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Perché vestirsi male fa tendenza?

Mentre buona parte del web si preoccupa della salute di Pete Davidson post rottura con Ariana Grande – e soprattutto post nuovissimo singolo della reginetta del pop dal titolo velatissimo: Thank you, next – vale la pena prender ...

Mentre buona parte del web si preoccupa della salute di Pete Davidson post rottura con Ariana Grande – e soprattutto post nuovissimo singolo della reginetta del pop dal titolo velatissimo: Thank you, next – vale la pena prendersi cinque minuti di tempo per riconoscere al giovane comico statunitense meriti che esulano dal primato tra i trending topics di Twitter. Stando infatti all’articolo all’origine di tutto, firmato da Kenzie Bryant e pubblicato lo scorso giugno da Vanity Fair US, dobbiamo proprio a Pete Davidson la scoperta a livello mainstream della nuova ossessione del menswear nota con il nome di scumbro.

Il termine, che origina dalla crasi tutta americana tra lo slang scum (feccia, rifiuto umano, spazzatura) e bro (fratello, amico, compagno), sembra essere stato coniato proprio da Bryant nella descrizione dello stile di Davidson. “Cos’è uno scumbro?” si legge nell’articolo, “ diciamo che è pizza per colazione e pizza al caviale per cena. Scumbro è quella parte dello streetwear che porta l’ironia come un leggero tocco di illuminante sugli zigomi […] Lo scumbro indossa Patagonia e Crocs ma anche l’ultima uscita in edizione limitata di adidas”. Un trend? Un movimento? Uno stile di vita? La prima style-tribe maschile di rilievo dopo gli hipster? Troppo presto per dirlo. Di certo, questo autunno non si parla d’altro e a Hollywood è difficile non assistere al moltiplicarlsi di celeb che si uniscono al richiamo di stampe tie-dye, silhouette oversize, accostamenti di colori sgargianti, t-shirt con grafiche extralarge e un’apparente noncuranza d’insieme tanto per lo styling quanto per il grooming. Se a Pete Davidson si riconosce, appunto, il merito di aver fornito l’occasione perfetta per la coniazione del termine, sarebbe Jonah Hill il re degli scumbro. L’attore di Maniac indossa fin dalla primissima ora la triade di brand dell’universo skate sui quali poggia i pilastri questo nuovo stile: Palace London, Dime e Paradise. Hill si trova comunque a dividere la scena tra i fautori del movimento anche con Shia LaBeouf e Justin Bieber. Niente da fare per Jared Leto, Justin Theroux e Leonardo di Caprio che, nonostante qualche tentativo, hanno uno stile ancora troppo raffinato per essere annoverati tra gli scumbro. Come in un vero movimento, gli scumbro non possono prescindere dal possedere tre fondamentali requisiti: una conoscenza quasi maniacale del mondo della moda, dato che per vestirsi male davvero ci vuole cognizione di causa, un guardaroba prevalentemente democratico, senza pezzi custom-made dai prezzi inaccessibili come quelli indossati da A$AP Rocky, Pharrell e Jared Leto, e infine una personalità tanto sgargiante quanto i colori che sceglie di indossare. Non guasta anche un certo tipo di legame affettivo con brand e designers emergenti, meglio ancora se nativi di Los Angeles.

Insomma, se ci abbiamo davvero capito qualcosa, i best dressed di oggi sono i worst dressed di ieri. E visto che la tendenza pare aver contagiato anche designer del calibro di Alexander Wang e Kim Jones, il lifestyle dello scumbro potrebbe anche sopravvivere alla stagione.


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