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BEAUTY NEWS

È uno dei cibi must have in una dieta ipocalorica che non vuole rinunciare al piacere del gusto. Ricco di vitamina C e di fibre, il peperone non è soltanto un ortaggio saporito e versatile a basso contenuto di calorie (contiene 20-25 calorie per 100 g), ma rappresenta anche un’ottima fonte di beta-carotene, fondamentale per preparare il corpo all’abbronzatura e potenziarne la risposta epidermica. E c’è di più: grazie al contenuto di luteolina, il peperone sembra anche in grado di rallentare l’invecchiamento cellulare del cervello. Perfetto da consumare a crudo nelle insalate, al forno e grigliato con un filo di olio extravergine d’oliva oppure al gratin, per un surplus di gusto.

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Non solo azzurro tiffany o arancio neon, quest’estate tra le unghie più in voga ci saranno anche quelle verdi in tutte le sue sfumature: da quelle pastello a quelle verde bottiglia. Vediamo dunque qualche idea per ricreare questo tipo di nail art.

In questa estate 2018 le nail artist puntano su unghie verdi smeraldo, verde mirto, insomma su tutte le sue nuances possibili.

Ad esempio ci sono quelle di un verde medio che puoi mettere su tutte le unghie o alternate ad un altro colore di smalto, magari con puntini o altri disegni.

photo credits Pinterest- @Hellahotmess

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Per non parlare poi del bellissimo effetto ombré fatto tra un verde super bright ed uno più scuro.

photo credits Pinterest- @Brandy Lopez

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A proposito di tonalità accesa, come non aggiungere qualche decoro oro che magari richiama il mare ed in particolare il mondo delle…sirene!

photo credits Pinterest- @Beautified Designs

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A proposito di estate come non menzionare il famosissimo verde acqua che subito richiama i fondali marini.

photo credits Pinterest- @Beauty &Luxury

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Ottimo se alternato a unghie decorate con mini glitter ma sulla stessa tonalità.

photo credits Pinterest- @Rosalinda Di Noia

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Bellissima anche la tonalità pastello che con un colore di pelle ambrato o leggermente abbronzato risalta come se fosse fluo.

hoto credits Pinterest- @Krizzzy

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Se siete amanti delle unghie, non potete non conoscere un ormai famosissima manicure detta ”a secco”, meglio conosciuta come la manicure russa. Ma scopriamola meglio insieme in questo post! Trattasi di una manicure e così chiamata proprio perché creata da onicotecniche russe ma è anche detta kombi o dry manicure.

photo credits Pinteret-@ Alysha

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La si può definire come una novità dell’estetica la quale permette di avere unghie perfette rendendo ancor più semplice l’applicazione di un gel o di un classico nail polish. Nello specifico, questa tecnica vuol eliminare le cuticole senza indebolire ed ammorbidire la parete ungueale saltando lo step della classica manicure, in cui le mani vengono immerse in una bacinella d’acqua.

photo credits Pinterest- @ArchZine Italy

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Tra gli strumenti usati non ci sono solo lime e spingicuticole, ma anche punte per fresa. Queste infatti sono utilissime al fine di liberare la lamina ungueale dalle cuticole così da avere questa parte non solo più pulita, ma anche più regolare. Chiaramente, per il fatto che si impiegano punte diamantate molto appuntite, è il caso di non ricorrere al fai da te, bisogna rivolgersi agli esperti del mestiere. La procedura è semplice. Prima si toglie ogni eventuale traccia di smalto poi si limano le unghie. Poi si passa ad usare lo spingi cuticole. Successivamente, si va a preparare la lamina ungueale tramite un buffer, così che lo smalto che verrà applicato sarà più brillante. Determina poi con un olio per cuticole ed un base coat. Ma quindi quali sono i veri vantaggi della manicure russa? Innanzitutto il fatto che così facendo si permette di rendere l’unghia più predisposta a ricevere i successivi trattamenti come Appunto Lo smalto. Inoltre, diversamente dalla classica manicure che si conosce, in cui non si ha tempo di fare asciugare le nails, lo smalto non si rovinerebbe facilmente ma anzi aderirebbe di più. Se realizzata come si deve, la sua durata può sfiorare anche i 6-7 giorni.

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I tatuaggi sono di grande tendenza e ormai siamo un popolo di “gente colorata”, e se d’inverno possiamo solo intravvedere sotto camice e maglioni degli sprazzi di colore, in estate possiamo mostrare tutti i nostri tatuaggi nella loro interezza e bellezza. L’estate però è un periodo molto delicato, e bisogna prendersi particolare cura della nostra pelle, se non vogliamo rischiare di rovinare i nostri tatuaggi.

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Non sottovalutate l’idratazione e la protezione

L’estate non è il periodo ideale per tatuarsi, la pelle è più scoperta e il sole è molto più aggressivo. Per questo motivo è fondamentale idratare la pelle appena tatuata, senza però “annegarla” nella crema.

Seguite i consigli del tatuatore, che vi fornirà una lista completa di creme adatte alla protezione del vostro tatuaggio, in modo da idratarlo e proteggerlo. Alcune di essere contengono al loro interno anche SPF, in modo da schermare i raggi del sole.

Evitate bagni in saune e piscine!

Il tatuaggio appena fatto è molto delicato, anche se non sembra è una ferita aperta e come tale si può infettare. Evitate assolutamente di fare bagni in piscina per almeno due settimane, l’acqua con il cloro è deleteria per i colori dei tatuaggi e secca moltissimo la pelle.

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Inoltre: va assolutamente evitato è il contatto con l’acqua del mare e della piscina, perché i batteri possono aggredire la patina protettiva che si forma sul tattoo nelle prime settimane dall’incisione causando infezioni o reazioni allergiche”, spiga Claudio Pittan (uno dei tatuatori più famosi in Italia) nel video di DeAbyDay.

Anche le saune possono rovinare i vostri nuovi tatuaggi, perché il calore dell’acqua ammorbidisce troppo la pelle. Anch’essa tende a rovinare precocemente i colori oltreché ritardare la guarigione.

Sciacquatevi sempre dopo aver fatto il bagno al mare

Se proprio non potete evitare di andare al mare, abbiate l’accortezza di prendervi cura il più possibile del vostro nuovo tattoo. Lavatevi con acqua dolce ogni volta che uscite dal mare, oltre ad essere buona norma per la cura della vostra pelle è fondamentale rimuovere la salsedine dal vostro tatuaggio.

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Se potete, proteggetelo dai raggi del sole durante la vostra esposizione, non solo con una crema protettiva ma anche con una bandana o indossando degli indumenti laddove vi siete tatuati.

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Ogni estate sono sempre le più sfoggiate da star e non. Hanno quell’ effetto naturale come quando si è appena uscite dal mare anche se si è in ufficio a lavorare. Eh sì, perché le beach waves sono versatilissime, adatte per ogni occasione. Vediamo brevemente come realizzare queste morbide onde come quelle delle sirene in riva al mare.

photo credits Pinterest- @Danielle Smith

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Sì possono realizzare su tutti i tipi di capelli ma stanno ancora meglio su chiome lunghe. Danno volume e limitano il tipico effetto salsedine che si crea naturalmente dopo una giornata di mare. I principali metodi per farle senza l’uso della piastra, sono svariati. Tra questi c’è quello in cui si fa un semplice chignon alto e ben tirato su capelli inumiditi, dormirci tutta la notte al mattino scioglierli per avere un effetto onde immediato.

photo credits Pinterest-@ alfemminile. com

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Altrimenti, su una chioma semi umida, andandola a dividere in quattro parti e facendo una serie di treccine, basterà che si asciughino per sciogliere dopo due o tre ore così da  avere onde naturali. Chiaramente più si terranno legate e più l’effetto waves risulterà super definito. Queste tecniche sono per lo più indicate per chi ha i capelli lunghi, mentre per chi li ha corti, è bene provare il metodo più famoso: quello delle forcine. Vi basterà dopo aver lavato i capelli, formare tante ciocche, rigirandole una per una intorno alle dita, andarle a fissare sulla nuca tramite appunto le forcine.Asciugate tenete in posa per qualche ora. Per qualcosa di più immediato vi sono degli appositi prodotti salt spray. Come si usano? Si applicano sui capelli bagnati dopo averne tamponato l’acqua in eccesso con un asciugamano. Per capelli crespi o aridi, si consiglia di applicare una crema oppure un olio idratante prima di usare questo tipo di prodotto che andrà concentrato soprattutto lungo l’attaccatura dei capelli e poi lasciato asciugare all’aria.

photo credits Pinterest-@isbellluna16

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pedicure fai da te

Photo Credits @juja_han

Sei in ferie? E’ ora di dedicarti alla pedicure fai da te per mostrare piedi perfetti al mare e in piscina. Del resto, con la bella stagione ci sono dettagli che fanno la differenza. Come una pedicure curata, unghie forti e nutrite e una pelle morbida e liscia.

Mai come in questo periodo dell’anno, i piedi sono al centro dell’attenzione. Non avrai bisogno di prodotti particolari perchè, ricorda, i rimedi della nonna sono sempre infallibili! Per la pedicure fai da te semplice e fatta in casa, ti basta entrare in cucina e mettere da parte questi semplici ingredienti:

1. Sale: per un pediluvio efficace di circa 20 minuti, riempi una bacinella di acqua calda con due-tre manciate di sale grosso marino, anche integrale. Questo è anche un rimedio energizzante e anti-stress!

2. Bicarbonato: conosci già i mille usi del bicarbonato? Puoi creare un composto per eliminare callosità e pelle secca che sopratutto in estate, con i piedi scalzi, tende a formarsi con più facilità. Aggiungi a 3 o 4 cucchiaini di bicarbonato qualche goccia d’acqua e strofina il composto sulle callosità per qualche minuto. Risciacqua e avrai dei piedi morbidissimi!!

3. Aceto: non solo maschere viso notturno o impacchi per capelli. Anche i piedi hanno bisogno del loro trattamento notturno per curare le callosità dei piedi. Una perfetta pedicure fai da te non può dimenticarsi di questo passaggio: applica un batuffolo di cotone imbevuto di aceto sui calli. Al mattino ti basterà rimuoverli con la pietra pomice.

Dopo aver rimosso callosità e cellule morte, ricorda di utilizzare una crema specifica per i piedi che sia ricca ed emolliente in modo da nutrire, idratare e rigenerare l’epidermide. Scegli prodotti a base di burro di karitè che aiuta a riparare le screpolature e le zone particolarmente secche. Vedrai che con l’utilizzo quotidiano di questi ingredienti nella tua pedicure, potrai levigare la pelle ispessita e ruvida e avere dei piedi morbidi e vellutati. Perfetti per l’estate!

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Una coda di cavallo, tiratissima sul davanti e crespa, morbida e voluminosa. L’ha indossata l’attrice Zendaya e rappresenta un’ottima soluzione per le giornate più calde e umide, ma soprattutto quando si è in vacanza: non necessita di alcun brushing particolare, si realizza solo con le mani e in pochissimo tempo. Basta tirare i capelli sul davanti, con riga al centro, e legarli. Utilizzarli un gel o una mousse.

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Nike Women presenta Nike City Ready, una collezione tutta al femminile pensata per l’autunno 2018, capace di unire le ultime innovazioni tecniche a uno stile essenziale e urbano.

Nike City Ready segna un nuovo approccio per l’abbigliamento firmato Nike Women, le cui collezioni progettate da un collettivo di design di sole donne, sono le prime a sviluppare materiali e prestazioni su misura per lei.

L’ispirazione della capsule collection nasce dalle clienti di Nike e dalle loro diversità, ed è la prima linea a presentare pezzi adatti a differenti attività: dalla corsa agli allenamenti più estremi, al tempo libero.

Una collezione senza compromessi, in cui l’eccellenza nelle performance corrisponde all’eccellenza dello stile, con capi perfetti dal giorno alla notte, dal work-out allo svago, per vestire le donne di oggi con lo stile di domani.

Insieme a top, body e felpe, Nike City Ready include due innovazioni esclusive: il nuovo reggiseno sportivo Motion Adapt bra, capace di adattarsi a diversi tipi di allenamento, e le scarpe da running Pegasus Turbo XX, con una silhouette avvolgente per supportare la caviglia in ogni direzione.

Il design ad alto contenuto tecnico e stilistico è progettato per esaltare il corpo in movimento e arricchito da occhielli, cut-out e dettagli sofisticati; la palette colore, ispirata ai neon e alle luci della città al tramonto, include: bianco, nero, grigio e viola.

Guardate la gallery per scoprire tutti i capi della capsule collection Nike City Ready.

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Sarà che le notti non sono più così afose, o che per molti la sera del 10 agosto coincide con l’inizio delle vacanze (magari per qualcuno, dopo un anno faticoso, è un avverarsi dell’ultimo verso dell’Inferno Dantesco “E quindi uscimmo a riveder le stelle”): certo è che la notte di San Lorenzo è da sempre una di quelle notti in cui sognare con il naso all’insù. Tradizione vuole, infatti, che per ciascuna stella che si veda cadere – tecnicamente si tratta di meteore, le Perseidi, e scintillano grazie alla scia di polveri che penetrano nell’atmosfera terrestre bruciando – si possa esprimere un desiderio.

Il 2018 è un anno particolarmente fortunato perché, oltre alla notte in cui la tradizione religiosa ricorda il martirio di San Lorenzo, bruciato nel 258, vi saranno altre serate da passare rigorosamente in osservazione del cielo e delle sue meraviglie: il picco di possibilità di sognare sarà nella notte tra il 12 e il 13 agosto. Oltre allo sciame di Perseidi della cometa Swift Tuttle, vi sono altri passaggi da osservare: quello delle Delta Aquaridi, che ha preso il via il 9 agosto e si concluderà l’11 e le Kappa Cignidi, il cui picco è previsto fra il 19 e il 20 agosto. Inoltre, le condizioni astronomiche questa volta sono particolarmente favorevoli per vedere le stelle cadenti: l’11 agosto ci sarà il novilunio, quindi la luna sarà completamente in ombra e anche nelle notti seguenti vi sarà poca luce a interferire con quella delle stelle.

Come osservarle? Lista di desideri alla mano, basterà guardare verso lo zenit da un luogo il più possibile lontano dalle luci artificali delle città: in montagna l’aria pulita renderà perfetta l’osservazione, ma basta anche allontanarsi dai centri abitati per migliorare la visibilità. Meteo permettendo, ovviamente. Se qualche velatura – come le previsioni del tempo suggeriscono, purtroppo, almeno in Italia settentrionale – non permetterà stasera una visione nitida delle stelle cadenti, ci si potrà sempre consolare con una delle numerose inziative organizzate in tutta Italia (vedi ad esempio Calici di Stelle, organizzata dal Movimento Turismo del Vino) e oltre confine per questa notte magica.

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Più e più volte ci si chiede, ultimamente, cosa rimarrà della moda di oggi. Importanti fashion forecaster come Li Edelkoort hanno dichiarato la morte della moda “per come la conosciamo fino a oggi” già anni fa; la moda che inventa qualcosa che è nuovo, che ragiona guardando il futuro, la vera avanguardia esiste ancora? Quanto durerà invece il mondo fashion attuale, post mortem? Sono queste le domande che Andrea Fini, mantovano e classe 1996, si è posto durante la realizzazione del progetto di tesi al Politecnico di Milano.

Fini, partendo da un’analisi prettamente tecnica ma allo stesso tempo istintiva imparata durante il corso triennale, ragiona sul concetto di abbigliamento in sé, sull’ideazione della novità, più che sul riutilizzo di tendenze cicliche. “Idea vecchia di un vestito nuovo” è il mantra che riassume il lavoro del giovane designer e che compare come comandamento nella tesi. “Dopotutto, per me la moda oggi è ripetizione o remix, se non copia. È il caos post-postmoderno da cui è complicato trarre significati o qualità rilevanti a livello di innovazione.”

Il suo spirito critico, accompagnato da una buona dose di matura consapevolezza, è stata la guida che lo ha portato a lavorare sul passato, precisamente sui passi di chi ha lavorato sull’essenza dell’abbigliamento per raccontare ciò che ancora oggi è moderno e atemporale. Fra i tanti nomi, Fini cita Thayat, nome d’arte palindromo di Ernesto Michahelles, designer/artista italiano artefice di grandi collaborazioni (Vionnet principalmente, con cui condivideva le idee di costruzioni geometriche) e invenzioni, come la tuta del 1919, abito universale che spalanca le porte, all’alba degli anni Venti, ad ampissimi discorsi ancora oggi discussi. Sicuramente si tratta di una figura illuminante, ma come ha tradotto il designer questi insegnamenti per il proprio progetto?

“Il primo capo realizzato è la Tuta® Cerchio, chiamata così perché sviluppata due volte su 180°. La prima parte, ovvero la tuta intera, copre l’intero corpo; se capovolta di 180°, diventa una giacca. Non c’è alcun ornamento superfluo; per il primo capo mi interessava esclusivamente la parte tecnica, la costruzione dello stesso.”

“La Tuta® Quadro, invece, è stata studiata differentemente. Nonostante sia stata sviluppata anch’essa capovolgendola, la particolarità risiede nella decostruzione della tuta, scomponibile in tre o quattro parti a seconda dell’utilizzo.”

“Infine, per terminare il percorso relativo al corpo e all’abbigliamento essenziale, ho realizzato la Muta® Termografica, la cui stampa riprende le colorazioni termografiche presenti in molte tecnologie tessili; aderisce perfettamente al corpo, guanti compresi, per ricreare l’effetto di una seconda pelle.”

Il lavoro di Andrea Fini, meticoloso e tecnico, si compone di una scelta fondamentale: la scelta dei tessuti sostenibili – tra cui le tele di Limonta. “È impossibile per ogni designer che voglia affermarsi, o anche per quelli affermati, non pensare alla sostenibilità. Il design contemporaneo deve esserne conscio del mondo e trasformarsi, adattandosi ed evolvendosi per sopravvivere nel modo corretto.”

Infine, un’ulteriore curioso aspetto del progetto di questo giovane designer modenese è la realizzazione del lookbook; difatti, in ogni foto, è il designer stesso a prestarsi come modello. La presenza continua della propria immagine (Fini la definisce dandismo) è una costante per il designer – ironicamente intuibile attraverso il suo profilo Instagram. Niente di negativo, anzi; Fini rientra perfettamente, nonostante lo sguardo agli archivi della moda, nel futuro di questo ambiente lavorativo: l’immagine digitale di sé, fondamentale per la propria definizione e affermazione. “Penso sia importante che io metta in risalto la mia personalità, insomma, una certa forma di branding, no? Mi piacerebbe stupire; vorrei che le persone dicessero ‘Ok, ho visto la sua immagine. Ora voglio scoprire di più”. Un profondo esteta di Instagram? Senza ombra di dubbio; bisogna comunque ricordare che storicamente l’immagine del designer è stata spesso legata al proprio prodotto, per branding o per pura vanità (e i casi sarebbero infiniti, da YSL a Tom Ford). In questo caso, però, per comprendere l’onnipresenza di Andrea Fini basta ripescare quella famosa tuta del 1919, quella famosa tuta semplice ed essenziale che ha ispirato generazioni di designer negli anni, fotografata in tonalità seppia addosso a Thayaht stesso.

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Difficile definirla, vista la sua poliedricità. Cara Delevingne compie 26 anni il 12 agosto e ha già un passato da top model sulle passerelle dei marchi di moda più famosi, a cui ha detto addio a soli 23 anni, e un presente da fotomodella, attricecantante, batterista e influencer. Soprattutto in fatto di bellezza: il suo modo di portare le sopracciglia, super folte e scure, ha lanciato una moda che non è ancora tramontata e che ha cambiato i visi di molte donne (e star).

Nata sotto il segno del Leone, che ha tatuato sul dito indice, Cara Delevingne, londinese doc, ha sempre giocato molto con il suo look. Oltre ai molteplici make-up d’effetto indossati sui vari red carpet, è con l’hairstyle che ha stupito di più: al suo esordio portava i capelli lunghissimi e biondo cenere, poi è passata al caschetto lungo, li ha tinti biondo platino e infine ha scelto un pixie cut, portato in diverse sfumature chiare, castane, ma anche rosa blush.

Per festeggiare i suoi 26 anni abbiamo scelto (nella gallery in alto) 26 dei suoi look più memorabili, dal 2011 a oggi.

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© Aldo Paredes

L’artista italiano con cui sogna di collaborare è proprio il leggendario batterista partenopeo. E non escludiamo che un giorno ci riuscirà, perché The Black Madonna, quando si parla di musica, è la forza pura dell’amore. Un amore che l’ha spinta da ragazzina a lasciare il Kentucky per raggiungere Chicago e vendere mixtape per una label. E non importa quanto fossero grandi i ratti della fabbrica vicina, il suo sogno era comunque più grande. Un amore che ha ispirato la sua fortunata carriera di DJ e producer, facendola diventare nel 2016 “DJ of The Year” secondo la rivista Mix Mag. E per capirlo, questo amore, basta ascoltarla quando è in consolle. Soul dance house che si intrecciano in vibrazioni positive per coinvolgere l’intero dancefloor, nessuno escluso. Questa l’alchimia di chi ama l’amore e per l’amore combatte. Marea Stamper, infatti, è nota anche per l’attivismo legato ai diritti di genere, in un contesto spesso maschilista e violento: “La musica non è una persona sola, è un sacco di persone, la maggiore parte delle quali sono uomini che devono scegliere di contribuire a creare uno spazio intorno a loro che sia moralmente ed eticamente dignitoso per le persone che vengono emarginate”. Abbiamo incontrato The Black Madonna a VIVA! Festival in Puglia, poco prima di goderci il suo live. Le abbiamo chiesto di dedicarci un po’ del suo amore, selezionando in esclusiva per Vogue.it una playlist firmata da lei. E le abbiamo chiesto di raccontarci come si possa non smettere mai di sognare di cambiare il mondo con la musica.

Sei un’attivista che difende l’uguaglianza di genere nella musica elettronica e i diritti della comunità lgbt. Credi ci sia una relazione fra il tuo lavoro e le tematiche sociali che difendi? E in che modo credi che la musica possa occuparsene?   Gli uomini devono cambiare. È tutto qui. La musica non è una persona sola, è un sacco di persone, la maggiore parte delle quali sono uomini che devono scegliere di contribuire a creare uno spazio intorno a loro che sia moralmente ed eticamente dignitoso per le persone che vengono emarginate. Ho fatto migliaia di dichiarazioni su questo argomento e sì, certo c’è un rapporto fra il mio lavoro e quello che riguarda l’autodifesa delle donne e degli omosessuali nel mio ambiente lavorativo, ma finché qualcuno non chiederà agli uomini, invece, quando la smetteranno di abusare delle donne, quando inizieranno a pagarle di più, che cosa possiamo dire? Forse dovremmo chiedere ad alcuni maschi bianchi etero se hanno intenzione di salvare il mondo, di fare la cosa giusta invece di lasciare che siano le donne e gli omosessuali a farsi carico di tutto. Personalmente sono davvero molto stanca.

Che tipo di difficoltà hai avuto nel tuo percorso di musicista donna in questo settore? Ho avuto le stesse difficoltà che incontrano le donne in altri ambienti lavorativi: salari più bassi, molestie ecc. Il mio lavoro non è certo diverso in questo senso, ed è importante osservare questi collegamenti fra tutte le donne che lavorano se vogliamo cercare di risolvere questi problemi.

Si è parlato molto di recente di solidarietà femminile. Com’è la situazione nel mondo musicale? Credi ci sia abbastanza sostegno fra dj? Sono fortunata perché ricevo grandissimo sostegno da parte della comunità delle donne. E dico donne riferendomi al genere e non al sesso biologico, non è quello che ci rende donne. Le mie sorelle vengono da tanti background diversi ma facciamo del nostro meglio per sostenerci l’un l’altra. Le donne nella mia vita che fanno le dj sono le mie più grandi amiche. Non potrei avere nulla di meglio.

Musiciste femmine emergenti da tenere d’occhio? Anche in questo caso femmina e donna non sono termini interscambiabili, quindi posso dire che uno dei miei artisti preferiti e che sta avendo successo adesso è Eris Drew, un super selecter che è anche un trans. Jane Fitz è fantastica. Ciel. Noncompliant. Ce ne sono tantissime.

Il tuo party si chiama “We Still Believe”. A cosa credi ancora? Credo che siamo più forti di quello che immaginiamo, credo nella magia, che possiamo seminare zizzania, e anche divertirci a un party. Credo che mia madre sia un Buddha. Credi che mio marito mi ami, nonostante me. Credo che Donald Trump sia un mostro. Credo che le cose possono cambiare radicalmente. Credo nei giovani. Credo nella preghiera. Credo in Dio e che Dio è amore assoluto e compassione.

Abbiamo saputo che stai lavorando al tuo primo album. Puoi anticiparci qualcosa? È un album di gospel che parla d’amore, non posso dire molto altro.

Ti sei già esibita nei migliori festival e club in tutto in mondo. Il posto in cui sei sempre felice di tornare? Il mio letto.

Ti piace la musica italiana? C’è un artista che segui con cui ti piacerebbe collaborare? Certo, molta della disco music migliore è italiana. Mi piacerebbe da morire lavorare con Tullio De Piscopo.

Hai appena suonato a Viva Festival in Puglia. Secondo te quali degli artisti nella line-up non possiamo assolutamente perderci? (a parte te, ovvio!) Arca e Sampha assolutamente!

Ci sono dei progetti per il futuro che vorresti condividere con noi? Dovrò pur tenere qualche segreto, o no?

by Marco Levi & Elena Bara

L'articolo The Black Madonna: la nostra intervista e una playlist esclusiva sembra essere il primo su Vogue.it.



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