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A Milano una mostra da 10 Corso Como Tazzoli con Fabrizio Sclavi e l’Associazione Solidarietà AIDS

Non tutti lo sanno, ma tutti dovrebbero saperlo. Quello che in molti ignorano infatti è che le persone sieropositive sottoposte a una terapia antiretrovirale efficace non sono più contagiose. Il motivo è fra i più nobili: combattere pa ...

Non tutti lo sanno, ma tutti dovrebbero saperlo. Quello che in molti ignorano infatti è che le persone sieropositive sottoposte a una terapia antiretrovirale efficace non sono più contagiose. Il motivo è fra i più nobili: combattere parte del pregiudizio che – purtroppo – ancora accompagna l’HIV.

Così, per aumentare la cassa di risonanza e l’attenzione, l’ASA (Associazione Solidarietà AIDS) organizza una mostra-happening che inaugura il nuovo 10 Corso Como Tazzoli, un segnale importante per la città di Milano che si arricchisce di nuovi spazi aperti per l’intrattenimento culturale.

Per questa speciale iniziativa testimonial d’eccezione è Fabrizio Sclavi, che ha mobilitato amici e colleghi di sempre tra i migliori fotografi e creativi internazionali per sensibilizzare sul tema dell’AIDS e del pregiudizio verso chi è sieropositivo. Sclavi ha realizzato quattro immagini che raccontano in modo ironico e comunicativo il virus e le attività che ASA dal 1985 ha messo in campo a supporto dei malati.

“Siamo molto grati a Fabrizio Sclavi e a tutti gli artisti che si attivano per l’HIV”, ha affermato Massimo Cernuschi, presidente di ASA “Speriamo che questa serata happening possa fare da cassa di risonanza per pensare e vedere le persone sieropositive senza pregiudizi, sapendo che un virus non rilevabile, Undetectable, non è trasmissibile: Untransmittable, U=U, come abbiamo stampato sulle magliette ASA”.

All’appello lanciato da Fabrizio Sclavi per questo importante progetto hanno subito aderito Gian Paolo Barbieri, Maria Vittoria Backhaus, Maurizio Galimberti, Ilaria Facci, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Alessandra Spranzi, Oliviero Toscani, Paolo Ventura, Paolo Zambaldi, Max Zambelli, Stefano Zarpellon ed Efisio Rocco Marras. Tutti i fotografi e creativi hanno donato un’opera per la mostra e in alcuni casi realizzato uno scatto ad hoc per iniziative importanti per ASA, come la campagna #undetectable, che mira a combattere l’ignoranza spiegando che le persone sieropositive sottoposte a una terapia antiretrovirale efficace non sono più contagiose.

Ogni anno ASA, referente nazionale del progetto storico promosso dall’organizzazione americana The Names Project Foundation, cura la manifestazione La Coperta dei Nomi (THE QUILT) dove espone le coperte disegnate e ricamate da amici o parenti di vittime dell’AIDS, affinché il loro ricordo non vada perduto.

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