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“L’amica geniale”: ecco perché vorremmo non finisse

L’abbiamo attesa con la medesima impazienza con cui aspettiamo le capsule collection di H&M firmate dai big della moda. E adesso che è arrivata (i primi quattro episodi sono già andati in onda), possiamo tirare un sospiro di sollievo: L ...

genialeamicaL’abbiamo attesa con la medesima impazienza con cui aspettiamo le capsule collection di H&M firmate dai big della moda. E adesso che è arrivata (i primi quattro episodi sono già andati in onda), possiamo tirare un sospiro di sollievo: L’amica geniale, miniserie in otto puntate ispirata all’omonimo best seller mondiale di Elena Ferrante, è all’altezza del libro.

Sarà che la stessa autrice ha messo mano alla sceneggiatura e ha ottenuto fedeltà alla storia originale. Sarà che il regista, Saverio Costanzo (La solitudine dei numeri primi e In Treatment), ha «semplicemente seguito il flusso». E sarà che dietro al progetto ci sono tre player del calibro di HBO (Sex and the City e Game of Thrones), TIMvision (The Handmaid’s Tale) e la Rai. Il risultato è uno strepitoso racconto in immagini di un’amicizia al femminile, nella cornice di un quartiere popolare di Napoli dove lo studio rappresenta l’unico modo per emanciparsi e fuggire (che è un messaggio bellissimo, oggi più che mai, vero?).

A vestire i panni delle protagoniste Lila Cerullo e Lenù Greco, ci sono Elisa Del Genio e Ludovica Nasti nella versione da bambine, Margherita Mazzucco e Gaia Girace da adolescenti: tutte esordienti, tutte con un talento naturale, spontaneo, grande. La voce narrante – di velluto, elegante, saggia – appartiene ad Alba Rohrwacher.

Se non fosse chiaro, noi siamo pazze de L’amica geniale. La guardiamo e riguardiamo su Raiplay. E vorremmo che non finisca mai. Come è successo con il romanzo. Pardon, con i quattro romanzi (L’amica geniale, Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta - edizioni e/o). Per “contagiarvi”, abbiamo raccolto le dieci citazioni più belle, quelle che profumano di verità e danno il sapore di ciò che vi state perdendo.

1- “Non ho nostalgia della nostra infanzia, è piena di violenza. Ci succedeva di tutto, in casa e fuori, ma non ricordo di aver mai pensato che la vita che cera capitata fosse particolarmente brutta. La vita era così e basta, crescevamo con lobbligo di renderla difficile agli altri prima che gli altri la rendessero difficile a noi” (primo volume).

2- “Lei (Lila, ndr) era così: rompeva equilibri solo per vedere in quale altro modo poteva ricomporli” (primo volume).

3- “Tu sei la mia amica geniale, devi diventare la più brava di tutti, maschi e femmine” (primo volume).

genialeamica24- “Forse devo cancellare Lila da me come un disegno sulla lavagna, pensai, e fu, credo, la prima volta. Mi sentivo fragile, esposta a tutto, non potevo passare il mio tempo a inseguirla o a scoprire che lei mi inseguiva, e nell’un caso e nell’altro sentirmi da meno” (primo volume).

5- “Penso che la bellezza sia un inganno. Come il mare in un giorno sereno. O come un tramonto. O come il cielo di notte. È cipria passata sopra l’orrore: se la si toglie, restiamo soli col nostro spavento” (secondo volume).

6- “È notte, non riesco più ad addormentarmi, ho in testa tutte le parole che lui ha detto, tutte quelle che non vedo l’ora di dirgli io” (secondo volume).

genialeamica47- “Un maschio, a parte i momenti pazzi in cui lo ami e ti entra dentro, resta sempre fuori. Perciò, dopo, quando non lo ami più, ti dà fastidio anche solo pensare che una volta l’hai voluto” (terzo volume).

8- “Nelle favole si fa come si vuole. Nella realtà si fa come si può” (terzo volume).

9- “Diventare. Era un verbo che mi aveva sempre ossessionata, ma me ne accorsi per la prima volta solo in quella circostanza. Io volevo diventare, anche se non avevo mai saputo cosa. Ed ero diventata, questo era certo, ma senza un oggetto, senza una vera passione, senza un’ambizione determinata. Ero voluta diventare qualcosa – ecco il punto – solo perché temevo che Lila diventasse chissà chi e io restassi indietro. Il mio diventare era diventare dentro la sua scia. Dovevo ricominciare a diventare, ma per me, da adulta, fuori di lei” (terzo volume).

10- “Questi tradimenti, se uno non li viene a sapere al momento giusto non servono, quando sei innamorato perdoni tutto. Perché i tradimenti abbiano il loro peso effettivo deve prima maturare un poco di disamore” (quarto volume).

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