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In sneakers per sempre

Foto Alex Majoli/Contrasto Ho posato lo sguardo sulla sagoma di legno del piede di Pierre Bergé, il compagno di una vita di Yves Saint Laurent. Accanto, su uno scaffale dei laboratori Berluti a Parigi, c’era, come fosse scolpita, una sca ...

Foto Alex Majoli/Contrasto

Ho posato lo sguardo sulla sagoma di legno del piede di Pierre Bergé, il compagno di una vita di Yves Saint Laurent. Accanto, su uno scaffale dei laboratori Berluti a Parigi, c’era, come fosse scolpita, una scarpa stringata di pelle, quella che ogni uomo elegante ha almeno una volta sognato di avere.

Accanto a me, in quei giorni di porte aperte delle Journées Particulières organizzate da Lvmh, una fiumana di uomini e donne che avevano comprato il biglietto per assistere a questo evento dedicato all’artigianato. Lo sguardo mi è caduto sui loro piedi e mi sono resa conto di una cosa straordinaria: tutti gli uomini – di cui probabilmente nemmeno uno superava i trentacinque anni, anzi, alcuni erano molto più giovani – sembravano aver messo da parte le sneakers.

Non c’è dubbio che le scarpe sportive abbiano invaso il mondo della moda maschile – non da ultimo da Louis Vuitton, dove Virgil Abloh, il nuovo direttore artistico menswear, è subito diventato celebre per la sua collaborazione con Nike. Le sneakers/trainers sono “l’accessorio” della generazione dei millennials, e quindi è davvero difficile immaginare che qualcuno che non ha mai infilato una scarpa “vera” – con tomaia e parte esterna di pelle rigida, più soffice nella linguetta – possa ora accettare di costringere i piedi in una solida stringata di pelle.

Tuttavia, nel mondo della moda le cose cambiano impercettibilmente e altrettanto velocemente. Non vuol dire che la gente stia necessariamente abbandonando le sneakers, piuttosto che sta cercando delle scarpe adatte a occasioni diverse. C’è stato un momento in cui era cool arrivare a un matrimonio in abito elegante e scarpe sportive dipinte a mano a motivi vivaci. Ora, quell’idea ci fa fare solo un gigantesco sbadiglio “fashion”.

Sulle passerelle è successa la stessa cosa. Sarà forse perché sono tante le sfilate che mescolano i sessi, menswear e womenswear, ma di fatto il messaggio ora pare essere: siate eleganti dalla testa ai piedi. Quell’idea un po’ indefinita di “smart casual” non basta più. Prendiamo Céline. Guidato da Phoebe Philo, il brand era sinonimo di femminilità, ed era esplicitamente pensato per soddisfare le richieste della donna contemporanea. Passando alla versione proposta da Hedi Slimane nella sua sfilata Celine (ora senza accento), l’abbigliamento maschile sartoriale ha eclissato lo stile femminile spesso più frou frou. Cosa indossava-no gli uomini di Hedi? Stivaletti affusolati e appuntiti, con tre cinturini (visti poi anche ai piedi delle donne). C’erano scarpe maschili lucide con il cinturino in preziosa pelle color ruggine, e persino stringate argento in netto contrasto con un cappotto leopardato.E per finire c’erano anche delle stringate da uomo Celine che Pierre Bergé, grande sostenitore di Hedi, avrebbe sicuramente adottato. La moda trova sempre il modo di essere un passo avanti.

Vogue Italia, novembre 2018, n.819, pag. 48

L'articolo In sneakers per sempre sembra essere il primo su Vogue.it.


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