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30 July, 2021

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BEAUTY NEWS

of the day


La 63enne Andie MacDowell a Cannes 2021 ha sfilato sul red carpet coi capelli grigi, perfettamente in pace con la sue età e bellissima nella sua serenità di donna che non vuole cedere agli stereotipi. Ha detto addio alla tintura e ha detto no ai ritocchi per apparire a tutti i costi giovane, preferendo abbracciare l’autenticità e la naturalezza.Continua a leggere

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Author: Giusy Dente @ donna.fanpage.it

Sangiovanni ha rilasciato il video della hit dell’estate, "Malibù", nel quale appare al fianco della fidanzata Giulia Stabile (che ha realizzato l’esclusiva coreografia). Il cantante non ha rinunciato al suo stile originale e genderless e ha sfoggiato un particolarissimo cappello pescatore con le orecchie: ecco chi lo ha firmato.Continua a leggere

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Author: Valeria Paglionico @ donna.fanpage.it

A 12 giorni dal parto Belén Rodriguez è tornata ad allenarsi, con l’aiuto di una personal trainer che la sta guidando in un workout leggero ma efficace. La showgirl argentina è già in forma smagliante e proprio la personal trainer Martina ha svelato il suo segreto...Continua a leggere

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Author: Giusy Dente @ donna.fanpage.it

Sono già passati 4 mesi dalla nascita di Baby Vittoria e mamma Chiara Ferragni non ha potuto fare a meno di celebrare questa importante ricorrenza. Come da tradizione ha organizzato per lei un mini party casalingo con tanto di torta a tema e per l’occasione ha fatto sfoggiare alla piccola un adorabile abitino griffato.Continua a leggere

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Author: Valeria Paglionico @ donna.fanpage.it

La scelta dei sandali per bambini richiede particolare attenzione da parte dei genitori in quanto ci sono molti elementi da tenere in considerazione come il riconoscere la taglia giusta, affinché sia garantita la sicurezza e la libertà di movimento del bambino, una base d’appoggio solida, una suola anti-scivolo, materiali traspiranti e di qualità e il modello, che varia in base all’età del bambino. Vediamo quali sono i migliori sandali per bambini di quest’anno delle migliori marche come Naturino, Crocs, Chicco e Lumberjack e quali elementi valutare prima di procedere all’acquisto.Continua a leggere

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Author: Quale Compro Team @ donna.fanpage.it

Skip-careSkip-careSkip-care

Intervistata dal New York Post Jenna Perry, hairstylist di Bella Hadid, Dua Lipa, Jennifer Lawrence e altre celeb, ha affermato che per quest’estate le sue clienti preferiscono chiome basic con qualche leggero highlight a cui però si accompagna un’attenzione particolare al glow della pelle. Del resto, dal 2020 “luce” è la parola chiave della bellezza che ha innescato il mix & match tra skincare e make-up.

Il settore beauty, noto per sapersi riformulare rapidamente, ha risposto infatti da subito al buio della pandemia accendendo l’interruttore della cute. E così la cura dell’incarnato è in prima linea nel 2021. Lo segnala Pinterest che ha registrato quest’anno un forte aumento nelle ricerche di soluzioni per un viso luminoso, dal colorito sano e radioso. C’è voglia di splendere, sì, ma con un approccio cosmetico meno impegnativo. È il trionfo dello Skinimalism, ovvero pochi gesti essenziali per un risultato rilassato. Al layering, le stratificazioni di prodotti imperanti fino a poco fa, si preferiscono adesso formule ibride tra skincare e trucco in grado di riportare lo splendore naturale e donare un aspetto salutare.

Allineato a questa tendenza è il bisogno dilagante di autenticità e trasparenza sui social media, territorio digitale in cui si rivendica la bellezza #nofilter a cominciare dalle star, nei feed senza trucco ma con incarnati favolosi a qualsiasi età. Il Covid-19 ha accelerato una rivoluzione comunque già in atto nel beauty-case: lo Skip-care, movimento coreano che si è ribellato alla laboriosa K-Beauty, ha iniziato da qualche stagione a modificare la skincare routine saltando alcuni passaggi e puntando alla qualità più che alla quantità. Ma è con il lockdown e le limitazioni, il distanziamento e le mascherine che i prodotti multitasking dai molteplici vantaggi e utilizzi sono diventati wannahave assoluti. Il virus ha reso le consumatrici più consapevoli delle loro scelte e obiettivi. Ottenere massimi risultati con il minimo sforzo.

È IL MOMENTO DEL NATURAL LOOK In quarantena ci si è sentite comode nella propria pelle per cui la missione à la beauté si è spostata verso il non comprometterne salute e vitalità. Così il make-up si è switchato in curativo, dai fondotinta con SPF, e dalle texture leggerissime che esaltano l’effetto bonne mine, alle tinte per labbra formulate con oli nutrienti, dai mascara che allungano e nutrono le ciglia ai correttori carichi di attivi anti-age. È la nuova normalità in cui il viso è la tela da rendere perfetta e il trucco lo strumento per ridefinirsi costantemente più che nascondersi.

D’altra parte, in pieno periodo fluido, skincare is the new make-up, ovvero un concetto di trattamento della pelle capace di creare la migliore base senza aggiungere nient’altro (o quasi). Per un viso più fresco e glowy l’estrema cura è fondamentale: pochi ma buoni, dicevamo, i dermocosmetici cui affidarsi come detergenti, sieri e creme sempre più ricchi di acido ialuronico che dona estrema purezza idratando e rimpolpando, antiossidanti a base di vitamine che distendono la cute, energizzanti che la ricompattano. Brand come FaceD e Fidia nascono con il desiderio di dare una risposta alle più svariate esigenze epidermiche e la volontà di dare una svolta proprio al continuo compromesso tra universo make-up e skincare. I trattamenti estetici 4.0 sono selfie ready oriented. Tra gli ultimi, Belotero Revive di Merz Aesthetics che soddisfa il desiderio di un natural look. Un vero e proprio Skin Saver a base combinata di acido ialuronico e glicerolo che migliora significativamente l’idratazione cutanea. La pelle appare più levigata, l’aspetto sano e assolutamente non artificiale. Chi ha più bisogno dei fotoritocchi?

«Io sono una grande sostenitrice del fatto che se ci si concentra su una buona cura della pelle non si ha bisogno di tanto trucco» — Demi Moore

 



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Author: Ilaria Perrotta @ vanityfair.it

Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui Capelli mossi: le ispirazioni per lui

Se c’è chi, come Adam Levine, non ha avuto alcuna remora a passare da un audace buzz cut a una testa completamente rasata a zero, o Ignazio Moser che ha detto addio alla sua chioma wild per il bene della squadra all’Isola dei Famosi, d’altro canto c’è chi di sforbiciate e rasoi non ne vuole proprio sapere.

Stiamo parlando di tutta quella schiera di uomini famosi ormai affezionati alla propria chioma fluente e dalla texture wavy. Vedi Liam Hemsworth, di recente apparso su Instagram con capello corto e lunghezze scompigliate dal vento dell’estate.

O Stefano De Martino, inconfondibile col suo taglio corto, ben calibrato nelle linee e volumi.

Il fascino dei capelli mossi, soprattutto in questa stagione di beach look, non seduce solo le donne, ma anche il comparto maschile, sempre più avvezzo a lunghezze wavy, dal tocco volutamente messy e sexy. Qualche esempio? Simon Baker, affascinante con la sua chioma caramello sfilata, ondulata en pendant con un po’ di barba incolta. A seguire l’onda delle onde anche Joaquin Phoenix, con zazzera sale e pepe che conquista.

Il premio ricci va alla chioma inconfondibile di Francesco Renga, e a quella di James Franco più contenuto nei volumi, ma dal piglio accattivante.

Nella gallery una carrellata di idee e ispirazioni per lui.

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Author: Laura Scafati @ vanityfair.it

Neil Armstrong sulla LunaNeil Armstrong con la sua tuta spazialeNeil Armstrong sulla lunaNeil Armstrong con la sua tuta spazialeNeil Armstrong con la sua tuta spazialeNeil Armstrong sulla LunaNeil Armstrong e Buzz Aldrin sulla LunaUn prototipo di sotto-tuta realizzato dalle sarte della PlaytexUn prototipo di tuta spaziale firmato PlaytexUn prototipo di tuta spaziale firmato Playtex

Moda e tecnologia hanno da sempre un forte legame. Le tendenze nascono dalle nuove scoperte in fatto di materiali e, viceversa, le novità più innovative in questi termini influenzano in continuazione le nuove collezioni moda. La storia che vogliamo raccontarvi questa settimana, tuttavia, non riguarda un trend effimero, ma un «outfit»  entrato nella storia (e non solo quella della moda) proprio per via della sua concezione tecnologica, che ha permesso all’uomo… di sbarcare sulla Luna. Parliamo della tuta spaziale indossata da Neil Armstrong sull’Apollo 11, il cui design è stato progettato da un’azienda fashion estremamente celebre: la Playtex, nota per la produzione di reggiseni e guaine sin dal suo lancio, nel 1947.

Life, 1969

Impossibile dimenticare l’iconica cover dell’astronauta su Life, in un’immagine che lo ritraeva sulla luna riportando il titolo To the moon and back (fino alla Luna, e tornando indietro): una fotografia scattata del pilota del modulo lunare Buzz Aldrin che, come tutto l’equipaggio, indossava la tuta spaziale ideata da Playtex specialmente per l’EVA, attività extra veicolare. Un salvagente per tutti gli astronauti della missione, ma anche una vera e propria protezione sulla superficie lunare, dalle radiazioni solari così come dalle temperature estreme. La tuta spaziale su misura di Armstrong, modello A7L, presentava il numero di serie 056, e il suo costo all’epoca era stimato a circa 100mila dollari, a cui si dovevano aggiungere casco, guanti e uno zaino per l’ossigeno: praticamente, una piccola astronave da indossare. Ma perché è stata proprio un’azienda specializzata in reggiseni a dare vita a questo fondamentale pezzo di moda e tecnologia?

Le tute spaziali vennero create dalle sarte della International Latex Corporation – il nome ufficiale della Playtex – e, a quanto pare, l’azienda iniziò ad adattare la sua esperienza in fatto di guaine e reggiseni alla ricerca sull’abbigliamento pressurizzato, proprio perché notò l’apertura di un «nuovo mercato» nella corsa allo spazio. Una ricerca impegnativa, indubbiamente, che tuttavia valse la pena di essere intrapresa. Le tute erano il risultato di un mix perfetto tra tecnologia all’avanguardia e artigianato tradizionale. Mentre la maggior parte dei materiali adoperati nella produzione esisteva molto prima del programma Moon, uno di questi è stato inventato appositamente per la missione: dopo che un incendio di un veicolo spaziale uccise tre astronauti dell’Apollo durante un test a terra nel 1967, la NASA stabilì che tutte le tute dovessero resistere a temperature di oltre 1000 gradi Fahrenheit. La soluzione? Un nuovo tessuto innovativo chiamato tessuto Beta, realizzato con microfibre di vetro rivestite in teflon, utilizzato per lo strato più esterno della tuta.

La sfida più difficile per l’International Latex Corporation di Dover fu quella di contenere la pressione necessaria per sostenere la vita umana (circa 170 chili per pollice quadrato di ossigeno puro), pur mantenendo una flessibilità sufficiente e consentire la libertà di movimento degli astronauti. Gli ingegneri dell’azienda, tuttavia, avevano anni di esperienza negli indumenti di gomma – ovvero, reggiseni e guaine – e inventarono un giunto a soffietto, chiamato convoluto, in neoprene rinforzato con nylon tricot. Una scoperta rivoluzionaria, che permetteva a chi la indossava di piegarsi su spalle, gomiti, ginocchia, fianchi e caviglie, attraverso uno sforzo relativamente ridotto. Inoltre, vennero utilizzati dei cavi aeronautici in acciaio in tutta la tuta, assorbendo così le forze di tensione e aiutando a mantenerne la forma anche sotto pressione. Il lavoro delle sarte della Playtex poi, fu il tassello essenziale per la riuscita della missione.

È grazie alla loro precisione senza pari che l’uomo mise piede sulla luna: gli standard di sicurezza della NASA erano infatti estremamente fiscali, tanto che, in ogni abito confezionato a mano, un errore di cucitura piccolo come 1/32 di pollice poteva fare la differenza tra la vita e la morte di un astronauta, se non si fosse trovato l’errore prima della partenza. Come disse Neil Armstrong all’epoca: «Le tute spaziali erano come mini astronavi. Se quelle tute fallivano, sarebbe andata così. Tutto finito». Una responsabilità talmente grande da pesare enormemente sull’ansia da prestazione delle sarte: una di loro, Anna Lee Minner, in un’intervista alla CBS dichiarò persino di aver pianto ogni sera a casa, al ritorno dal lavoro, consapevole che dalla sua precisione dipendesse la vita di una persona. Come sappiamo, tuttavia, andò tutto bene ed è anche grazie all’estrema dedizione che la moda artigianale rappresenta da sempre, che l’umanità potè compiere questo «grande passo» .

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Author: Essia Sahli @ vanityfair.it

PLEASEDONTBUY signed by TWINSET Moncler Grenoble Masarà SaraghinaConforamaNever FoundVu Elle ManebiAmina Muaddi X WolfordAlexander Smith

Luglio col bene che ti voglio vedrai non finirà! Invece il mese della tanto attesa estate 2021 è arrivato quasi alla fine, con il caldo afoso, i temporali improvvisi e il traguardo delle agognate ferie finalmente all’orizzonte quasi per tutti. Quello che ci serve è una sana dose di shopping per dare una rinfrescata al guardaroba e sognare le vacanze che tra pochissimo arriveranno, fosse solo per un weekend lungo fuori porta. Il tutto magari facendo acquisti comodamente anche dal divano di casa, senza preoccuparsi di varianti, vaccini e Green Pass. Se i giorni in cui viviamo sono forieri di ansia per il futuro, serve pensare anche a qualcosa d’altro, preparandoci per quando tutto potrà finalmente considerarsi finalmente solo un brutto ricordo. Ecco perché non può mancare la nostra rubrica pensata ad hoc per aggiornarvi sui nuovi arrivi nei negozi e online.

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Certi che apprezzerete i nostri sforzi vi segnaliamo le proposte che ci piacciono di più in lancio in questo periodo, anzi ve ne regaliamo ben 10!

Questa settimana tra capsule collection e collaborazioni speciali vi proponiamo le espadrilles bandana, gli occhiali irriverenti e la T-shirt surfista. Non saltate nemmeno una delle schede della nostra gallery e vedrete che troverete qualcosa che vi farà sognare!



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Author: Simona Airoldi @ vanityfair.it

Kate Middleton ha preso una decisione importante per preservare la privacy dei figli: a partire da questo momento sarà lei l’unica "proprietaria" delle immagini di George, Charlotte e Louis. Così facendo, spera di mettere fine alle polemiche digitali e di ribellarsi ai paparazzi.Continua a leggere

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Author: Valeria Paglionico @ donna.fanpage.it

Si chiama Lily Stav Gildor, ha 29 anni e da gennaio 2014 a maggio 2015 ha lavorato come assistente di Anna Wintour a Vogue Usa. In un video su TikTok ha raccontato tutto ciò che accadeva negli uffici della rivista, rivelando tutto ciò che succede nella versione reale de Il Diavolo veste Prada.Continua a leggere

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Author: Valeria Paglionico @ donna.fanpage.it

Giorgio Armani, da anni official outfitter degli azzurri, veste la squadra Olimpica italiana anche a Tokio 2021. Gli atleti indossano dei completi bianchi dal valore profondamente simbolico: tutte le giacche sono ecosostenibili e personalizzate con la stampa dell’intro dell’inno nazionale.Continua a leggere

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Author: Valeria Paglionico @ donna.fanpage.it

I post body positive dell’influencer Joanna Kenny I post body positive dell’influencer Joanna Kenny I post body positive dell’influencer Joanna Kenny I post body positive dell’influencer Joanna Kenny I post body positive dell’influencer Joanna Kenny I post body positive dell’influencer Joanna Kenny I post body positive dell’influencer Joanna Kenny I post body positive dell’influencer Joanna Kenny I post body positive dell’influencer Joanna Kenny

La sua missione? Normalizzare l’immagine femminile, dando dignità ai piccoli grandi e difetti che qualsiasi donna conosce. Influencer, estetista e founder del podcast #normalizethis, l’inglese Joanna Kenny intende sfidare i tabù riguardanti il mondo della bellezza, sfidando le immagine patinate e completamente artefatte che popolano i social. Per questa ragione, Kenny ha deciso di postare sulla sua pagina Instagram (@joannajkenny) delle foto che la vedono con i baffetti sopra il labbro evidenziati da mascara nero.

BAFFETTI IN PRIMO PIANO E ZERO PARANOIE Il video nel quale Joanna Kenny si mostra con i baffetti non depilati e – anzi – sottolineati dal mascara scuro è, ovviamente, diventato virale in brevissimo tempo. C’è di più: nel video in questione, il marito dell’influencer le dà un dolce bacio, come a dire «Dei tuoi baffetti non mi importa proprio nulla». Come scrive Kenny: «la mia vita non ha niente a che fare con quanto le persone mi trovano attraente. ️Metto il mascara sulle labbra esclusivamente per sottolineare che avere i peli È NORMALE. La scelta di non rimuovere i baffetti non rende me o qualsiasi altra donna brutta. Non prendo decisioni riguardanti il mio aspetto fisico per compiacere mio marito o qualsiasi altro uomo. Lui lo sa, mi rispetta e io lo amo per questo».

Tanto di cappello a donne come Joanna Kenny, capaci di proporre un’altra femminilità sui social: autentica, senza filtri, autoironica, fuori dal coro. Nella gallery, alcuni dei post che hanno reso l’influencer inglese famosa in tutto il mondo.

 



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Author: Marzia Nicolini @ vanityfair.it

Al ritmo del solePreparare e proteggereEstratti botanici e preziosi oli naturaliAl ritmo del soleAl ritmo del sole

Questo articolo è stato pubblicato sull’allegato Health al numero 27 di Vanity Fair.

Sarà la pandemia, sarà che le nuove generazioni sono particolarmente sensibili alla sostenibilità dei prodotti che usano, sarà che ormai abbiamo tutti capito che c’è un unico filo, che lega la nostra sopravvivenza a quella della natura. Sta di fatto che molto si sta muovendo nel mondo cosmetico rispetto alla tutela dell’ambiente, in particolar modo per quanto riguarda i solari. Prodotti che sono sempre stati il fiore all’occhiello della ricerca cosmetologica, per più ragioni: «Devono proteggere dai raggi solari, ma essere innocui per la pelle. E come se non bastasse, devono essere piacevoli da applicare, avere una texture fresca, morbida, facile da spalmare e rapida da assorbire. Entra infatti in gioco una questione di compliance, cioè di gradevolezza della formula, che ne influenza l’uso», spiega Corinna Rigoni, presidente delle Donne Dermatologhe Italia.

In pratica, più il prodotto ci piace, più facilmente lo useremo e lo riapplicheremo nel corso della giornata, massimizzandone l’efficacia schermante. Ma creare una fotoprotezione molto fluida e leggera è difficilissimo, perché i filtri sono per antonomasia formati da macromolecole, in modo che rimangano sulla superficie cutanea, e perciò rendono spesso la formula più densa o difficile da stendere.

A questo punto nel rompicapo della costruzione del prodotto interviene un altro elemento, che complica le cose all’ennesima potenza. Da qualche anno si è scoperto infatti che alcuni filtri solari avvelenano i microrganismi che vivono in simbiosi con la barriera corallina e ne rappresentano il nutrimento. La morte di queste alghe pigmentate provoca lo sbiancamento dei coralli, che rapidamente soccombono. Si ingenera così una cascata di effetti negativi, dato che proprio la barriera tropicale è il luogo in cui vive il 25 per cento delle specie marine. Certo, i solari non sono gli unici responsabili di questo disastro ecologico. Il primo imputato è il riscaldamento globale delle acque, ma anche la dispersione dei filtri negli oceani fa la sua parte. Ecco perché le case cosmetiche più vigili stanno lavorando da anni per tentare di risolvere questo cubo di Rubik: da un lato eliminare i sistemi filtranti più tossici per l’ambiente, dall’altro ottenere comunque prodotti sicuri e efficaci. Le soluzioni sono molteplici. La prima consiste nel riformulare i prodotti, togliendo i filtri più controversi, come l’octocrilene e l’oxybenzone che, dice Luisa Marassi, direttore marketing SVR, «sono anche dei perturbatori ormonali: danneggiano la salute e la fertilità umana». A questo proposito il parlamento delle Hawaii ha messo fuori legge proprio da quest’anno sia l’oxybenzone sia l’octinoxate, un altro filtro fortemente tossico per la barriera corallina. E le aziende che hanno eliminato questi filtri hanno dovuto studiare sistemi filtranti alternativi per schermare comunque la pelle dai raggi. C’è chi ha individuato un mix di filtri innocui, che insieme proteggono al meglio, come ha fatto SVR, e chi ha addirittura impiegato anni per costruire uno schermo del tutto nuovo, come ha fatto Eau Thermale Avène con Triasorb, che è tanto efficace da consentire la riduzione del 10 per cento della quantità di filtri all’interno dei soin.

L’altra strategia, di solito utilizzata insieme alla prima, è quella di arricchire le formule con un pool di vitamine e attivi antiossidanti, per aumentare la capacità schermante dei prodotti e indurre le cellule a autoriparare i danni da Uv. In questo senso è davvero raccomandato l’uso dei nuovi doposole, che irrigano l’epidermide in profondità con sostanze antiradicaliche e protettive e, per le pelli più delicate, sempre utili gli integratori, che irrobustiscono dall’interno le difese cutanee con estratti rigorosamente naturali.

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Author: Anna Capelli @ vanityfair.it

I nuovi trend di skincare per la prossima stagione - olisticaI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - PrebioticiI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - PrebioticiI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - Acido ialuronicoI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - Acido ialuronicoI nuovi trend di skincare per la prossima stagioneI nuovi trend di skincare per la prossima stagioneI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - SoothingI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - SoothingI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - OlisticaI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - BakuchiolI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - NaturaleI nuovi trend di skincare per la prossima stagione - Canapa

Cosa ci aspetta nel mondo beauty del prossimo futuro? Roz Wicks (TrendAroma Marketing, Regno Unito) lo spiega sulla piattaforma Beauty Horizons. Secondo il Beauty Survey 2020 Key Insights Report di Euromonitor International, i principali problemi a livello globale per la pelle sono quelli legati all’acne (49%), l’invecchiamento (44%), problemi di stile di vita (34%), pelle sensibile (33%) e ormonali (9%). Stiamo già assistendo al lancio di prodotti per la cura della pelle legati agli ormoni, progettati per le vampate di calore, la pelle secca e spenta, dedicati alle donne in menopausa e pre-menopausa. Per loro sono in fase di studio formule per aiutare a contrastare la perdita di elasticità e collagene e riavviare la circolazione della pelle, che cambia durante la menopausa. Le ricerche relative alla cura di sé (sul web, in profumeria, in istituti e spa) sono aumentate del 26,9% negli Stati Uniti durante l’anno scorso e la combinazione di salute, stile di vita sano, cura di sé, pratiche olistiche, benessere e bellezza aumenterà ancora da quest’anno in poi. I marchi si concentreranno sul lancio di linee basate su 2 fattori chiave: salute della pelle e benessere emotivo.

I prodotti in fase di studio uniscono ingredienti chiave che portano un benessere globale, non solo una bella pelle, naturalmente antistress come CBD, burro di karitè, oli essenziali (soprattutto neroli, ylang ylang, lavanda) per aiutare a confortare e rivitalizzare la pelle e promuovere un senso di benessere generale.

Il nuovo Toning Body Serum di Susanne Kaufmann è un ottimo esempio dell’approccio olistico alla bellezza. Questo nuovo lancio contiene ingredienti che aiutano a dinamizzare il metabolismo della pelle, ma anche ad avere un effetto lifting e detox allo stesso tempo. Un’altra importante direzione del mondo beauty è quella che riguarda la riduzione degli effetti della luce blu sulla pelle, che si aggiunge a quella delle linee di prodotti dall’effetto barriera contro l’inquinamento, anche perché tutti trascorriamo sempre più tempo davanti agli schermi di computer, tv e cellulari. The Body Shop ha già lanciato Drops of Youth Bouncy Jelly Mist, progettati per proteggere la pelle dagli effetti dannosi della luce blu.

Infine, la categoria che merita sicuramente molta attenzione è quella dei prodotti antibatterici. Prebiotici e probiotici sono in circolazione già da tempo, così come i trattamenti per l’acne. Si trattava però di prodotti pre-Covid. Ora chi si occupa della cura della pelle del viso sta adottando un nuovo approccio ai batteri. Fortify +, per esempio, è una nuova gamma di prodotti per la cura della pelle che sfrutta il potere della Zeolite, un minerale che aiuta a combattere i corpi virali e a eliminare i germi. Questo tipo di prodotti per la cura della pelle nasce per affrontare quella che è già stata definita la nuova normalità, quando sarà fondamentale mettere sul viso qualcosa di igienizzato e igienizzante.

Secondo Euromonitor, nel 2021, il mercato globale dei prodotti per la cura della pelle raggiungerà 162,6 miliardi di dollari. Il settore continua a essere una delle categorie in più rapida crescita nel mondo beauty, con il 2020 che si conferma come l’anno indiscutibilmente dedicato alla cura della pelle, grazie a una rinnovata enfasi sul benessere, sulla cura di sé e sui tanto temuti effetti sulla pelle del lockdown. Le eruzioni cutanee causate dall’uso delle mascherine (maskne – cioè l’acne da mascherina) sono diventate un problema e i consumatori hanno avuto più tempo a disposizione per curare la propria pelle in casa, con saloni di bellezza, spa e studi di medici estetici  chiusi.

Quando si parla di skincare del futuro è importante parlare del corpo in modo globale. La pelle, in quanto organo più esteso del corpo (con una superficie totale di circa 20 metri quadrati) ha bisogno di una routine di cura che si preoccupi tanto del viso quanto del corpo, e anche i brand stanno sviluppando questa consapevolezza. Quindi, i consumatori cercheranno creme, sieri e oli per il viso, ma investiranno anche in scrub, creme, gel, esfolianti e sieri che mirano a fornire la stessa qualità di cura per il corpo. Si prevede che slow beauty, interval skincare e skiniminimalism possano essere i principali fattori trainanti del mercato, con i consumatori che acquisteranno meno, ma meglio. Molti avranno meno denaro da spendere a causa della crisi economica post-Covid, ma anche una crescente consapevolezza dell’impatto che l’industria della bellezza ha sull’ambiente e sui cambiamenti climatici.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla grande ascesa delle routine di skincare coreane, l’anti-age si è trasformato in pro-age, al fenomeno del glowing, l’effetto della pelle luminosa, il passaggio al biologico per tornare alla clean e alla green beauty con i prodotti naturali, sostenute dalla scienza per garantirne efficacia e sostenibilità. Stiamo anche assistendo alla cura della pelle mirata a specifiche fasi e fattori dei diversi stili di vita e la cura della pelle basata sugli ingredienti sta diventando sempre più importante.

Boots ha registrato un aumento del 100% delle vendite di questa sola categoria nel 2019. Per esempio l’aumento di richieste dei prodotti con vitamina A, retinolo o bakuchiol (l’alternativa naturale al retinolo), le linee a base di CBD o gli skin booster che i contengono 2 degli ingredienti più popolari: acido ialuronico e niacinamide. Anche la vitamina C e relativi prodotti che la contengono, sono sempre richiestissimi. Studi recenti hanno rilevato che nel 2020 maskne è diventata una delle parole più cercate a livello globale (in crescita del 16,668% secondo Trendanalytics). Euromonitor ha invece sottolineato che i consumatori stanno dando la priorità all’aspetto sano come ideale di bellezza più importante, mentre solo il 30% privilegia l’aspetto giovane.

Intanto si sta facendo strada un’altra nuova tendenza per la cura della pelle decisamente molto particolare. È economica, facile e si dice che schiarisca la pelle. È il dermaplaning. In realtà è semplicemente il termine medico per la rasatura. Ci si rade per esfoliare lo strato superficiale di cellule morte della pelle e aumentare l’efficacia dei prodotti di cura. Il dermaplaning viene solitamente eseguito con una lama singola sterile, super-affilata, tenuta a un angolo di 45 gradi e seguita da un olio lenitivo per la pelle.

I sostenitori affermano che questa pratica provoca meno infiammazioni dei prodotti che alterano il pH della pelle e di trattamenti più invasivi come il microneedling, e sottolineano che il trattamento lascia la pelle ultraliscia e perfettamente preparata per il trucco che assume quindi una finitura quasi aerografata. I dermatologi che praticano il dermaplaning rassicurano sul rischio di una possibile trasformazione dei follicoli piliferi vellus in follicoli piliferi terminali (quelli dei capelli). La rasatura non provoca in alcun modo questo passaggio. In più la circolazione viene riattivata e la pelle, oltre a essere più liscia al tatto, ha anche un colorito più sano ed è più ricettiva a tutti gli altri trattamenti.



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Author: Mariacristina Righi @ vanityfair.it

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Per qualcuno, forse, le tanto attese vacanze sono già iniziate, per molti altri, invece, è cominciato solo il countdown.

Nell’attesa che scocchi il giorno X, quello della partenza, non resta che iniziare a pensare a che cosa mettere in valigia, soprattutto se la destinazione è una assolata località di mare, dove l’unico pensiero della giornata è quale costume indossare. Intero, bikini, con top a fascia o triangolo, a vita alta o con laccetti poco importa.

Il mondo del beachwear è sempre più vasto, variegato e capace di soddisfare trend, stili, esigenze, ma soprattutto gusti personali. A questo proposito siamo andati a caccia di 40 idee per uno shopping sfrenato dell’ultimo minuto, magari approfittando anche di qualche sconto.

Un pot-pourri di proposte: dai costumi interi ai due pezzi, dai modelli dalla allure rétro ai più accattivanti, da quelli iper colorati alle immancabili versioni a tinta unita. Sfogliare la gallery per credere. E per comprare.

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Author: Laura Scafati @ vanityfair.it

Kendall Jenner x About YouKendall Jenner x About YouKendall Jenner x About YouKendall Jenner x About YouKendall Jenner x About YouKendall Jenner x About YouKendall Jenner x About YouKendall Jenner x About YouKendall Jenner x About You

Trend setter e modella tra le più celebri – e pagate – al mondo, Kendall Jenner è una delle principali protagoniste dell’industria fashion da anni, dalle passerelle alle campagne pubblicitarie, passando per le collaborazioni moda tra il brand fondato da lei e Kylie Jenner e alcuni gruppi e marchi iconici. L’ultimo progetto della 25enne come designer, tuttavia, è ancora più esclusivo: si tratta di una collezione con About You, che verrà lanciata sull’e-commerce e negli store il 25 luglio. E che, soprattutto, sarà disponibile solamente per 72 ore. Un lancio che, considerata l’influenza della modella in termini di tendenze, nonostante il tempo limitato – e forse, proprio per questo motivo – si annuncia già un successo.

La collezione firmata da Kendall Jenner conta 11 modelli in diverse varianti di colore, composti da alcuni dei suoi capi d’abbigliamento preferiti da indossare ogni giorno, in linea con il suo stile personale. Degli essenziali del guardaroba sì, ma con un’allure sartoriale e cool al tempo stesso, dalle camicie morbide, ai pantaloncini basic, passando per le maglie cropped e due irrinunciabili dell’estate: slip dress e bikini. In termini di palette invece, i modelli si concentrano su tonalità neutre come il beige e il tortora, ma anche i verdi e gli ocra polverosi e gli immancabili bianco e nero. Inoltre, per un tocco di unicità in più, ogni singolo pezzo della collezione è numerato, e ha un codice speciale che include il compleanno di Kendall: 11/03.

«Adoro i capi basic. È possibile combinare ogni pezzo della collezione in un mix and match» ha dichiarato Kendall Jenner, che per il lancio della sua capsule con About You è stata immortalata nella sua città natale, Los Angeles, nella sua dimensione naturale e abitudinaria. Il risultato è una campagna molto personale, in compagnia del suo cane Pyro, scattata da Zoey Grossman sotto la direzione creativa di Donald Schneider Studio. Kendall x About You sarà disponibile a partire da questa domenica a mezzanotte per tre giorni esatti, in tutti e 23 negozi europei e in anteprima sull’e-commerce, con prezzi dai 39,90 € ai 79,90 €, in taglie dalla XS alla XXL. Ma non solo, perché questo è solo un primo assaggio della collaborazione tra la modella e il brand: in arrivo, anche un secondo capitolo per la stagione Autunno/Inverno 2021-22. 

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Author: Essia Sahli @ vanityfair.it

Gismondi 1754: disegnatori di emozioniGismondi 1754: disegnatori di emozioniGismondi 1754: disegnatori di emozioniGismondi 1754: disegnatori di emozioniGismondi 1754: disegnatori di emozioni

Questo articolo è pubblicato sul numero 30-31 di Vanity Fair in edicola fino al 3 agosto 2021 «Prima del business i Gismondi hanno sempre avuto un altro obiettivo: la famiglia. E il desiderio di trasmettere ai figli e ai nipoti la passione per il proprio lavoro».

Comincia così la nostra chiacchierata con Massimo Gismondi, dimostrazione vivente del fatto che sono i valori a fare un marchio di successo. Quarantanove anni, genovese, rappresenta la settima generazione di una dinastia che si dedica al bello e ai gioielli dal 1754, anno di nascita del capostipite, Giovan Battista, che in poco tempo con il suo atelier diviene fornitore della famiglia Doria e di papa Pio VI. «Ho avuto la fortuna di avere due genitori che mi hanno sempre fatto respirare l’aria della nostra azienda, portandomi in negozio o in viaggio con loro, ma senza forzare mai le mie decisioni. La scelta è stata mia. Con gli anni mi sono reso conto di quanta responsabilità avessi, ma anche della straordinaria fortuna che mi era capitata: davvero poche realtà, anche in un Paese di grande tradizione come il nostro, possono vantare una storia pluricentenaria. Lì è scattata la volontà di metterci qualcosa di mio, di dare il mio apporto».

E così è stato. Dopo l’ingresso ufficiale nel 1995, nel 2011 Massimo «spicca il volo» aprendo una boutique a Portofino, seguita poi da quelle di Sankt Moritz, Milano e in altre location strategiche in giro per il mondo. Fino alla consacrazione internazionale nel 2019, quando una sua collana vince il primo premio nella categoria People’s Choice dei Couture Design Awards, la prestigiosa fiera della gioielleria di Las Vegas. «Dietro a questo traguardo c’è come sempre la famiglia», continua Gismondi, che con questo termine include anche le persone che lavorano per lui: «Quando scelgo un nuovo collaboratore voglio essere sicuro che sia allineato ai miei valori. Ciò conta molto di più delle competenze, che si acquisiscono nel tempo e sul campo».

A proposito del capitale umano e in questo caso dei maestri orafi, «il banchetto è ancora la migliore delle scuole» per una griffe che crede nella forza, tutta italiana, di tramandare le tecniche da una generazione all’altra. «Ai laboratori che producono i gioielli per noi ho chiesto di tornare indietro di cinquant’anni, di chiamare i nonni e gli zii per farsi spiegare come si facevano le cose allora. Le nuove tecnologie ovviamente sono imprescindibili, ma vanno considerate come un supporto al lavoro manuale e artigiano. Solo così si ottengono quella leggerezza e qualità che distinguono i nostri gioielli».

Gioielli che raccontano sempre dei frammenti di vita vissuta. L’esempio più emblematico in tal senso è forse la collana Insieme, una delle prime create da Massimo e che simboleggia la sua unione con la moglie Stefania: «Una relazione funziona quando ci sono alchimia e condivisione, come in un gioco di diamanti e smeraldi che si contaminano tra loro. Molti disegnano gioielli, noi disegniamo emozioni».

 

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Author: Paola Saltari @ vanityfair.it


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