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Alexa Chung fa il suo debutto alla London Fashion Week

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Nell’elegante sede della griffe Alexachung l’atmosfera è di una serenità quasi inquietante: la quiete prima della tempesta. Ci incontriamo in una stanza che è abbellita con gli oggetti e ammennicoli che Chung ha raccolto nei suoi viaggi in giro per il mondo. Deliziose lanterne giapponesi, divertenti Polaroids delle sue serate a Manhattan (dove ha vissuto per sette anni), e alcune copie del libro di poesia della sua amica Florence Welch accanto ai tomi finti di legno che l’artista Illy Jankovich ha creato per la recente collezione di ispirazione Bloomsbury, “Virginia”. Sarà la combinazione di colori sulle pareti (stucco, rosa elleboro e verde pallido), o sarà forse la lucentezza dei mobili di metà secolo. È uno spazio intriso di un’eleganza accogliente che si intona alla perfezione con l’ultima – e, diciamolo, piuttosto matura – incarnazione di Chung nel ruolo di creative director della sua linea omonima di pret-à-porter.

Mentre entra con scioltezza nella stanza, salutando con un allegro “ciao” il suo giovane team, non diresti mai che questa 34enne stia per imbarcarsi in quello che potrebbe essere un momento assolutamente decisivo per il suo giovane brand. Fra meno di  72 ore, Alexachung farà il suo debutto in passerella alla London Fashion Week con una sfilata che è una riflessione sull’allure nostalgica degli aeroporti. Nonostante il suo aspetto aggraziato, l’importanza (e lo stress) di questa occasione non ha certo risparmiato Alexa che, ci dice, è rimasta in piedi fino all’alba per rispondere con ansia alle tante email. Ma non si direbbe. La pelle del viso è ancora luminosa dopo un viaggio recente in Sicilia, indossa una maglietta bianca con le sue iniziali ricamate e un paio di jeans cropped, e ha completato il look con ombretto argento e un anello con il simbolo dello yin e yang.

Fino a questo momento il suo brand, fondato nel 2017, ha seguito un approccio ‘see-now-buy-now’. Ed è significativo che in un momento altalenante per il settore, questo stia tornando a un formato di sfilata tradizionale e ufficiale, inframmezzato regolarmente da capsule immediatamente accessibili. Lei sembra sicura che questo modello ibrido sia la soluzione dell’eterno dilemma della  programmazione delle sfilate.

“Ho sempre avuto ben chiaro in mente come doveva essere la sfilata”, dice, spiegando come è nata l’idea. “Volevo che fosse un aeroporto immaginario dove spuntano fuori tutti questi personaggi diversi”. È chiaro che Chung si è divertita a immaginare questa processione itinerante di abiti scaricati da una miriade di luoghi diversi. Ci sono le sahariane e i pantaloni con stampa in stile Hawaii e anche gli abitini con strass ispirati a Ibiza portati con il piumino. Ma non sono tutti outfit ispirati a destinazioni esotiche o remote. Ci sono anche lunghi soprabiti impermeabili con il cappuccio, adatti a un clima non esattamente temperato, e una stampa stile cartolina su un paio di pantaloni pigiama in seta che mostrano scherzosamente illustrazioni di spiagge a Clacton, Brighton e Skegness. In altre parole, sono abiti ben ancorati alla realtà.

Chung ha quindi preso un tema, quello del viaggio, e lo ha seguito in toto. Quando ha notato il disegno di un coniglietto su un tovagliolo durante un recente viaggio a Tokyo, questo è diventato la base per il branding della sua agenzia di viaggi immaginaria, la AC Travel. Il motivo del coniglio è presente come logo – e come stampa-scarabocchio– su ogni cosa, dai pantaloni da casa ai cappelli, dalle T-shirt  ai pantaloni della tuta, apportando una delicata patina vintage. Se da una parte propone una palette non troppo rigida con pochi colori (tonalità azzurro ghiaccio, crema e bianco, bordeaux intenso), Alexa si è lasciata andare con le stampe e gli accessori. “Dove abbiamo usato le stampe, dovevano essere di grande impatto”, dice schioccando le dita per sottolineare il concetto. Ma questi abiti sono tutti molto portabili. Ci sono chemisier e smanicati in suede, e una gonna sottoveste asimmetrica in seta che Chung crede sarà una “grande sorpresa”, tutte cose che metterebbe anche lei . “Prima mi sentivo un po’ strana ad ammettere una cosa del genere, ma ho capito che è proprio questo il punto,” sorride mentre prova un blazer svasato color crema che sta benissimo con il suo look.

Molti degli accessori di spicco della collezione nascono da schizzi disegnati con mano inesperta sul blocco da disegno di Chung. Mi fa vedere dei disegni a penna dei sandali color verde acqua con la suola in sughero, delle pantofole dal delicato intreccio tricot nei toni metal, e degli stivaletti vittoriani in argento con strass sui lacci che sono ora allineati e pronti per la sfilata su un lato della stanza. Un’idea molto furba: si potranno pre-ordinare i sandali ragnetto (creati in collaborazione con Juju) e acquistare la capsule di incantevoli foulard in seta subito dopo la sfilata.

In un’epoca in cui domina l’athleisure è raro, concede Chung, vedere qualcuno con un look davvero elegante in aeroporto. Per contrasto, i suoi abiti guardano in modo discreto alla fine degli anni 70, quando Mick Jagger o i Beatles attraversavano leggeri le sale partenza, indossando velluto rigato e velluto, e lasciando una scia di patchouli dietro di sé. “Mi piace quel momento in cui gli abiti sono diventati più ‘morbidi’,” dice del suo mood board al maschile. “Quando tutti hanno finito i loro trip psichedelici, tutti avevano finito di andare fuori di testa,  e quindi tutto sembrava diventare un po’ più comodo”.

Il titolo della sfilata, “Arrivals and Departures”, arrivi e partenze, indica anche le implicazioni più filosofiche in gioco. Essere nel calendario ufficiale è da sempre nella lista dei desiderata di Chung. “L’aeroporto è spesso un luogo di vulnerabilità e ansia,” afferma. “In senso più lato e più metaforico, significa dire addio al tuo passato per accogliere il tuo futuro.” E se si fa nel modo giusto, in vista potrebbe esserci un upgrade.

By Aimee Farrell

 

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