi abbiamo selezionato tre case favolose per voi in corso Buenos Aires, Via Eustachi, sui Navigli, ma l’offerta è davvero ampia.

I migliori indirizzi della NIGHTLIFE milanese (dai club posh ai locali underground)

  • Apollo Club Via Borsi, 9 1000 mq di locale diviso in quattro ambienti che vivono dall’ora del brunch a notte fonda. Una factory, come amano definirla i fondatori Tiberio Carcano e Marcellina Di Chio, in cui le serate del Rollover – a base di elettronica – il venerdì, si alternano ai concerti live in settimana – come l’appuntamento del mercoledì con il Giardino dei Visionari – e alle proiezioni della domenica.
  • Apophis Club Via Giuseppe Merlo, 3 La location sotterranea, a pochi passi dal Duomo, è stata ricavata da un vecchio night club e si presenta con velluti scuri e arredi al led. Il club, caratterizzato dalla sua dualità nel proporre serate cocktail bar e notti dance – dal giovedì al sabato – spazia dall’hip hop, all’house, all’elettronica. Tra eventi privati e ritmi notturni della città, l’ingresso è garantito ai soci e su selezione per tutti gli altri.
  • Dude Club Via Carlo Boncompagni, 44 La musica, l’esperienza e il bar sono i pilastri su cui è basato il club, diviso in due spazi che possono fondersi o separarsi in base alla programmazione. La main room con la consolle a livello pista, dove ballare la migliore techno contemporanea o i concerti live, e l’Osservatorio Astronomico, in cui l’atmosfera più raccolta permette di gustare gli ottimi cocktail del bar ascoltando i beat vibranti dell’house music.
  • Plastic Via Gargano, 15 Una vera istituzione a Milano con una nuova sede, inaugurata nel 2012, che conserva tutto il fascino del locale storico fondato nel 1980 tra lampadari di cristallo, insegne al neon e mosaici di specchio. In console Nicola Guiducci, Sergio Tavelli e La Stryxia si alternano a guest dj dal venerdì alla domenica, con una selezione musicale tra house, elettronica e i successi della musica Italiana anni ’80 e ’90.
  • Q21 Via Padova, 21 Sicuramente il più underground tra i club che vi segnaliamo, il locale ha una struttura industriale – con tanto metallo e plastica – e si divide in due main room, più un cortile esterno adattato a dehors nella stagione estiva. Nel cuore del locale, in alcune serate è attiva una piccola karaoke room dove perdere ogni freno inibitorio. La programmazione del weekend si alterna tra l’elettro pop e l’house “spinta” del fondatore Carlo Mognaschi.

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