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Shayne Oliver e Colmar

Cosa accomuna SHAYNE OLIVER e uno storico marchio come Colmar? L’autenticità, dice il designer. Che con un occhio all’archivio ha creato una collezione oversize e reversibile.   Quando un’azienda italiana pioniera dell’abbigli ...

Cosa accomuna SHAYNE OLIVER e uno storico marchio come Colmar? L’autenticità, dice il designer. Che con un occhio all’archivio ha creato una collezione oversize e reversibile.

 

Quando un’azienda italiana pioniera dell’abbigliamento sportivo invernale incontra un giovane designer statunitense dalla creatività dirompente, il risultato è di quelli che non ti aspetti. È andata così tra Colmar Originals e Shayne Oliver: l’impresa brianzola, fondata nel 1923 da Mario Colombo, ha alzato l’asticella affidando al designer trentenne la prima collezione di capispalla della nuova linea Colmar A.G.E. (Advanced Garment Exploration), dedicata alla ricerca e all’innovazione stilistica. Anche per Oliver è una prima volta: il co-fondatore di Hood By Air, dopo il rilancio di Helmut Lang e le capsule con Diesel Red Label e Longchamp, ha raccolto la sfida con una linea dai tratti sperimentali. «Sono partito dall’archivio, ispirandomi alle collezioni originali e mescolandole con la mia estetica e il mio linguaggio». Come a dire: le giacche sono sempre le stesse ma trasfigurate, e lui ha inventato un modo nuovo di indossarle.

Il suo universo creativo legato a street style e cultura giovanile è distante da quello di Colmar, emblema di sport, natura e abbigliamento tecnico. Cosa avete in comune? Lo skiwear e l’outwear sono sempre un punto di riferimento importante per il mio design. Ammiro Colmar perché è rimasta fedele alle proprie origini, senza farsi troppo inglobare dalle logiche della moda, e perché ha una padronanza ineguagliabile dello stile e della tecnologia dell’abbigliamento da sci. Ci accomuna l’autenticità. Sono riuscito a mettere molto del mio dna in questa collaborazione.

 

Dal vostro incontro sono nati 11 modelli, tutti capi dalla forma destrutturata, oversize e unisex. Qual è la novità che più di ogni altra porta la sua firma? Osservando la fodera e i dettagli interni delle giacche ho pensato che mi sarebbe piaciuto indossarle al contrario: ho deciso così di creare una collezione tutta reversibile, in cui ogni elemento si può indossare da entrambi i lati. La doppia giacca è 100 per cento Shayne Oliver (molti modelli hanno due paia di maniche, sono bicolore, hanno un doppio cappuccio, zip e tasche sul davanti e sul retro, ndr). Con il mio design ho sempre cercato di creare delle illusioni ottiche e qui credo di aver centrato l’obiettivo.

Cosa ritroviamo, in questa collezione, del patrimonio storico di Colmar? Lavorare con Colmar mi ha aperto gli occhi sul modo in cui viene realizzato l’autentico abbigliamento da sci e sugli elementi indispensabili per ottenere dei capi tecnici. La sfida è stata mantenere l’equilibrio tra l’aspetto pratico e quello estetico e realizzare capi che si possano davvero indossare in montagna e in città. Per questo primo lancio abbiamo scelto di mantenere i materiali già utilizzati nelle precedenti collezioni. L’innovazione si trova soprattutto nelle forme e nei colori.

La palette cromatica spazia dal grigio al carbone, dal bordeaux al verde bosco, con tocchi di lime e rosa shocking. Colori inusuali nel suo design. Sono abituato a usare colori scuri, che trasmettono forza, ma in questo caso ho voluto creare qualcosa di più lieve e sofisticato. Per questo ho scelto delle tonalità che avessero un tocco femminile, in contrasto con i tipici toni dello streetwear (nero, bianco, rosso, blu) e più adatte alla vita all’aperto. La natura è qualcosa di cui tutti sentiamo la mancanza, cui tutti aspiriamo. Questa collezione permette di fuggire da quella costante sensazione di doversi vestire “da duro” nel contesto urbano, crea una maggiore vicinanza con l’elemento naturale.

Pensa di aver disegnato una collezione per tutti? Sì, il nostro vuole essere un outwear glamorous, da indossare in modo sia elegante sia sportivo. Penso che piacerà ai ragazzi abituati allo streetwear, che sono alla ricerca di un capo più esclusivo per aggiungere un tocco di novità al loro stile; come pure credo piaceranno al mondo del lusso, perché sono capi divertenti e si adattano bene anche a un look ricercato, mescolandosi con altri abiti firmati. Questo mix tra lusso e portabilità per me rappresenta il futuro della moda.

Alcuni modelli non potrebbero sembrare un po’ estremi? Vanno indossati per capirli e farli propri, provati con i tacchi, le sneakers. Serve un po’ di tempo, è questa la parte più difficile. Ma non vedo l’ora di spiegarlo alle persone, proseguendo la mia collaborazione con Colmar.

Vogue Italia, settembre 2018, n.817, pag. 297

 

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