I volumi giocano sui contrasti: il taglio oversize, quasi clownesco, si alterna con spregiudicatezza a capi minimali che rivelano il corpo senza filtri, bilanciando l'esagerazione e la purezza. È come se il costume stesso diventasse abito, trasformandosi in bomber decostruiti e blazer che sfidano ogni regola. Qui, le scarpe non sono un accessorio, ma una dichiarazione di stile: clownesche e distopiche, rimpicciolite e, a volte, sostituite da sandali quasi invisibili o addirittura dal piede nudo, alla Matty Bovan, nuovo paladino del genere. In questo mondo de-strutturato nulla è lasciato al caso. La cintura si trasforma in elemento strutturale, un dettaglio che non solo decora ma sostiene. E poi, c'è il vero colpo di scena: il marsupio-sospensorio, forse il pezzo più audace della stagione, tanto provocatorio quanto affascinante. Questo piccolo tocco anarchico incarna lo spirito libero e ironico di Mao, un oggetto nato per sconvolgere e sedurre. In fondo, chi può resistere al fascino di un abito che sembra assemblato in modo volutamente "sbagliato"? Di Roberta Perillo.