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BEAUTY NEWS

So here we are in La Bella Italia: Bright sunshine and vivid colour on clothes swaying in the breeze and flowing over the body in lively patterns. It’s high summer in Portofino, with the sea swirling as giant boats master the ocean. 

In your dreams. But this fake summer show – capturing so many displays of Dolce & Gabbana’s fantasy presentations to their private clients – is not a bad way of passing Covid time. As long as you accept that your chances of grabbing a dress made of hand-painted scarves don’t only depend on whether or not you can afford it. For it was probably sold hours ago, digitally, to someone online in Moscow or Singapore.  

The Dolce & Gabbana Summer 2020 Alta Moda collection features hand-painted silks
The Dolce & Gabbana Summer 2020 Alta Moda collection features hand-painted silks

My first impression at this launch of the Italian Haute Couture season was of missing the super-rich couples who have always been part of the fun of this glam gathering of Domenico Dolce and Stefano Gabbana’s clients. Oh how I wish I could see these eager people, plonking down on a velvet chair a big, bold, must-have-cost-at-least-five-grand flashy handbag. And beside them the peacock males – although they have their own menswear collection, shown separately. 

A mix of classic Italian design motifs for Dolce & Gabbana Summer 2020 Alta Sartoria
A mix of classic Italian design motifs for Dolce & Gabbana Summer 2020 Alta Sartoria

My first stop is usually the jewellery, good enough to eat as a pair of giant earrings makes fruity shapes in multi colours. The only time I missed out on studying the sparkle was the time when we all got on a boat at Lake Como and I was too seasick to study those jewels in depth – or cope with the sight of an American diva swaying on her super-high heels against the swell of the tide. 

Now we were on terra firma – Domenico and Stefano’s huge fashion house in Milan, with its palazzo and galleries, all dressed up in high glamour to match the jewellery models wearing furry collars against bare skin. The jewels were in competition with the chandeliers – all of them. But there were also earrings composed of purple spinels held by emeralds, garnets, South Sea pearls and – But of course! – diamonds.

Dolce & Gabbana's juicy-fruit Alta Gioielleria Summer 2020 collection
Dolce & Gabbana's juicy-fruit Alta Gioielleria Summer 2020 collection

“It is the summer dream of the Italian dolce vita; deep in the heart of the Mediterranean, the glamour and timeless elegance of the most beautiful and iconic summer resorts in our country,” Stefano Gabbana said. “Our imagination took us to Portofino, to the Faraglioni of Capri, the enchanting Ancient Greek theatre of Taormina, and Palermo – so historic and with scents and flavours.”  

Silks, faux furs glitter and gemstones in Dolce & Gabbana's Summer 2020 Alta Moda collection
Silks, faux furs glitter and gemstones in Dolce & Gabbana's Summer 2020 Alta Moda collection

The mouthwatering vision of the Italy of our dreams was echoed by Domenico Dolce, pointing out what he called “the roots of Italy, with its cities, traditions and stories of infinite beauty”.  

“The new high jewellery collection is synonymous with colour, lively imagination and grandiose artisanship,” the designer continued, adding the importance of “flowers, fruit and folkloric symbols”. 

Dream on. The designers, who sometimes lean towards pastiche, were relatively calm in this summer collection – once you had absorbed the swelling music, those big-and-bold jewels, and bared skin under the fluttering fabrics. 

Kimono and kaftan cuts lend themselves to Italian summer silks for Dolce & Gabbana Summer 2020 couture
Kimono and kaftan cuts lend themselves to Italian summer silks for Dolce & Gabbana Summer 2020 couture

I asked “the boys”, as Stefano and Domenico are so often called, if the scent of the Far East was part of the show. They replied jointly, saying “There is no specious reference to China or Japan, but we worked on garments that traditionally belong to different cultures,” such as “kaftans, kimonos and pyjamas,” they explained. “They are easygoing, comfortable and conversational, with a sense of incredible lightness while remaining glamorous. And we believe that men as well as women look absolutely charming in them.”  

In previous years, having enjoyed watching clients rushing out and fighting the competition to try on the outfits, I was intrigued to see how that might be achieved online. Moving from one grand room to another in the D&G headquarters, I was actually able to envisage the digital purchasing as the courteous staff held out for digital inspection clothes, accessories and jewels. No touching! How true that was. 

Men can also treat themselves to bold jewels in the Dolce & Gabbana Summer 2020 Alta Sartoria collection
Men can also treat themselves to bold jewels in the Dolce & Gabbana Summer 2020 Alta Sartoria collection

But as a way of getting clothes to clients, the presentation seemed pretty smart. “We envisaged our clients in their boats under the starry sky that illuminated the nights of Positano or Capri – everyone elegantly dressed but relaxed-looking.” 

 

Back home in London, I was wrapping a wool cardigan around my bare arms and thinking that the Italian summer dream seemed an ocean away.



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Kanye West vuole candidarsi alle presidenziali USA del 2020. Lo ha annunciato su Twitter ai suoi quasi 30 milioni di follower, il 4 luglio, giorno di festeggiamenti negli Stati Uniti. “Dobbiamo mettere in pratica la promessa dell’America, riponendo la nostra fiducia in Dio, unificando la nostra visione, e costruendo il nostro futuro. Ho deciso di correre per la Presidenza degli Stati Uniti #2020VISION”, ha twittato Kanye (poi ritwittato più di 520mila volte, almeno fino a questo momento) sotto l’immagine di una bandiera a stelle e strisce.

Protagonista di un beau geste pochi giorni fa, quando ha donato due milioni di dollari alla causa di Black Lives Matter e a sostegno della figlia di George Floyd, Kanye è noto anche per gli interventi, spesso controversi, sui social. Che si tratti quindi di una nuova boutade? Va detto che non è la prima volta che West, 43 anni, rapper plurimiliardario e stilista, parla di correre per le Presidenziali USA: lo aveva già fatto l’anno scorso, ma si riferiva alle elezioni 2024. E nel 2018 lo abbiamo visto sfoggiare un berretto rosso MAGA (Make America Great Again) in occasione di un incontro alla Casa Bianca con Donald Trump, a cui aveva dichiarato pubblicamente la sua stima. Poi aveva cambiato idea, dichiarando di volersi allontanare dalla politica, perché le sue parole erano state travisate e lui “usato”.

Paris Fashion Week 2020: Kanye West, coro gospel a sorpresa 
Il musicista e designer ha organizzato il suo “Sunday Service” a Parigi. Tra il pubblico anche Kim e Kourtney Kardashian e Joan Smalls

E adesso sembra tornare alla carica per le Presidenziali di novembre, anche se non si capisce se sta facendo sul serio, se è ancora in tempo e, soprattutto, se può farlo. Sembrerebbe di no: è troppo tardi per partecipare alle primarie democratiche, e anche correre da indipendente sarebbe difficile. E poi dovrebbe iniziare la sua campagna elettorale adesso, a meno di sei mesi dalle elezioni. Inoltre, come si legge su Bloomberg.com, non sembra abbia nemmeno iniziato le procedure burocratiche necessarie. Insomma: non ha ancora riempito e spedito nessun modulo alla FEC, la Federal Election Commission.

Mentre attendiamo di scoprire cosa ha in mente Kanye, che forse vuole solo creare suspense per il suo probabile nuovo album (dopo il singolo uscito quest’anno, “Wash Us In The Blood”), sono migliaia i commenti al suo tweet, alcuni entusiasti, vedi Elon Musk, che lo appoggia incondizionatamente, altri decisamente meno. E alcune celeb, vedi Paris Hilton e Hilary Duff, si stanno prendendo gioco di lui su Twitter e Instagram. Una cosa è certa: Kanye sa come far parlare di sé. Lo ha fatto pochi mesi fa con un coro gospel a sorpresa (100 componenti, tutti vestiti Yeezy) alla Paris Fashion Week, in un momento in cui molte sfilate venivano cancellate. E noi, in attesa di sapere qualcosa di più sulle prossime mosse di Kanye, una certezza ce l’abbiamo: YZY, la nuova collaborazione con Gap.



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L'atteggiamento paternalistico di parlare di questioni femminili senza interpellare le dirette interessate. Essere interrotte bruscamente senza avere la possibilità di terminare la frase. Il Mansplaining, tornato alla ribalta dopo quanto accaduto durante la finale del Premio Strega tra la scrittrice Valeria Parrella e il conduttore di Rai3, riporta alla ribalta una questione cruciale: parlare di donne senza le donne si può?Continua a leggere

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Quando dici “colonna sonora”, pensi Ennio Morricone, uno dei più prolifici e autorevoli compositori del cinema italiano e internazionale, morto a 91 anni il 6 luglio 2020. Ne firmò più di 400 e fu capace di muoversi tra i più disparati generi, passando dalle sinfonie più classiche a brani di pura avanguardia. Tra i primi pezzi che compose, prima di arrivare al cinema, ce ne sono due che tutti abbiamo cantato almeno una volta. Sapore di sale di Gino Paoli e Se telefonando di Mina. Nel 61 firma la sua prima colonna sonora per Il federale di Luciano Salce, ma fu l’amicizia con Sergio Leone, conosciuto sui banchi di scuola a decretare per sempre il suo ingresso nel mondo del cinema. Per celebrare la sua memoria, proprio nel giorno della sua morte, riascoltiamo insieme 10 dei suoi capolavori più intensi.

Per un pugno di dollari di Sergio Leone (1964)

Caposaldo del genere spaghetti western, è un film del 1964, il primo, insieme a Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto, il cattivo (tutti firmati da Ennio Morricone in fatto di musica), della cosiddetta trilogia del dollaro, diretta da Sergio Leone e interpretata da Clint Eastwood. È il primo film di Sergio Leone che Morricone traduce in musica, firmandosi con lo pseudonimo Dan Savio (tutti si erano dati nomi d’arte inglesi perché il film doveva arrivare anche sul mercato americano).

C’era una volta il west di Sergio Leone (1968)

Claudia Cardinale, Henry Fonda, Jason Robards e Charles Bronson sono i protagonisti di questo western all’Italiana, il primo di una nuova trilogia (Giù la testa e C'era una volta in America furono i film seguenti). Protagonista è Armonica in cerca di vendetta nel deserto del Mojave. Soundtrack con di base il suono acido dell’armonica e il ritmo della chitarra elettrica, in un mix inedito

Novecento di Bernardo Bertolucci (1976)

Una maratona di cinque ore per il film del 1976 diretto da Bernardo Bertolucci che racconta i conflitti sociali e politici che ebbero luogo in Italia nella prima metà del XX secolo. Non è certamente la più nota delle composizioni del maestro, ma per noi un capolavoro capace di rappresentare il maestoso ritratto di un secolo.

C’era una volta in America di Sergio Leone (1984)

Ambientato nelle nebbie di New York racconta le drammatiche memorie di un uomo, il criminale David “Noodles” Aaronson. Una vera e propria odissea della vita. Per il film del 1984 Morricone compose una delle sue sinfonie più struggenti ed emozionanti, capace di farti subito empatizzare con i protagonisti

Mission di Roland Joffé (1986)

Il film del 19 xx racconta la storia di un trafficante di schiavi convertito che si unisce a un gesuita spagnolo tra gli Indiani sudamericani nel XVIII secolo. La colonna sonora di Ennio Morricone mixa cori liturgici, percussioni etniche e chitarre spagnole e perfettamente rende in musica la drammaticità degli eventi narrati. Falls, il tema principale, è diventato uno dei brani più popolari di  Morricone, usato spesso anche in pubblicità.

Gli intoccabili di Brian De Palma (1987)

Siamo nella Chicago del Proibizionismo e della malavita, tra le nebbie dei vapori dell’alcol. Siamo nel 1930. Nel 1987, ispirandosi all’omonima serie televisiva americana, Brian de Palma firma il film che racconta la vita di Elliott Ness, l’agente federale che riuscì ad arrestare e condannare il celeberrimo Al Capone. La sua musica dalle atmosfere tenebrose riesce a trasmettere magistralmente la tensione della trama del film.

Nuovo cinema paradiso (1988)

La Sicilia di Giuseppe Tornatore, il passato, i ricordi… quelli che pensi di aver scordato ma che ritornano. Anzi scopri che sono quelli che hanno contribuito a far di te quello che sei. Parlandone non si può non ricordare l’ultima sequenze quella in cui il protagonista rivede in un’unica pellicola tutte le scene dei baci allora censurate dal prete che gestiva il cinema. La colonna sonora ha l’aura sognante che i ricordi esigono, la malinconia e la nostalgia di un’infanzia che non ritorna.

La Leggenda del Pianista sull’Oceano di Giuseppe Tornatore (1998)

Ancora Giuseppe Tornatore in un film che si ispira al romanzo Novecento di Alessandro Baricco. La trama: viene trovato a bordo di un transatlantico un neonato chiamato Novecento. Cresce sulla nave, adottato dall’equipaggio, e trova qui la fama diventando un pianista. È il piano anche il protagonista della colonna sonora di Morricone, metafora di casa, rifugio, unico luogo in cui ci si sente protetti. Ma anche unico mezzo di comunicazione in un oceano di incomunicabilità.

Malena di Giuseppe Tornatore (2000)

Maddalena Scordía, soprannominata Malèna è la donna più bella del paese, Castelcutò, un immaginario borgo della Sicilia. Ed è proprio la sua bellezza a causarle i guai raccontati nel film, ambientato durante la seconda guerra mondiale. Quella bellezza che suscita da un lato l’attrazione degli uomini del luogo, e dall’altro l’invidia e la paura delle loro donne che non esitano a trascinarla nella polvere. La title track "Malèna" è stato registrata da Yo-Yo Ma e cantata da Hayley Westenra con testi di Hayley Westenra.

The Hateful Eights di Quentin Tarantino (2015)

Secondo western del regista dopo Django Unchained. Siamo nel Wyoming della guerra civile, e otto prigionieri criminali si rifugiano nell’emporio Minnie e scatenano l’inferno. Inizia la loro epopea. Tra oboe, organi e il suono dei carillon la colonna sonora che finalmente gli valse un Premio Oscar nel 2016, rende perfettamente l’ansia, il terrore, l’atmosfera lugubre della trama in un climax di tensione verso la fine violenta



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Sta per uscire il video di "Non mi basta più", la hit dell'estate 2020 realizzata da Baby K. A collaborare con la cantante è stata Chiara Ferragni, che ha cominciato a condividere alcuni dei look che sfoggerà nella clip. Con indosso un body jungle, il turbante e le calze a rete ha letteralmente spaccato il web.Continua a leggere

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Vista la quantità di mascherine che si possono trovare in commercio, in molti abbiamo ormai una collezione privata studiata per il nostro stile, con una vasta gamma di colori e fantasie che possono completare il look di stagione. A tutti gli effetti, la mascherina è diventato un accessorio della quotidianità che, utilizzato secondo alcune precise regole, garantisce protezione. C'è una considerazione che vale la pena fare: come si lava correttamente la mascherina di tessuto? Non solo: quanto spesso va lavata per tenerla pulita, non rovinarla e, per di più, mantenere la pelle sana? Uno dei problemi riscontrati è infatti la Maskne, l'acne da mascherina. L'argomento lo abbiamo già affrontato con il team beauty in questo articolo, con relative soluzioni.

A queste domande, la professoressa del dipartimento di salute della Johns Hopkins Bloomberg School di Baltimora, Kirsten Koehler, ha risposto a Vogue Uk. Qui vi riportiamo suggerimenti e consigli.

Quante volte devo lavare la mascherina?

Le maschere per il viso di tessuto riutilizzabili devono essere pulite e disinfettate dopo ogni utilizzo. Se questo non è possibile, si consiglia di metterle in un luogo caldo, per esempio vicino a una finestra, all'interno di un sacchetto di carta (non di plastica!). Bisogna però aspettare due giorni di quarantena per poterla riutilizzare: ciò renderà inattivo il virus.

Perché è necessario lavare una maschera dopo ogni utilizzo?

Il consiglio degli esperti è di non andare in giro con una maschera sporca poiché potrebbe contenere goccioline che evaporando in particelle persistenti, esponendo al virus chi ci circonda.

Come lavare la mascherina di tessuto, a mano o in lavatrice?

L'accessorio si può far parte del normale bucato, utilizzando un detergente delicato e acqua calda. Si può anche lavare a mano, con acqua e sapone, ma bisogna fare una bella e abbondante pulizia di almeno 20/30 secondi sotto acqua corrente calda, come per la pulizia delle mani. L'asciugatura va fatta in un luogo caldo.

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"Ogni tanto possiamo concederci un gelato al posto del pranzo senza che questo comprometta la nostra linea. Basta seguire alcuni accorgimenti". La dottoressa Elisabetta Macorsini, biologa e nutrizionista dell'Istituto Humanitas, spiega come possiamo integrare il gelato nella nostra dieta e come preparare dei ghiaccioli fatti in casa.Continua a leggere

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