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Dallo schizzo alla passerella: la collezione p/e 2019 di Roberto Cavalli

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La donna Cavalli era un trionfo di colori, stampe animalier e glitterl. Ma ora le cose sono cambiate. Ora “è una cool girl metropolitana”, annuncia lo stilista britannico Paul Surridge subentrato al ruolo di direttore creativo a luglio 2017. Dopo aver proceduto ad ammaestrare l’effervescente griffe fiorentina imbarcandola in un viaggio tutt’ora in corso dove “la destinazione è sensualità”, sta ora introducendo silhouette sartoriali. “Mi sto rivolgendo ad una nuova generazione di clienti, una clientela più giovane. Anche se l’età non importa. È l’attitudine ad essere più giovane.”

In vista della prossima sfilata, Surridge seleziona per Vogue il suo look preferito. “Sarà Felice ad indossare questo look in quanto è il volto della campagna pubblicitaria. È elegante, sofisticata e atletica”. Poi ci parla delle suggestioni nord africane che attraversano l’intera collezione e di come stia reindirizzando il marchio mentre continua a ritracciare quegli elementi caratteristici che fanno parte del DNA della donna Cavalli.

La sartorialità come nuovo sportswear “Voglio portare la sartorialità ad un pubblico più giovane come alternativa femminile allo sportswear. Questo look in particolare trasforma i codici di una manifattura impeccabile in una nuova superficie da decorare. Si tratta di un blazer dalla silhouette allungata color rosa terracotta con short sartoriali in coordinato sagomati in vita. Il blazer è in un impalpabile lino tecnico ed ha fiori geometrici nord africani applicati per mettere in risalto l’apertura e le maniche. Ci è voluto un giorno intero per realizzarlo e abbiamo utilizzato ricamo ad uncinetto per i fiori in modo da creare un effetto fresco e giovane. Ci sono anche paillette di metallo applicate a mano per una finitura più preziosa.”

L’ispirazione della collezione primavera/estate 2019 “La collezione è un viaggio in essere e una celebrazione della fisicità del corpo, un’evoluzione della sensualità piuttosto che della sessualità. Ci sono atmosfere vagamente nord africane che si ispirano a un viaggio che il team dell’ufficio design ha fatto insieme in Marocco. Non ho mai una musa particolare in testa a cui penso quando disegno la collezione, tendo invece a lavorare su un concetto generale e globale di cosa vogliano le donne e come si sentono. Desidero dar vita ad un’immagine della donna che sia sana e positiva.”

La filosofia Roberto Cavalli secondo Paul Surridge “Quando creo mi pongo sempre tre domande: È sportivo? È elegante? È decorativo? Approccio la fisicità in termini di comfort e movimento. Ovviamente il decorativismo fa parte della tradizione Cavalli così come lo spirito nomade.”

L’importanza del movimento “Il movimento è molto importante per me. La donna Cavalli ha uno spirito nomade, quindi ci sono molti jersey ricamati all’interno della collezione che la rendono assolutamente comoda. Quando una donna si sente a proprio agio è una donna potente”.

di Ellen Burney

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