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Chi è Mauro Galzignato, hairstylist artistico, dal tocco glam rock

Attualmente è direttore artistico del brand Kemon e delle sue collezioni moda capelli L’arte e la moda, il design e soprattutto la musica (meglio se rock!). Forme e produzioni creative diventano per lui fonte d’ispirazione, tavolozze ...

Attualmente è direttore artistico del brand Kemon e delle sue collezioni moda capelli

L’arte e la moda, il design e soprattutto la musica (meglio se rock!). Forme e produzioni creative diventano per lui fonte d’ispirazione, tavolozze multicolor da cui attingere per dar vita a look di tendenza, spunti da trasportare nel mondo dei capelli e reinterpretare in modo inedito ma sempre funzionale alla personalità che ha di fronte. Originario di Mirano, Venezia, Mauro Galzignato, 43 anni – di cui almeno 25 trascorsi nel mondo dell’hairstyling internazionale – è lo stilista del capello che quattro anni fa ha “sposato” la filosofia Kemon, diventando direttore artistico del brand e delle sue collezioni, inclusa la nuova K-NOW Collection Autunno-Inverno 2018-19. Professionista rinomato a livello internazionale, si contraddistingue per la forte identità stilistica, caratterizzata da un approccio culturale onnipresente nel dar vita a look non convenzionali e al tempo stesso raffinati, contemporanei, intrisi di riferimenti artistici del passato e del presente.

«Credo sia necessario valorizzare la professione del parrucchiere facendola percepire con il giusto spessore: un professionista esperto che sappia spaziare dalla moda all’arte, al design», dice. Non per nulla, con il brand Kemon, condivide anche la forte attenzione nei confronti della formazione, volta a elevare la professione a esperti di bellezza, cultura e moda: in qualità di Education Coordinator, ogni mese coordina workshop creativi e stilistici dedicati ai professionisti del settore, sia in Italia che all’estero. «La cosa davvero importante non è tanto trovare l’ispirazione: gli spunti intorno a noi non mancano! Quello che conta è saperla tradurre sui capelli senza farla diventare un “circo”! Occorre non confondere il lato creativo con quello pratico: la parola chiave deve essere sempre “funzionalità”».

Ricca di suggestioni anche la sua storia professionale: a 20 anni, dopo il percorso accademico a Venezia, si trasferisce a Londra, dove per i successivi 11 anni nutre il suo bagaglio tecnico-stilistico grazie al contatto con alcuni dei nomi più grossi del settore e arrivando a dar vita a un vero e proprio franchising con 10 Saloni. Tornato in Italia, dieci anni fa, fonda il network di saloni Rock&Roll Hair e ricopre la carica di direttore artistico di GHD Italia fino al 2015, avviando quindi la stretta collaborazione con Kemon. «Avevo lavorato per anni solo sullo styling e sentivo il bisogno di esprimere il concetto di taglio e colore», spiega l’hairstylist. «Kemon è un brand innovativo creato da un’azienda a conduzione familiare: lì ho trovato il cosiddetto “rapporto con le persone”, un concetto diverso rispetto a quello di multinazionale. Non solo: sono arrivato in un momento in cui stava avvenendo un passaggio di testimone a livello familiare e la nuova direzione voleva fare il bene della categoria, elevando la figura del parrucchiere. Era anche la mia idea e quando mi sono reso conto che non si trattava semplicemente di parole, ma di un progetto reale ho capito che si sarebbe potuto fare qualcosa di veramente costruttivo insieme».

Trend setter e opinion leader nei magazine di settore, moda e in tv, ha curato l’immagine e l’hairstyling di fashion show e Fashion Week di Milano, Parigi e New York. Come hairstylist Lead ha partecipato al talent show Project Runway condotto da Eva Herzigova (Sky-Fox Life) e a fianco di Diego Dalla Palma in Ciao Bellezza (Rete 4). Nel 2016 ha vinto il massimo riconoscimento italiano di settore come Best Hairdresser of The Year e nel 2017 come autore della Best Collection. «Il riconoscimento come Best Hairdresser of The Year è probabilmente la più grande soddisfazione che ho raccolto fino a questo momento. Il fatto di essere stato votato dai colleghi è fonte di enorme contentezza», evidenzia Galzignato.

E quando gli si chiede se per lui conta di più saper intercettare e riprodurre una tendenza oppure crearla ex novo, non ha esitazione nel rispondere che «creare una tendenza è tutto sommato semplice: basta partire da un’interpretazione personale. Molto più difficile è invece farsi portavoce di una tendenza: devi riuscire a farla tua, metabolizzarla, renderla fruibile».

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