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BEAUTY NEWS

Zara propone un bouquet di abiti rosa nelle sfumature più di tendenza di stagione

Il rosa si è imposto come colore protagonista della moda primavera estate 2020, fiorendo sulle passerelle in look che ne esplorano le differenti tonalità, dal rosa peonia al watermelon, dal cipria al rosa antico. Fresco e sorprendentemente versatile, questo colore ci permette di riscoprire il fascino di un abbigliamento romantico e femminile grazie a design poetici e articolati, dove la gonna ampia di un abito si abbina a grandi maniche a sbuffo, dove il mini dress ha una texture leggera e voluminosa e dove il dettaglio è essenziale ma raffinato, da una stampa floreale a una fila di bottoni in legno.

Courtesy Zara

A proporlo in versioni dinamiche e versatili è Zara, che realizza una serie di abiti rosa che sfruttano al massimo il potenziale delle sue sfumature, passando da quelle più opache e polverose a quelle più accese e brillanti, per soddisfare ogni gusto ed esigenza. C'è l'abito midi in sangallo, con uno splendido gioco di volant sullo scollo e una decorazione d'ispirazione mediorientale che orna i bordi della gonna. 

Courtesy Zara

Tessuto stretch tinto in un brillante rosa caldo si plasma su una silhouette lunga e aderente, con spalline sottili e lavorazione a costine che conferisce al capo movimento e profondità, rendendo il colore ancora più intenso. Per chi predilige un romanticismo vintage e nostalgico, il cipria, il rosa antico e il dusty rose fanno la loro comparsa su modelli morbidi e ampi, dall'estetica rétro e bohémien che ricorda un guardaroba country chic à la Jane Austen

Courtesy Zara

Da indossare di giorno con un sandalo basso o una slipper e da sfoggiare la sera con una sandalo con tacco o una calzatura gioiello, ecco gli abiti rosa più belli di Zara.

Zaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (3).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (8).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (4).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (14).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (11).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (5).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (6).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (7).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (9).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (10).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (13).jpgCourtesy ZaraZaravogue-moda-estate-2020-abiti-rosa-zara (12).jpgCourtesy Zara


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Oggi Jean-Claude Ellena è il direttore Creativo Fragranze in esclusiva per Le Couvent ma la sua vita è sempre stata immersa nelle fragranze fin dall'infanzia a Grasse, a raccogliere, in compagnia della nonna, gelsomini per le profumerie della zona. Nel 1990, è stato uno dei membri fondatori di Osmothèque, archivio di essenze internazionali, a Versailles. 

“Un lavoro in sinergia, una vera “storia d’amore”, tra le essenze e il direttore Creativo Fragranze in esclusiva per Le Couvent, che ha condotto alla creazione dell’ultima collezione - Colognes Botaniques Absolues - che racconta attraverso tre fragranze e tre fiori evocativi, altrettanti Giardini: quello del Taj Mahal in India, dell’Alhambra in Spagna e il Giardino Pensile di Babilonia” (Sofia Viganò) 

Ad accompagnare l'ascoltatore nel viaggio intorno ai giardini e ai fiori, Jean-Claude Ellena in persona, che si racconta nel terzo podcast, firmato da Sofia Viganò, della rubrica "Profumi da sentire", dedicata a incontri con i più importanti protagonisti della profumeria internazionale:

Jean-Claude Ellena
Jean-Claude Ellena
ALEX DELAMADELEINE

Dal 2006 François Demachy firma ogni profumo Dior, traducendo in note olfattive l’universo della maison Christian Dior. Continua il viaggio di sezione "Profumi da sentire", una rubrica dedicata a incontri con i più importanti protagonisti della profumeria internazionale. Ascoltate l'intervista di Vittoria Filippi Gabardi al naso François Demachy che crea ogni profumo Dior:

Linda Cantello,  International make-up artist Giorgio Armani Beauty, è la protagonista del nuovo podcast di Vogue Italia, in cui si racconta in conversazione con Susanna Macchia, caporedattore Vogue Italia e L'Uomo Vogue e anima del Beauty in Vogue.

Il podcast è in inglese ma trovate l'intervista in italiano sul numero di maggio di Vogue Italia.

A inaugurare la Serie Beauty in Vogue era stato Gian Luca Perris di  Perris Monte Carlo in conversazione con Valentina Debernardi.  Il primo podcast ha aperto la sezione "Profumi da sentire", una rubrica dedicata a incontri con i più importanti protagonisti della profumeria internazionale. Ecco tutti i segreti della profumeria artistica nel primo degli episodi della serie “Profumi da sentire”:

Nel mondo di Gucci Beauty, Thomas de Kluyver è un protagonista. Il celebre truccatore deve alla musica dei rave party - oltre che al suo talento - il successo che l'ha portato a diventare global make-up artist di Gucci. Il creativo ha iniziato infatti a truccare i suoi amici per i rave a Perth, in Australia, dove è cresciuto, e poi a Londra. La sua carriera di make-up artist è iniziata quasi per caso, ma non è stata per nulla casuale la chiamata di Alessandro Michele che l'ha voluto come global make-up artist di Gucci, ruolo per il quale ha firmato anche il make-up dell'ultima sfilata Gucci Uomo durante la settimana della moda di Milano.

Susanna Macchia l'ha intervistato Ecco cosa le ha raccontato nel nostro podcast.

Fiabe per bambini in versione podcast da ascoltare? Vogue Italia ve ne racconta alcune tra le più famose e alcune inedite.

Agnese Bizzarri, scrittrice di libri per bambini, immagina nella fiaba pubblicata in esclusiva su Vogue Italia di Giugno e illustrata da Falk Gernegross per raccontare la collezione primavera estate 2020 di Celine by Hedi Slimane. 

Così inizia la fiaba di Agnese Bizzarri, tra uccellini e sogni, viaggi e ricordi: ascoltatela nel podcast con la voce originale dell'autrice

Cappuccetto Rosso è una tra le fiabe per bambini popolari più celebri al mondo, soprattutto nelle versioni di Perrault e dei fratelli Grimm.  Per Vogue Italia di giugno, il numero speciale dedicato ai bambini, la fiaba cambia e il cappuccetto diventa Rosa. La versione pop e moderna di Cappuccetto Rosso è firmata dalla scrittrice Paola Mastrocola: nel mese in cui esce il suo nuovo libro “Il diario della talpa” (La nave di Teseo), scritto durante il lockdown, Paola Mastrocola ha letto per noi la sua favola in cui un cappuccetto diventa rosa e un lupo-sarto è buono.

Cappuccetto Rosa è tra le fiabe podcast pubblicate in verisone di racconto all'interno di Vogue Italia di giugno,  dedicato ai bambini, ovvero le meno evidenti vittime della pandemia, come racconta nel suo editoriale il direttore Emanuele Farneti. Ecco la voce del direttore mentre legge l'editoriale del numero di giugno, "Picasso":

Ed ecco anche la versione in inglese dell'editoriale:

Se volete poi ascoltare la storia della traversata dell'Oceano Atlantico del transatlantico Cristoforo Colombo, che nel 1956 ha portato a New York otto modelle di nobili origini a rappresentare altrettante case di moda, capitanate da Giambattista Giorgini, l'organizzatore delle prime sfilate in Italia, scoprirete il primo podcast della serie "Fashion Tales":

Sapevate che il signor Levi Strauss non ha mai indossato un paio di denim jeans, pur avendoli brevettati? E che ogni secondo nel mondo ne vengono vendute 60 paia? Che cosa rappresenta la data 20 maggio 1873 per i jeans? E come mai a Bing Crosby rischiò di vedersi negata una stanza di hotel? Vi siete mai chiesti che suono ha il denim? E come si può riconoscere un Levi's, un Lee e un Wrangler semplicemente guardando un pezzo di tessuto?

Ecco sei curiosità che forse non sapete sul mondo del denim e del jeans: due termini che, come scoprirete ascoltando il nostro podcast, non sono stati sempre sinonimi (e per i puristi non lo sono ancora).

Ancora in cerca di qualcosa di bello da ascoltare?

Ecco altri 10 podcast consigliati da ascoltare a casa.

Al link speaker.com/user/vogueitalia trovate tutti i podcast di Vogue Italia: ogni giovedì sveleremo altre tracce da ascoltare. Preparatevi a "un’esperienza sorprendente e immersiva nel mondo di Vogue Italia, che nella sua nuova formula ha scelto di usare anche le parole, e non solo l’immagine, per raccontare la magia della moda e dei suoi protagonisti", come ha spiegato in occasione del lancio del nuovo progetto il direttore Emanuele Farneti.



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Carlo, il principe del Galles, ha un cuore ambientalista, da tempo si è schierato al fianco di associazioni che in vari ambiti (anche la moda) cercano di innovare il modo in cui l'uomo si relaziona con la natura. Per seguire da vicino un'eccellenza britannica della filiera bio, ha visitato Shipton Mill, un'azienda specializzata nella macinazione di farina biologica di alta qualità. Durante i primi giorni di lockdown, con la riscoperta della panificazione home made, il mulino ha visto un aumento della richiesta di farina pari a 25 volte di più.

Il principe Carlo al Shipton MillThe Prince Of Wales Undertakes Engagements In Gloucestershire
Il principe Carlo al Shipton Mill
WPA Pool

Durante il giro al mulino, Carlo ha esaminato una varietà di farine appena macinate: Shipton Mill produce da molti decenni farine speciali, tra cui segale, farro, farine senza glutine, Einkorn ed Emmer. Poi ha proseguito il suo tour “green” nel Gloucestershire e in qualità di patrono del Rare Breeds Survival Trust (RBST), un'istituzione che  protegge le razze autoctone britanniche, ha visitato anche  il Cotswold Farm Park di Guiting, dove vive la razza di maiali “Old Spot”, caratterizzati da macchie nere sul manto. 

Carlo osserva i maiali Old SpotThe Prince Of Wales Undertakes Engagements In Gloucestershire
Carlo osserva i maiali Old Spot
WPA Pool

Il principe che, come sua madre Elisabetta II, ha una passione mai celata per i cavalli, ha anche fatto conoscenza con Victoria, una puledra di razza Suffolk Punch. E con una simpatica capretta bicolore, che ha avuto l'onore di essere postata nientemeno che sull'accoount Instagram ufficiale di Carlo e Camilla @clarencehouse

La capretta di razza BoeraThe Prince Of Wales Undertakes Engagements In Gloucestershire
La capretta di razza Boera
WPA PoolLa cavalla VictoriaThe Prince Of Wales Undertakes Engagements In Gloucestershire
La cavalla Victoria
WPA Pool

Guardate anche la gallery dei 70 anni del Principe Carlo

Carlo d'Inghilterra: i suoi primi 70 anni
Queste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @ Chris Jackson/Getty Images for Clarence House  Queste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @Chris Jackson/Getty Images for Clarence HouseQueste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @ Chris Jackson/Getty Images for Clarence HouseQueste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @ Chris Jackson/Getty Images for Clarence HouseQueste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @ Chris Jackson/Getty Images for Clarence HouseQueste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @ Chris Jackson/Getty Images for Clarence HouseQueste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @ Chris Jackson/Getty Images for Clarence HouseQueste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @ Chris Jackson/Getty Images for Clarence HouseQueste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @ Chris Jackson/Getty Images for Clarence HouseQueste immagini fanno parte di un progetto per celebrare il 70esimo compleanno di Sua Altezza il Principe Carlo. @ Chris Jackson/Getty Images for Clarence House


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I sandali estivi 2020 più belli? Facile rispondere “i modelli eco-friendly” considerando l'interesse diffuso verso una moda sostenibile ed etica. La responsabilità verso l’ambiente che ci circonda è ormai un elemento imprescindibile per i designer di nuova generazione che si dedicano alla creazione di moda sostenibile. Di pelle vegana e etici nel premiare gli artigiani che le producono, i sandali perfetti per le vacanze saranno anche un buon investimento da sfoggiare al ritorno in città. 

Ecco sei brand di sandali estivi 2020 da non perdere, provenienti da tutto il mondo.

Essēn The Label

Il brand è di base a Melbourne, in Auistralia, ma Essēn The Label è prodotto nelle Marche, nel cuore del distretto che produce calzature dagli inizi del Novecento. Ogni sandalo è prodotto in colori neutri e tendenzialmente su ordinazione, per evitare ogni spreco.

Nisolo

Le calzature del brand americano sono prodotte eticamente in Perù, a Trujillo, dove l'azienda si impegna per sostenere la comunità locale di artigiani.  

Shekudo

Fondato da Akudo Iheakanwa e Shetu Bimpong, il brand Shekudo nasce come marchio di womenswear in Australia prima di focalizzarsi sulle calzature a Lagos, in Nigeria.

Blanlac

Le scarpe Blanlac sono vegane e completamente Made in Italy e l'obiettivo del brand è di far vibvere la Dolce Vita con calzature dall'eleganza senza tempo.

Rafa Usa

Sono venti gli artigiani che a Los Angeles producono a mano le scarpe Rafa USA, vegane ed eco-friendly.

Sydney Brown

L'elemento principe delle scarpe di Sydney Brown è il sughero, materiale eco-friendly perché naturale e capace di rigenerarsi e anche la colla scelta è sostenibile, così come il legno delle suole. 

 

Life in Vogue, aprile 2019: Il Guardaroba di Vogue Italia
vogue italia podcast
Moda sostenibile: ecco come ci vestiremo nel 2030
Che cosa ci sarà nei nostri armadi tra 10 anni, quando giungerà a compimento l'Agenda 2030?

Che il lockdown prodotto dalla pandemia possa essere un’occasione per il raggiungimento dell’obiettivo numero 4 dell’Agenda 2030, che promuove infatti la diffusione dell’educazione di qualità, equa e inclusiva per tutti? Leducazione ai tempi del Covid-19 è necessariamente online: ecco cinque corsi dedicati alla sostenibilità, tre dei quali completamente gratuiti, per capire ed essere parte attiva del mondo post-coronavirus:

“The Cage”, un’opera creata da Nico Krijno (1981). L’artista vive in Sudafrica e investiga attraverso la fotografia i simboli e i codici contemporanei.
MAGAZINE
Ripensare il pianeta. I corsi online di sostenibilità
Quando l’emergenza sarà finita, il business non potrà che diventare più green. E allora perché non approfittare di questi giorni per imparare il mestiere della sostenibilità?


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Moncler Genius celebra il lancio della nuova collezione 7 MONCLER FRAGMENT HIROSHI FUJIWARA, con un video e una serie di eventi, tra fisico e digitale, con attivazioni a livello globale che rispecchiano le culture locali.

In Cina è stato presentato un evento in live streaming in cui la cantante e attrice Victoria Song, l'attore comico Pang BO e il Tv host Nic Li si spostano da un Ramen Bar (ispirazione del video diretto da Genki Ito che vede come protagonista l'attore e cantante giapponese Tomohisa Yamashita) a un spazio futuristico conversando sulla street culture che ispira la collezione Moncler Genius e dando consigli di stile. Nel frattempo un truck customizzato 7 MONCLER FRAGMENT HIROSHI FUJIWARA va di store in store servendo ai clienti street food ispirato dal corto girato da Genki Ito.

In Giappone, patria di Fujiwara e dove il designer ha iniziato la sua carriera, la comunicazione del progetto si lega intimamente al cliente. Nel tipico Tokyo style, Genki Ito ha diretto uno short movie per celebrare il lancio di collezione Moncler Genius. In un Ramen bar intriso di luci al neon, Tomohisa Yamashita, cantante e attore giapponese, si ritrova all'iconico Shibuya Crossing. Nel frattempo una preview di collezione viene presentata ai fan del designer attraverso Line, la piattaforma social, insieme ad una playlist Spotify curata dal designer e musicista.

In Europa il 2 Luglio, la collezione verrà presentata da Moncler e MATCHESFASHION con una live performance trasmessa su IGTV. Benji B, noto Dj inglese, da Londra passerà lo scettro del Dj Clash a Licaxxx a Tokyo e insieme attraverseranno con la loro musica le urban subcultures che hanno ispirato il lavoro di Hiroshi Fujiwara nel tempo.

Infine la collezione Moncler Genius verrà presentata anche attraverso il progetto NOT IN PARIS, una mostra online curata da Highsnobiety.



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La Royal Academy of Fine Arts di Anversa ha presentato la sfilata di fine anno dei suoi studenti del master di moda, sconfiggendo le barriere fisiche imposte dal Covid-19 e dimostrando che il vero talento e la bellezza non conoscono limiti. Col nome di WWWSHOWWW, lo show ha presentato le collezioni di nove studenti in online streaming, attraverso una piattaforma digitale dinamica con stanze virtuali accessibili a tutti, reinventando il modo classico di sfilare con risultati soprendenti. Inoltre nomi di peso della moda hanno collaborato per rendere l'edizione di quest'anno unica e indimenticabile. Il fotografo Willy Vanderperre e lo stylist Olivier Rizzo - entrambi ex allievi dell'Academy - hanno diretto un servizio fotografico concettuale a distanza durante il periodo di isolamento causato dal coronavirus. Coadiuvati da Paul Boudens per la parte grafica, hanno creato un poster per ogni studente, in cui top model indossano un look di ogni collezione. Va sottolineato che tutto il team che ha partecipato a questa iniziativa l'ha fatto volontariamente, contribuendo allo spirito di solidarietà di questi ultimi tempi. Dal fotografo alle top model (tra cui anche Kaia Gerber), ai direttori del casting Piergiorgio del Moro e Samuel Ellis, hanno dato vita insieme a un evento memorabile.

Il Random Studio ha contribuito a tradurre la visione del futuro espresso dagli studenti in una performance raccontata a 360 gradi, attraverso l'astrazione dei meccanismi convenzionali della classica sfilata di moda, e facendo letteralmente storia. D'ora in poi tutti faranno riferimento a questo show come esempio imprescindibile, esplorando la possibilità di creare sfilate in formato digitale. Ogni studente ha anche avuto la possibilità di parlare con figure chiave del mondo della moda attraverso un "appuntamento al buio", come per esempio con Sara Sozzani MainoWalter Van Beirendonck, direttore del Dipartimento di Moda dell'Academy, ha detto in proposito che “Il punto di partenza del WWWSHOWWW è stato quello di offrire agli studenti le stesse opportunità e visibilità dei loro predecessori, ma anche di celebrare il loro duro lavoro. Willy Vanderperre e Olivier Rizzo sono stati entusiasti di poter promuovere la creatività in questi tempi difficili. Il WWWSHOWWW è un'esperienza completamente nuova, eccitante e fantastica. È il passo verso il futuro a cui noi come scuola di moda stavamo pensando anche prima della crisi Covid-19, che poi è stato accelerato vertiginosamente a causa del virus”.

Che sia in versione digitale o meno, la moda proposta dagli studenti di Anversa è sempre vera, pura e sprigiona un'energia unica, senza forzature. Ricordiamo che questi talenti sono spesso destinati a lavorare per famosi brand a Parigi, Milano, Londra e New York. Alcuni di loro riusciranno a sfondare con un proprio marchio, o fare entrambe le cose. Gli studenti del Master della Royal Academy di quest'anno sono: Florentina Leitner, Annemarie Saric, Silvia Rognoni, Sabrina Pfattner, Karolina Widecka, Nico Verhaegen, Marie Martens, Julia BallardtIsabelle Lempik.

Ne segnaliamo in particolare alcuni, di cui siamo certi che sentiremo ancora parlare.

Per la sua collezione Midnight Vertigo, la studentessa austriaca Florentina Leitner si è lasciata ispirare da elementi che creano sensazioni di vertigine, quasi ipnotici. Pensiamo ai film di Alfred Hitchcock e Roman Polanski, dal punto di vista dell'esecuzione visuale. La designer ci trasporta in un giardino fatto di geometrie oscure e fiori misteriosi, inebriandoci con un turbinio di esperienze visive e sensoriali. Vortici concentrici che schizzano veloci come giostre impazzite, colori intrecciati che diventano forme fluide, trame a scacchi che si sciolgono in pareti mobili e confondono la percezione dell'esperienza immediata. Idee grandiose che esprimono il talento immenso di questa giovanissima designer, proiettandola verso un futuro di successi. Per la sua collezione di diploma, Florentina Leitner ha inoltre collaborato col brand Komono di Anversa, creando una linea di occhiali i cui profitti sono destinati all'organizzazione Survived and Punished, che si batte per le vittime di violenze domestiche e sessuali che sono state incarcerate o si sono trovate nel mirino della legge.

L'austriaca Annemarie Saric ha tratto ispirazione da termini e frasi casuali trovati online, su riviste di moda e opere d'arte, per la sua collezione Luxus für Alle. Le foto della collezione sembrano ritagli di giornali di un'altra epoca, ci riportano allo stile delle riviste di moda anni '70 e '80, ma con un tono decisamente più dark e inquietante, che attribuisce un valore diverso alle pagine patinate virtuali del suo mondo creativo. Manichini che posano da femmes fatales ma spesso calve e quasi androgine, a sottolineare il contrasto tra le silhouette eleganti e il twist creativo che le rende irresistibili. Per gli accessori e le forme, Annemarie Saric si è ispirata al design aerodinamico e stilistico delle concept car, ovvero le automobili di lusso dalle linee futuristiche, squadrate e talvolta surreali che andavano tanto in voga negli anni '80 e hanno fatto sognare una generazione intera. Oggetti del desiderio prima di tutto, proprio come gli abiti disegnati da questa studentessa che sicuramente andrà lontano.

Con la sua collezione Maria, la studentessa italiana Silvia Rognoni ci racconta di una donna parzialmente ispirata dal protagonista de "Il Matrimonio di Maria Braun" di Rainer Fassbinder - e indirettamente di tutti quei personaggi che sembrano forti e impenetrabili guardati dall'esterno, ma nascondono in realtà una fragilità che vogliono mantenere segreta. Quella di Silvia Rognoni è una donna che soffre ma resta in piedi e non si piega di fronte al mondo, raccoglie pezzi di vestiti scuciti, tagliati e rovinati, ricomponendoli con i pochi mezzi che ha a disposizione. Rattoppa le federe e le lenzuola che trova in casa e modifica giacche oversize intorno alla vita con enormi spille da balia per renderle più femminili. I motivi rosa nelle stampe sono ispirati dai fiori di Cy Twombly. Le rose rappresentano il giardino segreto dove poter essere libera, in opposizione al metallo freddo del mondo esterno. Una donna che si reinventa partendo dalla forza della sua anima e si aggrappa al suo spirito creativo per non arrendersi.

Nella collezione Where is my curve, la studentessa ucraina Karolina Widecka parla di superstizione, teorie di complotto e pseudo-spiritualità. La curva di cui parla va intesa infatti anche come limite massimo oltre il quale non vuole lasciarsi convincere da quello che spesso non corrisponde alla realtà. Elementi chiave della collezione sono le stampe, come le banconote da un dollaro segnate da tratti o disegni applicati in rosso che diventano messaggi subliminali - e le stampe di documenti top secret poi declassificati. I concetti di rivelazione e inganno vengono eseguiti stilisticamente attraverso maglie trasparenti e tessuti sartoriali opachi, ovvero le fessure che ci permettono di sbirciare nel vago e occulto, per vedere le cose per quello che sono realmente.

La studentessa belga Marie Martens ci parla del Truman Capote degli anni sessanta, nella sua collezione Swans. Un Truman Capote che rifuggiva pubblicamente la sua omosessualità e amava circondarsi di donne belle e glamour, che definiva i suoi cigni. Lee Radziwill, sorella di Jackie O. (ex Jacqueline Kennedy) era una delle più note, insieme a Little Edie e Big Edie Beale, ovvero la nipote e la zia di Jackie O., un duo eccentrico che Truman Capote amava frequentare, visitandole presso la loro casa negli Hamptons, ormai in decadenza e piena di gatti. Lo scopo di Marie Martens è quello di riprendere l'atmosfera glamour e l'eccentricità di queste figure femminili che hanno segnato un'epoca, creando silhouette ricoperte di paillettes, matelassé ricamati a mano e maglie elaborate. 

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Margot Robbie compie 30 anni. Ecco i 10 outfit più belli dell'attrice da copiare

Tutti ricorderanno il ruolo che le ha dato il successo. Era il 2013 e la bionda, bella e incredibilmente talentuosa Margot Robbie vestiva i panni della seducente moglie di Leonardo DiCaprio in The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese. Da allora, per lei, sono arrivati ruoli sempre più importanti, tutti molto diversi tra loro, che hanno messo in luce la sua grande versatilità. A cominciare dal celebre personaggio Harley Quinn in Suicide Squad. Si è poi trasformata in Tonya nella pellicola omonima e in Kayla Pospisi in Bombshell - La voce dello scandalo, due film che le hanno regalato una nomination ai Golden Globe e una agli Oscar. È poi diventata Sharon Tate nel film di Quentin Tarantino Once upon a time in Hollywood, mentre il 2020 l'ha vista protagonista protagonista e produttrice di Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn. 

“Amo interpretare le donne di carattere, che prendono in mano il proprio destino”, ha dichiarato la star. “Mi piace pensare che su ogni set io possa imparare qualcosa di nuovo: è forse l'aspetto più eccitante del mio lavoro".

Premiere
Margot Robbie e Charlize Theron sul red carpet di Bombshell
Sfumature celestiali e sensuali scolli da femme fatale: il tappeto rosso si trasforma per le due attrici in un match tra stili opposti

E se la sua carriera va avanti a gonfie vele, lo specchio di cotanto successo è nei suoi meravigliosi red carpet. A cominciare dalle creazioni Chanel, maison di cui la bella attrice è anche testimonial. E se da un lato sul tappeto rosso adora strabiliare il pubblico con long dress e creazioni couture, dall'altro non disdegna i pantaloni, anche di pelle o denim... Purché firmati Chanel.

In occasione del suo 30esimo compleanno celebriamo lo stile di Margot Robbie con una gallery. Scoprite i 10 outfit più belli dell'attrice tutti da copiare. Dai completi con pantaloni a zampa di pelle o denim, all'abito candido in pizzo di Sangallo, fino ai preziosi abiti lunghi tempestati di applicazioni luminose: ispiratevi ai suoi look più belli. Da giorno o da sera.

Margot Robbie in ChanelMargot Robbie in Chanel - 2020Julien M. HekimianMargot Robbie 2020Margot Robbie - 2020GothamMargot Robbie in ChanelMargot Robbie in Chanel - 2019Barcroft MediaMargot Robbie in ChanelMargot Robbie in Chanel - 2019Jean Baptiste LacroixMargot Robbie in Chanel CoutureMargot Robbie in Chanel Couture - 2018Taylor HillMargot Robbie in Chanel Margot Robbie in Chanel - 2018VALERIE MACONMargot Robbie in Miu MiuMargot Robbie in Miu Miu - 2018Axelle/Bauer-GriffinMargot Robbie in Chanel - 2018Margot Robbie in Chanel - 2018Dominik BindlMargot Robbie in RodarteMargot Robbie in Rodarte - 2018Dave J HoganMargot Robbie in Tom FordMargot Robbie in Tom Ford - 2016Todd Williamson


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Obey, alias Shepard Fairey, in mostra a Palazzo Ducale di Genova

Nessun manifesto politico è riuscito finora a superare la fama di Hope, poster-icona della campagna elettorale di Barack Obama nel 2008: l’anno successivo gli Stati Uniti avrebbero avuto il loro primo presidente afroamericano. Hope nasce dall’intuizione politica e grafica dell’artista Shepard Fairey in arte Obey che, partendo da un’immagine fotografica, realizzò un ritratto in quadricomia stilizzata e colorata di blu, grigio e rosso, i colori che rimandano alla bandiera statunitense. Gli altri elementi dell’opera: lo sguardo di Obama rivolto in alto, il volto volutamente rassicurante e la scritta “HOPE”. In poco tempo, il manifesto diventa virale.

"Hope": il ritratto di Obey per la campagna elettorale del 2008 di Obama

Lo staff di Obama era al corrente che Fairey – street artist già noto nel mondo underground e attivista dichiarato del Partito Democratico – era al lavoro su un progetto legato all’immagine del loro candidato, ma il manifesto non fu una vera e propria committenza politica. Nessuno avrebbe scommesso su un successo così clamoroso.

Una volta eletto, Barack Obama decise di inviare dalla Casa Bianca una lettera ufficiale di ringraziamento all’artista (“Ho il privilegio di essere parte della tua opera d’arte e sono orgoglioso di avere il tuo sostegno”): Hope, intanto, era diventata un’immagine talmente pop da meritarsi un posto nella collezione permanente della National Portrait Gallery di Washington  («la più efficace illustrazione politica americana dai tempi dello Zio Sam», scrisse un critico americano). E Obey avrebbe collaborato anche alla seconda campagna elettorale di Obama.

Se la storia di Hope vi appassiona e se vi piace la street art griffata Obey passate questa estate da Palazzo Ducale di Genova (dove è in corso un’altra esposizione particolare: ne abbiamo parlato qui): dal 4 luglio è in mostra, per la cura di Gianluca Marziani e Stefano Antonelli, Obey fidelity. The art of Shepard Fairey.

A vedere oggi alcune grafiche di Obey – che nel frattempo è diventato anche un marchio dello street wear – sembra passata un’era geologica: dov’è finito lo spirito di Hope del 2008? Dov’è  la speranza del sogno americano e del cambiamento? Nelle ultime settimane, dagli USA le notizie legate alla diffusione del Covid e ai tassi, impressionanti, di disoccupazione e di incremento della povertà, sono state surclassate, dopo l’atroce morte di George Floyd e di altri afroamericani, dalle manifestazioni per la difesa dei diritti promosse dal movimento Black Lives Matter: passeggiare per il portico di Palazzo Ducale, dove i poster di Obey sono esposti, e osservare i suoi lavori è un utile esercizio per capire quanto profetico (e inascoltato) sia il suo lavoro. Suddivisa in quattro sezioni tematiche (donne, ambiente, pace, cultura), la mostra è un viaggio visivo nei “buchi neri” dell’America dentro i quali Obey non ha paura di guardare, per rilanciare il suo messaggio di rivalsa.

Vero utopista o creativo scaltro che ha capito che con un bello slogan, confezionato graficamente alla perfezione, si può conquistare il mercato (dell’arte e della moda)? Shepard Fairey, oggi 50enne ed ex ragazzino della Carolina del Sud che, diplomato in Belle Arti, divenne famoso grazie a stickers passati ai suoi amici skaters, è un tipo difficile da definire. Di certo la sua forza sta nella capacità di manipolare le immagini (lo fece fin dall’inizio, con il volto di André the Giant, il campione di wrestler) trasformandole in fenomeni: la sua firma OBEY (obbedire) in calce al volto del campione è diventata subito guerrilla art da appiccicare sui muri delle strade. E poi sugli oggetti e su capi di abbigliamento. S’impone da sola, senza sforzo. Obey diventa virale giocando sull’ironia: tutti dobbiamo essere i paladini, tutti dobbiamo obbedire a questa nuova, strana militanza artistica.

Un'opera di Obey in mostra a Genova
Un'opera di Obey in mostra a Genova

A Genova  troviamo esposte serigrafie e litografie provenienti da collezioni private che fanno di  Obey il prototipo del nuovo artista politico, consapevole che i temi più importanti si affrontano con simboli e intelligenza visiva, grazie all’impatto rapido di un messaggio in cui riconoscersi. Lo vediamo in opere come We the people – defend dignity che fa parte di una serie di ritratti per la campagna We the People pubblicata da Amplifier Art il 21 gennaio del 2017, in concomitanza con la Marcia delle Donne, una delle più ampie proteste mai realizzate negli Stati Uniti.

Tra i suoi lavori recenti, un’immagine ispirata al dramma della pandemia (un po’ come ha fatto Banksy): Angel of Hope and Strength  - un’infermiera con ali celestiali e una fiaccola in mano – finirà stampata su magliette la cui vendita andrà a sostenere le attività della Croce Rossa Italiana. Come sempre in Obey, l’arte deve essere da tutti fruibile e condivisibile: sia essa un poster o una scritta su una felpa o un cappellino, nasce per parlare a chiare lettere al mondo. E chi ne fruisce “obbedisce” al messaggio.

Banksy a Ferrara: la nuova mostra 
A Palazzo dei Diamanti Un artista chiamato Banksy (fino al 27 settembre), per vedere 130 opera del misterioso street artist: uno sguardo indietro ai primi lavori per coglierne l'intera traiettoria 
"We the People are greater than Fear" di Obey


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Da testimonial a creativa, Millie Bobby Brown disegna i gioielli Pandora

Essere la loro testimonial significa molto per me. Fin da piccola sono stata una grande fan di Pandora e per questo, continuare a collaborare con un brand che permette di esprimere se stessi attraverso il proprio stile, è un sogno che diventa realtà”.  Non solo, dopo essere stata chiamata per rappresentare l'azienda ora Millie Bobby Brown è diventata co-creatrice della collezione Pandora Me.

Collaborazioni
Occhiali 2020, Millie Bobby Brown X Vogue Eyewear
L'occhiale come accessorio (anche funzionale) per esprimere il proprio stile

Nel dettaglio la giovane attrice ha disegnato quattro charms pendenti e un mono orecchino: pop e gioiosi i temi scelti come la stella e la tartaruga marina, l'ananas, il fenicottero rosa e l’oceano, sono tutti diventati gingilli rifiniti a mano in argento sterling 925 e zirconia cubica colorata "Volevo catturare il divertimento e il colore dell'estate e la bellezza di ciò che il mare ci offre. Alcuni dei miei animali preferiti e, naturalmente, i miei colori preferiti sono inclusi in questi ciondoli e adoro la storia che raccontano quando li combini in modi diversi."

Retouch by: Wetouch Imagework
Retouch by: Wetouch Imagework
WETOUCH IMAGEWORK


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Lamenti la perdita dei festival estivi e la mancanza di musica live quest’anno? Hai bisogno di fonti affidabili che ti raccomandino nuovi artisti? Lascia che sia una delle migliori artiste Afrobeat ad aggiornare la tua playlist

“Ho 3 musicisti di cui non si può assolutamente fare a meno.”

“La scena Afrobeat è davvero eccitante al momento,” racconta la pluripremiata cantautrice Tiwa Savage, prontissima a lanciare il suo nuovo singolo, Dangerous Love, il mese prossimo. Con una vera e propria legione di fan, la Savage è una delle migliori artiste africane nell’industria musicale, “Vorrei vedere la nostra musica crescere oltre l’Africa… sono così fortunata ad essere parte di ciò. Questa è storia!”

Dalla sua casa a Lagos, in Nigeria, la Savage si prende una pausa per condividere la scena con 3 artisti emergenti che considera i più eccitanti nel mondo della musica. Attraversando confini e generi, scopri quali, secondo la Savage, saranno i prossimi grandi nomi della musica, mentre li chiama uno per uno.

Guada la Savage videochiamare Hamzaa – l’artista britannico R&B, già elogiato da Stormzy e Wretch32. 

“Hamzaa è una potenza. La sua tonalità è fantastica. Le sue canzoni sembrano avere una storia con cui ti puoi identificare.”

Poi si connette con la sensazionale cantante soul ghanese, Efya, che canterà per la Savage in futuro. 

“La musica di Efya è molto profonda. É così talentuosa che potrebbe fare qualsiasi cosa. Potrebbe lanciarsi sul reggae, potrebbe fare pop, potrebbe cantare R&B. Fa di tutto e lo fa senza alcuno sforzo.”

Dulcis in fundo, Wavy the Creator si collega per spiegare alla Savage l’importanza dello stile e dell’espressione e come l’introversione di Wavy abbia quasi impedito una carriera musicale.

Clicca su play e lascia che la Savage ti presenti le novità musicali più eccitanti presenti nella sua rubrica. Ascolta e alza il volume.

Credits:

con Tiwa Savage Efya Hamzaa Wavy the Creator

Ringraziamenti: CEEK Global Innovations COLORSXSTUDIOS Disturbing London Downtown Music Mahogany Warner Music Gavin Powell Aaron Cowan

CASTING: Nurrrr



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Complice l'estate il biondo piace e le schiariture capelli ancora di più. Lo dimostrano It-girls del calibro di Kaia Gerber ed Emily Ratajkowski che, per la prima volta, hanno detto addio al loro iconico brunette per trasformarsi in bionde da urlo. Se volete copiare i loro colori, uno vira verso il platino e l'altro è un burro caldo. Per chi, al contrario delle due modelle, non vuole cedere a un biondo pieno e permanente - ma nemmeno vedersi troppo castana - esistono le schiariture capelli. Sono tutte tecniche che permettono di illuminare incarnato e chioma senza dover decolorare esageratamente i capelli. Certo, considerate che la decolorazione - anche di uno o due toni - tende a sfibrare e seccare le lunghezze ma, se fatta a regola d'arte e ben mantenuta a casa, non darà problemi. Da provare queste 6 tecniche. Sono tutte customizzate, ovvero fatte “su misura” dall'hairstylist in base all'incarnato e alla forma del viso per esaltarlo al meglio.

Le graffiature

Come si intuisce dal nome, sono delicate striature tono su tono che ravvivano e illuminano il colore senza dare stacchi cromatici importanti. Consiste nell'intingere il pettine, a denti stretti, in un decolorante, per poi pettinare dalle radici alle punte. 

Jennifer Lopez.  Foto Getty Images2020 Film Independent Spirit Awards - Arrivals
Jennifer Lopez.  Foto Getty Images
Albert L. OrtegaLo shatush

Una tecnica che continua a piacere. Si dividono i capelli in ciocche e si cotonano leggermente, per poi decolorare le parti selezionate in maniera graduale dalle radici fino alle punte. Anche se passano i mesi, l'effetto resta bello.

Behati Prinsloo.  Foto Getty ImagesSupermodel Behati Prinsloo Celebrates The Launch Of Behati Juicy Couture Black Label
Behati Prinsloo.  Foto Getty Images
Michael StewartIl balayage

La  schiaritura è graduale e non stravolge la base della chioma. Come per il dégradé, si concentra principalmente sulle lunghezze dal mento in giù e si fa più intensa sulle punte. La versione ancora più soft è il balayage.

Danna Paola. Foto Getty Images"El Rey Leon" Madrid Premiere
Danna Paola. Foto Getty Images
Carlos AlvarezLe mèches

Amatissime negli anni Novanta, regalano quell'effetto biondo non impegnativo. E, a differenza dello shatush, possono essere realizzate una sopra all'altra senza dover ripetere la procedura da capo. Questo perché, grazie a micro “righe” di biondo, vanno ad aggiungere volume. Sono però indicate per le più chiare, per non creare un effetto troppo artificioso.

Jennifer Aniston.  Foto Getty Images26th Annual Screen Actors Guild Awards - Arrivals
Jennifer Aniston.  Foto Getty Images
Steve GranitzGli ombré

La schiaritura si concentra solo sulle punte. Lo stacco è piuttosto netto ed è adatto a capelli lunghi per un effetto cool. Si può mantenere per mesi, “rinfrescando” il colore con un toner.

Bianca Balti. Foto Getty ImagesamfAR's 20th Annual Cinema Against AIDS - Arrivals
Bianca Balti. Foto Getty Images
Dave J HoganI colpi di sole

Storici quanto le mèches, consentono di ritoccare il colore di massimo due toni dalla radice per dare un effetto luminoso naturale. L'effetto sarà simile alle bambine bionde che, in estate, vedono i capelli più chiari grazie all'effetto dei raggi del sole.

Jennifer Lawrence.  Foto Getty ImagesPremiere Of 20th Century Fox's "Dark Phoenix" - Arrivals
Jennifer Lawrence.  Foto Getty Images
Steve Granitz


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Ieri: Brigitte Bardot e Jane Birkin. Oggi: Dakota Johnson e Heidi Klum. Sono solo alcune delle tante star che, negli anni, hanno ceduto all'irresistibile richiamo della frangia, una sorta di "accessorio", capace di incorniciare perfettamente lo sguardo, regalando personalità e carisma al volto

Ovvio, la frangia non dona esattamente a tutte ed è meglio saperlo in anticipo. Come ricorda infatti Antonia Mastromauro, alla testa del salone Mastromauro Hair & Beauty di Milano, “Se molto fanno le proporzioni e il tipo di frangia (piena o sfilata, mini o maxi), vero è che su volti molto tondi è meno indicata, mentre la si consiglia a chi a un viso dalla forma allungata, a chi ha la fronte particolarmente alta, ma anche a chiunque abbia uno sguardo con personalità, da evidenziare all'istante”. 

Per chi ha già questo taglio e non ha alcuna intenzione di passare ad altro look, quali sono i consigli su come asciugare la frangia alla perfezione e, quindi, evitare arruffamenti e/o ciuffi ribelli? Vediamo insieme gli step irrinunciabili dopo la doccia.

PARIS, FRANCE - MARCH 03: Jeanne Damas wears a black and red floral print dress, outside Valentino, during Paris Fashion Week Womenswear Fall/Winter 2019/2020, on March 03, 2019 in Paris, France. (Photo by Edward Berthelot/Getty Images)
Tendenze capelli 2020
Gli 11 tagli di capelli più richiesti per l'estate 2020 
Indipendentemente dalle tendenze stagionali, il pixie cut, il blunt bob e le beach waves continuano a essere i tagli di capelli più richiesti 
Come asciugare la frangia lunga e corta: how to

Dato che siamo dell'idea che dagli errori si impari (e migliori) sempre, partiamo dai do not in materia di frangia e asciugatura. Secondo Mario Firriolo, partner Wella, “Il principale errore che si tende a fare è quello asciugare i capelli a testa in giù, non rispettando la direzione della frangia. Così facendo si alzano le radici e la frangia diventa per forza di cose ribelle e indomabile. Che sia corta (alla Amélie) oppure lunga (alla Dakota), occorre seguire il movimento e la direzione della frangia con getto di aria non troppo forte. Una volta asciutta al 90% è ideale aiutarsi con una spazzola piatta per regalarle una leggera lucidatura. In estate, comunque, si può optare anche per un look più naturale e meno impostato, lasciando asciugare all'aria”.

Due prodotti per gestire la frangia “ribelle”

L'effetto estivo, abbiamo visto, è volutamente non perfetto e questo ci sgrava da dispendiosi rituali post lavaggio. “In generale, l'asciugatura e lo styling della frangia possono fare a meno dell'uso di prodotti, specie in questa stagione. Qualora, però, abbiate bisogno di gestire una frangia ribelle e usiate a questo scopo la piastra lisciante, sì a un prodotto termoprotettivo specifico, da usare prima dell'uso: oltre mettere la chioma al riparo dai danni del calore, regalerà lucentezza e texture alla vostra frangia. Se il problema è per voi rappresentato dall'alto livello di umidità, consiglio invece uno spray a tenuta forte, pettinabile e ripettinabile per ottenere l'effetto desiderato e stare serena della resa long lasting”.

Heat Protection Spray di Wella Professionnals
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