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BEAUTY NEWS

orizzontaleDi contraccezione, in Italia, se ne sa troppo poco. E pure quel poco non sempre è completo e attendibile. Il problema riguarda soprattutto le nuove generazioni che, nell’89% dei casi, ricorrono a Internet per informarsi: nonostante la vastissima quantità di contenuti a disposizione, non sempre sono in grado di distinguere adeguatamente tra un’informazione corretta e una totalmente “fake”. «In Rete esistono moltissime informazioni certificate, ma il numero di fonti è infinito e i ragazzi, incapaci di fare adeguata selezione, si perdono la questione contraccettiva», sottolinea la ginecologa Manuela Farris, Consigliere della Società Italiana di ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza e membro della Società Italiana di Contraccezione. «In passato, c’era anche una maggiore conoscenza del proprio corpo, mentre oggi le ragazze non sono interessate a capire neanche come funzioni il ciclo. In generale, i giovani Millennial appaiono poco interessati e stimolati a comprendere come siamo fatti e questo determina un calo di consapevolezza generale». Un fenomeno preoccupante, frutto di un abbassamento culturale e della superficialità che sta segnando l’epoca contemporanea. Il costo sociale che ne deriva non è indifferente e si ripercuote sul modo in cui si percepiscono e affrontano tappe importanti della maturazione psicologica e sessuale. A differenza di quanto avveniva negli scorsi decenni, per esempio, il Servizio Sanitario Nazionale non fornisce più gratuitamente la contraccezione e, di converso, tra i Millennial si registra un’alta percentuale di rapporti non protetti. Seppur oltre il 50% delle Millennial (giovani di età compresa tra i 21 e i 29 anni) consideri fondamentale l’utilizzo dei contraccettivi, quasi due terzi di loro non ne ha fatto uso durante un rapporto (Fonte: studio GfK Health online condotto sui Millennial di 15 Paesi). Nei dati pubblicati dal Ministero della Salute il caso più eclatante: il ricorso alla contraccezione di emergenza, la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, è passato da 16mila unità vendute nel 2014 a 190mila nel 2016.

Anche per questa ragione, l’azienda farmaceutica tedesca Bayer ha deciso di avviare un’ampia campagna educazionale e di sensibilizzazione sul tema della contraccezione, con l’obiettivo di consentire a ogni donna, partendo dalle più giovani, di avere a disposizione tutti gli strumenti per prendere decisioni consapevoli e responsabili in ambito contraccettivo. Proprio in occasione del primo incontro promosso in Italia, dal titolo Donne e contraccezione: la consapevolezza è libertà, attraverso dati e analisi raccolti nel nostro Paese sulla conoscenza e l’uso della contraccezione ormonale in particolare, è emerso un quadro alquanto significativo.

CONTRACCEZIONE ORMONALE, QUESTA SCONOSCIUTA I dati ufficiali della World Health Organization rivelano che in tutto il mondo il 41% delle gravidanze sono indesiderate e si concludono nel 50% dei casi con un’interruzione volontaria di gravidanza. Se tutte le donne utilizzassero contraccettivi affidabili, il numero di gravidanze inattese crollerebbe di ben il 70%. In Italia, l’uso dei contraccettivi ormonali (pillola, anello, cerotto, etc.) è attualmente molto limitato rispetto a gran parte dei Paesi europei. Solo il 14% delle donne in età fertile ne fa uso (al pari dell’Ungheria), rispetto a una media del 40% in Paesi come Belgio, Olanda e Lussemburgo. A livello regionale, poi, il dato sulla contraccezione è molto disomogeneo: a parte di caso della Sardegna, dove si registra un 29% (qui, la presenza di una malattia come l’anemia mediterranea ha comportato una più facile programmazione delle gravidanze), man mano che si percorre lo stivale da Nord verso Sud, il ricorso a qualunque contraccettivo ormonale diminuisce drasticamente, raggiungendo solo il 7% in regioni come la Campania, dove è evidente un disinteresse ad affrontare il problema.

CONTRACCEZIONE: COME CI SI INFORMA IN ITALIA Di fronte a tali dati, un’informazione corretta e affidabile in ambito contraccettivo diventa pertanto cruciale. Eppure, per sapere cosa, come e quando ben l’89% delle giovani utilizza Internet come fonte principale, incappando spesso in bufale e fake news. Quasi la metà, inoltre (48%), quando si tratta di contraccezione chiede semplicemente agli amici. Tuttavia, le madri hanno un ruolo fondamentale nel processo di consapevolezza delle figlie, arrivando anche a incoraggiarle a rivolgersi al ginecologo per una scelta informata e responsabile. «La cultura contraccettiva delle ragazze dipende molto da quella delle madri, le quali possono favorire determinate scelte o atteggiamenti», evidenzia la ginecologa Farris. In questo frangente risulta peraltro centrale il ruolo dei medici, figure determinanti ai fini di un’informazione puntuale e un corretto uso della contraccezione. «Per fortuna, anche nell’affrontare una consulenza ginecologica, l’imbarazzo è cosa sempre più rara». In generale, la conoscenza dei giovani sull’efficacia dei vari metodi contraccettivi è purtroppo molto limitata: considerano la pillola (88%) e il preservativo (93%) i metodi anticoncezionali più efficaci e addirittura il 55% dei giovani annoverano la “pillola del giorno dopo” come efficace metodo contraccettivo. La maggioranza dei metodi contraccettivi rimane loro sconosciuta.

IL RUOLO FONDAMENTALE (MA INSUFFICIENTE) DELLA SCUOLA L’82% delle giovani ritengono insufficienti le nozioni apprese a scuola. Vero è che parlare di educazione sessuale nelle scuole italiane resta ancora oggi un tabù. E questo nonostante esistano in proposito precise direttive europee finalizzate, in primis, alla salvaguardia della salute. Nel rapporto “Policies for Sexuality Education in the European Union” (2013) pubblicato dal Dipartimento Direzione generale per le politiche interne del Parlamento Ue si legge infatti che «gli esperti hanno affermato in numerosi studi e rapporti che un’educazione sessuale insufficiente porta ad un aumento del tasso di gravidanze in età adolescenziale e a una maggiore quantità di persone che soffrono di AIDS e malattie sessualmente trasmissibili». Ragione per cui «l’educazione sessuale dei giovani deve essere considerata come uno strumento appropriato per prevenire questi effetti negativi». I motivi per i quali parlare di sessualità a scuola, in Italia, risulta complicato sono prettamente culturali. Tuttavia, «l’impegno scolastico sul tema viene percepito peggiore di quanto non sia in realtà», precisa Manuela Farris. «Ci sono scuole dove l’educazione sessuale funziona e viene fatta adeguatamente, altre in cui non funziona. Molto dipende dalla presenza di presidi “illuminati” in tal senso. E senza dimenticare che vi sono ancora tanti genitori che si oppongono all’organizzazione di questi corsi».

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Come ogni stagione il traffico milanese va in tilt, la città si riempie di eventi e per le strade si possono avvistare sofisticate fashioniste. Cosa significa? Semplice, che è iniziata la settimana dedicata al Pret à Porter. Ormai da parecchie stagioni le proposte di designer blasonati e di giovani emergenti condividono i riflettori con gli outfit sfoggiati da editor e influencer. E i fotografi non sono presenti a eventi e sfilate solo per catturare le nuove collezioni ma anche per ritrarre gli outfit più cool e sofisticati degli invitati.

La pioggia intermittente e il freddo di questi primi giorni di Fashion Week non hanno scoraggiato l’esercito modaiolo che, noncurante delle intemperie, ha sfoggiato look all’insegna del colore. Il grigiore invernale è stato illuminato da un arcobaleno di coat, abiti e accessori in tonalità pastello oppure fluo, indossati ton sur ton in un’alternarsi di nuance e sfumature tra il bon ton e il manga style.

Vestirvi di rosa dalla testa ai piedi non fa per voi? Niente paura, basta puntare su un accessorio solo. Basta una clutch o un paio di scarpe per dare un twist in più alla mise più basica. Perchè sono i dettagli a fare la differenza.

 

 

 

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La classica scena vista e rivista nei film anni ’50: l’eroina estrae dalla borsa uno specchietto, si guarda di sfuggita e chiede scusa perchè dovrà assentarsi per un momento. Poi nella powder room dipinta di rosa applica la cipria col piumino et voilà, la storia può proseguire. Se la vostra vita non è un film, però, questi momenti sono rari o forse…non accadono proprio mai. Tra studio, lavoro, famiglia, fidanzati e vita sociale il tempo da dedicare al trucco si limita ai pochi minuti che gli dedichiamo prima di uscire di casa, sfrecciando poi verso una giornata fitta di impegni.

Ecco quindi perchè il quarto d’ora (o forse dovrei dire 5 minuti!) che spendiamo per stendere il make-up che ci accompagnerà fino a sera è fondamentale. Perchè resti intatto e impeccabile fino all’ora di cena basta seguire alcuni semplici accorgimenti.

Preparate la pelle Un trucco luminoso, fresco e long lasting dipende molto da come curiamo la pelle: se è grassa meglio evitare creme troppo emollienti che finirebbero per far ‘scivolare via’ il fondotinta, meglio optare per prodotti oil free. Viceversa, se il viso ‘tira’ meglio coccolarlo con siero e crema idratante: in questo modo la base non andrà a evidenziare eventuali imperfezioni e segni di disidratazione.

Non sottovalutate il potere di un buon primer Ci siamo, la pelle è idratata, liscia e pronta a ricevere il trucco, giusto? Non proprio. Per assicurarvi una tenuta extra, scegliete un primer che sia perfetto per la vostra pelle. Il vantaggio? Funziona come un collante tra la pelle e gli strati successivi.

Scegliete i prodotti giusti Ovvero: mat, altamente pigmentati e waterproof. Le formule più sheer hanno un effetto inizialmente molto naturale ma non reggono il test del tempo: dopo poco iniziano a rivelare, in trasparenza, eventuali rossori e imperfezioni. Le formule più ricche di pigmenti e quindi più coprenti, al contrario, aderiscono meglio e garantiscono una tenuta perfetta, dal mattino alla sera.

Questione di dettagli Bando a sbavature e zone lucide. Come? Con un semplice setting spray che funziona come un ‘sigillo’ perchè si vaporizza sul viso come ultimo step.

Va bene, ora conosciamo le regole ma quali prodotti usare? Urban Decay ci viene in soccorso con la sua linea All Nighter che continua ad arricchirsi di nuovi prodotti ultraperformanti. Oltre al celebre fondotinta e all’iconico setting spray la famiglia si arricchisce di un correttore ultracoprente e del nuovo spray Pollution Protection che nebulizza una bruma finissima di minerali che protegge dall’ossidazione causata dall’inquinamento difendendo la pelle dai radicali liberi. Anche il correttore Waterproof Full Coverage Concealer è brand new: coprente ma leggerissimo, è ricco di polimeri high tech che impediscono alla formula di ultima generazione concentrarsi nei pori e nelle rughe sottili intorno agli occhi.

 

 

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Dimenticati il senso di “pesantezza”, la copertura eccessiva, l’effetto lucido. Se sei fra quelle che non sopportano il fondotinta sul viso, ma al tempo stesso vorrebbero poter sfoggiare una pelle liscia, senza imperfezioni e un colorito sempre luminoso e omogeneo, c’è un prodotto novità sviluppato dei laboratori YSL Beauté; una formula che promette di rappresentare un’interessante e innovativa soluzione rispetto ai fondotinta tradizionali.

Touche Eclat Water Compact Foundation è infatti la prima texture crema di YSL che si trasforma in acqua, per rinfrescare la pelle senza “opprimerla”, sin dalla prima applicazione. Fresco, leggero e idratante questo nuovo fondotinta firmato YSL libera la pelle dalle imperfezioni grazie a una copertura media e molto naturale, lasciandola morbida e idratata per varie ore. Grazie al suo esclusivo applicatore a goccia, ti permette inoltre di stenderlo senza errori. Anche in assenza di uno specchio! (Prezzo consigliato al pubblico: 53,90 euro).

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Si tratta dell’innovativo buffer Adamas, che rimuove delicatamente pelle secca e callosità rendendo l’epidermide liscia e vellutata grazie alla presenza di polvere di diamante che conferisce una straordinaria durezza. Si può utilizzare su tutto il corpo in quanto disponibile in tre diverse granulometrie: Verde per un’abrasione forte e per zone come talloni e alluce, Nero per esfoliare delicatamente le zone più delicate dei piedi e il gomito e Rosso da utilizzare nelle zone più sensibili e morbide come le dita e il palmo delle mani. Se utilizzato a secco si otterrà un risultato più deciso, mentre se si desidera un’azione più delicata e leggera si consiglia di utilizzarlo con l’acqua. Inoltre, la sua impugnatura ergonomica e la sua “idrorepellenza” gli permettono di essere usato senza problemi anche in acqua.

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cheap deluxe cover orizz C’erano una volta oggetti e rituali quotidiani, abiti e prodotti di bellezza, locali e mezzi di trasporto universalmente considerati a buon mercato. E di conseguenza snobbati o comunque non contemplati dal popolo della moda (avete mai sentito una fashionista sperticarsi in lodi su un’autorimessa di periferia? Nemmeno noi). Poi qualcosa è cambiato. Esattamente con lo stesso meccanismo per cui il “pop” è diventato “arte” o per cui il “vecchio” è diventato “vintage”, buona parte di ciò che era “economico” è diventato “di lusso”. Un po’ come la zucca di Cenerentola tramutata in carrozza, senza però la maledizione della mezzanotte. Ed è così che pulmini sgangherati sono stati trasformati in Suv costosissimi, detersivi per i vetri in profumi firmati, stazioni di rifornimento in ristoranti stellati. Ci sono almeno dieci cose che, recentemente, sono state toccate dalla polverina magica. Due le trovate qui, le altre a p. 360 di Glamour di marzo.

grand animal hotel

Grand Animal Hotel Se finora vi si stringeva il cuore a parcheggiare il cagnetto in una triste pensione per animali durante le vacanze, vi rallegrerete nell’apprendere che tali angustie hanno i giorni contati. In India ha appena inaugurato l’Hotel Critterati: il primo albergo a cinque stelle per amici a quattro zampe. on piscina e Spa ayurvedica incluse. Dopo il sushi, lo yoga, gli origami e il kamasutra, siamo pronti a scommettere che questo sarà il prossimo regalo d’Oriente. Fido ringrazia già.

Emporio Armani

Emporio Armani

La shopping firmata Dopo l’ondata di polemiche sul costo dei sacchetti per la spesa, c’è da aspettarsi un ritorno della borsa a rete che usavano le nonne. Anna Molinari e Giorgio Armani, se l’aspettano di sicuro: al centro delle collezioni primaverili di Blumarine ed Emporio spiccano shopping bag traforate e iper-glam. Probabilmente un po’ più care delle vituperate buste di plastica ma, ehi: qui si tratta di ridimensionare l’abuso degli imballaggi e proteggere l’ambiente. Crepi l’avarizia.

Scoprite le altre otto tendenze “deluxe” a p. 360 di Glamour di marzo.

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Night – “the danger of the night for women brave and courageous enough to go out,’’ said Miuccia Prada, as models in hi-vis clothing, prettied up with tulle and bows, disappeared into the darkness.

Except that this space, a four-storey tramp up the newly opened tower in Milan’s Fondazione Prada, was never quite dark. For outside the windows was an apocalyptic vision of an industrial wasteland, with chirpy, neon plastic birds and a drone recording what was going on inside the building – though not inside Miuccia’s head.

Miuccia Prada’s stunning show with view out of the Bast windows of the new Fondazione Prada

Suzy Menkes (@suzymenkesvogue) on Feb 22, 2018 at 12:31pm PST

It was hard to grasp just what the designer was trying to say with this eerie, discomforting collection in vividly shaded protection clothing. Some pieces, like a nylon bust wrap with the traditional Prada triangle logo, looked like nothing less than the inventive Prada bags from the 1980s. The bustier was worn over a dress so eye-popping in its digital flower pattern that it glowed eerily, even in the half-light.

Other garments had what looked like an identity tag as an accessory to a colourful silken bodice. In contrast to these utilitarian clothes and accessories, lower legs were dressed in sheer black nylon socks with ruches of plastic ‘tulle’ round the ankles.

Prada has a long fashion history of playing with male/female stereotypes such as sport versus flowers, or industrial material set against chiffon. Perversity is Miuccia’s stock-in-trade. The acid colours and the day-glo accessories seemed such unlikely partners with Prada’s sleek tailoring. Those linear creations were punctuated by girlie pieces: a flower pattern here or a ruched plastic ankle there.

“I loved the masculine touch of the show; the body silhouettes were fantastic, the acid tones and colours. For me, it is the coolest thing I have seen in long time,” said Rita Ora. The Hot Right Now performing artist was looking out of the wide window where a circling drone appeared to be filming the events of this dark night.

Prada show at the Fondazione vivid colours to protect women out at night

Suzy Menkes (@suzymenkesvogue) on Feb 22, 2018 at 12:33pm PST

What was missing from the strange experience was how the clothes fitted into the Prada world. Protection was clearly a part of it, for anything from a surfer-style zippered top and trousers in orange and shocking pink nylon to a day-glo green dress with feathery fibres.

But what exactly were these clothes resisting? Why would a woman facing off male aggression wear a frilly top and a veiled dress covered with super-bright flowers, like a swarm of locusts?

These are questions you do not ask of artists, who are expressing their deepest thoughts and feelings. But clothes are clothes, even presented in a hyper-artistic way in that extraordinary, revamped tower. In the stores, the eclectic pieces, taken apart, will seem much less eerie. For in the end, art is art. And mixing two strands of her life and interests together may not have given quite the right impression of Miuccia Prada’s fashion collection.

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Brillano i gioielli di Bulgari sulla passerella di Emilio Pucci. Una collaborazione esclusiva nata in occasione della Milano Fashion Week per celebrare lo stile italiano.

Il Direttore Artistico Massimo Giorgetti ha interpretato in chiave contemporanea la creatività del “Marchese della moda”, tra fantasie e colori. Ecco perché piumini, abiti scivolati e morbidi pantaloni, pensati per la donna di oggi,  abbandonano le tonalità neutre per vibrare nei toni più accesi.

Un gioco di forme, geometrie e volumi astratti che ritroviamo anche nei monili dell’Alta Gioielleria. Maxi sautoirs, orecchini stelle e strisce, bracciali dal design innovativo completano i look di sfilata di Emilio Pucci, prendono vita in profonde scollature o accompagnando, con bagles e pendenti, il passo fermo e sicuro.

 

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Liete notizie per Rachel McAdams. Secondo quanto riporta E! News (e confermano numerose altre fonti) l’attrice di Mean Girl starebbe aspettando il suo primo figlio. Una voce che aveva iniziato a correre sul filo dei tabloid soprattutto dopo che, qualche giorno fa, Rachel non si è presentata alla première di Game Night, suo ultimo film.

Non ci sono conferme né smentite dalla star che, però, è sempre stata molto riservata sulla propria vita privata. In questo momento, infatti, non solo non si è sicuri sull’effettiva gravidanza della McAdams, ma nemmeno quale potrebbe essere il padre del bambino. V

oci infatti la vedrebbero legata sentimentalmente allo sceneggiatore Jamie Liden (Money Monster) ma nulla si sa, né nulla si può sapere. Quello che è certo sono i nostri migliori auguri a Rachel per la sua eventuale ma felicissima nuova avventura di mamma.

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La modella sudanese Anok Yai fa il suo debutto sulle passerelle della Milano Fashion Week e cambia la storia.

Ieri sera a Milano, Anok Yai ha fatto da opening per Prada, ben 23 anni dopo Naomi Campbell, che aprì la sfilata primavera-estate 1995 by Miuccia Prada.

Prima di lei, il record fu battuto da un’altra black beauty, Jourdan Dunn, che 10 anni fa nel 2008 calcò la passerella di Prada, la prima modella black scelta da Miuccia dopo Naomi. La storia si è ripetuta con Lineisy Montero nel 2015 durante le collezioni Fall/Winter 2015-2016.

Da Prada però, in un casting ipsirato alla diversity, non c’era solo Anok Yai. Per scoprire le altre modelle black viste in passerella durante la settimana della moda milanese, sfogliate la gallery di Vogue.it.

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Aveva soltanto 13 anni – e aveva esordito davvero da pochissimo – quando Calvin Klein la scelse per l’adv di lancio della sua nuova linea made-to-measure By Appointment. È passato poco più di un anno da allora. Ma a Millie Bobby Brown, giovanissima star della serie TV di successo Stranger Things, sarà sembrato molto di più, visto il periodo davvero intenso che ha vissuto, tra red carpet, premi e riprese. Oggi Millie è stata chiamata nuovamente dal brand per la campagna Primavera Estate 2018 di Calvin Klein Jeans che segna un nuovo capitolo della ‘saga’ #MYCALVINS: Our Family. 

L’attrice è stata fotografata da Willy Vanderperre accanto a Paris Jackson e Lulu Tenney. Il suo outfit? Un completo formato da camicia e pantaloni bicolor, white&red.

Guardate la gallery completa dedicata alla campagna pubblicitaria Primavera Estate 2018 di Calvin Klein Jeans con Millie Bobby Brown.

Cliccate invece qui se volete scoprire la cover story de L’Uomo Vogue con Millie Bobby Brown.

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