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Perché le ragazze del pallone stanno segnando una svolta epocale

Le giocatrici dell’Olympique Lyonnais vincitrici della Finale della Champions League Femminile 2018 Calcio, roba da maschi. Ma anche un po’ da femmine. Anzi, sempre di più.  Dimenticatevi quel mondo sportivo ad appannaggio quasi e ...

Le giocatrici dell'Olympique Lyonnais vincitrici della Finale Champions League Femminile 2018

Le giocatrici dell’Olympique Lyonnais vincitrici della Finale della Champions League Femminile 2018

Calcio, roba da maschi. Ma anche un po’ da femmine. Anzi, sempre di più.  Dimenticatevi quel mondo sportivo ad appannaggio quasi esclusivo degli uomini: già da un pezzo bambine, ragazze, donne hanno lasciato appese al chiodo le scarpette di danza classica e girato lo sguardo a quelle con i tacchetti che affondano bene sui terreni da calcio. E anche se una radicata e persistente cultura maschilista, nel corso degli anni, ha tenuto queste sportive appassionate di calci alla palla relegate in una nicchia di dimensioni modeste – soprattutto in termini di audience e popolarità – nel nuovo Millennio, le donne calciatrici stanno finalmente uscendo allo scoperto con forza e merito, abbattendo gli anacronistici muri dell’invisibilità sociale.

Tutto sta accadendo in fretta, grazie anche alla spinta propulsiva che la nuova era digitale imprime agli eventi e alle circolazione delle idee. Alla fine del 2018, per la prima volta nella storia del football, una calciatrice donna è stata premiata con il “ballon d’or”: la norvegese Ada Hegerberg, 23 anni, attaccante dell’Olympique Lyonnais è diventata la prima vincitrice al mondo del pallone d’oro femminile, un premio che dal 1956 viene assegnato al calciatore di qualsiasi nazionalità che più si è contraddistinto nell’ultimo anno di campionato e che mai prima di adesso aveva avuto una versione dedicata alle atlete del calcio.

Segno che France Football, l’ente sportivo promotore del più importante riconoscimento individuale del calcio professionale europeo, ha intrapreso un nuovo, interessante percorso teso proprio a riconoscere l’ambita parità di genere anche nello sport.

E c’è di più. Di recente, la squadra di calcio femminile degli Stati Uniti si è battuta per la parità di genere non solo nei tribunali (per esempio, facendo causa alla Federazione calcistica degli Stati Uniti la settimana scorsa per discriminazione) ma anche in fatto di uniformi sportive. E, se non altro sul fronte dell’abbigliamento, la vittoria c’è stata: pochi giorni fa, a Parigi, il brand Nike ha presentato le nuove divise per 14 squadre femminili su 24 che parteciperanno ai Campionati del Mondo di Calcio Femminile (in programma in Francia dal 7 giugno al 7 luglio 2019) e per la prima volta ognuna di esse è stata realizzata appositamente per rispondere alle esigenze delle squadre femminili e non come derivazioni o estensioni dei kit realizzati per quelle maschili.

Pochi giorni prima, in concomitanza con la Giornata internazionale della donna, anche Adidas ha presentato i suoi nuovi progetti per quattro squadre della WWC. Probabilmente, in un quadro più ampio sulle questioni di genere e lo sport, quello delle divise può non sembrare un problema così significativo, eppure gli abiti indossati dalle atlete parlano molto di identità e di fedeltà e hanno il potere di infondere fiducia: l’abbigliamento è anche il modo più semplice per i fan di affermare le proprie aspirazioni e la fedeltà a una squadra. Le divise sportive sono soprattutto simboli e adesso sono finalmente simboli di parità. Mentre i giocatori di calcio maschile preferiscono una vestibilità molto aderente, le calciatrici appaiono più interessate al comfort e all’aspetto professionale: le nuove divise femminili, infatti, prestano attenzione alla lunghezza della manica (non esponendo troppo la parte superiore delle braccia) e alla scollatura, che è diventata una via di mezzo tra un collo a V e un girocollo, offrendo abbastanza spazio ed elasticità da potersi togliere facilmente anche se si ha una coda di cavallo.

Le nuove divise per il calcio femminile realizzate da Nike

Le nuove divise per le squadre di calcio femminili realizzate da Nike e presentate a Parigi

Ma il femminile nel calcio non ha soltanto le sembianze di atlete professioniste “con gli attributi” e di nuove divise femminili create “ad hoc”. All’attrice Vincenza Pastore, per esempio, va il merito di aver posto l’accento anche sui pregiudizi di genere nella realtà arbitrale. Nel suo spettacolo teatrale “Confessioni di una donna arbitro”, scritto insieme ad Alberto Cavalleri, l’attrice mostra in circa un’ora di monologo come una donna con il fischietto possa finire sotto accusa, in un mondo prettamente maschile, per il solo fatto di aver osato entrare da protagonista leale nel regno della religione sportiva virile più popolare.

Tutto ciò dimostra quanto le donne, sul campo di calcio e anche al di fuori, stiano mettendo in gioco la passione per uno sport, ma anche una rivendicazione della loro dignità e della libertà femminile.

 

 

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