BEAUTY NEWS

BowLand, amarli non ci affatica

L'esibizione durante la semifinaleDurante una delle esibizioni ai liveIl trio iraniano composto da Leila, Pejman Fa e Saeed AmanDurante una delle esibizioni ai liveDurante una delle esibizioni ai liveX Factor 2018: il fascino esotico e ipno ...

L'esibizione durante la semifinaleDurante una delle esibizioni ai liveIl trio iraniano composto da Leila, Pejman Fa e Saeed AmanDurante una delle esibizioni ai liveDurante una delle esibizioni ai liveX Factor 2018: il fascino esotico e ipnotico dei BowLandDurante una delle esibizioni ai liveDurante una delle esibizioni ai liveDurante una delle esibizioni ai liveIl trio iraniano composto da Leila, Pejman Fa e Saeed AmanUn primo piano della fronwoman LeilaIl trio iraniano composto da Leila, Pejman Fa e Saeed AmanIl trio iraniano composto da Leila, Pejman Fa e Saeed Aman

Da Teheran a Firenze, al Forum di Assago: i BowLand vanno veloci. Con la leggerezza che contraddistingue le affascinanti note del loro sound, le atmosfere oniriche che sanno mirabilmente creare durante le esibizioni, la delicatezza con cui interpretano e fanno propria ogni nuova canzone, rielaborandola e presentandola in una versione personale, rigenerata e sempre elegantissima.

ALLA SEMIFINALE LA “SFIDA” CON WOODKID E CCCP Quella che senza dubbio è la band rivelazione della dodicesima edizione di X Factor 12 ha ribadito ancora una volta, a voce profonda e ipnotica, il prezioso talento musicale sfoggiato sul palco del talent più internazionale della tv, sin dal momento delle audition, quando ha conquistato giudici e pubblico con una versione molto sensuale di Get Busy di Sean Paul. Con le due cover portate in semifinale, sotto la guida del giudice Lodo Guenzi – subentrato ad Asia Argento - i tre giovani iraniani si sono coraggiosamente confrontati con due capisaldi dell’avanguardia musicale: l’art pop di Woodkid, di cui hanno interpretato la complicata “Iron”, e il post punk dei Cccp, celebrati per la prima volta a X Factor con Amandoti. Risultato: versioni abilmente rivisitate in uno stile trip-hop che coniuga contaminazioni orientali e occidentali e che, per i BowLand, rappresenta ormai l’affascinante tratto distintivo, così come il loro originale utilizzo di strumenti inusuali e oggetti improbabili (dal grinder per ottenere un suono metallico e ritmato al tocco di un calice, al semplice movimento dell’acqua). Ne siamo certi: anche Giovanni Lindo Ferretti approverebbe.

BOWLAND, LE ORIGINI Nata nel 2015, la band è composta da tre giovani iraniani di Teheran, amici sin dai tempi del liceo. La cantante Leila (Lei Low) e i musicisti Pejman Fa e Saeed Aman hanno successivamente deciso di spostarsi a Firenze, con l’obiettivo di proseguire insieme gli studi universitari. Quella a X Factor 12 non è la loro prima affermazione musicale: già nel 2016 i BowLand hanno vinto il contest musicale “Toscana100band”, grazie al quale hanno potuto pubblicare, nel 2017, il loro primo album: Floating trip, un titolo che evoca proprio le sonorità “fluttuanti” della band. Immediate e numerose le esibizioni live in vari locali della Toscana inclusi celebri eventi fiorentini.

GLORIOSAMENTE IN FINALE Giovedì 13 dicembre al Mediolanum Forum di Assago, i BowLand sfideranno i compagni Luna Melis, Naomi e Anastasio. Il loro percorso nella dodicesima edizione di X Factor è stato arricchito di puntata in puntata, da esibizioni sempre vibranti e piene di fascino. Da Sweet Dreams degli Eurythmics a No Roots di Alice Merton, da Drop the Game dei Flume con Chet Faker a Seven Nation Army degli White Stripes. Eccellente, infine, l’inedito Don’t Stop Me, un brano scritto dalla band molto tempo fa. Il giudice Manuel Agnelli li ha definiti “indispensabili per la trasmissione”, non per nulla sono arrivati in finale senza mai andare al ballottaggio. Loro, discreti e di poche parole, precisano: “Quando suoniamo diventiamo un tutt’uno”.

L'articolo BowLand, amarli non ci affatica sembra essere il primo su Glamour.it.


+

X

privacy