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Mercedes-Benz Fashion Week Tbilisi Primavera/Estate 2019

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Anche quest’anno, Tbilisi si conferma fra i posti in cui gli osservatori della moda di tutto il mondo si recano per osservare i cambiamenti e la creatività dei designer locali. L’evoluzione e la continua crescita della città si trasmette nella creatività, permettendo ai brand georgiani di effettuare un grande balzo avanti sulla scena internazionale.

Quest’anno, il carattere che si può individuare in generale è un’attitudine più scura rispetto alle stagioni passate che vanno ben oltre al comune denominatore ‘underground’: fra citazioni sataniche e riferimenti all’horror, sfilate simili a dei rituali occulti, Tbilisi sembra voler rappresentare talvolta quel caos, l’instabilità che possiamo individuare oggi nel mondo, quella confusione che rende poco chiaro il futuro; oppure, potrebbe rappresentare lo spirito delle nuove generazioni georgiane che quest’anno sono state protagoniste di scontri, come quelli risalenti a maggio contro la polizia e il governo.

In ogni caso, Tbilisi rappresenta ancora una volta una delle visioni più interessanti e fresche nel campo della moda, grazie alla presenza esclusiva di designer fra i venti e i trent’anni che traducono le loro speranze, le loro attitudini e abitudini nella creatività, realizzando quasi un unicum fra tutte le settimane della moda internazionali.

TAMUNA INGOROKVA

Il grande successo dei designer georgiani è dovuto al loro spirito cutting edge che nel tempo ha valicato i confini dello stato fino ad attirare l’attenzione di celebrities e importanti store. Tamuna Ingorokva è una di queste designer, arrivata a vestire Lady Gaga, Gigi Hadid e Doutzen Kroes. E anche questa collezione sembra dedicata al mercato fuori dai confini nazionali. Da una serie di completi, di lana o nappa, blu, neri o rosa che siano, fino a gonne dall’abbottonatura centrale, camicie in pelle e bomber di jeans, questa collezione di Ingorokva raggiunge un pubblico ampio per l’ottimo lavoro sui capi e sullo styling.

LADO BOKUCHAVA

La scuola sperimentale di Tbilisi accoglie per la seconda volta Lado Bokuchava, co-designer di Matériel. La costruzione e il drappeggio dei capi è il punto forte di questa collezione, osservabile in molte delle uscite tra cui i top strizzati in vita, mélange di gialli e rosa pallidi o nelle sovrapposizioni di tessuto abbelliti con degli anelli simili al Cheap and Chic di Rossella Jardini. Ma Bokuchava stupisce anche grazie all’atmosfera cupa del soundtrack, fra l’Esorcista, Dario Argento e un’immensa Kate Bush.

GEORGE KEBURIA

Ex partecipante dell’edizione 2017 di Vogue Talents a Palazzo Morando, George Keburia evolve stagione dopo stagione abbandonando il glamour per approdare verso situazioni della vita quotidiana; in particolare quest’anno Keburia ha dedicato la collezione alla lotta contro l’omofobia che purtroppo è ancora presente nel paese. La palette, di base scura, lascia spazio a gialli, verde acqua, bianchi e qualche lilla, talvolta mischiati a formare un arcobaleno di speranza per la propria generazione, nonostante la scelta musicale per il finale (Sad Eyes del gruppo Crystal Castles) che àncora la collezione alla realtà cruda di ogni giorno.

ALEKSANDER AKHALKATSISHVILI

Alkhalkatsishvili è un designer difficile da interpretare per la personalità introversa, silenziosa, estremamente timida. Lo stesso non si può dire per la propria collezione, alla seconda stagione, che presenta una direzione ottima, comprensibile, matura e che si stacca dai precedenti cinque anni dedicati esclusivamente alla co-direzione di Matériel. Le forme e i materiali comunicano bene: dalla pelle – talvolta eco – al cotone, alla lavorazione del twill o delle trasparenze. Ottima presenza della vernice su giacche e trench in stampa coccodrillo. Fra i pezzi forti anche la presenza della collaborazione con Swarovski nata in occasione di Vogue Talents 2018, fra lunghe lacrime brillanti che scendono dalla pochette o da grandi gocce su giacche e orecchini. In breve, anche questa stagione funziona come il debutto di maggio. La conferma arriva anche dalla presenza di buyers come Browns, pronti dalla prima stagione a chiudere un contratto di vendita in esclusiva con il giovane brand georgiano.

SITUATIONIST

Situationist è sicuramente uno degli show che tutti i guest presenti alla MBFW Tbilisi aspettavano. Il brand stagione dopo stagione aumenta la propria rilevanza, imponendosi in una città particolarmente difficile come Parigi e iniziando a collaborare con Mauricio Nardi, il cui tocco è riconoscibile per la completezza nell’immagine del marchio. Lo spirito esteticamente techno di Situationist quest’anno è rappresentato dalla scelta di sfilare al Bassiani Club, epicentro della creatività e del vero spirito punk della città. Situationist, alla fine, è così. Rappresenta una buona parte della libertà creativa delle generazioni più giovani ed è una ottima bandiera a livello internazionale. In più, rappresenta la possibilità di avere una buona produzione locale, fra pelle e sartoria, visibile anche nei dettagli a cartucciera presenti in alcuni capi – dettagli che risalgono a foto d’epoca, come fatto notare da Liana Satenstein di Vogue US, fra le più accreditate osservatrice dell’estetica locale.

AKA PRODIASHVILI

Aka Prodiashvili è un viso noto per chi viaggia fra le fashion week dell’Europa centro-orientale. L’ultima apparizione è stata all’International Young Designers Contest di Kiev lo scorso luglio, durante la quale ha presentato diversi capi promettenti caratterizzati da uno stile vicino a quello georgiano “underground”, all’epoca confusi e con una direzione poco chiara. Questa volta, però, Prodiashvili ha realizzato una delle collezioni più interessanti a livello creativo della MBFW Tbilisi. La sfilata, a metà fra rituale satanico e banchetto decadente, ha mostrato la capacità del designer e la propria versatilità: abiti di velluto rosso, stretti jersey dalmata, completi a zampa d’elefante per la clientela più queer, giacche dalle spalle ampie e dal gusto anni Ottanta. Questo è il mondo kitsch, talvolta camp, di Prodiashivili che, nonostante si trattasse della prima sfilata, ha dimostrato la propria maturità in continua e rapida evoluzione.

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