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BEAUTY NEWS

L:sa, il nuovo premium social brand di Condé Nast, già su Facebook e Instagram, approda anche nel mondo delle app, con un set personalizzato di emoji, sticker e personaggi in 3d da usare per animare le social conversation. La grande novità è il filtro Tattoo Quote realizzato ad hoc sfruttando la realtà aumentata di Apple ARKit. Come funziona? Permette di trasformare il proprio volto in un messaggio da condividere sulle principali piattaforme social e di instant messaging, “decorandolo” con simboli e disegni della tradizione Maori, in cui il primo tatuaggio viene tradizionalmente fatto sul viso e segna il passaggio all’età adulta.

Oltre che con i tattoo dinamici, si può giocare con Mr. Buuurger, un personaggio animato in 3D che riproduce le proprie espressioni live, creato sempre con la realtà aumentata dell’ARKit di Apple che si collega alla camera TrueDepht dell’iPhoneX.

Inoltre, con l’app di L:sa ci si possono fare dei selfie, oppure scattare ritratti agli amici, aggiungendo emoji, gli Amabili Esserini del mondo food di L:sa e una serie di oggetti con cui arricchire le foto. L’app L:sa avrà anche un’estensione per iMessage, che installerà automaticamente il pacchetto di sticker sul telefono al momento del download dallo store Apple.

L’app  – e presto anche la feature dei Tattoo Quote – saranno disponibili anche per le versioni precedenti al nuovo  iPhoneX.

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Un party esclusivo dedicato al fashion design internazionale di nuova generazione e alla sostenibilità: il 22 febbraio è stato inaugurato a Palazzo Morando The Next Green Talents. Si tratta dell’evoluzione “eco” del celebre The Next Talents, progetto di scouting nato nel 2011 dalla collaborazione di Vogue Italia e Yoox, collaborazione che si rinnova di continuo e accende quest’anno l’attenzione sui valori etici e un approccio più attento al consumo. A celebrare la moda sustainable, nel bel mezzo della Milan Fashion Week e in un’atmosfera green sottolineata anche dal setting, un parterre di ospiti internazionali accolti da Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia, e Federico Marchetti, founder di Yoox e amministratore delegato di Yoox Net-à-Porter.

Sono sette i brand che a Palazzo Morando presentano (anche il 23 e il 24 febbraio) le loro collezioni Autunno Inverno 2018-19 che saranno in vendita su Yooxygen, piattaforma eco di Yoox, in più di 100 Paesi dal settembre prossimo. Sono naturalmente label che hanno la sostenibilità al centro del loro processo creativo e produttivo e arrivano da tutto il mondo: Sylvia Enekwe e Olivia Okoji di Gozel Green dalla Nigeria, Bobby Bonaparte e Max Kingery di Olderbrother dagli Stati Uniti, ByBrown brand olandese firmato dalla britannica Melanie Brown, Unravelau di Laura Meijering dall’Olanda, Tiziano Guardini dall’Italia, Chain di Lucía Chain e Nous Etudions di Romina Cardillo dall’Argentina.

Ma quest’anno i designer selezionati hanno fatto qualcosa di più, hanno disegnato sette statement T-shirt esclusive – disponibili su YOOX già dal 22 febbraio – che lanciano un messaggio forte sul tema dell’evento: la presa di responsabilità ha inizio con il consumatore.

Il tema della sostenibilità è stato protagonista anche dei video emozionali firmati da quattro registi – gli italiani Elena Petitti di Roreto e Francesco Petroni e il duo Wiissa, composto da Wilson, francese, e Vanessa, brasiliana-americana – che saranno visibili nelle sale del palazzo settecentesco durante l’evento e nel corso dei giorni dedicati al talento green.

“Vogue Italia e YOOX si alleano per l’ottava edizione consecutiva all’insegna dei nuovi talenti. Quest’anno con un focus sul tema della sostenibilità, a noi particolarmente vicino a partire dal 2009, con il lancio di YOOXYGEN. The Next Green Talents, sviluppato insieme a Emanuele Farneti e Sara Sozzani Maino, è un doppio ponte verso il futuro della moda: gli orizzonti della creatività e i nuovi modi per proteggere il mondo in cui viviamo. Idee e Responsabilità, astrazioni che viaggiano finalmente insieme” (Federico Marchetti, Fondatore di YOOX e Amministratore delegato di YOOX NET-A-PORTER GROUP).

Mai come quest’anno il mondo della moda è chiamato a prendere posizione, a far sentire la sua voce sui grandi temi politico sociali. Per questo, insieme a Federico Marchetti, abbiamo deciso che il consueto appuntamento con Vogue Talents avrebbe messo al centro il tema della sostenibilità ambientale, sfida ineludibile per tutti gli operatori del settore negli anni a venire” (Emanuele Farneti, Direttore di Vogue Italia).

“Il supporto alla nuova generazione è fondamentale e per questa edizione la sostenibilità è il cuore del progetto per credere in un futuro migliore” (Sara Sozzani Maino, Deputy Editor in Chief Vogue Italia, Head of Vogue Talents).

L’evento, green grazie ad Allestimenti Benfenati, è reso possibile anche grazie al supporto di Audi che si unisce a Vogue Italia per condividere un progetto che guarda all’estetica del futuro e alle sue mille sfaccettature.

Special thanks to Bisol – Vitivinicoltori in Valdobbiadene.

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Raccolto, disciplinato, inaspettatamente “disteso” il backstage della sfilata Autunno/Inverno 2018-19 di Antonio Marras. I truccatori di MAC da una parte gli hairstylist di James Pecis dall’altra. Californiano e amante del surf ha creato acconciature raccolte che ci hanno immediatamente conquistato. Tanto rétro quanto contemporanee, James e la sua squadra le hanno realizzate usando spazzola, “roller”, decine di forcine e il Dyson Supersonic, che tra le loro mani si è trasformato in strumento d’artista.

«La sfilata s’ispira a un viaggio che tocca vari Paesi. Le pettinature, pur essendo sottilmente rétro, raccontano di uno spirito ribelle che va alla scoperta del mondo. Nella “narrazione” i protagonisti si muovono con la nave e non con l’aereo. Le pettinature infatti sono leggermente bagnate, come se avessero raccolto gli schizzi del mare. I capelli sono arrotolati in maniera asimmetrica e pettinati in modo molto verticale su entrambi i lati del volto. Una verticalizzazione ottenuta grazie all’uso del Dyson e all’applicazione di una mousse. Le sezioni sono state cotonate, poi arrotolate attorno a morbidi roller, leggermente bagnate anche con gel, fissate con forcine in modo non convenzionale, come a ricordare delle onde. La sfilata prevede ballerini le cui acconciature sono meno “esagerate” rispetto a quelle realizzate per le modelle proprio perché loro devono muoversi parecchio in passerella», ci ha raccontato James Pecis.

Noi abbiamo subito amato questo “updo” e sapete cosa ci è venuto subito in mente? Che questa questo tipo di acconciatura – raccolta, elegante, retro ma modernissima – potrebbe essere immediatamente catturata da una sposa. Dalla passerella al matrimonio. Cosa ne dite?

Il trucco by Tom Pecheux e MAC ha previsto cat-eyes creati con l’eyeliner nero e adattati al viso e agli occhi di ogni singola modella e molto rosso “tirato” sulla parte inferiore dell’occhio o morbidamente sfumato tutto intorno.

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armani Giorgio Armani Privé volerà in Cina per il grande evento One Night Only in Shanghai che fino a oggi ha già toccato alcune delle città più importanti del mondo: Londra nel 2006, Tokyo nel 2007, Pechino nel 2012, Roma e New York nel 2013 e Parigi nel 2014.

Durante la serata – che si terrà il prossimo 25 maggio – vi sarà una retrospettiva delle collezioni di Alta Moda del grande fashion designer.

“Pioniere dell’espansione del mercato in Oriente”, spiega il brand, “lo stilista torna dunque in Cina dopo i grandi eventi a Shanghai nel 2004, seguiti dall’inaugurazione nel 2006 della retrospettiva dedicatagli dallo Shanghai Art Museum, e dopo One Night Only a Pechino del 2012”.

 

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Fendi e Fila uniscono i loghi in occasione della sfilata Autunno Inverno 2018 2019 presentata ieri, 22 febbraio, alla Milano Fashion Week.

La maison italiana ha presentato in passerella un nuovo logo dall’appeal sportivo, disegnato dall’artista Hey Reilly, che aveva già collaborato con Fendi per la collezione Uomo Fall Winter 2018 2019.

Il font e i colori (bianco, blu e rosso) del nuovo logo, sono quelli dell’iconico logo Fila, reinterpretati da Karl Lagerfeld anche in un’inedita versione bianco, giallo e nero, su capi e accessori della collezione donna Fendi Autunno Inverno 2018 2019.

La collaborazione tra Fendi e Fila è solo l’ultimo capitolo di una contaminazione tra le maison del prêt-à-porter e i brand di sportswear, solo negli ultimi mesi abbiamo visto nascere sodalizi tra Alexander Wang con Adidas e Victoria Beckham con Reebook.

Ecco tutti i capi visti in passerella con il nuovo logo Fendi / Fila.

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A indossare per prima il nuovo logo Fendi / Fila anche la giovanissima top model Kaia Gerber.

Guarda tutta la sfilata Fendi Autunno Inverno 2018 2019 qui.

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Il conto alla rovescia verso la notte degli Oscar si fa sempre più stringente. Nella sera del 4 marzo, infatti, verranno rivelati i trionfatori di questa Awards season che, salendo sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles, stringeranno la più ambita delle statuette. Sì, ma poi?

No, non stiamo parlando di eventuali sviluppi di carriera o contratti milionari ma di ciò che accadrà immediatamente dopo, quando, passata la tensione per la premiazione, un po’ di appetito si affaccerà sulle priorità delle superstar riportando il tutto a una dimensione decisamente più umana. Perché anche le stelle mangiano. E con grande gusto  a vedere cosa il super chef Wolfgang Puck ha in serbo per l’after dinner. Parola d’ordine, ovviamente, è leggerezza con uno sguardo al mondo del finger food. Le star che arriveranno al Ray Dolby Ballroom verranno accolti da un ice bar dove potranno trovare un parfait di caviale con foglia d’oro, chele di granchio reale, aragosta e un crudo di capesante.

A seguire, e a seconda dei gusti degli ospiti, una tartare del pregiatissimo manzo Miyazaki Wagyu con riso nero o dei tacos di taro, una radice polinesiana, con  melanzane e pickles di lime. Pasta al forno con tartufo tardivo e formaggio o campanelle di spinaci fatte in casa (un taglio di pasta) con piselli, cipolline e pomodori al forno. Per dessert un trionfo di petite pâtisserie tra macarons di ogni sapore, tartelettes alla rosa e litchi fino ad arrivare alle settemila statuette “Oscar” di cioccolato per ciascun ospite.

In questo modo ognuno avrà il suo Academy Award per una serata che, comunque sia andata, non potrà che chiudersi in dolcezza.

In attesa della food preview di Puck dedicata all’edizione del 2018, rifacciamoci gli occhi con tutte le altre creazioni dello chef per gli Academy degli anni precedenti.

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C’è qualcosa di meglio di vedere una supermodel sfilare in passella con un cucciolo? Probabilmente no. Soprattutto se si tratta di Gigi Hadid e di un dolcissimo baby bulldog francese. La sfilata in questione è quella di Tod’s, che questa mattina, a Milano, ha scelto di presentare la nuova Collezione Autunno Inverno 2018/19 con un casting d’eccezione: dalle sorelle Hadid a Vittoria Ceretti, passando per Grace Elizabeth e Birgit Kos, fino alla splendida Liu Wen. Insieme a loro in passerella, anche un Akita-inu, un Chihuahua e un Cavalier King Charles Spaniel che hanno fatto letteralmente impazzire il pubblico allo show.

Una scelta, tra l’altro, che ha reso felici tutte le giovani modelle, impegnate a coccolare i cagnolini nel backstage nell’attesa dell’inizio della sfilata tra momenti di estrema bellezza immortalati – naturalmente – su parecchi profili Instagram. D’altronde, anche la campagna pubblicitaria Primavera Estate 2018 del marchio Made in Italy puntava sul fattore puppies: negli scatti di Mikael Jansson, infatti, Kendall Jenner e Roberto Bolle sono ritratti insieme tra spiagge e prati verdi, insieme a qualche bel cucciolotto dagli occhi languidi. Il messaggio, insomma, è forte e chiaro: cuteness is cool.

: @phraule | #GettyFashion

Getty Images Fashion (@gettyfashion) on Feb 23, 2018 at 4:27am PST

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Non è la prima volta che nella moda appare il passamontagna. Ma fino ad ora, non era mai stato proposto in passerella in modo così “ossessivo-complulsivo“. Fatto notabile, anche per sua natura perché cela, nasconde e lascia facilmente spazio all’immaginazione. L’oggetto in questione è stato indagato da stilisti come Raf Simons e Alessandro Michele che hanno fornito la loro versione estetica-creativa. È la novità e ci aspettiamo che proprio lui, il PASSAMONTAGNA, sarà una delle tendenze moda più vociferate dell’autunno inverno 2018 2019.

Di per sé ha la funzione di proteggere e coprire il volto. Dal freddo? Non solo. Questo accessorio indispensabile per le sciate in alta quota, è noto anche per un utilizzo meno benevolo. Pensiamo al personaggio Diabolik che si cela dietro a un passamontagna nero per colpire: serve per nascondere il volto, l’identità, ma lo stesso atto gli conferisce un certo fascino, riconosciuto dalle sue “donne”, prima fra tutte Eva Kant. Ed è lo stesso effetto cui è soggetta la protagonista di Elle, interpretata da Isabelle Huppert: il suo aggressore diventerà la sua più intima ossessione.

Anche le celebrity lo hanno indossato: da Justin Bieber che ha scelto una versione firmata Chanel (Eh, sì! Ci aveva già pensato Karl Lagerfeld…), a Beyoncè nel video On The Run Kanye West, con il suo modello rosso e sfilato.

Kate Moss, Lily Allen, Erin O’Connor e Gareth Pugh hanno fatto, invece, del passamontagna un simbolo di protesta, sostenendo la comunità LGBT+ in Russia.

©ProudToProtestSHOWstudio

Ma i passamontagna portati in passerella da Calvin Klein e Gucci non sono neri. Anzi, sono un trionfo di colori, di fili mélange. Ci ricordano la moda après-ski. A primo impatto possono sembrare invasivi, ma se si osservano i singoli dettagli, gli stilisti li hanno dato un contesto, tanto da diventare indispensabili per la resa del look.

Il passamontagna di Raf Simons sostituisce il dolcevita – ha, quindi, una funzione più pratica, quella di coprire e proteggere dal freddo -, mentre in Alessandro Michele (che propone due versioni, “full” e “midi”, simili al bendaggio medicale) diviene un accessorio indispensabile per l’espressione del sé, tanto da essere personalizzato, adornato con monili preziosi o abbinato a cappelli e occhiali da sole.

Per chiarirsi le idee, nella gallery, potete trovare una selezione di passamontagna firmati Calvin Klein e Gucci della collezione Autunno Inverno 2018 2019, qui i best accessories visti alla Milano Fashion Week.

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La South African Menswear Week (SAMW) ha avuto luogo in uno degli edifici più iconici di Cape Town dove sono state presentate le collezioni uomo Autunno Inverno 2018 di designer specializzati in menswear provenienti da tutta l’Africa. Questa è l’unica piattaforma autonoma in Africa dedicata allo sviluppo e alla promozione della moda maschile sul continente africano. Organizzata due volte all’anno, la SAMW mira a fornire una piattaforma di prim’ordine ai designer e ai marchi di moda uomo affinché possano presentare le loro creazioni.

Il primo evento a dare il via al calendario della moda africana ha visto 21 stilisti e 3 presentazioni nell’arco di soli 2 giorni.

Punta di diamante della moda maschile è stato l’attesissimo Chulaap di Chu Suwannapha. Ispirata allo stile dei ballerini di Pantsula, danza tipica del Sud Africa, e allo street style sud africano della metà degli anni ’80, la collezione incarna lo spirito Chulaap per antonomasia, vedi stampe, colori audaci, sovrapposizioni perfette ma con un accenno in più di giocosità e meno costrizioni rispetto al passato. Lungi da regole, strutture e formalismi, le proposte di Suwnnapha possono essere descritte come bohemian-dandy di cui l’essenza però è sempre una celebrazione dell’Africa. Più morbida, con silhouette over in una gamma di svariate stampe colorate e dinamiche vivacemente mixate a sovrapposizioni che trasformano la collezione in una storia di moda fresca ed originale, realizzata in collaborazione con iFele per i sandali di pelle ispirati alla tradizione zulu e a Rings & Things per gli accessori.

In quella che è una sfilata memorabile, la collezione presentata da Good Good Good’s consiste in un accostamento di capi funzionali e sartorialità classica allo scopo di sfumare il confine tra i pezzi basici del guardaroba in versione cool e capi spalla in versione loungewear deluxe. Portata in passerella da un cast di personalità vivaci, tutti parenti e amici del duo creativo, la collezione rappresenta l’approccio filosofico del marchio di rendere il binomio streetwear/high fashion più accessibile e meno ostile agli occhi del potenziale cliente.

Le stampe africane la fanno da padrone sulla passerella di Tokyo James per la collaborazione del marchio con Vlisco e Imprint . Il contributo del primo si esprime sotto forma di capi strutturati più classici in varie stampe mentre quello del secondo è una presentazione animata da stampe grafiche accattivanti in blu e bianco. Il tutto mantenendo intatta l’estetica unica del marchio.

Maxivive, il marchio guidato da Papa Oyeyemi ha presentato Wet 18. Respingendo il concetto occidentale di stagioni per allinearsi al ciclo della stagione delle piogge che caratterizza le regioni dell’Africa occidentale, la collezione – appropriatamente intitolate Glistening (Scintillando) abbina superfici glitter all’abbigliamento impermeabile anti-pioggia. Sposando citazioni gender-fluid ad un approccio innovativo, questo marchio all’avanguardia merita decisamente di essere tenuto d’occhio.

Scoprite la nostra selezione di immagini direttamente dalle sfilate della SAMW di Cape Town, in Sud Africa.

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Photographer Lois Cohen and stylist Indiana Roma Voss’ project Metamorphosis deals with female archetypes (and stereotypes): from religion to pop culture, familiar female figures are visually reimagined, thus imbuing them with a complete new meaning, with a result that is equally powerful and witty.

Metamorphosis is a revolution through images that manages to create contemporary, empowered icons for a new generation of women. We caught up with the artists to talk about politics, censorship and the power of photography. Here’s our Q&A. How did you conceive the Metamorphosis project? Lois: The first big project Indiana & I collaborated on was Local Angels, a celebration of eccentricity. This was mostly about extravagant style and character casting. Through this we found out we creatively clicked in many ways. It triggered us to collaborate more and dig deeper into not only our creative visions, but also our shared thought processes concerning certain issues around a.o. women. This resulted in working on Metamorphosis. Indiana: Originally, when we started working on the piece we wanted to create a series based upon a re-framing of the female warrior. As we moved forward, the concept changed trajectories as we wanted to add relatable symbolism to each image – reimagining already existing archetypes.

Do you think the female body has been historically stereotyped in its representation? Indiana: Absolutely. Historically, the human body has always been stereotyped and sexualised. I think the culture of stereotyping is a large part of why there is so much body dysmorphia within people and especially within women.

What kind of impact do you hope to have with your images? Lois: Of course I’d like to empower. And secondly to tweak people’s ideas about the classic/vintage female icons and figures they value so much, just because they’re nostalgic (and don’t want to acknowledge how they could be different). It’s still relevant to reflect upon because for a large part representation of women now are still based on these outdated concepts. I think the reason icons and heroes exist is because people like to create alter ego’s for themselves. Why not give them (in this case femmes) different and fund options of “the ideal woman” they can “choose” from… archetypes who are actually inclusive and enjoyable to relate to/identity with. Indiana: I hope the series will resonate with people and give them pause. I hope the series will start conversation about women and stereotypes. Right now, we are living in a historical period for women and men around the world regarding women and what they represent; I hope our work can play a part in this narrative and I hope that the viewer receives that the narrative of this series should be the new norm – and that’s pretty cool if they do.

Is there something like a “male gaze” we are still subject to? Indiana: My opinion is the “male gaze” is one of the plethora of problems we fight in society today. The tentacles of the “male gaze” hark so far back into history that I feel a lot of women don’t even realize they are being influenced by societal concepts that originate from the “male gaze”. Lois: That’s true, the male gaze is problematic in many was. I think especially young girls are exposed to it now even more than ever at vulnerable age. Although I feel like people sometimes people can abuse these type of terms just for the sake of criticising. Some people believe for example you can’t possibly be a feminist and at the same time express your sexuality in a way that seems seductive to men, because by doing so your feeding in to the ’male gaze’. If you immediately draw everything a woman does back to men, you’re part of the problem.

What is your relationship with sexuality and the nude in your photos? Lois: . With this particular work: Some of the examples we recreated are obviously sex symbols. We don’t want to take away their sexappeal/make them sexless, but want to show that sexappeal and nudity is not bound to one type of woman/appearance of what’s considered to be sexy in society’s norms. Indiana: Sexuality and nudity is not something I run away from within my work; however, they are not subjects I necessarily look for either. I believe sexuality is a beautiful form of expression – that said, I am not the type of artist who feels the need to put it front and center in my work. In Metamorphosis, there are a few images that contain nudity which expresses female sexuality more strongly than others.

How do you choose your subjects? Indiana: For Metamorphosis, we tried to think of women that had been historically misrepresented. For instance, the cartoon Betty Boop was derived from the aesthetics of an African-American blues singer Baby Esther. The cartoon creator took not only Esther’s aesthetic and signature tune, but then he turned her into a white sex symbol! Lois: We also tried to find women that were known for their exceptional beauty and recreate them to match modern beauty standards e.g., a hairy Marilyn Monroe, full- figured Bond Girl and a masculine Venus.

What do you look for in an image? Indiana: As a stylist, I approach fashion as an art form, an architectural tool which expresses my imagination, while telling a story. As a conceptualist and art director, I’m always looking to find a narrative within an image that tells a new story. Lois: Same! And something that makes the image stick instead of forgetting about in a second. For me an image should be visually satisfying and trigger a thought or emotion at the same time.

Do you think social media changed something in the perception of your work? Lois: I try to avoid thinking of my work in terms of social media as much as possible. Or else I would end up only being focused on making images that please people visually in an instant, because I know how quickly people scroll through their Instagram feed, etc. They usually don’t take the time to really study an image. I do like to make images that are catchy, but I think it’s also really important to focus on content and originality. Indiana: I think Social Media has changed the perception of all art in many ways. The reach of each image has become much larger as well has the variety of people that view the work. Social media is an open platform where all walks of life are able to intentionally or unintentionally find your work. Social media is truly an amazing thing that enables anyone from any country can view your work and vice-versa. The downside to social media is that because of the fact that there is so much content constantly coming at us, the content itself becomes something easily disposable and less impressive.

Most Community Guidelines attempt to control and censor nudity: do you feel that this is changing the public perception and meaning of the naked body in art as well? Indiana: I have yet to experience social media censorship, though I am quite curious as to what will happen once Metamorphosis is published. I really feel that nudity censorship creates a barrier for people to view the naked body as something normal and natural. Lois: Also the selective censorship is just of a level sexism and hypocrisy that is just too ridiculous.

What about censorship in general? Lois: It’s really contractive and cynical. Everything that’s being shamed and labeled as wrong and harmful by media, is also being used to sell by the same institutions. Indiana: I am a staunch believer in freedom of the press — which is an important corner stone for any society. In my opinion any type of censorship could basically be considered a threat to this imperative institution.

What is provocative now? Lois: something that is politically incorrect. Indiana: Sexuality and nudity are no longer the great provocateurs, we have become less shocked to these former taboo subjects. Body hair, full figures, the gender spectrum, feminism, these are all polarizing subjects — people are either drawn or infuriated by.

We are living in a difficult political time with the rise of populism and far right extremism. What is the role of artists in these circumstances? Indiana: As content creators, I believe it is our responsibility to tackle social and political issues head on, Especially in this unpredictable and frightening climate. By doing so, we keep pushing the conversation until there is some palpable change. Lois: Photography is literally everywhere, it definitely has a social impact weather it’s positive or negative. The casting in my photography has been always very diverse and unconventional. This in just how my casting usually end to be, it’s not even a conscious statement in my work most of the time. Though diversity is something I do really strive for in the long run, as representation in for example in fashion photography really effects people. As a photographer you’re responsible for that.

How important is the political and social undercurrent in your work? Indiana: Seeing how we live in a very high pressure political time I think it would be hard not to have a political undercurrent within my work. As a political person I find it to be my responsibility to voice social and political issue on the platform that I have. That being said not all my work could necessarily be filed under political but I try to incorporate the social issue of breaking the vast homogenization within in all my work. Lois: It’s important, but I don’t really dare to say how present it is for the viewer in my work. I think I just want to show how I would love to see the world, how I would like to see things differently. But the fantasy element in my work is just as important to be honest.

What is the most thought-provoking and challenging picture you took? Lois: I think the modernized ‘odalisque’ is probably the most layered photo. We took the odalisque because of the iconic examples of historical paintings that represent the objectified female body. The idea was to give her more identity and authority to half-dress her in a business suit. In contradiction to all paintings of women from that time she’s not only a woman’s body being looked at, but she’s also objectifying the other sex herself. Indiana: I would say that depending on the person who sees the photos, responses will vary. For Christians, the photo to provoke ire or conversation could be the depiction of Mary. For others, it might be our full-figured nude Bond girl.

Which artists inspire you? Lois: Most of my all time inspirators are film directors Tarantino, Stanley Kubrick, John Waters, Alejandro Jodorowsky and Tim Burton. I love artists Grayson Perry and Mike Kelley (RIP) and comic book character Tank Girl is one of my faves as well. Indiana: I go in and out of artist obsessions but the two unfaltering inspirations are and always will be: The Filmmaker John Waters and the photographer David LaChapelle.

Any young artist you admire in particular? Lois: illustrator and animator Mickey Cohen. Indiana: London-based stylist Ib Kamara who on a consistent basis flips the script on styling, not just deconstructing styling, but creating authentic art. He is someone I would love to meet and collaborate with one day.

What are you currently working on? We are both working individually on a new projects as well as brainstorming on our next big series so stay tuned!

Full Credits Photography & concept by Lois Cohen Styling & concept by Indiana Roma Voss Photography assistance Joe Viola & Kamila Lozinska Styling assistance Maxime Orleans Voss & Chiara Mannarino

 

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Loriblu, storico marchio di Sant’Elpidio, celebra i 40 anni del sandalo “Mignon” il suo primo grande successo. E per l’occasione propone la capsule collection Anniversary Edition.

All’epoca, nel 1978, toccare i sette centimetri di tacco era una rivoluzione, dopo decenni di kitten heel. La collezione dal sapore “vintage” vede una declinazione dal sandalo originale: dai 7 centimetri in giù, seguendo le ultime tendenze moda, inclusa la versione flat (vedi la gallery).

Oro, argento e colori rainbow per Mignon, caratterizzata dalla suola blu e da un elegante intreccio di listini di pelle, dettaglio da cui prende il nome.

All’inizio della mia carriera, le discoteche sono state la mia naturale fonte di ispirazione. Vibrazioni musicali, gli strani abiti dei ballerini e i colori delle luci da discoteca mi hanno ispirato centinaia di nuovi disegni. E’ stato in quel momento, nel 1978, che ho creato la mia prima scarpa icona: la Mignon. Con questa collezione ho deciso di rendere omaggio alla cultura del club, dei tardi Anni ’20 ai miei gloriosi anni ’70, dall’ Art Déco a Donna Summer.Graziano Cuccù – fondatore di Loriblu.

Mignon è disponibile solo nei flagship store del brand e nei negozi online selezionati.

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